Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: RISOLUZIONE CONTRATTUALE

PROCEDURA DI INTERPELLO (110.1 – 110.2)

ANAC - DELIBERA

La procedura d’interpello consente alla stazione appaltante, nei casi individuati dalla norma, di affidare il completamento dell’esecuzione del contratto a un operatore economico diverso dall’originario aggiudicatario, selezionato scorrendo la graduatoria, dal secondo miglior classificato al quinto. L’istituto, già presente nella l. n. 109/1994 con riferimento ai soli lavori, è stato oggetto di un (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE – IRRILEVANTE SE ANTERIORE AL TRIENNIO (80.10)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Va ricordato che, sul pianto sostanziale, la condivisibile giurisprudenza di questo Consiglio di Stato ha posto in risalto come il grave illecito professionale consistente nella risoluzione anticipata di un precedente contratto con l’amministrazione assuma valore a fini escludenti entro il limite temporale del triennio dalla data del fatto, “vale a dire dalla data di adozione della determinazio (...)

RISOLUZIONE CONSENSUALE PRECEDENTE CONTRATTO – NO ILLECITO PROFESSIONALE (80.5.c)

TAR TOSCANA - SENTENZA

Come correttamente ritenuto dal Seggio di gara, nessuna delle circostanze evidenziate era idonea a rientrare nel novero delle fattispecie sussumibili, ai sensi dell’art. 80, comma 5, del d.lgs. n. 50/2016, nella categoria degli illeciti professionali valutabili dalla stazione appaltante: non lo è la risoluzione consensuale di altro precedente rapporto, in quanto non è idonea ad incidere sull’in (...)

PREGRESSA RISOLUZIONE ANTICIPATA – SIGNIFICATIVE CARENZE NELL’ESECUZIONE – NON COMPORTA ESCLUSIONE AUTOMATICA (80.5.c)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Il nuovo testo dell’art. 80, comma 5 lett. c) del codice dei contratti, nella sostituzione operata già con il d.l. 14 dicembre 2018, n. 135 e confermata dalla legge di conversione 11 febbraio 2019, n. 12, non contempla più, quale specifica ipotesi di grave illecito professionale tale da rendere dubbia l’integrità o l’affidabilità dei concorrenti alle gare d’appalto di lavori, di servizi o alle (...)

PREGRESSA RISOLUZIONE CONTRATTUALE – CONTESTAZIONE IN GIUDIZIO – NON RILEVA AI FINI DEL GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE (80.5.c)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Alla luce della richiamata normativa:a) le Stazioni Appaltanti possono procedere all’esclusione di un concorrente unicamente dopo che le stesse dimostrano, con mezzi adeguati, che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità, vietando qualsiasi automatismo all’esclusione dalle procedure di gara;b) (...)

RISOLUZIONE ANTICIPATA BONARIA DEL CONTRATTO - OBBLIGO DICHIARATIVO IN GARA (80)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

La valenza del pregresso scioglimento anticipato del rapporto contrattuale intercorrente tra la società e il Comune di C., all’atto della dichiarazione resa nei confronti del Comune di Tarsia, e, quindi, in relazione a tutti i profili qui in discussione, è stata compiutamente definita dalla sentenza di questa Sezione del Consiglio di Stato n. 5811/2017.La decisione ha stabilito, innanzit (...)

PRECEDENTE RISOLUZIONE CONTRATTUALE – VALUTAZIONE DISCREZIONALE PA (80.5.c)

TAR PUGLIA BA - SENTENZA

Si è detto che le ragioni sulle quali la stazione appaltante fonda l’esclusione dell’odierna ricorrente principali sono due: a) la non veridicità delle dichiarazioni rese (art. 80, co. 5, lett. f-bis); b) in ogni caso, l’inaffidabilità della ricorrente stessa in ragione dei fatti “occultati” mediante le dichiarazioni mendaci e della stessa condotta serbata nel tacerli (art. 80, co. 5, lett. c e (...)

GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI - RISOLUZIONE DI UN PRECEDENTE CONTRATTO - ADEGUATA COMPROVA (80)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il Comune ha assegnato alle condotte contestate alla -Omissis- s.r.l. una duplice connotazione, richiamando per questo motivo nel provvedimento impugnato entrambe le cause di esclusione previste dalle lettere a) e c) del quinto comma dell’art. 80 del codice dei contratti pubblici; esse, precisamente, sono state considerate quali “gravi illeciti professionali”, indici di inaffidabilità dell’impr (...)

PRECEDENTE RISOLUZIONE CONTRATTUALE - ILLECITO PROFESSIONALE - VALUTAZIONE DISCREZIONALE PA (80.5.cter)

ANAC - DELIBERA

Spetta alla stazione appaltante valutare l'esclusione dalla gara dell'operatore economico che abbia dichiarato una precedente risoluzione contrattuale. La determinazione della stazione appaltante va adottata all'esito di apposito contraddittorio, e adeguatamente motivata. La motivazione tiene conto del tempo trascorso, della gravità delle circostanze e della loro pertinenza con l&#3 (...)

RISOLUZIONE ANTICIPATA DELLA CONCESSIONE - GIURISDIZIONE DEL G.O.

CGA SICILIA - SENTENZA

Con il secondo motivo l’appellante ha dedotto l’erroneità della sentenza nella parte in cui il Tar ha ritenuto che la fattispecie non rientri tra quelle devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo di cui all’art. 133 c.p.a., ritenendo altresì che la controversia involga una concessione di pubblico servizio e non una concessione di beni pubblici.Il motivo non è merite (...)

GARA D'URGENZA - ESCLUSIONE PER PRECEDENTE RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER MANCATO RISPETTO TERMINI CONSEGNA - LEGITTIMA (80.5.c)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il Collegio ritiene la motivazione tutt’altro che “laconica” e ben coerente con l’oggetto della gara, bandita nel periodo emergenziale Covid-19 per la fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPI). L’urgenza di rifornire la Regione delle mascherine filtranti ha giustificato l’adozione di una procedura in deroga per l’approvvigionamento dei dispositivi, nei ristretti termini indicati (...)

GRAVE INADEMPIMENTO CONTRATTUALE - CONTRATTO DI TRANSAZIONE - NON INCIDE COME ILLECITO PROFESSIONALE (805.C)

TAR LOMBARDIA MI - SENTENZA

Con il ricorso principale, l’istante ha chiesto l’esclusione dell’aggiudicataria, che a suo dire, non avrebbe segnalato alla stazione appaltante l’esistenza di una circostanza ostativa alla sua partecipazione.Sul punto, il Collegio dà atto che, con nota n. 18065 del 19.6.2019, il Responsabile del Procedimento del predetto Comune, le ha infatti contestato il grave inadempimento in un cont (...)

LEGITTIMA LA NORMA DEL CODICE CHE PONE UN LIMITE MASSIMO ALLE RISERVE CHE PUÒ ISCRIVERE L'APPALTATORE

CORTE COSTITUZIONALE - SENTENZA

Entro la soglia del venti per cento dell’importo contrattuale, qualunque pretesa dell’appaltatore può essere riconosciuta, in via bonaria o previo accertamento giudiziale.Oltre tale limite legale è, viceversa, certamente inibito accedere all’accordo bonario, mentre non risultano precluse azioni giudiziarie, piuttosto viene lievemente potenziato il rischio contrattuale.Infatti, per (...)

COLLEGIO TECNICO CONSULTIVO - PRESUPPOSTI

ANAC - DELIBERA

Obbligo di costituzione del Collegio Tecnico Consultivo e relative competenze – articoli 5 e 6 del D.L. 16 luglio 2020 n. 76, convertito in legge 11 settembre 2020, n. 120 - richiesta di parere. AG 6-2021Devono ritenersi insussistenti i presupposti per il ricorso al Collegio Consultivo Tecnico di cui agli artt. 5e 6 del d.l. 76/2020, conv. in I.n. 120/2020, nel caso in cui il contratto d (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE - IPOTESI DI SUBENTRO - VINCOLI

ANAC - DELIBERA

Segnalazione su presunte violazioni nell’iter amministrativo della procedura di Project Financing avente ad oggetto “Concessione di progettazione, costruzione e gestione di parcheggio pluripiano” del Comune omissis.In caso di risoluzione contrattuale disposta con sentenza dell'Autorità Giudiziaria, la tempestività dell'azione amministrativa, prevista dal Codice dei contratti pubb (...)

GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE - PRECEDENTE RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER PENALI - RILEVANTE (80.5.C)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Per evitare di gravare eccessivamente il concorrente, va ritenuta vicenda non (ancora) rilevante, e come tale non rientrante negli obblighi dichiarativi a suo carico, la comunicazione di avvio di un procedimento di risoluzione di un contratto di appalto stipulato con altra stazione appaltante, sia pure qualora abbia ad oggetto il medesimo servizio per il quale si concorre.La comunicazion (...)

PROVVEDIMENTO DI ESCLUSIONE ––NON È L’OGGETTO DELL’OBBLIGO DICHIARATIVO – È ADEGUATO MEZZO DI PROVA DELL’ILLECITO PROFESSIONALE (80.5.c)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Per quanto riguarda l’obbligo dichiarativo e la relativa violazione, è noto il dibattito giurisprudenziale sull’interpretazione da dare alla disposizione dell’art. 80, comma 5, lett. c), oggi c-bis), del d.lgs. n. 50 del 2016, laddove prevede quale causa di esclusione l’avere “fornito, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione (...)

FASE ESECUTIVA DEL CONTRATTO E RISOLUZIONE CONTRATTUALE - GIURISDIZIONE G.O.

TAR LOMBARDIA MI - SENTENZA

La giurisprudenza è costante nell’affermare che sono devolute alla cognizione del giudice amministrativo le controversie relative alla procedura di affidamento dell'appalto, mentre quelle aventi a oggetto la fase di esecuzione del contratto spettano alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto riguardanti un rapporto di natura privatistica caratterizzato dalla posizione di parità del (...)

GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI – RISOLUZIONI CONTRATTI PRECEDENTI - COMPORTAMENTO RETICENTE - RILEVANZA (80.5.c)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In primis, deduce che sarebbe mancato in primo grado un “vaglio di proporzionalità” della misura adottata, ritenuta essere eccessiva in relazione al valore delle prestazioni non eseguite nell’ambito dei pregressi rapporti contrattuali.Sarebbe inoltre mancata una ponderazione degli interessi coinvolti e del “ruolo che riveste la posizione del privato attinto dal provvedimento, che si pres (...)

CARENZA RRQUISITO DI PARTECIPAZIONE AGGIUDICATARIO - RISOLUZIONE CONTRATTO - GIURISDIZIONE G.A.

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Si deve evidenziare che oggetto del presente giudizio è la sola parte del provvedimento con cui l’Amministrazione ha ritenuto non sussistere in capo all’aggiudicataria un requisito di partecipazione, con particolare riguardo all’assenza dell’autorizzazione sanitaria della Regione Lazio, necessaria all’espletamento del trasporto di infermi in autoambulanza, servizio oggetto dell’appalto.I (...)

PRECEDENTI RISOLUZIONI CONTRATTUALI - INCIDONO SULL'ILLECITO PROFESSIONALE (80.5.C)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Dalla lettura complessiva delle norme di cui al d.lgs. n. 50/2016, infatti, si evince la chiara volontà del legislatore di realizzare un sistema di controlli e vigilanza sulle procedure di affidamento fondato anche sull’utilizzo di plurimi dati (quali la banca dati nazionale dei contratti pubblici, l’Osservatorio e il Casellario informatico), per la cui alimentazione non può prescindersi dalla (...)

ISCRIZIONE NEL CASELLARIO - RISOLUZIONE CONTRATTUALE - RIENTRANO NEL CONCETTO DI NOTIZIA UTILE (80.5.C)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

In linea generale, sussiste un potere dell’ANAC di disporre l’iscrizione nel casellario informatico delle notizie “utili” e che tale potere è esercitato – ed esercitabile – senza soluzione di continuità, sia nella vigenza che dopo l’abrogazione dell’art. 8, comma 2, lett. dd), del d.p.r. n. 207/2010, che prevedeva l’iscrizione “di tutte le altre notizie riguardanti le imprese che, anche indipen (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER INADEMPIMENTO - NON COMPETE AL COLLEGIO CONSULTIVO TECNICO

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il Tribunale amministrativo regionale, accogliendo la corrispondente eccezione formulata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ora Ministero della Cultura, e dal Parco Archeologico di Ercolano, ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione, reputando che le questioni relative alla risoluzione del contratto, a valle dell’aggiudicazione di una proc (...)

PRECEDENTE RISOLUZIONE CONTRATTUALE - GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE - RIENTRA TRA GLI OBBLIGHI DICHIARATIVI (80.5.c)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

La questione posta con il motivo di appello attiene al perimetro degli obblighi dichiarativi in capo al concorrente di una procedura di gara; in particolare, occorre definire se tra i pregressi episodi professionali da riferire alla stazione appaltante in quanto suscettibili di integrare una delle cause di esclusione dalla procedura previste dall’art. 80, comma 5, lett. c) e ss. d.lgs. n. 50 de (...)

PRECEDENTE RISOLUZIONE CONSENSUALE CONTRATTO – RIENTRA NEGLI OBBLIGHI DICHIARATIVI (80.5.c)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il Collegio ritiene che non possa essere data una lettura formalistica del contenuto della lettera c-ter), se non a costo di pregiudicare il ruolo infungibile dell’amministrazione nella valutazione dell’affidabilità dei concorrenti.Il Collegio ritiene, al contrario, di dovere aderire alle diverse conclusioni rassegnate in materia dalla più recente giurisprudenza (cfr. Cons. Stato, sez. V (...)

SANZIONE INTERDITTIVA DELL’ANAC IN CORSO DI GARA - RISOLUZIONE DEL CONTRATTO – LEGITTIMA (80.12)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

L’operatore economico deve essere immediatamente escluso ogni volta in cui la sanzione interdittiva dell’ANAC venga irrogata in pendenza di una procedura di gara.Come affermato da recente giurisprudenza, che questo Collegio condivide, la sanzione non produce un mero effetto preclusivo, ma altresì espulsivo (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, sez. III, 27 novembre 2019, n. 5593; cfr. anche Con (...)

GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE - DIES A QUO - DECORRENZA DALL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO (80.10BIS)

TAR PUGLIA LE - SENTENZA

L’art. 80, comma 5, D. Lgs. n. 50/2016 prescrive, per quel che qui interessa, che “Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d’appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni, qualora: […] c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua in (...)

RISOLUZIONE CONTRATTO PER INADEMPIMENTO - COMPETENZA G.O.

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Con riguardo ad un provvedimento che non è l’esercizio di un potere pubblicistico e di contenuto discrezionale, bensì l’applicazione del regolamento contrattuale fra le parti, la competenza a decidere spetta al giudice ordinario.La condotta dell’Amministrazione, infatti, ha fatto immediato e diretto seguito all’inadempimento contrattuale di controparte rispetto a quanto pattuito in sede (...)

CONDANNE NON DEFINITIVE - POSSONO ESSERE RILEVANTI QUALI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI - SI PUO' SCIOGLIERE CONTRATTO (80.5 - 108)

ANAC - PARERE

Il quesito proposto attiene alla possibilità, per la stazione appaltante, di procedere alla risoluzione del contratto d’appalto, nel caso in cui i vertici della società affidataria siano sottoposti ad indagini penali per reati corruttivi, secondo quanto illustrato nell’istanza di parere.Dunque, al di fuori delle cause di esclusione tassativamente previste dal richiamato art. 80 d.lgs. 50 (...)

DOMANDA AVVERSO RISOLUZIONE DEL CONTRATTO, ESCUSSIONE POLIZZA E SEGNALAZIONE ANAC - COMPETENZA DEL GIUDICE ORDINARIO (108)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Nell’attuale quadro ordinamentale, la connessione tra la domanda di annullamento della gara d’appalto (soggetta pacificamente alla giurisdizione amministrativa) e la domanda di risoluzione o di annullamento di un contratto di appalto (di competenza del giudice ordinario), viene risolta in favore del giudice amministrativo in via eccezionale dalla legge, a seguito della previsione, nel quadro gi (...)

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO - LEGITTIMA IN CASO DI TANTI INADEMPIMENTI DELLA CONCESSIONARIA - NON SI CONFIGURA ABUSO DEL DIRITTO

TAR PUGLIA BA - SENTENZA

L'abuso del diritto, quindi, si rinviene nell'utilizzazione alterata dello schema formale del diritto, finalizzata al conseguimento di obiettivi ulteriori e diversi rispetto a quelli indicati dal Legislatore o, come nel caso di cui trattasi, dagli atti di pianificazione e di attuazione sottostanti alla pretesa azionata.A tal riguardo, la giurisprudenza, sia di legittimità sia amm (...)

RISOLUZIONE ANTICIPATA DEL CONTRATTO - ATTIVAZIONE CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA - COMPETENZA GIUDICE ORDINARIO (108)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Secondo la giurisprudenza amministrativa la risoluzione anticipata del contratto rientra nella sfera di competenza giurisdizionale dell’Autorità giudiziaria ordinaria nel caso in cui una amministrazione azioni, ai sensi dell’art. 1456 c.c., una clausola risolutiva espressa. In tal caso, invero, l’atto risolutivo costituisce esercizio di un diritto potestativo afferente alla capacità di diritto (...)

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO IN ASSENZA DI ESERCIZIO POTERI PUBBLICISTICI AUTORITATIVI - COMPETENZA DEL GIUDICE ORDINARIO (108)

TAR PUGLIA BA - SENTENZA

Nel settore dell’attività negoziale della P.A. tutte le controversie che attengono alla fase preliminare, antecedente e prodromica al contratto, inerenti alla formazione della sua volontà ed alla scelta del contraente privato in base alle regole c.d. dell’evidenza pubblica, appartengono al giudice amministrativo, mentre quelle che radicano le loro ragioni nella serie negoziale successiva che va (...)

INTERPELLO SECONDO CLASSIFICATO - NON NECESSARIO SE VIENE INDETTA UNA NUOVA GARA (110.1)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il giudice di primo grado ha interpretato l’art. 110, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 50 del 2016 come disciplinante un comportamento vincolato per la pubblica amministrazione, tale che, in caso di risoluzione del contratto per inadempimento dell’appaltatore in corso di esecuzione, la stazione appaltante sarebbe obbligata, non solo a scorrere la graduatoria affidando l’esecuzione o il completamento (...)

LEX SPECIALIS - RISOLUZIONE ANTICIPATA DEL CONTRATTO - ILLECITO PROFESSIONALE - RILEVANZA TEMPORALE (80)

TAR SARDEGNA - SENTENZA

Con il terzo motivo la ricorrente invoca l’esclusione di F.S.r.l. anche per non avere dichiarato una precedente risoluzione contrattuale qualificabile come grave illecito professionale, riferendo, in particolare, di avere appreso che “in data 26.04.2022 è (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE - ANAC - MANIFESTA INFONDATEZZA - CASELLARIO GIUDIZIALE (108.3)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

L’art. 108, co.3, del d.lgs. 50/2016, secondo un’impostazione ripresa anche dall’art. 122, co.3, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, delinea una speciale procedura di risoluzione del contratto, che devolve agli organi della stazione appaltante l’accertamento dei presupposti per lo scioglimento del sinallagma, id est il “grave inadempimento alle obbligazioni contrattual (...)

SCORRIMENTO IN GRADUATORIA - AMMISSIBILE SOLO NELLE IPOTESI TASSATIVAMENTE PREVISTE (110.1)

ANAC - PRASSI

L'Autorità al riguardo, già con delibera n. 737 del 9 settembre 2020, si è espressa in merito alla non legittimità dello scorrimento in conseguenza della risoluzione consensuale del contratto. Infatti, l'art. 110 del d.lgs. 50/16 sopra richiamato è norma di stretta interpretazione, non applicabile al di fuori dei casi tassativamente previsti tra i quali non rientra la risoluzione consen (...)

COLLAUDO - OBBLIGATORIO ANCHE IN CASO DI RISOLUZIONE ANTICIPATA DEL CONTRATTO D'APPALTO (122.7 -II.14)

CASSAZIONE CIVILE - SENTENZA

Questa Corte ha affermato - e reiteratamente ribadito - che, in tema di appalto di opere pubbliche, ai fini dello svincolo delle polizze fideiussorie, con la conseguente liberazione dell'appaltatore dall'obbligazione del pagamento dei premi alla società assicuratrice, l’ipotesi della risoluzione anticipata del contratto per fatto e colpa dell’appaltatore è assimilabile a quella della in (...)

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO - EFFETTI

CORTE CASSAZIONE - SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONESEZIONE PRIMA CIVILEComposta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:Dott. SCOTTI Umberto Luigi - PresidenteDott. ABETE Luigi - ConsigliereDott. D'ORAZIO Luigi - Consigliere-Rel.Dot (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE - ILLECITO PROFESSIONALE -RILEVA SOLO QUELLA NEL TRIENNIO ANTECEDENTE (96.10.C)

TAR LOMBARDIA MI - SENTENZA

La Stazione appaltante, pur dando correttamente atto che le risoluzioni contrattuali antecedenti al triennio in cui è stata bandita la gara non potessero essere prese in considerazione, contraddittoriamente poi le ha comunque valutate al fine di verificare la complessiva affidabilità e idoneità della ricorrente, ritenendo di dover considerare anche il suo pregresso comportamento oltre il richia (...)

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER INADEMPIMENTO S.A. - L'APPALTATORE HA DIRITTO AL VALORE DELL'OPERA SULLA BASE DEI PREZZI PATTUITI (122)

CORTE APPELLO - SENTENZA

La questione di diritto devoluta con il primo motivo di appello riguarda il criterio di determinazione del diritto dell'appaltatore all'equivalente monetario della restitutio in integrum conseguente alla risoluzione giudiziale del contratto di appalto per inadempimento della stazione appaltante.Per giurisprudenza consolidata, richiamata nella sentenza impugnata, in caso di risolu (...)

MANCATO PAGAMENTO DELL'APPALTATORE - NON GIUSTIFICA IL RIFIUTO DI PROSEGUIRE L'OPERA PUBBLICA (108)

TRIBUNALE DI MILANO - SENTENZA

A fronte del mancato pagamento delle somme a suo dire dovutegli entro il termine fissato nella diffida, con una seconda comunicazione l’appaltatore ha dichiarato la risoluzione del contratto e ha invitato la stazione appaltante a redigere lo stato di consistenza delle opere propedeutico alla restituzione del cantiere, così di fatto rifiutandosi di proseguire nel compimento dell’opera. Trattasi, (...)

RECIPROCHE DOMANDE DI RISOLUZIONE - IMPOSSIBILITA' SOPRAVVENUTA DI ESECUZIONE (122)

TRIBUNALE DI BARI - SENTENZA

Deve darsi, inoltre, atto che entrambe le parti, non avendo più interesse all’esecuzione del contratto, lo ritengono risolto, sicché a prescindere dalla parte su cui grava l’imputabilità dell’inadempimento, il contratto deve, in ogni caso, dichiararsi risolto. II.5-Si veda, nella giurisprudenza di legittimità, Cass. 6480/2020 “Non sussiste violazione del principio di corrispondenza tra chiesto (...)

RISERVE NEGLI APPALTI PUBBLICI: NECESSARIA LA TEMPESTIVITA'

TRIBUNALE DI ASCOLI PICENO - SENTENZA

Osserva il Collegio che, come chiaramente evincibile dal rapido excursus normativo sopra richiamato, la normativa primaria e secondaria in tema di riserve negli appalti pubblici ha imposto all'appaltatore (ed impone tutt'ora, anche a seguito delle modifiche normative intervenute) delle stringenti regole da rispettare, finalizzate al delicato bilanciamento tr (...)

VARIAZIONE PREZZI - SOGGETTI AGGREGATORI - RISOLUZIONE CONTRATTUALE

TAR EMILIA - SENTENZA

Osserva questo collegio che, l’art. 1, comma 511, della Legge n. 208/2015 entrato in vigore l’1 gennaio 2016 ed espressamente applicabile anche ai contratti in corso di esecuzione, così recita: “A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche con riferimento ai contratti in corso a tale data, nei contratti pubblici relativi a servizi e fornit (...)

RISOLUZIONE CONSENSUALE: NON OBBLIGATORIO DICHIARARLO IN SEDE DI GARA

TAR EMILIA BO - SENTENZA

Secondo questo collegio, lo scioglimento contrattuale in discussione non è avvenuto a fronte di un inadempimento contrattuale da parte della omissis, trattandosi infatti di “risoluzione” consensuale, come tale esclusa dagli obblighi dichiarativi in materia di pubblici appalti (vedi Consiglio di Stato, sentenza n. 6997 del 2022), a maggior ragione tenuto conto del pr (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE - ISCRIZIONE ANNOTAZIONE ANAC - LEGITTIMA SOLO SE CORRETTO IL PROCEDIMENTO DELLA PA

TAR LAZIO - SENTENZA

La rilevanza dei provvedimenti di risoluzione ai fini della funzione di pubblicità-notizia assolta dal casellario (TAR Roma, I, 24 aprile 2018, n. 4577) discende dal loro essere espressione di «significative o persistenti carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione», assunte dall’art. 80, co. 5, lett. c-ter, del d.lgs. 50/2016 tra gli elementi di valutazio (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE - SGOMBERO CANTIERE - INTERVIENE RICHIESTA PA SE OE NON LO FA

TRIBUNALE BOLOGNA - ORDINANZA

L’art. 108, al comma 9 prima parte, prevede espressamente che, nei casi di risoluzione del contratto di appalto dichiarata dalla stazione appaltante (fra i quali rientra, all’evidenza, la dichiarazione della stazione appaltante di risoluzione del contratto in questione), “l’appaltatore deve provvedere al ripiegamento dei cantieri già allestiti e allo sgombero delle aree di lavoro e relative per (...)

GRAVE INADEMPIMENTO DELL'OPERATORE: RISOLUZIONE CONTRATTUALE E RISARCIMENTO DEI DANNI ALLA P.A. (108)

TRIBUNALE DI VENEZIA - SENTENZA

L'art. 108, co.3, del d.lgs. 50/2016 (applicabile ratione temporis), secondo un'impostazione ripresa anche dall'art. 122, co.3, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, delinea una speciale procedura di risoluzione del contratto, che devolve agli organi della stazione appaltante l'accertamento dei presupposti per lo scioglimento del sinallagma, ossi (...)

PROGETTO ESECUTIVO NON "CANTIERABILE": RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER COLPA DELL'ENTE E RISARCIMENTO DANNI PER L'APPALTATORE (24)

TRIBUNALE DI AREZZO - SENTENZA

Entrando, ora, nel merito della controversia occorre valutare se l’abbia legittimamente dichiarato la risoluzione del contratto di appalto in parola per asserito grave inadempimento della parte attrice.Occorre evidenziare che il c.t.u., nominato in sede di A.T.P. e convocato a chiarimenti nel giudizio, nella relazione depositata (...)

MANCATO PAGAMENTO ANTICIPAZIONE CONTRATTUALE - GRAVE INADEMPIMENTO PA - LEGITTIMA RISOLUZIONE GIUDIZIALE ( 125.1)

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

La pacifica mancata corresponsione da parte della PA dell’anticipazione prevista dal contratto e dalla legge costituisce un grave inadempimento imputabile alla parte convenuta connotata della gravità necessaria e sufficiente a legittimare la pronuncia risolutoria. In particolare, dalla comparazione tra le condotte delle parti, sulla base di quanto ricos (...)

SOSPENSIONE DEI LAVORI PROTRATTA PER INERZIA DELLA STAZIONE APPALTANTE: RISOLUZIONE DEL CONTRATTO E RISARCIMENTO A FAVORE DELL'APPALTATORE (107.2)

TRIBUNALE DI CATANZARO - SENTENZA

La perdurante sospensione dei lavori non può ricondursi all’impresa, perché soltanto la stazione appaltante aveva il dovere di eliminare gli ostacoli che bloccavano la ripresa delle attività oggetto di appalto.L’Amministrazione, omettendo l’adozione di una perizia di variante nei termini contrattuali, ha violato il dovere di coope (...)

RISOLUZIONE APPALTO PUBBLICO PER RIFIUTO SOTTOSCRIZIONE VARIANTE NON SOSTANZIALE

TRIBUNALE DI CATANIA - SENTENZA

IL FATTOL'impresa appaltatrice citava in giudizio l'Azienda Ospedaliera lamentando ritardi nella consegna dei lavori e l'illegittima sospensione degli stessi, chiedendo l'accertamento dell'efficacia del recesso o la risoluzione per inadempimento della PA. La controversia nasceva da difformità dei luoghi rispetto al progetto (interferenze con un impianto di cogenerazio (...)

SOSPENSIONE TOTALE LAVORI PER ERRORE PROGETTUALE - NECESSARIA VALUTAZIONE COMPARATIVA INADEMPIMENTI

CORTE DI APPELLO DI FIRENZE - SENTENZA

IL FATTONel corso di un appalto per opere di urbanizzazione (fognature e strade), l'Impresa Appaltatrice sospendeva i lavori denunciando un grave errore progettuale (sottodimensionamento di uno "scatolare" per il deflusso acque) e la mancata contabilizzazione delle opere eseguite. La Stazione Appaltante, dopo aver contestato l'abbandono del cantiere e la non conformità (...)

SOSPENSIONE TOTALE LAVORI PER ERRORE PROGETTUALE - NECESSARIA VALUTAZIONE COMPARATIVA INADEMPIMENTI

CORTE DI APPELLO DI FIRENZE - SENTENZA

IL FATTONel corso di un appalto per opere di urbanizzazione (fognature e strade), l'Impresa Appaltatrice sospendeva i lavori denunciando un grave errore progettuale (sottodimensionamento di uno "scatolare" per il deflusso acque) e la mancata contabilizzazione delle opere eseguite. La Stazione Appaltante, dopo aver contestato l'abbandono del cantiere e la non conformità (...)

ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO ANAC: L'AUTORITA' E' TENUTA A VALUTARE L'UTILITA' DELLA NOTIZIA (213.10)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In relazione alle funzioni informative assolte dal casellario tenuto dall’Anac ai sensi dell’art. 213, comma 10, d.lgs. n. 50 del 2016 (e, oggi, dell’art. 222, comma 10, d.lgs. n. 36 del 2023), per costante giurisprudenza “a fronte della segnalazione di un grave illecito professionale, proveniente da una stazione appaltante, l’Anac non ha poteri di autonoma valutazi (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE: L'ANAC ESERCITA UN POTERE DI ACCERTAMENTO SULLA SEGNALAZIONE, E NON DI VALUTAZIONE DELLA FONDATEZZA DEI FATTI (213.10)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Perché si comprenda il tipo di valutazione che l’A.n.a.c. è chiamata ad effettuare al cospetto della segnalazione di una risoluzione contrattuale è necessario ricordare che l’Autorità non svolge, ai fini dell’annotazione, un ruolo “arbitrale” e che, quindi, non è possibile affidarle «con la prospettazione di una versione dei fatti - o di un’interpretazione della dis (...)

ISCRIZIONE DELLA RISERVA: PRESUPPONE UN CONTRATTO VALIDO - NON SI APPLICA TALE ISTITUTO IN CASO DI RISOLUZIONE (108)

CORTE DI APPELLO DI GENOVA - SENTENZA

"In tema di appalto di opere pubbliche, la riserva, attenendo ad una pretesa economica di matrice contrattuale, presuppone l'esistenza di un contratto valido di cui si chiede l'esecuzione, mentre, ogni qualvolta si faccia questione di invalidità del contratto e dei modi della sua estinzione, come nel caso della risoluzione per inadempimento, le pretese derivanti dall'inadempime (...)

RISOLUZIONE DELL'APPALTO PER VARIANTI: RILEVANZA DELL'ACQUIESCENZA DELL'IMPRESA E DISTINZIONE TRA ERRORI PROGETTUALI ED IMPREVISTI

CORTE APPELLO CAGLIARI - SENTENZA

"L’accettazione delle perizie di variante con la sottoscrizione degli atti di sottomissione e la mancata tempestiva contestazione dell’illegittimità del comportamento della stazione appaltante, sia sul piano del diritto di procedere all’azione delle citate varianti, sia sul piano della portata delle proroghe disposte, precludevano la valutazione dell’importanza dell’inadempimento di quest’ (...)

BONIFICA AMBIENTALE - NON SUSSISTE ERRORE PROGETTUALE SE NEI DOCUMENTI DI GARA ERA PREVISTA PRESENZA DI MATERIALI CONTAMINATI O PERICOLOSI

CORTE DI APPELLO VENEZIA - SENTENZA

Non è configurabile alcun errore progettuale da parte della Stazione Appaltante con riferimento alla tipologia dei materiali presenti nell’area oggetto di bonifica qualora la convenuta fosse consapevole, in quanto prevista dal progetto, della probabile presenza di morchie catramose nell’area di scavo. Ne consegue che il rinvenimento di tali materiali non costituisce una circostanza inaspettata (...)

ILLEGITTIMA RISOLUZIONE PER CARENZE PROGETTUALI

TRIBUNALE AQUILA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la risoluzione anticipata del contratto per inadempimento dell'appaltatore, anche se disposta con atto amministrativo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario attenendo a diritti soggettivi in fase esecutiva. "Il committente pubblico ha l’obbligo di predisporre un progetto esecutivo immediatamente ‘cantierabile’, non bisognoso cioè di ulteriori sp (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE E RISARCIMENTO DANNI - VA CALCOLATO AL NETTO DELL'IMPORTO DELLA GARANZIA DI ANTICIPAZIONE GIA' INCASSATA

CORTE APPELLO DELL'AQUILA - SENTENZA

La risoluzione del contratto di appalto per colpa dell'appaltatore comporta, ai sensi dell'art. 1458 c.c. e dell'art. 108, comma 5, D.Lgs. 50/2016, il diritto dell'esecutore al pagamento delle prestazioni regolarmente eseguite di cui il committente si sia giovato. Ai fini del computo di tale spettanza, non può essere detratta l'anticipazione contrattuale se la Stazione Appal (...)

VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI AVVALIMENTO: LEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

TRIBUNALE DI CROTONE - SENTENZA

La risoluzione del contratto d'appalto per violazione degli obblighi di avvalimento è legittima qualora l'appaltatore esegua le lavorazioni con proprie maestranze in luogo di quelle dell'ausiliaria, essendo tale condotta lesiva della causa del contratto e degli impegni assunti in sede di gara. “Il S.A.L. è dunque un documento che attesta l’esecuzione quantitativa dei lavori, ma non (...)

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO: DEVE ESSERE PRECEDUTA DA CONTESTAZIONE SCRITTA (122)

CORTE D'APPELLO DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 136 D.Lgs. 163/2006 (ora art. 122 D.Lgs. 36/2023) deve essere preceduta dalla contestazione degli addebiti con assegnazione di un termine per le controdeduzioni non inferiore a quello legale; la violazione di tale termine determina l’illegittimità della risoluzione, la quale, avendo natura di autotutela contrattuale pr (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE: L'ACCORDO TRANSATTIVO IN CORSO DI CAUSA CIVILE COMPORTA LA CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE (108.3)

TRIBUNALE DI FERRARA - SENTENZA

"La cessazione della materia del contendere si ha per effetto della sopravvenuta carenza d'interesse della parte alla definizione del giudizio, postulando che siano accaduti nel corso del giudizio fatti tali da determinare il venir meno delle ragioni di contrasto tra le parti e da rendere incontestato l'effettivo venir meno dell'interesse sottostant (...)

RISOLUZIONE APPALTO PUBBLICO: ALEA DEL CONTRATTO “A CORPO” E MANCATO COMPENSO PER RISERVE NON ISCRITTE NEI DOCUMENTI CONTABILI (191)

TRIBUNALE DI URBINO - SENTENZA

"In tema di appalti pubblici, ancorché la consulenza tecnica d'ufficio accerti l'esecuzione di lavorazioni ulteriori rispetto al computo metrico originario rese necessarie dalle condizioni del cantiere (nella specie, per interferenze dovute alla presenza di inquilini), tali importi non possono essere riconosciuti qualora non siano stati oggetto di tempe (...)

INADEMPIMENTO DELLA S.A.: SI PUO' CHIEDERE LA RISOLUZIONE ANCHE SE SONO STATE ISCRITTE RISERVE

CORTE D'APPELLO DI LECCE - SENTENZA

In tema di appalto di opere pubbliche, la mancata iscrizione o conferma delle riserve nei termini contabili non influisce sulla facoltà dell’appaltatore di chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento della Pubblica Amministrazione. L’istituto della riserva, infatti, attenendo a pretese economiche di matrice contrattuale, presuppone la persistenza di un contratto valido, mentre le do (...)

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO D'APPALTO: POSSIBILE PER IMPOSSIBILITA' SOPRAVVENUTA

TRIBUNALE DI LATINA - SENTENZA

La risoluzione del contratto di appalto pubblico per impossibilità sopravvenuta derivante da sequestro penale del cantiere è legittima qualora l'evento presenti i caratteri dell'oggettività e dell'assolutezza, ma non preclude il diritto dell'appaltatore al risarcimento dei maggiori oneri subiti per sospensioni dei lavori precedentemente disposte dalla Stazione Appaltante che abb (...)

SOSPENSIONE DEI LAVORI OLTRE I LIMITI DI LEGGE: PRESCRIZIONE DECENNALE PER RISARCIMENTO E RISOLUZIONE CONTRATTUALE (115)

CORTE D'APPELLO DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalto di opere pubbliche, la prescrizione decennale dell'azione di risoluzione per inadempimento e del connesso risarcimento del danno decorre dal momento in cui la sospensione dei lavori, eccedendo i limiti temporali di legge, configura un inadempimento della Stazione Appaltante oggettivamente percepibile, non rilevando l'epoca di formale conclusione o esecuzione del contr (...)

GRAVI CARENZE PROGETTUALI - OBBLIGO DI ADOTTARE LE VARIANTI - INADEMPIMENTO DELLA PA - DETERMINA RISOLUZIONE E RISARCIMENTO DANNI

TRIBUNALE DI NAPOLI - SENTENZA

In tema di risoluzione del contratto di appalto pubblico per inadempimento del committente, qualora non sia configurabile la restituzione in natura dell'opera parzialmente eseguita, il contenuto dell'obbligo restitutorio a carico della committente deve essere determinato in relazione all'ammontare del corrispettivo originariamente pattuito, sulla cui base l'appaltatrice si era d (...)

RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO PA: MANCATA APPROVAZIONE VARIANTE E LUCRO CESSANTE FORFETTARIO.

CORTE DI APPELLO DI CATANZARO - SENTENZA

In tema di inadempimenti contrattuali reciproci, la loro valutazione comparativa non può essere effettuata in base a un criterio meramente cronologico, addebitando la colpa alla parte che si sia resa inadempiente per prima, ma deve essere condotta secondo un criterio di proporzionalità, confrontando le condotte in base alla loro incidenza sul sinallagma contrattuale. [...] A fronte della ritenu (...)

RECIPROCI INADEMPIMENTI DELLE PARTI E RICHIESTA DI RISOLUZIONE: IL CONTRATTO SI RISOLVE PER MUTUO DISSENSO

TRIBUNALE DI NAPOLI - SENTENZA

In tema di appalto pubblico, qualora entrambe le parti invochino la risoluzione del contratto per reciproci inadempimenti e il giudice non ritenga prevalente la colpa di alcuna di esse, il contratto va dichiarato risolto per mutuo dissenso in virtù del comune intento solutorio. A seguito di tale risoluzione, venendo meno la causa giustificatrice del contratto, la domanda dell'appaltatore vo (...)

IRREGOLARITA' DEL DURC PER SOFFERENZA CONTRIBUTIVA DETERMINATA DA RITARDI DELL'ENTE: ILLEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

TRIBUNALE DI BRINDISI - SENTENZA

Costituisce grave inadempimento della Stazione Appaltante, idoneo a fondare la pronuncia di risoluzione del contratto ex art. 1453 c.c. con conseguente obbligo risarcitorio, l'adozione di un provvedimento di recesso unilaterale basato sull'irregolarità del DURC dell'appaltatore, qualora lo stato di sofferenza contributiva dell'impresa sia stato oggettivamente causato dai ritardi (...)

INAPPLICABILITÀ DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER ECCESSIVA ONEROSITÀ NEGLI APPALTI PUBBLICI

CORTE APPELLO DELL'AQUILA - SENTENZA

L'articolo 1664 cod. civ., avente carattere speciale rispetto all'articolo 1467 cod. civ., non prevede la risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta, ma solo la revisione dei prezzi o, nel caso di cui al comma 2, il diritto dell'appaltatore ad un equo compenso, con conseguente inapplicabilità dell'articolo 1467 cod. civ. nelle fattispecie da esso contemplate. (...)

RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO, REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA E OPERATIVITÀ DELLA CLAUSOLA RISOLUTIVA (4)

TRIBUNALE DI AVEZZANO - SENTENZA

La sospensione dei pagamenti dei S.A.L. da parte dell'Amministrazione, motivata dall'irregolarità del DURC dell'appaltatore, è conforme ai principi di buona fede e agli obblighi normativi di settore, impedendo all'Operatore Economico di eccepire validamente l'inadempimento della PA per giustificare l'abbandono del cantiere o il ritardo nelle (...)

RISOLUZIONE APPALTO PUBBLICO PER INADEMPIMENTO E RESTITUZIONE SOMME EROGATE (108)

TRIBUNALE DI ANCONA - SENTENZA

Il regime speciale di risoluzione del contratto pubblico deroga al diritto comune per tutelare il prevalente interesse pubblico alla pronta esecuzione delle opere; pertanto, accertata l'incompletezza dei lavori e l'inadempimento dell'appaltatore, questi è tenuto a restituire alla Stazione Appaltante le somme incassate in eccedenza rispetto alle lavorazio (...)

RISOLUZIONE PER ILLEGITTIMA SOSPENSIONE DEI LAVORI E RISARCIMENTO DEL DANNO

TRIBUNALE DI TERAMO - SENTENZA

In tema di appalto di opere pubbliche, l'illegittima protrazione della sospensione dei lavori da parte della stazione appaltante configura un grave inadempimento che legittima l'appaltatore a richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. In tale scenario, non assumono rilievo la mancata iscrizione di riserve o la mancata istanza di sci (...)

GIURISDIZIONE COMPETENTE IN FASE ESECUTIVA E VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DA PARTE DEL GENERAL CONTRACTOR (194)

TRIBUNALE DI NAPOLI - SENTENZA

Sussiste la giurisdizione del Giudice Ordinario per le controversie aventi ad oggetto la risoluzione per inadempimento di un contratto d'appalto pubblico, in quanto afferenti a posizioni di diritto soggettivo proprie della fase paritetica del rapporto. È privo di legittimazione attiva il soggetto che invoca la titolarità del rapporto contrattuale in base a un co (...)

RITARDO NELL'ESECUZIONE DELLE PRESTAZIONI: LA RISOLUZIONE CONTRATTUALE RICHIEDE UN PREVENTIVO CONTRADDITTORIO CON L'APPALTATORE (108)

CORTE DI APPELLO DI TORINO - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la procedura di risoluzione disciplinata dall’art. 108, comma 4, D.Lgs. n. 50/2016 per ritardi imputabili all’appaltatore richiede, a fini di legittimità, l'espletamento di un preciso iter endoprocedimentale. Tale iter non si esaurisce con l'inutile decorso del termine assegnato per l'adempimento, ma impone alla Stazione Appa (...)

MANCATA RIASSUNZIONE DEL PROCESSO NEL TERMINE PERENTORIO DI LEGGE A SEGUITO FALLIMENTO DELL'OPERATORE ECONOMICO COMPORTA L'ESTINZIONE DEL GIUDIZIO

CORTE D'APPELLO DI TORINO - SENTENZA

L'estinzione del processo deve essere dichiarata qualora, a seguito dell'ordinanza di interruzione del giudizio per sopravvenuto fallimento della società appellante, il processo non sia stato tempestivamente riassunto da nessuna delle parti nel termine stabilito dall'art. 305 c.p.c. Tale omissione determina la cessazione della materia del contendere in sede di gravame e il consolida (...)

LEGITTIMA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER DIFFORMITÀ DEI REQUISITI TECNICI MINIMI.

TRIBUNALE DI POTENZA - SENTENZA

È legittima la risoluzione del contratto di appalto e il conseguente incameramento della cauzione qualora l'apparecchiatura fornita risulti priva dei requisiti tecnici minimi previsti dal capitolato, non potendosi considerare equivalente un bene che, pur performante in altre modalità, precluda specifiche funzionalità ritenute essenziali dall'amministrazione per l'uso in ambito clini (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE - ILLEGITTIMA ESCUSSIONE GARANZIA PER ANTICIPAZIONE MA LEGITTTIMA ESCUSSIONE GARANZIA DEFINITIVA

TRIBUNALE DI DI VALLO DELLA LUCANIA - SENTENZA

In tema di garanzie fideiussorie negli appalti pubblici, l'ambito di copertura della polizza per l'anticipazione e della cauzione definitiva operano su piani di rischio distinti. La risoluzione consensuale del contratto preclude l'escussione della garanzia sull'anticipazione, mancando il provvedimento autoritativo di decadenza per colpa, ma legittima l'escussione della cauzi (...)

CONCESSIONE PER LA GESTIONE DI IMPIANTI SPORTIVI: LE MODIFICHE GESTIONALI CHE NON STRAVOLGONO LA DESTINAZIONE D'USO NON GIUSTIFICANO LA RISOLUZIONE

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

È illegittimo il provvedimento di revoca di una concessione per la gestione di un impianto sportivo basato su irregolarità edilizie minimali o modifiche dell'offerta sportiva che, pur non preventivamente autorizzate, non alterano la destinazione funzionale del bene e risultano già rimosse dal concessionario. La valutazione della gravità dell'inadempimento de (...)

RIFIUTO DI RIPRENDERE I LAVORI DOPO LA SOSPENSIONE: CAUSA LEGITTIMA DI RISOLUZIONE CONTRATTUALE (121.4)

TRIBUNALE DI CALTANISETTA - SENTENZA

In un rapporto di concessione, la sospensione dei lavori disposta dalla Commissione Straordinaria per verifiche antimafia ex art. 145 TUEL costituisce esercizio legittimo di un potere autoritativo che non giustifica l'abbandono del cantiere da parte del concessionario. In tema di esecuzione dei contratti pubblici, deve dichiararsi la risoluzione per inadempimento colpevole del conces (...)

LEGITTIMITÀ DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER GRAVE COLPA PROFESSIONALE DELL'APPALTATORE

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

È legittima la risoluzione contrattuale disposta dalla Stazione Appaltante qualora l'appaltatore operi con negligenza e superficialità nell'esecuzione di prestazioni sensibili per la sicurezza dei mezzi e del personale, rendendo di fatto inutile la commessa affidata. In tale contesto, la segnalazione al Casellario Informatico dell'ANAC appare congruente (...)

LA P.A DEVE CONSENTIRE L'ESECUZIONE DELLE OPERE PATTUITE. L'AFFIDAMENTO A TERZI DEI MEDESIMI LAVORI, IN COSTANZA DI CONTRATTO, INTEGRA GRAVE INADEMPIMENTO

TRIBUNALE DI TRANI - SENTENZA

Costituisce grave inadempimento della Stazione Appaltante, idoneo a giustificare la risoluzione del contratto ex art. 1453 c.c., la condotta dell'ente che ometta il pagamento di lavori già eseguiti e, restando inerte rispetto alla prosecuzione del rapporto, affidi a terzi l'esecuzione delle opere residue già contrattualizzate. In tale ipotesi, l'appaltat (...)

SOPRAVVENUTO ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA: NON DETERMINA L'ILLEGITTIMITA' DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE A SUO TEMPO ADOTTATA DALL'ENTE (108)

TAR SICILIA CT - SENTENZA

Il sopravvenuto annullamento in sede giurisdizionale dell'informativa antimafia interdittiva non determina l'illegittimità derivata del provvedimento di risoluzione del contratto d'appalto precedentemente adottato dalla Stazione Appaltante, atteso che quest'ultima è tenuta ad agire con assoluta immediatezza a fronte di un provvedimento prefettizio ef (...)

IL PAGAMENTO EFFETTUATO DALLA STAZIONE APPALTANTE COMPORTA LA CARENZA DI INTERESSE ALLA RISOLUZIONE

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, l’adempimento delle obbligazioni di pagamento effettuato dalla stazione appaltante nel corso del giudizio determina l'improseguibilità della domanda di risoluzione proposta dall'operatore economico per sopravvenuta carenza di interesse, non potendosi configurare un inadempimento risolutorio a fronte del soddisfacimento integrale della pretesa creditoria. (...)

OMESSA CONSEGNA DEI LAVORI: COSTITUISCE GRAVE INADEMPIMENTO DELLA PA CHE LEGITTIMA L'APPALTATORE AD AGIRE PER LA RISOLUZIONE E IL RISARCIMENTO DEL DANNO

TRIBUNALE DI NAPOLI - SENTENZA

In tema di appalto di opere pubbliche, la totale e prolungata assenza di consegna del cantiere integra una situazione patologica che esorbita dal perimetro del mero ritardo tipizzato dalla disciplina speciale, traducendosi in un definitivo svuotamento del sinallagma contrattuale. Ne consegue che l'appaltatore può legittimamente avvalersi della risoluzione di dir (...)

ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO INFORMATICO: L'ANAC E' TENUTA A VERIFICARE ESCLUSIVAMENTE LA NON MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA SEGNALAZIONE (213)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

In sede di annotazione nel Casellario Informatico di una risoluzione contrattuale, l'ANAC non è tenuta a svolgere un'indagine istruttoria approfondita che si sostituisca all'analisi del Giudice Ordinario sulla sussistenza dell'inadempimento, gravando sull'Autorità solo un onere di "completezza espositiva" circa le diverse ricostruzioni (...)

FORNITURA DI MASCHERINE PRIVE DI CERTIFICAZIONE CE: RISOLUZIONE DEL CONTRATTO E RESTITUZIONE DEL PREZZO

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

Integra l'ipotesi di consegna di aliud pro alio la fornitura di mascherine sprovviste di marcatura CE o di valida autorizzazione in deroga, poiché la conformità alle normative di sicurezza non rappresenta una mera qualità accessoria, ma una caratteristica essenziale per l’assolvimento della funzione protettiva del bene dedotto in contratto; tale inadempimento le (...)

RISOLUZIONE CIVILISTICA DEL CONTRATTO DI APPALTO PER COLPA DELLA S.A.: GRAVA SULL'IMPRESA L'ONERE DI PROVARE LE ASSERITE MANCANZE DEL PROGETTO ESECUTIVO

TRIBUNALE DI LATINA - SENTENZA

L'effetto giuridico della risoluzione del contratto in danno della stazione appaltante presuppone la dimostrazione di un fatto costitutivo complesso, che non si esaurisce nella mera allegazione di divergenze tecniche ma richiede la prova rigorosa di un'impossibilità oggettiva di esecuzione. Il mancato recepimento da parte dell'Amministrazione di soluzion (...)

SOSPENSIONE ILLEGITTIMA E INERZIA DELLA PA NELLA RICONSEGNA DELLE AREE: L'APPALTATORE PUO' AGIRE PER LA RISOLUZIONE CONTRATTUALE E RISARCIMENTO DEI DANNI

CORTE DI APPELLO DI NAPOLI - SENTENZA

L'omessa consegna delle aree di cantiere da parte dell'amministrazione committente, una volta decorso il termine di sospensione dei lavori pattuito, costituisce violazione dell'obbligo di cooperazione del creditore ed integra un grave inadempimento contrattuale. Ne consegue che l'appaltatore può provocare la risoluzione di diritto del contratto media (...)

VARIANTI IN CORSO D'OPERA NEL REGIME DEL D.LGS. 50/2016: IL SUPERAMENTO DELLE SOGLIE SI BASA SUL VALORE COMPLESSIVO NETTO (106)

CORTE DI APPELLO DI GENOVA - SENTENZA

Ai fini della determinazione della natura sostanziale di una variante d'appalto, il valore delle modifiche deve essere accertato secondo un criterio algebrico che consideri il valore netto delle variazioni successive, compensando le lavorazioni in aumento con quelle in diminuzione. Ne consegue che, laddove lo scostamento netto non superi le soglie di legge, è il (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE: LE VARIANTI PROGETTUALI NON COSTITUISCONO UNA GIUSTIFICAZIONE DEL RITARDO SE L'APPALTATORE LE HA ACCETTATE SENZA RISERVE (108)

TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA - SENTENZA

La risoluzione del contratto di appalto disposta dalla stazione appaltante deve ritenersi legittima qualora l'appaltatore versi in grave ritardo rispetto al cronoprogramma e le opere realizzate presentino difformità strutturali insanabili rispetto al progetto esecutivo. L'accettazione senza riserve di una variante in corso d'opera e della relativa prorog (...)

RISOLUZIONE DEL SUBAPPALTO PER SOPRAVVENUTA INTERDITTIVA ANTIMAFIA: PER IL RISARCIMENTO DANNI, L'APPALTATORE PRINCIPALE DEVE PROVARE IL PREGIUDIZIO PATITO

TRIBUNALE DI SIRACUSA - SENTENZA

In tema di appalti e subappalti, la fattura commerciale, atto di provenienza unilaterale, non è idonea a costituire prova piena del credito nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Qualora il contratto di subappalto venga legittimamente risolto per la sopravvenuta adozione di un'informazione antimafia interdittiva a carico del subappaltatore, la domanda (...)

RISOLUZIONE PER GRAVE INADEMPIMENTO, RISERVE DELL'APPALTATORE E INAPPLICABILITÀ DELLE PENALI PER RITARDO

CORTE DI APPELLO DI CAMPOBASSO - SENTENZA

"Sul punto deve confermarsi la correttezza della statuizione impugnata, laddove si consideri che il giudice a quo – richiamando il condivisibile principio giurisprudenziale secondo cui la penale pattuita per il ritardo presuppone l’intervenuta ultimazione dell’opera e la sussistenza del contratto (che definisce tempi di realizzazione e termine di ultimazione ri (...)

CONSEGNA DEI LAVORI IN VIA D’URGENZA: PRECLUDE ALL'APPALTATORE L’ESERCIZIO DEL POTERE DI RECESSO PER MANCATA STIPULA DEL CONTRATTO (32)

TRIBUNALE DI NAPOLI - SENTENZA

In materia di appalti pubblici, la consegna dei lavori in via d’urgenza, anche se parziale, realizza quel principio di esecuzione che vale a spostare la vicenda sul terreno dei diritti e degli obblighi reciproci, rendendo incompatibile la permanenza del potere di recesso previsto dall’art. 32, comma 8, D.Lgs. n. 50/2016. Una volta che l’operatore sia stato immesso n (...)

RISOLUZIONE PER RESPONSABILITA' DELLA STAZIONE APPALTANTE PER OMESSO RILASCIO DEI TITOLI ABILITATIVI E LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEI CESSIONARI DEL CREDITO

CORTE DI APPELLO DI NAPOLI - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, il grave inadempimento della Stazione Appaltante consistente nella mancata tempestiva acquisizione dei titoli abilitativi necessari all’esecuzione delle opere giustifica la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno per andamento anomalo, perdita di utile e danno curriculare. Il risarcimento per la ritardata consegna dei lavor (...)

OMESSO COLLAUDO DA PARTE DELLA STAZIONE APPALTANTE: RISOLUZIONE PER GRAVE INADEMPIMENTO E PROFILI RISARCITORI

CORTE DI APPELLO DI CATANIA - SENTENZA

"È [...] evidente l’inadempimento del committente (e, per esso, del direttore dei lavori, quale suo rappresentante) degli obblighi contrattualmente assunti con l’appaltatore. E deve, inoltre, ritenersi che il mancato collaudo, protrattosi ben oltre il termine previsto dal capitolato e dalla legge (e per oltre otto anni, avuto riguardo al tempo della proposizion (...)

CONCESSIONE: LA FORMALE CONSEGNA DEL BENE COSTITUISCE IL PRESUPPOSTO PER L'EFFICACIA DEL RAPPORTO E PER L'INSORGENZA DEGLI OBBLIGHI GESTORI

TAR CAMPANIA SA - SENTENZA

In tema di concessione di beni pubblici, la mancata redazione del verbale di consegna dell'area, previsto convenzionalmente come adempimento essenziale entro un termine prestabilito, impedisce il perfezionamento della fase di esecuzione del rapporto, con la conseguenza che l'Amministrazione non può legittimamente intimare il rilascio del bene né risolvere il (...)

ESCLUSIVITÀ DEL FORO CONVENZIONALE E PERSISTENZA DEL CREDITO PER LE PRESTAZIONI GIÀ RESE ANCHE IN CASO DI RISOLUZIONE CONTRATTUALE DELL'APPALTO

TRIBUNALE DI BARI - SENTENZA

In tema di competenza territoriale, la designazione convenzionale di un foro non ne comporta l'esclusività in assenza di una pattuizione esplicita che escluda i fori stabiliti dalla legge. La risoluzione del contratto d'appalto per prestazioni di servizi non incide sul diritto dell'appaltatore di percepire il compenso per le attività già prestate nel per (...)

PROGETTO ESECUTIVO CON SOTTOSCRIZIONE APOCRIFA DI UN PROFESSIONISTA NON PIÙ ABILITATO: GRAVE INADEMPIMENTO CONTRATTUALE CHE GIUSTIFICA LA RISOLUZIONE (136)

CORTE DI APPELLO DI BARI - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, è legittima la risoluzione contrattuale disposta dalla Stazione Appaltante ex art. 136 D.Lgs. 163/2006 qualora l'Appaltatore consegni un progetto esecutivo con sottoscrizione e timbro professionale falsi o riferibili a soggetto già cancellato dall'albo. La sottoscrizione di un elaborato tecnico da parte di un professionista abili (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER GRAVE INADEMPIMENTO DELL'APPALTATORE: IL COMPENSO È LIMITATO ALLE PRESTAZIONI REGOLARMENTE ESEGUITE E ACCERTATE (108)

TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA - ORDINANZA

"[...] giusta la normativa applicabile nel caso di specie, a fronte della risoluzione del contratto ex art. 108, comma 3, D.Lgs. 50/2016, a norma del comma 5 del medesimo articolo, “l'appaltatore ha diritto soltanto al pagamento delle prestazioni relative ai lavori, servizi o forniture regolarmente eseguiti, decurtato degli oneri aggiuntivi derivanti dallo (...)

ILLEGITTIMITÀ DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER INADEMPIMENTO NON GRAVE E NON IMPUTABILE ALL'APPALTATORE (108)

TRIBUNALE DI NAPOLI - SENTENZA

La risoluzione del contratto di appalto pubblico per inadempimento non è legittima se la prestazione residua ha un rilievo marginale nell'economia complessiva del contratto e se il ritardo non è imputabile all'appaltatore per la sopravvenienza di ordini dell'Autorità Giudiziaria (sequestro penale del cantiere)."[. (...)

ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO INFORMATICO: L'ANAC ESERCITA UN POTERE DI ACCERTAMENTO CIRCA L'ESISTENZA DEI FATTI SEGNALATI E NON UNA VALUTAZIONE DI MERITO (222)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Il sindacato dell'ANAC sulle segnalazioni finalizzate all'annotazione nel Casellario deve limitarsi alla verifica della veridicità storica del fatto e alla completezza della rappresentazione degli interessi contrapposti, senza potersi spingere fino al sindacato sulla legittimità della sanzione contrattuale irrogata. “L’aut (...)

RITARDO NELLA CONSEGNA DELLE AREE: NON ATTRIBUISCE ALL'APPALTATORE UN DIRITTO AUTOMATICO DI RISOLUZIONE, MA LO ABILITA AD ATTIVARE IL RIMEDIO DEL RECESSO

TRIBUNALE DI AREZZO - SENTENZA

Il verbale di consegna costituisce l'atto tipico della fase esecutiva, rilevante per la decorrenza dei termini contrattuali e per l'immissione nel possesso del cantiere; la sua assenza impedisce di ritenere documentalmente provata una consegna formale. In presenza di reciproche contestazioni, il giudice deve valutare quale condotta abbia inciso in modo deter (...)

OBBLIGO DI SOTTOSCRIZIONE DELL'ATTO DI SOTTOMISSIONE ENTRO IL QUINTO DELL’IMPORTO CONTRATTUALE E LEGITTIMITÀ DELLA RISOLUZIONE IN CASO DI RIFIUTO DELL'APPALTATORE (108)

TRIBUNALE DI RAGUSA - SENTENZA

Il rifiuto dell'appaltatore di sottoscrivere l'atto di sottomissione relativo a una perizia di variante il cui valore comporti un aumento di spesa contenuto entro il limite del quinto dell'importo contrattuale (cd. quinto d'obbligo) è illegittimo e configura un grave inadempimento alle obbligazioni negoziali, in quanto ostativo alla prosecuzione dei (...)

RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO E DIRITTO AL COMPENSO PER LE OPERE REGOLARMENTE ESEGUITE E CONTABILIZZATE NELLO STATO DI CONSISTENZA (108)

TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA - ORDINANZA

"Sul punto [...] l’insegnamento della Suprema Corte di Cassazione [...] ha precisato che “in tema di procedimento sommario di cognizione, poiché non è contemplata alcuna sanzione processuale in relazione al mancato rispetto del requisito di specifica indicazione dei mezzi di prova e dei documenti di cui il ricorrente ed il resistente intendano, rispettivamente, (...)

IL POTERE DI ANNOTAZIONE DELL'ANAC NEL CASELLARIO INFORMATICO NON HA NATURA SANZIONATORIA, MA ASSOLVE A UNA FUNZIONE DI PUBBLICITÀ-NOTIZIA (213)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

In tema di contratti pubblici, il potere di annotazione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione nel Casellario Informatico non ha natura sanzionatoria, ma assolve a una funzione di pubblicità-notizia finalizzata a garantire alle stazioni appaltanti un quadro informativo completo sull'affidabilità professionale degli operatori. Pertanto, l'Autorità è tenut (...)

RISOLUZIONE DELL'APPALTO PER GRAVI CARENZE PROGETTUALI E RIPETIZIONE DELL'INDEBITO

TRIBUNALE DI ORISTANO - SENTENZA

In tema di appalto pubblico, l'appaltatore che accetta di sottoscrivere un contratto sulla base di un progetto esecutivo affetto da macroscopiche e palesi carenze non può successivamente pretendere il risarcimento dei danni derivanti dall'impossibilità di ultimare i lavori, operando il principio del concorso di colpa del creditore di cui all'art. 1227, c (...)

RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTI RECIPROCI E PREVALENZA DELLA MANCATA COOPERAZIONE DA PARTE DELLA P.A.

TRIBUNALE DI CATANZARO - SENTENZA

In ipotesi di reciproche istanze di risoluzione contrattuale, ai fini della pronuncia ex art. 1453 c.c., occorre procedere a una valutazione unitaria e comparativa degli inadempimenti che investa gli stessi nel rapporto di dipendenza causale e di proporzionalità rispetto alla funzione economico-sociale del contratto. Deve ritenersi prevalente l'inadempimento del (...)

ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO INFORMATICO: L'ANAC È TENUTA UNICAMENTE AD APPREZZARE LA NON MANIFESTA INFONDATEZZA DEI FATTI SEGNALATI

TAR LAZIO RM - SENTENZA

In sede di annotazione nel Casellario Informatico di una notizia utile, l’Autorità Nazionale Anticorruzione è tenuta unicamente ad apprezzare la non manifesta infondatezza dei fatti segnalati, dovendo escludersi che la stessa possa sostituirsi al giudice competente a valutare nel merito la sussistenza dell’inadempimento. Ne consegue che l’onere di completezza esposi (...)

INADEMPIMENTI RECIPROCI: LE CARENZE DEL PROGETTO ESECUTIVO E LA MANCATA COOPERAZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE COSTITUISCONO UN INADEMPIMENTO PIÙ GRAVE E PREVALENTE

TRIBUNALE DI VARESE - SENTENZA

In materia di appalti pubblici, qualora emergano in fase esecutiva criticità tecniche derivanti da un progetto incompleto e da una carente attività di coordinamento da parte della Stazione Appaltante, tali da determinare la parziale impossibilità di eseguire i lavori come contrattualmente previsto, l'inadempimento della committente è da considerarsi di gravità p (...)

CRITICITÀ NEL CANTIERE: NON ESCLUDONO LA NEGLIGENZA DELL'APPALTATORE SE ERANO CONOSCIBILI/PREVEDIBILI DA UN ESAME DILIGENTE DEGLI ATTI DI GARA E DEI LUOGHI

TRIBUNALE DI GORIZIA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, è legittima la risoluzione contrattuale disposta dalla Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 108, comma 4, del D.Lgs. n. 50/2016 qualora l'Appaltatore accumuli un ritardo significativo non giustificato da carenze progettuali, essendo tali criticità (quali la presenza di amianto o interferenze elettriche) già analizzate nei docum (...)

LA COSTITUZIONE DI UNA SOCIETÀ CONSORTILE DA PARTE DELLE IMPRESE RIUNITE PER L'ESECUZIONE UNITARIA DEI LAVORI DETERMINA IL SUBENTRO AUTOMATICO NEL CONTRATTO

TRIBUNALE DI BARI - SENTENZA

In materia di appalti pubblici, la costituzione di una società consortile finalizzata all’esecuzione del contratto comporta il subentro della stessa nella titolarità del rapporto giuridico. Ne consegue che le singole società componenti l'originario raggruppamento temporaneo devono ritenersi estranee al rapporto contrattuale nella sua fase esecutiva, con consegue (...)

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI APPALTO: COMPENSAZIONE CONTABILE TRA ANTICIPAZIONI E MATERIALI IN CANTIERE (107)

CORTE DI APPELLO DI FIRENZE - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la risoluzione del contratto comporta l'insorgenza di obblighi restitutori che impongono una compensazione contabile tra le somme già percepite dall'appaltatore e il valore delle prestazioni effettivamente validate dalla direzione lavori."[...] intervenuta la risoluzione del contratto d’ap (...)

APPALTI DI LAVORI E RICHIESTA DI PAGAMENTO DELLE RISERVE: EFFICACIA INTERRUTTIVA DELLA DOMANDA ARBITRALE ANCHE SE DICHIARATA NULLA IN SEGUITO

TRIBUNALE DI TARANTO - SENTENZA

In tema di contenzioso sui contratti pubblici di lavori, ai fini dell'interruzione della prescrizione decennale dei diritti nascenti dall'appalto (pagamento di riserve, risoluzione contrattuale e risarcimento danni), la domanda di arbitrato e i successivi atti esecutivi (precetto e pignoramento) spiegano una autonoma ed efficace valenza interruttiva sostanzi (...)

L'APPALTATORE NON PUÒ SOSPENDERE UNILATERALMENTE L'ESECUZIONE DEI LAVORI IN PENDENZA DI CONTESTAZIONI SULLE RISERVE O SU VARIANTI DI DETTAGLIO (108)

TRIBUNALE DI MANTOVA - SENTENZA

È legittima la risoluzione del contratto d'appalto disposta dalla Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 108 del D.Lgs. n. 50/2016 qualora l'appaltatore, adducendo carenze progettuali di non rilevante entità, sospenda unilateralmente i lavori e abbandoni il cantiere, violando l'obbligo contrattuale che vieta l'interruzione delle opere in pendenza (...)

FALSA ATTESTAZIONE DI ULTIMAZIONE LAVORI FINALIZZATA ALLO SVINCOLO DELLA CAUZIONE DEFINITIVA: LEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI APPALTO (136)

TRIBUNALE DI LARINO - SENTENZA

In tema di appalto pubblico, è legittima la risoluzione contrattuale disposta dalla stazione appaltante laddove l&#39;appaltatore dichiari falsamente il completamento delle opere al fine di svincolare la garanzia fideiussoria in violazione dell&#39;art. 113 D.Lgs. 163/2006, integrando tale condotta una rottura irreparabile del rapporto fiduciario.<p style="text- (...)

RISOLUZIONE IN DANNO: COMPENSAZIONE ATECNICA E QUANTIFICAZIONE DEL MAGGIOR ESBORSO

CORTE DI APPELLO DI FIRENZE - SENTENZA

In ipotesi di risoluzione del contratto di appalto per grave inadempimento dell&#39;appaltatore, la Stazione Appaltante ha diritto al risarcimento del danno quantificabile nel maggior onere economico sostenuto per il riaffidamento dei lavori residui a terzi. Tale posta risarcitoria deve essere determinata attraverso la comparazione tra le voci omogenee del preventiv (...)

ESITO NEGATIVO DELLA VERIFICA DI CONFORMITÀ FINALE: NON INCIDE SULLA VALIDITÀ DEL CONTRATTO GIÀ EFFICACE MA NE DETERMINA LA RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO (108)

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici di servizi, l&#39;esito negativo della verifica di conformità condotta sulla base dei parametri tecnici fissati dalla lex specialis e accettati dall&#39;operatore economico in sede di gara, non incide sulla validità del contratto già efficace, ma ne determina la risoluzione per inadempimento. Non è configurabile una condizione sospensiva (...)

SERVIZI DI ARCHITETTURA E INGEGNERIA PER LA PIANIFICAZIONE URBANISTICA: IL PROFESSIONISTA DEVE COMPIERE TUTTE LE ATTIVITÀ NECESSARIE A RENDERE IL PROGETTO IDONEO ALL'APPROVAZIONE

TRIBUNALE DI TARANTO - SENTENZA

In tema di incarichi professionali per la redazione di strumenti urbanistici, l&#39;omessa predisposizione degli atti necessari all&#39;attivazione delle procedure di verifica ambientale obbligatorie per legge determina l&#39;inidoneità della prestazione all&#39;uso convenuto e configura grave negligenza nell&#39;esecuzione dell&#39;incarico. Qualora il ritardo impu (...)

RITARDO NELL'ESECUZIONE DELLE OPERE E ABBADONO DEL CANTIERE: RISOLUZIONE CONTRATTUALE LEGITTIMA E DIRITTO ALL'ESCUSSIONE DELLA GARANZIA (108)

TRIBUNALE DI MODENA - SENTENZA

In materia di esecuzione di appalti di opere pubbliche, l’accertamento di un ritardo colpevole (nella specie pari a 92 giorni), accumulato dall&#39;appaltatore successivamente alla scadenza dei termini differiti per effetto di proroghe, unitamente all&#39;abbandono del cantiere, giustifica la risoluzione del contratto per inadempimento. Ne consegue la legittimità de (...)

LA STAZIONE APPALTANTE È OBBLIGATA A PREDISPORRE UN PROGETTO ESECUTIVO IMMEDIATAMENTE "CANTIERABILE" E A GARANTIRE LA POSSIBILITÀ GIURIDICA DELL'ESECUZIONE

TRIBUNALE AQUILA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici di lavori, l&#39;inadeguatezza del progetto esecutivo posto a base di gara e della successiva perizia di variante, qualora presentino vizi strutturali tali da rendere l&#39;opera non conforme alla normativa tecnica vigente o non realizzabile, integra un grave inadempimento della Stazione Appaltante. È legittimo il rifiuto dell&#39;appalta (...)

L'APPALTATORE È TENUTO A RIPRENDERE I LAVORI ANCHE IN PRESENZA DI CONTESTAZIONI TECNICHE. IL RIFIUTO COSTITUISCE UN GRAVE INADEMPIMENTO CONTRATTUALE (136)

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalto di opere pubbliche, l&#39;inottemperanza dell&#39;esecutore agli ordini di servizio della Direzione Lavori configura un inadempimento grave che legittima la risoluzione del contratto in danno dell&#39;appaltatore, non essendo consentito a quest&#39;ultimo sospendere unilateralmente la prestazione in attesa dell&#39;adempimento altrui, salvo nei ca (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER COLPA DELL'APPALTATORE: L'ENTE È LEGITTIMATO ALL'ESCUSSIONE DELLA GARANZIA SENZA DOVER DIMOSTRARE IL QUANTUM DEL PREGIUDIZIO (108)

CORTE DI APPELLO DI MILANO - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la fideiussione prestata a titolo di cauzione definitiva che preveda il pagamento a semplice richiesta scritta dell&#39;Amministrazione e la rinuncia al beneficio della preventiva escussione integra un contratto autonomo di garanzia a prima richiesta. Conseguentemente, a fronte del grave inadempimento dell&#39;appaltatore che giustifichi (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE E INADEMPIMENTI RECIPROCI: ABBANDONO DI CANTIERE E INOSSERVANZA DEGLI ORDINI DI SERVIZIO PREVALGONO SULLE CARENZE GESTIONALI DELL'ENTE (136)

CORTE DI APPELLO VENEZIA - SENTENZA

In tema di appalto pubblico, l&#39;onere di iscrizione delle riserve deve essere assolto contestualmente all&#39;insorgenza e percezione del fatto dannoso, con iscrizione sul primo atto dell&#39;appalto idoneo a riceverle, a pena di decadenza. La sottoscrizione senza riserve dei SAL e del registro di contabilità preclude la successiva rivendicazione di importi per o (...)

CASELLARIO INFORMATICO, CONTRADDITTORIO E NATURA ACCELERATORIA DEL TERMINE PER LA SEGNALAZIONE ALL'ANAC (222)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

In tema di gestione del Casellario Informatico, l&#39;art. 9 del Regolamento ANAC deve essere interpretato in senso non formalistico: l&#39;omessa comunicazione all&#39;operatore economico della segnalazione effettuata dalla stazione appaltante non impone l&#39;archiviazione se il contraddittorio è stato comunque garantito. Il sin (...)

RISOLUZIONE DELL'APPALTO: LA GRAVITÀ DELL'INADEMPIMENTO DEVE ESSERE PARAMETRATA ALL'INCIDENZA DELLA CONDOTTA SULL'INTERO RISULTATO CONTRATTUALE (122)

TRIBUNALE DI COMO - SENTENZA

La valutazione sulla gravità dell&#39;inadempimento dell&#39;appaltatore, ai fini della risoluzione contrattuale, deve essere effettuata non in modo atomistico, bensì attraverso un esame complessivo della condotta e della sua incidenza sul corretto conseguimento del risultato contrattuale. Qualora le contestazioni riguardino una pluralità di profili (posa materiali, (...)

RISOLUZIONE APPALTO: L'ENTE PUÒ OPPORRE IN COMPENSAZIONE IL CREDITO PER MANCATA RICOSTITUZIONE DELLA CAUZIONE DEFINITIVA NEI LIMITI DEL PREGIUDIZIO SUBITO E PROVATO (136)

CORTE DI APPELLO DI POTENZA - SENTENZA

In caso di risoluzione del contratto di appalto pubblico per inadempimento dell&#39;operatore economico, quest&#39;ultimo mantiene il diritto al pagamento delle prestazioni già effettuate e accertate in contraddittorio. La Stazione Appaltante non può legittimamente rifiutare il pagamento eccependo in compensazione l&#39;importo della garanzia fideiussoria non reinte (...)

RISOLUZIONE PER GRAVE INADEMPIMENTO E GARANZIE PROCEDIMENTALI NEL NUOVO CODICE (122)

TRIBUNALE DI COMO - SENTENZA

In tema di esecuzione del contratto di appalto pubblico, ai sensi dell’art. 122, comma 4, del D.Lgs. 36/2023, deve ritenersi legittima la risoluzione disposta dalla stazione appaltante qualora, a fronte di un ritardo estremo nell&#39;avanzamento dei lavori, sia stata garantita la partecipazione dell&#39;appaltatore mediante ordini di servizio contestativi e convocaz (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE E VALORE PROBATORIO DELLO STATO DI CONSISTENZA (136)

CORTE DI CASSAZIONE - ORDINANZA

In materia di appalti pubblici, la fede privilegiata propria dell&#39;atto pubblico ex art. 2700 c.c. non si estende alle valutazioni di carattere tecnico ed estimativo contenute nello stato di consistenza e nel verbale di accertamento tecnico-contabile redatti a seguito di risoluzione contrattuale, le quali non hanno efficacia di prova legale circa l&#39;esistenza (...)

LA SOTTOSCRIZIONE SENZA RISERVE DEL VERBALE DI CONSEGNA LAVORI E DEL CONTRATTO PRECLUDE ALL'APPALTATORE LA POSSIBILITÀ DI INVOCARE LA RISOLUZIONE PER CARENZE PROGETTUALI

TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA - SENTENZA

L&#39;appaltatore che accetta la consegna dei lavori e sottoscrive il contratto dichiarando la piena adeguatezza del progetto esecutivo non può successivamente addurre carenze progettuali preesistenti quali motivi di grave inadempimento della Stazione Appaltante ai fini della risoluzione contrattuale. Tali doglianze risultano strumentali e contrarie al principio di (...)

PENALE PER RITARDO MATURATA E CONTABILIZZATA PRIMA DELLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO: RESTA DOVUTA ALLA STAZIONE APPALTANTE E COMPENSABILE CON IL CREDITO DELL'APPALTATORE PER I LAVORI SVOLTI (138)

CORTE APPELLO DELL'AQUILA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la clausola penale per ritardo maturata e contabilizzata in costanza di rapporto antecedente alla risoluzione del contratto per inadempimento resta dovuta alla stazione appaltante. Il raggiungimento della soglia massima della penale pattuita (nella specie, il 10% dell&#39;importo contrattuale) configura il presupposto per l&#39;esercizio (...)

PENALE PER RITARDO MATURATA E CONTABILIZZATA PRIMA DELLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO: RESTA DOVUTA ALLA STAZIONE APPALTANTE E COMPENSABILE CON IL CREDITO DELL'APPALTATORE PER I LAVORI SVOLTI (138)

CORTE APPELLO DELL'AQUILA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la clausola penale per ritardo maturata e contabilizzata in costanza di rapporto antecedente alla risoluzione del contratto per inadempimento resta dovuta alla stazione appaltante. Il raggiungimento della soglia massima della penale pattuita (nella specie, il 10% dell&#39;importo contrattuale) configura il presupposto per l&#39;esercizio (...)

LA DICHIARAZIONE DI CONOSCENZA DELLE CONDIZIONI LOCALI E DEGLI ATTI PROGETTUALI COMPORTA UNA RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE DELL'APPALTATORE IN TERMINI DI DILIGENZA QUALIFICATA (108)

TRIBUNALE DI MONZA - SENTENZA

In tema di appalto pubblico, l&#39;appaltatore che abbia dichiarato di aver verificato la validità del progetto e lo stato dei luoghi non può invocare modeste lacune documentali o minime difformità quantitative per giustificare il totale rifiuto di avviare le lavorazioni. Qualora lo scostamento economico tra il progetto e lo stato di fatto sia marginale (nella speci (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER VIOLAZIONE DI OBBLIGHI PREPARATORI ALL'ESECUZIONE DELL'APPALTO E PROVA DEL DANNO (108)

CORTE D'APPELLO DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la gravità dell&#39;inadempimento dell&#39;appaltatore deve essere valutata con riferimento all&#39;idoneità della condotta a pregiudicare la funzione economico-sociale del contratto; l&#39;omessa esecuzione di prestazioni preparatorie indispensabili all&#39;avvio del servizio configura un inadempimento strutturale idoneo a paralizzare i (...)

RISOLUZIONE DI UN APPALTO PUBBLICO: L'OBBLIGO RESTITUTORIO A CARICO DELL'ENTE DEVE ESSERE QUANTIFICATO SECONDO IL VALORE VENALE DELLE OPERE REALIZZATE (136)

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

In tema di risoluzione del contratto di appalto pubblico, la declaratoria di parziale illegittimità del provvedimento risolutorio determina la necessità di riequilibrare le partite dare-avere tra le parti secondo la disciplina generale degli artt. 1453 e 1458 c.c. Il riconoscimento del valore venale delle opere già eseguite svolge una funzione di ristoro del danno e (...)

RISOLUZIONE CONTRATTUALE DELL'APPALTO PUBBLICO: ILLEGITTIMITÀ DELLA DIFFIDA DELL'APPALTATORE E ABBANDONO DEL CANTIERE (108)

TRIBUNALE DI MANTOVA - SENTENZA

In tema di esecuzione di appalto pubblico, il rifiuto dell&#39;appaltatore di riprendere le lavorazioni ordinate dal RUP, subordinando il rientro in cantiere alla definizione di varianti o al pagamento di crediti non esigibili, integra la fattispecie di grave inadempimento per abbandono del cantiere, legittimando la risoluzione ex art. 108 D.Lgs. 50/2016.<p styl (...)

LEGITTIMITÀ DELLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI APPALTO PER ABBANDONO DEL CANTIERE E INAMMISSIBILITÀ DELLE RISERVE TARDIVE (108)

CORTE DI APPELLO VENEZIA - SENTENZA

In tema di appalti di opere pubbliche affidati &quot;a corpo&quot;, il prezzo pattuito è fisso e invariabile, con la conseguenza che l’eventuale inadeguatezza delle singole voci del computo metrico o la mancata remuneratività dell’offerta non integrano un grave inadempimento della Stazione Appaltante idoneo a giustificare, ai sensi dell’art. 1460 c.c., la sospension (...)

L'ISTANZA DI RIEQUILIBRIO ECONOMICO-FINANZIARIO PER EMERGENZA PANDEMICA DEVE ESSERE PROVATA RIGOROSAMENTE TRAMITE I DATI FISCALI UFFICIALI

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

Per la valida stipulazione dei contratti della Pubblica Amministrazione non è richiesta la redazione di un unico documento sottoscritto contestualmente, essendo sufficiente che il vincolo si formi mediante l&#39;incontro di dichiarazioni scritte separate quali l&#39;offerta e l&#39;aggiudicazione. In materia di concessione di serv (...)

VIZI DELL'OPERA PER CARENZE PROGETTUALI O DIRETTIVE DELLA DL: L'ESCUSSIONE DELLA POLIZZA È ILLEGITTIMA SE IL CREDITO DELL'APPALTATORE PER I LAVORI SVOLTI SUPERA I DANNI IMPUTABILI ALLO STESSO (103)

TRIBUNALE DI CUNEO - SENTENZA

In caso di risoluzione del contratto di appalto pubblico, l&#39;appaltatore ha diritto al riconoscimento del valore delle opere realizzate che siano entrate nel patrimonio della Stazione Appaltante, indipendentemente dall&#39;imputabilità della risoluzione stessa. Qualora i vizi dell&#39;opera siano riconducibili a carenze della p (...)

CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA: PIENAMENTE VALIDA E CONSENTE ALLA STAZIONE APPALTANTE DI RISOLVERE IL RAPPORTO DI DIRITTO, BYPASSANDO LA DISCREZIONALITÀ ISTRUTTORIA (108)

TRIBUNALE DI ANCONA - SENTENZA

È legittima la risoluzione di diritto di un appalto di servizi mediante l&#39;esercizio della clausola risolutiva espressa ex art. 1456 c.c., in quanto le disposizioni speciali del Codice degli Appalti in tema di risoluzione integrano, ma non sostituiscono, i principi generali del Codice Civile. L&#39;automatismo della clausola opera a prescindere dalla valutazione (...)

LA CONSEGNA DEI LAVORI EFFETTUATA DALL'ENTE SENZA AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI E' GRAVE INADEMPIMENTO CHE LEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO, MA NON ESONERA L'APPALTATORE DALLA PROVA DEL DANNO SUBITO

CORTE DI APPELLO DI BARI - SENTENZA

In tema di appalto di opere pubbliche, deve dichiararsi la risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante qualora la sospensione dei lavori sia stata determinata dalla mancanza di pareri e autorizzazioni ambientali che l&#39;Ente avrebbe dovuto acquisire prima della consegna delle aree. Tale inadempimento ha carattere assorbente e non è (...)

LEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER ABBANDONO DEL CANTIERE DOPO L'AVVENUTO PAGAMENTO (SEPPUR TARDIVO) DEL SAL

TRIBUNALE DI NOCERA INFERIORE - SENTENZA

In tema di appalto pubblico, il ritardo nel pagamento del SAL giustifica la sospensione dei lavori da parte dell&#39;impresa, ma l&#39;avvenuta regolarizzazione del debito da parte della stazione appaltante impone all&#39;appaltatore l&#39;immediata ripresa delle attività. L&#39;abbandono del cantiere protratto per oltre un anno dal pagamento ricevuto legittima la r (...)

LEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO D'APPALTO PER ILLECITO ANTITRUST

CORTE D'APPELLO DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la clausola risolutiva espressa che preveda la risoluzione del contratto a seguito dell&#39;accertamento di intese restrittive della concorrenza da parte dell&#39;AGCM è pienamente valida e non viola il principio di tassatività delle cause di esclusione. Tale principio attiene alla sola procedura di gara, mentre la controversia sulla ris (...)

DIFFORMITÀ DELL'OFFERTA: L'ENTE CONSERVA IL POTERE DI ANNULLARE IN AUTOTUTELA L'AGGIUDICAZIONE DI UNA GARA, TRAVOLGENDO L'EFFICACIA DEL CONTRATTO STIPULATO (108)

TAR CAMPANIA NA - SENTENZA

L&#39;Amministrazione conserva il potere discrezionale di annullare in autotutela l&#39;aggiudicazione di una gara, travolgendo di riflesso l&#39;efficacia del contratto stipulato, qualora riscontri un vizio di legittimità originario derivante dalla palese difformità dell&#39;offerta rispetto alle prescrizioni obbligatorie del capitolato.<p style="text-align: ju (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC SENZA ISTRUTTORIA SULLA NON MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA RISOLUZIONE (222.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È illegittimo il provvedimento di annotazione nel Casellario Informatico qualora l'Autorità ometta di compiere un adeguato approfondimento istruttorio su circostanze decisive dedotte dall'operatore economico, quali l'esito di un accertamento tecnico preventivo favorevole o la pendenza di un giudizio civile di risoluzione promosso dall'appaltatore prima della segnalazione, non potendosi limitare a (...)

ANAC NON VALUTA IL MERITO DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE MA SOLO L'UTILITÀ DELL'ANNOTAZIONE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In sede di annotazione nel Casellario Informatico di una risoluzione contrattuale per grave inadempimento, l'Autorità Nazionale Anticorruzione non è tenuta a valutare la fondatezza delle reciproche contestazioni tra le parti, ma deve limitarsi a verificare la non manifesta infondatezza della segnalazione e ad assicurare la completezza espositiva delle diverse ricostruzioni dei fatti emerse in sede (...)

Annotazione ANAC e necessità di istruttoria su risoluzione contrattuale contestata

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

Ai fini della definizione della fase cautelare relativa all'impugnazione di un'annotazione nel Casellario informatico degli operatori economici, sussiste la necessità per il Giudice Amministrativo di acquisire dalla stazione appaltante segnalante una documentata relazione riguardante la vicenda contrattuale e gli atti di costituzione in mora del privato, specialmente laddove l'operatore economico (...)

LIMITI AL POTERE ISTRUTTORIO ANAC NELL'ANNOTAZIONE DELLE RISOLUZIONI CONTRATTUALI PER INADEMPIMENTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In sede di annotazione nel Casellario Informatico di una risoluzione contrattuale per grave inadempimento, l'Autorità Nazionale Anticorruzione deve limitarsi a verificare la non manifesta infondatezza della segnalazione e l'utilità della notizia, senza potersi sostituire al giudice competente nella valutazione di merito circa la sussistenza o l'imputabilità dell'inadempimento stesso. (...)

Istruttoria su annotazione ANAC per risoluzione contrattuale contestata e complessa

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

Ai fini della decisione sull'istanza cautelare avente ad oggetto un'annotazione nel Casellario informatico ANAC, è necessario acquisire dalla stazione appaltante segnalante una relazione documentata che chiarisca la dinamica dell'inadempimento contestato e lo stato di eventuali contenziosi civili pendenti sulla legittimità della risoluzione presupposta. (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC SENZA VERIFICA DEL PREVENTIVO CONTRADDITTORIO FORMALE DELLA STAZIONE APPALTANTE (108.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È illegittimo il provvedimento di annotazione nel Casellario Informatico qualora l'Autorità ometta di verificare il rispetto del contraddittorio formale nel procedimento di risoluzione contrattuale condotto dalla stazione appaltante. Ai sensi dell'art. 9, comma 2, del Regolamento ANAC, la mancata instaurazione del contraddittorio secondo lo schema legale tipico rende la segnalazione irricevibile, (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC DELLA RISOLUZIONE PER PERDITA DEI REQUISITI SOA DURANTE L'ESECUZIONE (222.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione nel casellario informatico di una risoluzione contrattuale per perdita dei requisiti SOA in corso di esecuzione è legittima qualora l'autorità accerti la veridicità del fatto e garantisca la completezza informativa. L'amministrazione non è tenuta a una motivazione analitica sull'utilità della notizia, né a sindacare la validità della risoluzione, compito riservato al giudice competen (...)

LIMITI AL SINDACATO ANAC SULL'ANNOTAZIONE DELLE RISOLUZIONI CONTRATTUALI PER INADEMPIMENTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'iscrizione nel casellario informatico di notizie riguardanti risoluzioni contrattuali per grave inadempimento costituisce un atto dovuto per l'Autorità, salvo il caso di manifesta infondatezza della segnalazione, ravvisabile solo in presenza di vizi macroscopici o prove liquide di non imputabilità dell'inadempimento. (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO E IL CONSEGUENTE SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la risoluzione di un contratto di fornitura per inidoneità dei beni consegnati e il contestuale affidamento della prestazione al secondo graduato, in quanto la lesione lamentata attiene alla fase esecutiva del rapporto e a posizioni di diritto soggettivo inerenti al rapporto paritetico. (...)

Legittimità annotazione ANAC per risoluzione contrattuale contestata innanzi al GO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

L'inserimento nel casellario informatico della notizia di una risoluzione contrattuale è coerente con le finalità di pubblicità-notizia, spettando alle singole stazioni appaltanti, in sede di gara, il giudizio di proporzionalità e affidabilità professionale dell'operatore economico in seno alla quale emerga il precedente inadempimento. (...)

Sindacato ANAC su annotazioni e limiti valutazione gravità inadempimento contrattuale

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In tema di annotazioni nel casellario informatico, il contraddittorio procedimentale garantito dall'ANAC non implica un diritto incondizionato dell'operatore economico a controreplicare a ogni successiva interlocuzione della stazione appaltante, per non trasformare il procedimento amministrativo in un meccanismo di continua dialettica difensiva privo di chiusura istruttoria. Inoltre, l'Autorità no (...)

Annotazione ANAC per risoluzione contrattuale da mancata consegna POS

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

Nel procedimento di annotazione nel Casellario informatico, l'ANAC deve apprezzare la non manifesta infondatezza dei fatti segnalati senza sostituirsi al giudice competente per il merito dell'inadempimento; l'onere motivazionale dell'Autorità sull'utilità della notizia è alleggerito qualora l'annotazione riguardi una risoluzione contrattuale, costituendo questa un'ipotesi tipica di grave illecito (...)

Legittimità annotazione ANAC per risoluzione contrattuale e inerzia dell'operatore

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In tema di annotazioni nel casellario informatico ex art. 222, comma 10, del D.Lgs. 36/2023, non è ravvisabile il difetto di istruttoria dell'ANAC qualora le contestazioni dell'operatore economico circa la pretestuosità della condotta della stazione appaltante risultino smentite da una comprovata inerzia della ditta nell'aggiornamento della documentazione contrattuale, specie a fronte di repentini (...)

Annotazione ANAC per risoluzione contrattuale e principio di autoresponsabilità dell'operatore

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In materia di appalti pubblici, l'errore tecnico commesso dall'operatore economico nella scelta del bene offerto non può considerarsi scusabile in virtù del principio di autoresponsabilità. L'iscrizione nel casellario informatico di una notizia relativa a una risoluzione contrattuale non costituisce un giudizio definitivo di inaffidabilità da parte dell'Autorità, ma rappresenta un dato informativo (...)

Sospensione annotazione ANAC: necessaria prova manifesto abuso risolutivo

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In sede cautelare, la sospensione dell'annotazione nel casellario informatico ANAC derivante da risoluzione contrattuale richiede la prova di un manifesto abuso di potere da parte del committente; la tardività delle riserve e l'esistenza di rallentamenti imputabili a vicende organizzative interne dell'operatore economico escludono la sussistenza del fumus boni iuris. (...)

Limiti istruttori ANAC e utilità dell'annotazione per risoluzione contrattuale

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

Nel procedimento di annotazione ex art. 222 del D.Lgs. 36/2023, l'ANAC non è tenuta a un'analisi sostitutiva del giudice del merito sulla sussistenza dell'inadempimento, ma deve limitarsi a una verifica di non manifesta infondatezza. La risoluzione per grave inadempimento gode di una presunzione di utilità informativa che esonera l'Autorità da un onere motivazionale rafforzato sull'interesse del m (...)

ACCESSO AGLI ATTI SULLA PREGRESSA RISOLUZIONE CONTRATTUALE DEL CONCORRENTE AGGIUDICATARIO (35.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SARDEGNA - Sentenza

È illegittimo il diniego di accesso agli atti concernenti vicende risolutive di precedenti rapporti contrattuali tra la stazione appaltante e l'operatore economico aggiudicatario, qualora il richiedente sia un concorrente in graduatoria interessato a verificare la sussistenza di gravi illeciti professionali. Tale interesse prevale sulle esigenze di riservatezza della gara una volta intervenuta l'a (...)

Illecito professionale: esclusione inconfigurabile senza risoluzione contrattuale per inadempimento

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Ordinanza

Ai fini dell'esclusione di un operatore economico per grave illecito professionale, la Stazione Appaltante non può fondare il provvedimento espulsivo su vicende segnalate dai concorrenti che, pur rivestendo carattere di gravità, non siano state formalizzate in una risoluzione contrattuale per inadempimento, risultando altrimenti inconfigurabile la fattispecie escludente prevista dall'art. 98, co. (...)

RISOLUZIONE DEL SUBAPPALTO, RISERVE E COMPENSAZIONE DEI RECIPROCI DANNI

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalti e subappalti, ove le parti formulino reciproche domande risarcitorie fondate su inadempimenti contrapposti, il giudice del merito, all&#39;esito dell&#39;accertamento tecnico, deve procedere alla quantificazione dei rispettivi crediti, operando la compensazione giudiziale e condannando la parte soccombente al pagamento della differenza.<p styl (...)

INEFFICACIA EX TUNC DEL CONTRATTO DI APPALTO POST ANNULLAMENTO AGGIUDICAZIONE: FA VENIR MENO IL PRESUPPOSTO PER L'ACCOGLIMENTO DELLA DOMANDA DI RISARCIMENTO PER L'ASSERITA ILLEGITTIMA RISOLUZIONE

TRIBUNALE DI FOGGIA - SENTENZA

Non è accoglibile la pretesa risarcitoria (a titolo di lucro cessante e danno emergente) azionata dall&#39;operatore economico nei confronti della Stazione Appaltante per l&#39;asserita illegittima risoluzione per inadempimento del contratto di appalto, qualora il Giudice Amministrativo abbia preventivamente annullato l&#39;aggiudicazione e dichiarato la caducazione (...)

Annotazione ANAC per risoluzione contrattuale e necessità di approfondimento istruttorio

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In sede di gravame contro un'annotazione ANAC fondata su una risoluzione contrattuale per grave inadempimento, il giudice amministrativo è tenuto a ordinare incombenti istruttori qualora sia necessario accertare l'effettiva complessità tecnica delle prestazioni e la correttezza dell'agire della stazione appaltante, onde evitare che l'annotazione scaturisca da presupposti fattuali incompleti o erro (...)

Annotazione ANAC per risoluzione contrattuale e integrazione del contraddittorio

TAR LAZIO RM - Ordinanza

Sussiste l'obbligo di integrazione del contraddittorio nei confronti della stazione appaltante segnalante nel giudizio avverso l'annotazione nel Casellario ANAC, qualora la legittimità dell'annotazione dipenda dall'accertamento dei presupposti di fatto di una risoluzione contrattuale contestata e la stazione appaltante sia rimasta inerte rispetto agli ordini istruttori del tribunale. (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC SE LA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PRESENTA VISTOSE ANOMALIE PROCEDURALI (213.10)

T.A.R. LAZIO - Sentenza

L'annotazione nel casellario informatico di una risoluzione contrattuale è illegittima se l'Autorità non rileva palesi violazioni procedimentali commesse dalla stazione appaltante, come il mancato rispetto del termine per valutare le controdeduzioni o l'indebita delega di funzioni istruttorie a soggetti esterni non qualificati come supporto al responsabile del procedimento. L'obbligo di motivazion (...)

NATURA ACCELERATORIA DEL TERMINE DI SEGNALAZIONE ALL'ANAC PER LE ANNOTAZIONI NEL CASELLARIO INFORMATICO (222.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione nel Casellario informatico di una risoluzione contrattuale non ha natura sanzionatoria ma di pubblicità notizia, pertanto il termine per la segnalazione da parte della stazione appaltante non è stabilito a pena di decadenza. L'Autorità deve verificare esclusivamente l'utilità della notizia e la sua non manifesta infondatezza, restando preclusa ogni valutazione di merito sulla colpevo (...)

LEGITTIMITÀ DELL'ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE ANCHE SE IL FATTO È SUB IUDICE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'ANAC, nell'esercizio del potere di annotazione ex art. 213, comma 10, del D.Lgs. n. 50/2016, non deve sostituirsi al giudice competente nel merito dell'inadempimento, ma limitarsi a verificare la non manifesta infondatezza del fatto segnalato e l'utilità della notizia. I termini per la segnalazione da parte della stazione appaltante hanno natura ordinatoria e la pendenza di un giudizio civile no (...)

NATURA NON PERENTORIA DEL TERMINE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI ANNOTAZIONE ANAC (213.10)

T.A.R. LAZIO - ROMA - Sentenza

Il termine di novanta giorni per l'avvio del procedimento di annotazione nel Casellario informatico non ha natura perentoria, rilevando la sua violazione solo qualora comporti il superamento del termine finale di duecentosettanta giorni per la conclusione dell'istruttoria. L'Autorità, nella gestione del Casellario, non esercita un potere di accertamento sulla fondatezza delle reciproche pretese co (...)

NATURA ORDINATORIA DEL TERMINE DI SEGNALAZIONE E FUNZIONE DI PUBBLICITÀ NOTIZIA DELL'ANNOTAZIONE ANAC (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'iscrizione nel casellario informatico delle risoluzioni contrattuali non ha finalità punitiva né interdittiva, ma informativa, devolvendo alle stazioni appaltanti il compito di valutare l'affidabilità dell'operatore. Il direttore dei lavori, quale garante della conformità dell'esecuzione al progetto, risponde delle conseguenze derivanti dall'aver ordinato modifiche senza autorizzazione scritta d (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE SE LA RISOLUZIONE DIPENDE DA CONDOTTE ONDIVAGHE DELLA STAZIONE APPALTANTE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'iscrizione nel casellario informatico ex art. 213, comma 10, d.lgs. n. 50/2016, pur in presenza di una risoluzione contrattuale, deve essere preceduta da un'attenta valutazione dell'utilità in concreto della notizia. Qualora l'inadempimento dell'operatore economico sia stato determinato o favorito da condotte contraddittorie della stazione appaltante — quali ripetuti ripensamenti sugli importi d (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC SE IL CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE E' GARANTITO (222.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di annotazioni nel Casellario informatico, l'Autorità Nazionale Anticorruzione deve dichiarare ricevibile la segnalazione di risoluzione contrattuale qualora l'operatore economico sia stato posto in condizione di interloquire effettivamente durante il procedimento di risoluzione, restando irrilevanti eventuali irregolarità formali della segnalazione stessa, quali l'uso di modelli non stand (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC DELLA RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE GLOBALI (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È legittimo il provvedimento di annotazione nel Casellario Informatico della notizia di risoluzione contrattuale per grave inadempimento qualora l'Autorità abbia dato conto delle difese dell'operatore economico ma le abbia ritenute inidonee a dimostrare la manifesta infondatezza della segnalazione. L'utilità della notizia è confermata dalla circostanza che l'inadempimento sia maturato nonostante l (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE DA MANCATA PRESENTAZIONE ALLA CONSEGNA LAVORI (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione nel Casellario Informatico di una risoluzione contrattuale per inadempimento non richiede un accertamento definitivo della colpa, essendo sufficiente la verifica della non manifesta infondatezza dei fatti segnalati. Le difficoltà di reperimento materiali e i ritardi procedurali della stazione appaltante non escludono l'utilità della notizia se l'operatore ha omesso di instaurare un c (...)

LEGITTIMO L'ACCESSO AL PROVVEDIMENTO DI RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER COMPROVATE ESIGENZE DIFENSIVE DEL SECONDO GRADUATO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Sussiste il diritto del secondo graduato ad accedere al provvedimento di risoluzione contrattuale dell'aggiudicatario qualora tale conoscenza sia funzionale alla difesa in giudizio, spettando unicamente al giudice del merito la valutazione sulla pertinenza e decisività del documento. (...)

DOVUTA LA RESTITUZIONE DELL'ANTICIPAZIONE SE L'AGGIUDICAZIONE È ANNULLATA PER COLPA DELL'APPALTATORE

CORTE DI APPELLO VENEZIA - SENTENZA

In tema di garanzie negli appalti pubblici, l&#39;annullamento dell&#39;aggiudicazione dovuto a violazioni delle regole di gara da parte dell&#39;operatore economico determina la risoluzione anticipata del contratto per fatto colpevole. Ne consegue la piena legittimità dell&#39;escussione della polizza a tutela dell&#39;anticipazione versata, laddove il testo contra (...)

LIMITI AL SINDACATO ANAC SULLA LEGITTIMITÀ DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE IN SEDE DI ANNOTAZIONE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione nel Casellario Informatico delle risoluzioni contrattuali per grave inadempimento costituisce una fattispecie tipica per la quale l'ANAC è tenuta a una motivazione attenuata, limitata alla verifica della non manifesta infondatezza della notizia. All'Autorità non compete l'accertamento circa la legittimità della risoluzione o l'imputabilità dell'inadempimento, compiti riservati esclus (...)

DOVERE DI ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE SENZA ACCERTARE IL MERITO DELL'INADEMPIMENTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione nel Casellario informatico di una risoluzione contrattuale per inadempimento costituisce un atto dovuto per l'ANAC qualora la notizia non risulti palesemente inconsistente, avendo tale iscrizione natura di pubblicità-notizia per il mercato; l'Autorità non può sostituirsi al giudice ordinario nella valutazione di validità della risoluzione, né tale annotazione implica un definitivo ac (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE FONDATA SU RISOLUZIONI PREGRESSE ANCHE SE CONTESTATE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la valutazione di grave illecito professionale ai sensi degli artt. 95 e 98 del D.Lgs. 36/2023 rientra nell'ampia discrezionalità della stazione appaltante. Tale valutazione può basarsi su pregresse risoluzioni contrattuali, le quali integrano mezzi di prova adeguati circa la carenza di affidabilità del concorrente. La mera contestazione giudiziale delle risoluzioni di (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLA RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO NELLA CONCESSIONE DI BENI PUBBLICI (133.1)

TAR LAZIO RM - Sentenza

In tema di concessione di beni pubblici, la giurisdizione del giudice ordinario si radica per le controversie relative alla fase di esecuzione del rapporto qualora la risoluzione per inadempimento sia basata sulla violazione di clausole contrattuali e non sull'esercizio di poteri autoritativi; il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo si estende anche agli atti accessori e conseguenti (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE ANCHE SE SOGGETTA A GIUDIZIO (213.10)

TAR LAZIO RM - Sentenza

È legittima l'annotazione nel Casellario Informatico di una risoluzione contrattuale per grave inadempimento, anche se contestata in sede giudiziale, in quanto la notizia di una risoluzione per ritardo colposo è certamente utile alle stazioni appaltanti per la valutazione dell'affidabilità degli operatori; spetta alle singole amministrazioni aggiudicatrici, e non all'Autorità Nazionale Anticorruzi (...)

ANAC VALUTA L'UTILITA' DELL'ANNOTAZIONE SENZA SOSTITUIRSI AL GIUDICE DEL CONTRATTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In sede di annotazione nel Casellario Informatico di una risoluzione contrattuale per grave inadempimento, l'Autorità è tenuta esclusivamente a verificare la non manifesta infondatezza del fatto segnalato e l'utilità della notizia ai fini della valutazione dell'affidabilità professionale dell'operatore economico, restando precluso ogni sindacato di merito sulle contrapposte versioni dei fatti circ (...)

PERFEZIONAMENTO DEL CONTRATTO MEPA E LEGITTIMITÀ DELL'ANNOTAZIONE ANAC PER INADEMPIMENTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Il contratto d'appalto stipulato sul MEPA si perfeziona con il caricamento a sistema del documento di stipula da parte della stazione appaltante, atto che realizza la conoscenza dell'accettazione della proposta ex art. 1326 c.c. e perfeziona il vincolo negoziale secondo le regole di e-procurement. La successiva dichiarazione di rinuncia all'aggiudicazione formulata dall'operatore economico configu (...)

LIMITI DEL SINDACATO ANAC SULLE ANNOTAZIONI PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In sede di annotazione nel casellario informatico per risoluzione contrattuale, l’ANAC è tenuta ad apprezzare la non manifesta infondatezza dei fatti oggetto di segnalazione, mentre le è precluso il potere di sostituirsi al giudice competente per valutare nel merito la sussistenza dell’inadempimento, dovendosi limitare ad una verifica sommaria volta ad escludere l’inserimento di notizie manifestam (...)

LIMITE ACCESSO RELAZIONI RISERVATE ESCLUDE ATTI FONDANTI LA RISOLUZIONE CONTRATTUALE (53.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Il regime di segretezza previsto per le relazioni riservate del direttore dell'esecuzione ha natura eccezionale e portata circoscritta alle sole relazioni concernenti le riserve formulate dall'appaltatore; non può dunque essere legittimamente opposto il diniego all'ostensione di note istruttorie del DEC richiamate nella motivazione della risoluzione contrattuale, prevalendo in tal caso l'interesse (...)

SOSPESA L'ANNOTAZIONE ANAC SE L'ISTRUTTORIA SULLA CORRESPONSABILITÀ È INCOMPLETA (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

È meritevole di tutela cautelare l'istanza di sospensione di un'annotazione nel Casellario informatico ANAC laddove l'Autorità non fornisca prove persuasive sulla necessità di superare il termine di 180 giorni per la conclusione del procedimento e quando l'accertamento della corresponsabilità dell'operatore economico appaia carente rispetto alle segnalazioni originarie della stazione appaltante. (...)

L'ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE PRESCINDE DALL'ACCERTAMENTO DEFINITIVO DELL'INADEMPIMENTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione nel Casellario Informatico di una risoluzione contrattuale per grave inadempimento ha funzione di pubblicità-notizia e non richiede l'accertamento definitivo della colpa, essendo sufficiente una verifica sommaria di attendibilità della segnalazione che dia conto anche della pendenza di eventuali contenziosi civili. (...)

DIFETTO DI GIURISDIZIONE PER ATTIVITA' NON STRUMENTALI AI SETTORI SPECIALI (114.7)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo il ricorso avverso la risoluzione contrattuale disposta da un'impresa pubblica operante nel settore dell'energia, qualora l'oggetto del contratto (nella specie, smaltimento rifiuti) sia privo di un nesso di strumentalità diretta con le attività proprie del settore speciale, operando in tal caso l'ente secondo le norme del diri (...)

LEGITTIMITÀ ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE SENZA PREGIUDIZIALITÀ DEL GIUDIZIO CIVILE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In sede di annotazione nel Casellario informatico ai sensi dell'art. 213, comma 10, d.lgs. n. 50/2016, l'ANAC non è tenuta ad attendere la definizione del giudizio civile sulla legittimità della risoluzione contrattuale segnalata. L'Autorità deve compiere unicamente una valutazione sommaria sulla non manifesta infondatezza della notizia, verificando che la segnalazione non sia pretestuosa o manife (...)

DIFETTO DI GIURISDIZIONE PER RISOLUZIONE DI CONTRATTI NON STRUMENTALI NEI SETTORI SPECIALI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di settori speciali, l’assoggettabilità dell’affidamento di un servizio alla disciplina codicistica non può essere desunta dal solo criterio soggettivo dell'ente operante nel settore, ma richiede un parametro oggettivo di strumentalità del servizio rispetto all'attività speciale. Qualora le prestazioni contrattuali non siano necessarie ad assicurare la continuità della produzione o trasmis (...)

NATURA PUBBLICITÀ NOTIZIA DELL'ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In sede di annotazione nel Casellario Informatico ex art. 213, comma 10, D.Lgs. n. 50/2016 (ora art. 222 D.Lgs. n. 36/2023), l’Autorità Nazionale Anticorruzione non è investita di un potere di accertamento della gravità dell'inadempimento contrattuale tale da sovrapporsi alle valutazioni della stazione appaltante o del giudice civile. L'Autorità deve limitarsi ad apprezzare la non manifesta infond (...)

ISTRUTTORIA SULLA RISOLUZIONE PER L'ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO INFORMATICO ANAC (213.10)

T.A.R. LAZIO - Ordinanza

Ai fini di una compiuta istruttoria necessaria per la trattazione del merito del ricorso contro l'annotazione nel Casellario Informatico ANAC, il giudice può ordinare alla stazione appaltante la trasmissione di una relazione documentata, comprensiva della relazione della direzione lavori sulle inadempienze e degli atti relativi ai giudizi civili pendenti sulla risoluzione contrattuale. (...)

ISTRUTTORIA SULL’ANNOTAZIONE ANAC PER SOPRAVVENUTA STIPULA DI NUOVO CONTRATTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In sede di impugnazione di un'annotazione ANAC basata su una risoluzione contrattuale per grave inadempimento, il giudice deve disporre un supplemento istruttorio qualora emerga che la stazione appaltante abbia stipulato con il medesimo operatore economico un nuovo contratto per lo stesso servizio, al fine di verificare la reale incidenza delle inadempienze contestate sulla fiducia nell'operatore (...)

NATURA NON PERENTORIA DEL TERMINE PER LE ANNOTAZIONI DI PUBBLICITA' NOTIZIA (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di annotazioni nel Casellario Informatico degli operatori economici, il termine per la conclusione del procedimento relativo alle c.d. 'notizie utili' non ha natura perentoria, atteso che il provvedimento non riveste carattere punitivo ma puramente informativo. Il sindacato dell'ANAC sulla segnalazione della stazione appaltante riguardante la risoluzione per inadempimento è limitato alla v (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE SE COMPLETA E MOTIVATA (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'Autorità Nazionale Anticorruzione, nell'esercizio del potere di annotazione nel Casellario Informatico, non può sostituirsi al giudice competente per la valutazione nel merito della sussistenza di un inadempimento contrattuale, dovendo limitarsi a dare conto in modo sintetico e completo della diversa ricostruzione dei fatti offerta dalle parti e della pendenza di eventuali contenziosi. (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO NEI SETTORI SPECIALI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Sussiste il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario con riferimento alle controversie relative alla risoluzione per inadempimento di un contratto stipulato da un'impresa operante nei settori speciali, qualora l'oggetto della prestazione non sia strettamente funzionale allo scopo proprio dell'attività speciale e la lite riguardi l'esercizio di poteri pari (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER LA RISOLUZIONE DI CONTRATTI NON STRUMENTALI AI SETTORI SPECIALI (114.7)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo il ricorso avverso la risoluzione di un contratto di appalto disposta da un ente operante nei settori speciali per inadempimento dell'appaltatore. Tale atto, incidendo sulla fase esecutiva del rapporto e mancando di un nesso di strumentalità diretta con le attività di settore speciali (quali la produzione o distribuzione di en (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER INADEMPIMENTO (133.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Sussiste il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo in favore del Giudice Ordinario per le controversie relative alla risoluzione di un contratto per inadempimento in fase esecutiva, poiché tali atti non costituiscono esercizio di poteri autoritativi ma espressione del diritto potestativo di scioglimento del vincolo negoziale spettante alla stazione appaltante. (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLA RISOLUZIONE DI APPALTI NON STRUMENTALI AI SETTORI SPECIALI (116.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Spetta alla giurisdizione del Giudice Ordinario la controversia avente ad oggetto la risoluzione di un contratto stipulato da un ente operante nei settori speciali qualora l'attività (nella specie, smaltimento contatori dismessi) non presenti un nesso di strumentalità rigorosa con il core business del servizio pubblico e la contestazione riguardi inadempimenti verificatisi nella fase esecutiva del (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE NEI SETTORI SPECIALI LIBERALIZZATI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Sussiste il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo in favore del Giudice Ordinario con riferimento alle controversie che riguardano la fase esecutiva di contratti stipulati da imprese pubbliche operanti nei settori speciali, qualora l'attività sia direttamente esposta alla concorrenza in mercati liberalizzati e l'atto di risoluzione per inadempimento sia espressione di autonomia priva (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER LA RISOLUZIONE DI CONTRATTI NON STRUMENTALI AI SETTORI SPECIALI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

La risoluzione anticipata del contratto disposta dalla stazione appaltante a causa dell'inadempimento delle obbligazioni poste a carico dell'appaltatore attiene alla fase esecutiva del rapporto, implicando la valutazione di un atto che, indipendentemente dalla veste formale, non ha natura provvedimentale ma costituisce esercizio di un diritto potestativo di risoluzione del vincolo negoziale, con c (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER RISOLUZIONE DI CONTRATTI IN SETTORI ESPOSTI ALLA CONCORRENZA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia relativa alla risoluzione per inadempimento di un contratto stipulato da un ente operante nel settore dell'energia elettrica, qualora tale attività risulti esposta alla concorrenza su mercati liberamente accessibili. In tali fattispecie, l'ente non agisce come pubblica amministrazione assoggettata alle regole dell'evidenza pubblica, b (...)

L'ANAC NON SINDACA IL MERITO DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In sede di esercizio del potere di annotazione nel Casellario Informatico, l'ANAC non può e non deve ingerirsi nelle vicende fattuali e nelle ragioni giuridiche che hanno indotto la stazione appaltante alla risoluzione del contratto, dovendosi limitare a una verifica sommaria delle posizioni delle parti al solo fine di escludere l'inserimento di notizie palesemente infondate. Il diritto al contrad (...)

IL SINDACATO ANAC SULL'ANNOTAZIONE DELLE RISOLUZIONI CONTRATTUALI ESCLUDE IL MERITO DEL RAPPORTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione nel Casellario Informatico di una risoluzione contrattuale per grave inadempimento è legittima qualora l'Autorità Nazionale Anticorruzione accerti la non manifesta infondatezza della segnalazione, senza dover compiere complesse indagini istruttorie sulla effettiva imputabilità dell'inadempimento. Il termine procedimentale di centottanta giorni per la conclusione dell'istruttoria deco (...)

NATURA ORDINATORIA DEL TERMINE DI SEGNALAZIONE E SINDACATO ANAC SULLE ANNOTAZIONI (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Il termine di trenta giorni previsto per la segnalazione all'ANAC dei fatti rilevanti per l'annotazione nel Casellario informatico ha natura ordinatoria, non derivando dalla sua inosservanza la decadenza dal potere di annotazione o l'illegittimità dell'atto. In sede di istruttoria, l'Autorità esercita un sindacato estrinseco volto a verificare la non manifesta infondatezza della segnalazione effet (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC SENZA EFFETTIVO CONTRADDITTORIO PREVENTIVO SULL'AN DELL'INSERIMENTO (222.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È illegittimo il provvedimento di annotazione nel Casellario Informatico qualora l'Autorità Nazionale Anticorruzione scinda il procedimento decidendo preventivamente sulla sussistenza dei presupposti di utilità e non manifesta infondatezza senza instaurare il contraddittorio con l'operatore economico. La partecipazione procedimentale non può essere ridotta alla mera integrazione o rettifica del te (...)

LIMITI AL POTERE ISTRUTTORIO DELL'ANAC NELL'ANNOTAZIONE DELLE RISOLUZIONI CONTRATTUALI (213.10)

CONS. STATO - Sentenza

La segnalazione nel casellario informatico deve corrispondere a requisiti di conferenza e utilità, ma l'Autorità non deve valutare la fondatezza dei fatti segnalati né sostituirsi alle stazioni appaltanti o all'autorità giurisdizionale nella valutazione della legittimità della risoluzione contrattuale. È essenziale che l'annotazione garantisca una compiuta e imparziale rappresentazione degli oppos (...)

DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE NELLA VALUTAZIONE DEL GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE (98.4)

CONS. STATO - Sentenza

L'integrazione dell'illecito professionale grave prescinde dall'iscrizione del precedente pregiudizio nel casellario ANAC, derivando dalla sussistenza degli elementi normativi che confluiscono in un giudizio discrezionale di inaffidabilità espresso dalla stazione appaltante; l'invito alla gara non costituisce un riconoscimento del possesso dei requisiti né una preclusione alla successiva esclusion (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER RISOLUZIONE DI APPALTI NON STRUMENTALI AI SETTORI SPECIALI (114.2)

CONS. STATO - Sentenza

In tema di settori speciali, il concetto di strumentalità dell'appalto deve essere interpretato in modo restrittivo, escludendo dalla giurisdizione amministrativa quegli affidamenti che, pur effettuati da enti aggiudicatori, non sono strettamente connessi e necessari al perseguimento dell'attività speciale, come nel caso di servizi di smaltimento rifiuti non funzionali alla produzione energetica. (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE ANCHE SENZA RISOLUZIONE CONTRATTUALE DEFINITIVA (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

L'esclusione di un operatore economico per grave errore professionale, basata su una precedente risoluzione contrattuale, è legittima anche in assenza di un accertamento definitivo della stessa, qualora la stazione appaltante fornisca un'adeguata motivazione circa l'incidenza di tali fatti sull'affidabilità del concorrente. Il sindacato del giudice amministrativo è limitato alla verifica della rag (...)

L'ANNOTAZIONE ANAC DI RISOLUZIONE CONTRATTUALE NON IMPLICA VALUTAZIONE DEL MERITO DELL'INADEMPIMENTO (213.10)

T.A.R. LAZIO - Sentenza

In tema di annotazioni nel Casellario Informatico, l'ANAC non deve valutare e giudicare i fatti posti a base della segnalazione di risoluzione contrattuale, né sostituirsi alla stazione appaltante o all'autorità giurisdizionale nell'accertamento della legittimità della risoluzione stessa; l'Autorità è tenuta esclusivamente a verificare la non manifesta infondatezza della notizia e ad assicurarne l (...)

LEGITTIMA LA REVOCA DELL'AGGIUDICAZIONE PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE PRECEDENTE NON IMPUGNATA (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

È legittima la revoca dell'aggiudicazione fondata sulla sussistenza di un grave illecito professionale derivante da una risoluzione contrattuale per inadempimento non contestata dall'operatore economico. Qualora il provvedimento di revoca sia sorretto da una pluralità di motivi autonomi, la sussistenza anche di una sola ragione ostativa legittima è sufficiente a sorreggere l'intero atto, determina (...)

FUNZIONE DI PUBBLICITÀ NOTIZIA DELL'ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione della risoluzione contrattuale nel casellario informatico costituisce un atto dovuto di pubblicità notizia per il quale l'Autorità Nazionale Anticorruzione gode di un'attenuazione dell'obbligo di motivazione, dovendo limitarsi a una verifica sommaria che escluda la manifesta infondatezza della segnalazione e dia sinteticamente conto delle contestazioni dell'operatore economico. (...)

L'ESCLUSIONE PER GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE NON RICHIEDE IL GIUDICATO (80.5)

CONS. STATO - Sentenza

Ai fini dell'esclusione di un operatore economico per grave illecito professionale ai sensi dell'art. 80, comma 5, lett. c) del D.Lgs. 50/2016, non è richiesto l'accertamento definitivo con forza di giudicato delle risoluzioni contrattuali pregresse. La mera contestazione giudiziale in sede civile dei provvedimenti di risoluzione non preclude alla stazione appaltante l'esercizio del potere discrez (...)

COMPETENZA FUNZIONALE DEL TAR PER L'OTTEMPERANZA IN CASO DI APPELLO CONFERMATIVO

CONS. STATO - Sentenza

L'istanza di chiarimenti sulle modalità di esecuzione di una sentenza è inammissibile dinanzi al Consiglio di Stato se la decisione di appello ha confermato la sentenza di primo grado senza apportare modifiche all'assetto conformativo già delineato dal TAR; parimenti, non costituisce violazione o elusione del giudicato l'atto di risoluzione di una concessione adottato dall'Amministrazione in forza (...)

LIMITI AL POTERE VALUTATIVO DI ANAC SULLA GRAVITÀ DELLE RISOLUZIONI CONTRATTUALI (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di annotazioni nel Casellario Informatico, il potere dell'ANAC è finalizzato ad assicurare la visibilità di notizie potenzialmente utili alle future stazioni appaltanti; l'Autorità non deve compiere una valutazione autonoma sulla gravità dell'inadempimento che ha condotto alla risoluzione, spettando tale apprezzamento alla stazione appaltante che ha subito l'inadempimento e, eventualmente, (...)

MOTIVAZIONE ATTENUATA PER L'ANNOTAZIONE ANAC DI RISOLUZIONI CONTRATTUALI NEL CASELLARIO INFORMATICO (213.10)

T.A.R. LAZIO - Ordinanza

L’annotazione di una risoluzione contrattuale nel Casellario Informatico ANAC costituisce una fattispecie per la quale l'obbligo di motivazione in ordine all'utilità della segnalazione è alleggerito, poiché il legislatore ha già presunto la rilevanza di tale evento per il giudizio sull'affidabilità degli operatori economici, salvo l'emersione di elementi di straordinarietà che ne escludano l'utili (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE DERIVANTE DA PRECEDENTE RISOLUZIONE CONTRATTUALE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la stazione appaltante può legittimamente escludere un operatore economico qualora accerti, con motivazione non manifestamente illogica, che una precedente risoluzione per inadempimento in un servizio analogo sia idonea a compromettere l'affidabilità del concorrente. Le misure di self-cleaning non assumono rilievo se mirano a rimediare a fatti diversi rispetto alle spe (...)

LEGITTIMITÀ DELL'ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE DA GRAVE INADEMPIMENTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

L'ANAC, nel disporre l'annotazione nel Casellario informatico di una risoluzione contrattuale per grave inadempimento, non è tenuta a un'analisi sostitutiva rispetto al merito della controversia tra le parti, ma deve limitarsi a verificare la non manifesta infondatezza della segnalazione e ad assicurare il contraddittorio, riportando le tesi difensive e le iniziative giudiziarie dell'operatore eco (...)

LEGITTIMA L'AGGIUDICAZIONE PER SCORRIMENTO DOPO LA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER INADEMPIMENTO (124.2)

TAR LAZIO RM - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la decisione della stazione appaltante di procedere allo scorrimento della graduatoria ai sensi dell'art. 124 del D.Lgs. n. 36/2023, a seguito della risoluzione del contratto per inadempimento con l'originario aggiudicatario, costituisce un atto vincolato che non può essere censurato per illegittimità derivata basata sulla contestata validità della risoluzione stessa, (...)

INERZIA DELL'AMMINISTRAZIONE NELL'ADEMPIMENTO ISTRUTTORIO E VALUTAZIONE EX ARTICOLO 64 DEL CODICE PROCESSO AMMINISTRATIVO (64.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

Nell'ambito del giudizio amministrativo, qualora l'Amministrazione resistente non provveda al deposito di relazioni o documenti ordinati dal Giudice con ordinanza istruttoria, il Presidente può sollecitare l'adempimento fissando un termine perentorio e avvertendo espressamente che l'ulteriore inerzia potrà essere valutata, in sede di decisione di merito, quale argomento di prova ai sensi dell'art. (...)

ATTENUAZIONE OBBLIGO MOTIVAZIONALE ANAC PER ANNOTAZIONE DI RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

Ai fini dell'annotazione nel Casellario Informatico delle imprese ex art. 213, comma 10, d.lgs. n. 50/2016, l'Autorità Nazionale Anticorruzione non è tenuta a un accertamento di merito sulla fondatezza della risoluzione contrattuale per inadempimento, spettando tale valutazione al giudice civile. L'obbligo di motivazione circa l'utilità della notizia è attenuato, poiché la risoluzione disposta dal (...)

L'ANAC NON HA RUOLO ARBITRALE NELLA VALUTAZIONE DELLE RISOLUZIONI CONTRATTUALI (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In tema di annotazioni nel Casellario Informatico ex art. 213 d.lgs. 50/2016, l'ANAC non può svolgere un ruolo arbitrale volto ad accertare l'inesistenza o la non imputabilità dell'inadempimento contestato all'operatore economico. Tale accertamento spetta al giudice ordinario, mentre l'Autorità è tenuta esclusivamente ad apprezzare la non manifesta infondatezza dei fatti segnalati e ad assicurare (...)

LIMITI AL SINDACATO ANAC SULLE ANNOTAZIONI NEL CASELLARIO PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

L'annotazione nel Casellario Informatico ANAC di una notizia concernente la risoluzione contrattuale per inadempimento non richiede una valutazione di merito sull'effettiva sussistenza della colpa dell'operatore, ma assolve a una funzione di pubblicità-notizia; l'Autorità deve limitarsi a verificare l'insussistenza di indizi di uso abnorme del potere di risoluzione da parte della Stazione Appaltan (...)

SUSSISTE L'INTERESSE AD IMPUGNARE LA RISOLUZIONE PER IL PREGIUDIZIO ALLA REPUTAZIONE COMMERCIALE (98.2)

CONS. STATO - Sentenza

Sussiste l'interesse dell'operatore economico a contestare in sede giurisdizionale la legittimità della risoluzione contrattuale per inadempimento disposta dall'Amministrazione, anche qualora il rapporto sia già cessato per effetto del recesso esercitato dall'operatore stesso. Tale interesse si correla al pregiudizio reputazionale e ai conseguenti oneri dichiarativi imposti dalla disciplina dei gr (...)

TERMINE ORDINATORIO PER SEGNALAZIONE ANAC E NATURA DI PUBBLICITÀ NOTIZIA DELL'ANNOTAZIONE (213.10)

CONS. STATO - Sentenza

Il termine di trenta giorni previsto per la segnalazione dei fatti rilevanti all'autorità da parte delle stazioni appaltanti non è perentorio, avendo natura meramente acceleratoria. L'annotazione nel casellario informatico assolve a una funzione di pubblicità notizia rivolta alle future stazioni appaltanti, pertanto l'autorità non è tenuta a sospendere il procedimento di iscrizione in attesa della (...)

REITERAZIONE DELL'ORDINE ISTRUTTORIO SUL PARERE OBBLIGATORIO PER LA RISOLUZIONE CONTRATTUALE (108.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In sede di impugnazione di un'annotazione nel Casellario ANAC derivante da risoluzione contrattuale ex art. 108 D.Lgs. 50/2016, il Giudice Amministrativo deve disporre la reiterazione dell'ordine istruttorio qualora la Stazione Appaltante ometta di depositare il parere del Comitato Tecnico Amministrativo, trattandosi di atto necessario per vagliare la regolarità del procedimento risolutorio che co (...)

DISCREZIONALITÀ DELLA PA NELLA VALUTAZIONE DEI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI ANCHE SE SUB IUDICE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

È legittima l'esclusione di un concorrente per grave illecito professionale fondata su precedenti risoluzioni contrattuali, anche se queste ultime sono state impugnate dinanzi al giudice civile; la pendenza del giudizio non sospende il potere-dovere della Stazione Appaltante di compiere una valutazione autonoma e discrezionale sull'affidabilità dell'operatore economico, specialmente nelle gare PNR (...)

ILLEGITTIMA LA RISOLUZIONE AUTOMATICA PER VIOLAZIONI FISCALI SENZA VALUTAZIONE DISCREZIONALE (95.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Sentenza

Il superamento della soglia di gravità per violazioni fiscali non definitive previsto dal d.lgs. 36/2023 non comporta l'automatica risoluzione del contratto o l'esclusione dell'operatore, ma impone alla Stazione Appaltante l'esercizio di un potere discrezionale volto ad accertare se l'inadempimento tributario sia tale da compromettere l'affidabilità professionale del contraente in relazione allo s (...)

ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE NON COMPORTA PREGIUDIZIO IRREPARABILE AUTOMATICO (222.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Decreto

L'annotazione di una segnalazione di risoluzione contrattuale nel Casellario informatico tenuto dall'ANAC non integra di per sé un danno grave e irreparabile tale da giustificare la concessione di misure cautelari monocratiche, in quanto non produce effetti interdittivi automatici ma deve essere valutata discrezionalmente dalle stazioni appaltanti nelle successive procedure di affidamento. (...)

LIMITI AL SINDACATO DELL'ANAC SULLE ANNOTAZIONI PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TAR LAZIO RM - Sentenza

Nell'esercizio del potere di annotazione nel Casellario Informatico ex art. 213, comma 10, del D.Lgs. 50/2016, l'ANAC non può sostituirsi al giudice competente nella valutazione di merito circa la sussistenza e l'imputabilità dell'inadempimento contrattuale, essendo tenuta esclusivamente a verificare la non manifesta infondatezza della segnalazione e ad assicurare la completezza informativa attrav (...)

VERIFICA DELLA GIURISDIZIONE SULLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER ILLECITO PROFESSIONALE POST-AGGIUDICAZIONE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Ordinanza

In tema di appalti pubblici, la questione relativa alla giurisdizione sulla legittimità della risoluzione contrattuale fondata su gravi illeciti professionali accertati dall'AGCM richiede un approfondito esame istruttorio volto a verificare se l'atto impugnato sia espressione di un potere pubblicistico di verifica dei requisiti generali, persistente anche dopo la stipula, o se attenga esclusivamen (...)

ANNOTAZIONE ANAC DOVUTA PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE SALVO ECCEZIONALE MANCANZA DI UTILITA' (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In materia di Casellario informatico degli operatori economici, l'ANAC gode di un onere di motivazione attenuato in ordine all'utilità dell'annotazione quando questa riguardi una risoluzione contrattuale per inadempimento disposta dalla stazione appaltante. In tali casi, spetta all'interessato dimostrare la sussistenza di circostanze straordinarie idonee a escludere il rilievo dell'evento ai fini (...)

ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE E OBBLIGO DI MOTIVAZIONE ALLEGGERITO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

In sede di annotazione nel Casellario Informatico ex art. 213, comma 10, D.Lgs. 50/2016, l'Autorità è tenuta esclusivamente a verificare la non manifesta infondatezza della segnalazione e l'utilità della notizia, restando preclusa ogni valutazione di merito sull'inadempimento contrattuale. L'obbligo motivazionale dell'Autorità sull'utilità informativa è attenuato qualora la segnalazione riguardi u (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC SE IL GIUDICE CIVILE RICONOSCE LA FORZA MAGGIORE (213.10)

T.A.R. LAZIO - Sentenza

L'Autorità Nazionale Anticorruzione, pur godendo di un'attenuazione dell'obbligo motivazionale nelle ipotesi tipiche di annotazione nel Casellario, non può esimersi dal considerare se la notizia sia idonea a fornire indicazioni utili alle stazioni appaltanti. Pertanto, l'annotazione risulta illegittima qualora l'Autorità ometta di valutare l'incidenza di provvedimenti giurisdizionali civili che, p (...)

INAMMISSIBILE IL RICORSO CONTRO LA RISOLUZIONE E LA NUOVA GARA SENZA PARTECIPAZIONE (133.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA, MILANO - Sentenza

Spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la cognizione delle controversie riguardanti la risoluzione del contratto di appalto per inadempimento dell'appaltatore, trattandosi di atti che afferiscono alla fase esecutiva del rapporto. Parimenti, sussiste il difetto di legittimazione attiva in capo al soggetto destinatario della risoluzione che impugni autonomamente gli atti della nuova procedu (...)

DOVEROSA L'ANNOTAZIONE ANAC DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE SENZA SINDACARE IL MERITO DELL'INADEMPIMENTO (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'iscrizione nel Casellario informatico delle annotazioni relative alle risoluzioni contrattuali costituisce un atto dovuto per l'ANAC qualora la notizia risulti utile e non manifestamente infondata, in quanto l'Autorità non gode di un potere discrezionale o di valutazione tecnica circa la gravità dell'inadempimento, restando tale accertamento di esclusiva competenza della stazione appaltante o de (...)

ACCESSO DIFENSIVO AI PROVVEDIMENTI DI RISOLUZIONE PER VERIFICARE L'AFFIDABILITÀ DEL CONCORRENTE

CONS. STATO - Sentenza

Il principio della continuità nel possesso dei requisiti di partecipazione si proietta anche nella fase esecutiva del rapporto, rendendo legittima la pretesa ostensiva degli operatori economici in relazione a vicende che potrebbero condurre alla risoluzione per inadempimento dell'aggiudicatario, al fine di consentire lo scorrimento della graduatoria o la verifica dell'affidabilità professionale de (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER INADEMPIMENTI DURANTE L'ESECUZIONE D'URGENZA DEL SERVIZIO (17.8)

CONS. STATO - Sentenza

Spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la risoluzione per inadempimento e il conseguente incameramento della cauzione definitiva operati dalla stazione appaltante durante la fase di esecuzione d'urgenza delle prestazioni. L'accettazione della consegna anticipata dei lavori o dei servizi configura infatti un accordo di natura negoziale tra le parti che, pu (...)

OBBLIGO ISTRUTTORIO SUI PRESUPPOSTI DELL'ANNOTAZIONE ANAC DERIVANTE DA RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO (213.10)

T.A.R. LAZIO - Ordinanza

In sede di impugnazione di un'annotazione nel Casellario Informatico dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, qualora la stazione appaltante non ottemperi all'ordine istruttorio di deposito della documentazione relativa alla risoluzione contrattuale per inadempimento, il Tribunale dispone la reiterazione dell'incombente istruttorio anche nei confronti dell'Autorità medesima, al fine di acquisire og (...)

ESCLUSIONE PER INAFFIDABILITÀ PROFESSIONALE DEL CONSORZIO STABILE E DELLE CONSORZIATE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la stazione appaltante può legittimamente escludere un consorzio stabile per episodi di inadempimento che hanno coinvolto le sue consorziate, anche se diverse da quelle designate per l'esecuzione dell'appalto, in quanto il consorzio agisce come un operatore economico unitario dotato di autonomia soggettiva e risponde della condotta complessiva delle imprese (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI DA PRECEDENTI RISOLUZIONI CONTRATTUALI (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

È legittima l'esclusione fondata sulla sussistenza di gravi illeciti professionali derivanti da plurime risoluzioni contrattuali per inadempimento maturate con la medesima stazione appaltante, qualora l'operatore non dimostri l'adozione di idonee misure di self-cleaning. La valutazione di inaffidabilità può essere validamente motivata anche attraverso il richiamo per relationem a provvedimenti di (...)

GIURISDIZIONE AL GIUDICE ORDINARIO PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE DOVUTA A PERDITA DI AFFIDABILITA' (108.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

La giurisdizione in materia di risoluzione del contratto di appalto pubblico spetta al giudice ordinario, anche qualora la stazione appaltante fondi il provvedimento sulla perdita dei requisiti di moralità e affidabilità professionale del contraente, poiché tale valutazione attiene al piano funzionale del rapporto obbligatorio e non a profili di legittimità procedimentale della gara. (...)

INSUFFICIENZA DELLE MISURE DI SELF CLEANING INTEMPESTIVE E INCOMPLETE AI FINI DELL'AFFIDABILITÀ (96.6)

T.A.R. VENETO - Sentenza

Ai fini dell'esclusione per grave illecito professionale, la stazione appaltante gode di un'ampia discrezionalità tecnica nella valutazione delle misure di self-cleaning. Tali misure devono essere adottate tempestivamente e devono dimostrare un cambiamento radicale nell'organizzazione dell'operatore economico. Non sono idonee misure meramente formali o incomplete, come l'adozione parziale di model (...)

GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER INADEMPIMENTO DELL'APPALTATORE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Sentenza

In tema di contratti della Pubblica Amministrazione, sussiste il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario in ordine alle controversie riguardanti la risoluzione anticipata del vincolo contrattuale per inadempimento dell'operatore economico. Tali controversie, infatti, ineriscono alla fase esecutiva del rapporto, nella quale le parti operano su un piano di (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC DI UNA RISOLUZIONE CONTRATTUALE SOSPESA DAL GIUDICE CIVILE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

La sospensione giudiziale di un provvedimento di risoluzione contrattuale  ostativa all'iscrizione nel Casellario ex art. 213, comma 10, D.Lgs. 50/2016, poich un provvedimento sospeso non pu essere utilizzato dalle stazioni appaltanti per le valutazioni di loro competenza sull'affidabilit degli operatori economici, rendendo l'annotazione priva di utilit concreta. (...)

RIGETTO DELLA SOSPENSIONE CAUTELARE PER ANNOTAZIONE ANAC DERIVANTE DA GRAVE INADEMPIMENTO CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

È legittimo il diniego della tutela cautelare avverso l'annotazione nel Casellario Informatico dell'ANAC quando la risoluzione contrattuale deriva da un ritardo nell'esecuzione della progettazione esecutiva superiore al limite massimo delle penali, operando in tal caso una presunzione di colpa in capo all'operatore economico che non può essere vinta da generiche contestazioni su vincoli tecnici pr (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER ILLECITO PROFESSIONALE ANCHE SE LA RISOLUZIONE PRECEDENTE È SUB IUDICE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE - Sentenza

Ai fini della configurabilità della causa di esclusione non automatica del grave illecito professionale, l'art. 98 del D.Lgs. 36/2023 attribuisce alla stazione appaltante un ampio potere discrezionale nella valutazione dell'inaffidabilità dell'operatore, potendo valorizzare condotte inadempienti pregresse accertate tramite risoluzione contrattuale o indagini penali. Non occorre il passaggio in giu (...)

MOTIVAZIONE ATTENUATA PER L'ANNOTAZIONE ANAC DI RISOLUZIONI PER GRAVE INADEMPIMENTO CONTRATTUALE (213.10)

T.A.R. LAZIO - Ordinanza

In sede di annotazione nel Casellario informatico ex art. 213, comma 10, d.lgs. n. 50/2016, l'ANAC non è tenuta a fornire una motivazione analitica sull'utilità della notizia qualora la segnalazione riguardi una risoluzione contrattuale disposta per gravi inadempienze, costituendo quest'ultima un'ipotesi tipica di grave illecito professionale per la quale l'interesse delle altre stazioni appaltant (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER RISOLUZIONE CONCESSIONE LAVORI PER INADEMPIMENTO POST AGGIUDICAZIONE

CONS. STATO - Sentenza

La domanda di risoluzione per presunto inadempimento della convenzione relativa alla costruzione di un'opera pubblica e la condanna al risarcimento danni appartengono alla giurisdizione ordinaria, concernendo la fase privatistica di esecuzione del rapporto concessorio successiva all'aggiudicazione, senza che rilevino provvedimenti autoritativi o la natura demaniale del bene strumentale all'opera. (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO ANAC SENZA PREVENTIVO CONTRADDITTORIO (222.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

È illegittimo il Regolamento ANAC per la gestione del casellario informatico nella parte in cui consente l'iscrizione di annotazioni rilevanti per l'affidabilità professionale dei concorrenti sulla base di segnalazioni delle stazioni appaltanti prive di un preventivo filtro dell'Autorità e senza la partecipazione dell'operatore economico al relativo sub-procedimento istruttorio. (...)

ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC SE LA RISOLUZIONE CONTRATTUALE È MANIFESTAMENTE INFONDATA (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

Ai fini della legittimità dell'annotazione nel casellario informatico, l'Autorità è tenuta a valutare se la segnalazione della stazione appaltante sia inficiata da elementi di straordinarietà o manifesta infondatezza, come il difetto di istruttoria sulle osservazioni del contraente o la delega illegittima a professionisti esterni delle attività di ricognizione degli inadempimenti; in tali casi, l' (...)

LEGITTIMA LA REVOCA DELLA QUALIFICAZIONE ALL'ALBO PER RISOLUZIONI CONTRATTUALI E GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

È legittimo il provvedimento di revoca della qualificazione di un operatore economico da un Albo fornitori qualora sussistano gravi illeciti professionali, quali plurime risoluzioni contrattuali, che la Stazione Appaltante ritenga, con valutazione discrezionale non irragionevole, idonei a turbare la normalità dei rapporti e a inficiare l'affidabilità professionale del soggetto. La contestazione di (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC DELLA RISOLUZIONE PER GRAVE INADEMPIMENTO CON MOTIVAZIONE ATTENUATA (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

L'annotazione nel Casellario informatico di un provvedimento di risoluzione contrattuale per grave inadempimento non richiede un'analitica motivazione sull'utilità della notizia, salvo che emergano elementi di straordinarietà tali da escludere ogni utilità per le stazioni appaltanti, in quanto la risoluzione costituisce ipotesi tipica rispetto alla quale il legislatore ha già valutato a monte la r (...)

LEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANAC SE LA RISOLUZIONE NON È MANIFESTAMENTE INFONDATA (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

Ai fini dell'annotazione nel Casellario informatico degli operatori economici ex art. 213, comma 10, del D.Lgs. n. 50/2016, l'Autorità Nazionale Anticorruzione non è tenuta a un accertamento definitivo dell'inadempimento contrattuale, compito riservato al giudice ordinario, ma deve verificare la pertinenza e la non manifesta infondatezza della segnalazione. Il sindacato cautelare del giudice ammin (...)

SINDACATO ANAC SU ANNOTAZIONI CASELLARIO PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'annotazione di una notizia nel casellario informatico non costituisce una causa di esclusione automatica né un accertamento permanente di inaffidabilità, ma un elemento informativo che le future stazioni appaltanti devono ponderare autonomamente. L'ANAC non è tenuta a motivare sulla gravità della condotta dell'operatore economico segnalato, a meno che la segnalazione non appaia ictu oculi manife (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SU RISOLUZIONE CONCESSIONE E POSIZIONE DEI SOCI (156.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - SALERNO - Sentenza

In tema di concessione di lavori pubblici, le controversie inerenti all'adempimento o all'inadempimento del rapporto nella fase successiva all'aggiudicazione, compresa la risoluzione disposta dall'Amministrazione, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, poiché attengono alla gestione di un rapporto negoziale paritetico e non all'esercizio di poteri autoritativi, anche qualora la ri (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER RISOLUZIONE DI CONCESSIONE DI LAVORI E RESTITUZIONE AREA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - SEZIONE STACCATA DI SALERNO - Sentenza

Spetta al giudice ordinario la giurisdizione sulle controversie relative alla risoluzione per inadempimento di una concessione di lavori pubblici e sulle connesse pretese restitutorie o risarcitorie, poiché tali vicende si collocano nella fase esecutiva del rapporto successiva all'aggiudicazione, in cui l'Amministrazione agisce nell'ambito di un rapporto paritetico e non nell'esercizio di poteri a (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER INAFFIDABILITÀ PROFESSIONALE SENZA ANALITICA CONFUTAZIONE DELLE OSSERVAZIONI DEL CONCORRENTE (98.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Ordinanza

È legittima l'esclusione per grave illecito professionale fondata su risoluzioni contrattuali precedenti qualora l'operatore non dimostri l'insufficienza dei rilievi mossi. L'amministrazione soddisfa l'obbligo motivazionale menzionando le osservazioni del privato nella relazione istruttoria e nel provvedimento finale, senza necessità di una smentita analitica. La proroga tecnica di un contratto no (...)

ANAC ANNOTA LA RISOLUZIONE SENZA VALUTARE LA GRAVITA' DELL'INADEMPIMENTO (213.10)

CONS. STATO - Sentenza

A fronte della segnalazione di una risoluzione contrattuale per inadempimento, l'ANAC è tenuta a procedere all'annotazione nel casellario informatico esercitando un vaglio limitato alla non manifesta infondatezza dei fatti segnalati e all'utilità della notizia, senza potersi sostituire alla stazione appaltante o al giudice competente nella valutazione discrezionale della gravità dell'inadempimento (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI FORMAZIONE SPECIALISTICA MEDICA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In materia di formazione specialistica medica, sussiste il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo in favore del Giudice Ordinario relativamente alla contestazione dell'atto di risoluzione anticipata del contratto. Tale atto configura l'esercizio di una facoltà privatistica legata all'attivazione di una clausola risolutiva espressa di fonte legale e contrattuale, inerente alla fase di (...)

VALUTAZIONE DISCREZIONALE DELLE RISOLUZIONI QUALE ILLECITO PROFESSIONALE GRAVE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE - Sentenza

In tema di illecito professionale grave, la stazione appaltante può legittimamente porre a fondamento del provvedimento di esclusione precedenti risoluzioni contrattuali per inadempimento, anche se oggetto di contenzioso civile ancora pendente, in quanto tali fatti costituiscono mezzi di prova adeguati che l'amministrazione valuta con ampia discrezionalità per fissare il punto di rottura del rappo (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLA RISOLUZIONE DEI CONTRATTI DI SERVIZIO PER AIUTI DI STATO ILLEGITTIMI

TAR PUGLIA - Sentenza

In tema di appalti e concessioni di servizi, qualora la fase pubblicistica dell'affidamento sia esaurita e il titolo negoziale sia divenuto inoppugnabile, le controversie relative alla sorte del rapporto contrattuale derivanti da sopravvenienze (quali la dichiarazione di illegittimità di aiuti di Stato concessi all'esecutore) spettano alla cognizione del giudice ordinario; la posizione dell'ammini (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLA SORTE DEI CONTRATTI DOPO AIUTI DI STATO ILLEGITTIMI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Sentenza

Spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la cognizione delle domande volte ad accertare la nullità o la risoluzione dei contratti di servizio pubblico già stipulati, anche qualora la contestazione derivi dall'illegittimità di aiuti di Stato accertata in sede giurisdizionale, in quanto tali questioni attengono alla fase patologica del rapporto obbligatorio e non all'esercizio di poteri autor (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER LA RISOLUZIONE CONTRATTUALE DOPO L'ESITO NEGATIVO DELLA PROVA TECNICA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

Spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la risoluzione di un contratto di appalto pubblico disposta dalla stazione appaltante per l'esito negativo della verifica di funzionalità dei prodotti forniti, in quanto tale provvedimento, intervenendo dopo la stipulazione del contratto, non costituisce espressione di poteri autoritativi di autotutela ma si configur (...)

VALUTAZIONE AUTONOMA E MOTIVATA DELLA STAZIONE APPALTANTE SUI GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la stazione appaltante ha l'onere di motivare rigorosamente le ragioni per cui ritiene affidabile un operatore economico già destinatario di risoluzioni contrattuali per grave inadempimento, non potendo limitarsi a un rinvio acritico alle giustificazioni fornite dall'impresa o alla pendenza di un giudizio sulla legittimità della risoluzione stessa. (...)

L'ESCLUSIONE PER ILLECITO PROFESSIONALE RICHIEDE UNA MOTIVAZIONE PUNTUALE SULLA REALE INAFFIDABILITA' (98.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

È illegittimo il provvedimento di esclusione di un operatore economico per illecito professionale qualora la Stazione Appaltante si limiti a richiamare risoluzioni contrattuali pregresse senza esplicitare, in modo puntuale e analitico, le ragioni della ritenuta gravità delle stesse e la loro incidenza concreta sulla valutazione prognostica di affidabilità, trascurando di prendere posizione sulle c (...)

LEGITTIMA LA RISOLUZIONE PER GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE DERIVANTE DA MISURE CAUTELARI PENALI (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA SEZIONE STACCATA DI SALERNO - Sentenza

Ai fini della sussistenza del grave illecito professionale di cui all'art. 80, co. 5, lett. c) del d.lgs. 50/2016, la stazione appaltante può valorizzare indagini penali o misure cautelari a carico di soggetti dotati di poteri di direzione, senza necessità di attendere una condanna definitiva. La valutazione dell'affidabilità deve superare lo schermo formale della compagine societaria per verifica (...)

DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE NELL'ESCLUSIONE PER GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE (98.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SARDEGNA - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, la stazione appaltante è titolare di un potere di valutazione discrezionale che non necessita della previa annotazione dei fatti nel Casellario informatico ANAC, né è precluso dalla pendenza di contestazioni giudiziarie sulla risoluzione contrattuale posta a base del provvedimento. Ai sensi degli artt. 2 e 98 del D.Lgs. 36/2023, la valutazione di inaffidabi (...)

DOVERE DI DICHIARARE LE PRECEDENTI RISOLUZIONI CONTRATTUALI ANCHE SE OGGETTO DI CONTESTAZIONE GIUDIZIALE PENDENTE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

La stazione appaltante è tenuta a valutare l’affidabilità del concorrente sulla base di fatti storici sintomatici di grave illecito professionale, come una risoluzione contrattuale per inadempimento, indipendentemente dal passaggio in giudicato della decisione civile o dalla analogia del settore economico. L'omissione informativa da parte dell'operatore economico preclude tale valutazione, impeden (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE BASATA SU CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE - Sentenza

In tema di appalti pubblici, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario qualora la stazione appaltante dichiari la risoluzione del contratto avvalendosi di una clausola risolutiva espressa prevista dalla lex specialis o dal Protocollo di Legalità a seguito di interdittiva antimafia, poiché l'amministrazione non esercita un potere autoritativo ma si avvale di un diritto contrattuale in una pos (...)

LEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA DURANTE L'ESECUZIONE (94.2)

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva sopravvenuta in corso di esecuzione dei lavori comporta per la Stazione Appaltante l'esercizio di un potere di risoluzione o recesso dal contratto, in quanto il requisito soggettivo della moralità professionale deve permanere senza soluzione di continuità. Tale decisione non è vincolata dall'esito dei processi penali, poiché la valutazione prefettizia si fonda (...)

LIMITI AL POTERE DI ANNOTAZIONE ANAC IN CASO DI RISOLUZIONE CONTRATTUALE (213.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

L'annotazione nel Casellario Informatico ANAC di una risoluzione contrattuale in danno non richiede una motivazione analitica sull'utilità della notizia, essendo quest'ultima insita nella finalità stessa del Casellario di segnalare gravi illeciti professionali; l'Autorità deve limitarsi a un vaglio di non manifesta infondatezza del fatto segnalato, senza potersi sostituire al giudice competente pe (...)

INAMMISSIBILE IL RICORSO DEL CONCESSIONARIO RISOLTO PER INADEMPIMENTO CONTRO L'AFFIDAMENTO URGENTE A TERZI (120.11)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'ABRUZZO, SEZIONE STACCATA DI PESCARA - Sentenza

È inammissibile per carenza di interesse il ricorso proposto dal gestore uscente avverso l'affidamento diretto urgente a terzi del servizio, qualora il contratto originario sia stato risolto dalla Stazione Appaltante mediante l'esercizio del diritto potestativo derivante da clausola risolutiva espressa; la perdita della qualifica di parte contrattuale aggiudicataria preclude infatti la possibilità (...)

REQUISITI PER LA TUTELA CAUTELARE MONOCRATICA CONTRO L'ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO ANAC (56.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Decreto

La domanda di misure cautelari monocratiche volta a sospendere l'annotazione nel Casellario informatico ANAC non può essere accolta qualora non risulti comprovata una situazione concreta e specifica di periculum in mora tale da rendere necessaria una tutela immediata prima della camera di consiglio collegiale, specie in presenza di fattispecie delicate che richiedono una complessa ponderazione deg (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA GESTIONE DI FATTO DI SOGGETTI CONTROINDICATI (94.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - SEZIONE STACCATA DI LATINA - Sentenza

In tema di informativa antimafia, la sussistenza del pericolo di condizionamento criminale può essere fondata su elementi indiziari quali la gestione di fatto dell'azienda da parte di familiari conviventi gravati da vicende penali o frequentazioni mafiose, atteso che il principio del 'più probabile che non' giustifica la misura interdittiva. Conseguentemente, la risoluzione del contratto d'appalto (...)

NECESSARIO APPROFONDIMENTO ISTRUTTORIO SULLA PREGRESSA RISOLUZIONE CONTRATTUALE SE CONTESTATA DALL'OPERATORE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SARDEGNA - Sentenza

È illegittima l'esclusione di un concorrente per grave illecito professionale fondata su una risoluzione contrattuale annotata dall'ANAC qualora la Stazione Appaltante ometta di istruire e valutare specificamente la documentazione prodotta dall'operatore attestante la precedente risoluzione unilaterale del medesimo contratto per inadempimento della PA; tale circostanza fattuale è idonea a dequotar (...)

NATURA NON SANZIONATORIA DELL'ANNOTAZIONE ANAC PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE (222.10)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Ordinanza

L'iscrizione nel Casellario informatico delle notizie riguardanti la risoluzione di un contratto per inadempimento non costituisce una sanzione, ma un atto dovuto a fini informativi. Pertanto, l'ANAC gode di un onere motivazionale ridotto in ordine all'utilità della segnalazione, spettando all'operatore economico dimostrare l'evidente infondatezza dell'inadempimento contestato o l'irrilevanza dell (...)

EFFICACIA DELLE PRECEDENTI RISOLUZIONI CONTRATTUALI E INSUFFICIENZA DEL SELF CLEANING (98.6)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Sentenza

La risoluzione per inadempimento subita dall'operatore economico in precedenti rapporti contrattuali integra il grave illecito professionale ed è idonea a fondare il provvedimento di esclusione, essendo espressamente qualificata come mezzo di prova adeguato dal nuovo Codice dei contratti pubblici. Ai fini del superamento della presunzione di inaffidabilità, non è sufficiente la mera produzione di (...)

GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO NELLA FASE DI ESECUZIONE (80.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA TOSCANA - Decreto

In materia di appalti pubblici, la giurisdizione amministrativa si arresta alla soglia della stipula del contratto, residuando in capo al giudice ordinario la cognizione sulle vicende risolutive del rapporto negoziale; ne consegue che il giudice amministrativo non può concedere misure cautelari volte ad inibire l'esercizio del potere di risoluzione contrattuale da parte della stazione appaltante. (...)

GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO SULLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER INADEMPIMENTO DELL'APPALTATORE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA, BRESCIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, sussiste il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo in favore del Giudice Ordinario per le controversie relative alla fase esecutiva del rapporto contrattuale, ivi comprese quelle aventi ad oggetto l'atto di risoluzione per inadempimento (nomen iuris 'revoca') adottato dalla stazione appaltante. Tale atto, pur se formalmente unilaterale, non ha natura provv (...)

LEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE BASATA SU PLURIME RISOLUZIONI CONTRATTUALI ANCHE SE PENDENTI (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LE MARCHE - Sentenza

Ai fini dell'integrazione del grave illecito professionale, costituisce mezzo di prova adeguato l'intervenuta risoluzione per inadempimento di precedenti contratti di appalto, anche se non definitiva o contestata in giudizio, qualora la stazione appaltante ravvisi nelle condotte dell'operatore elementi concreti e attuali di inaffidabilità, desunti da relazioni tecniche peritali o atti di altre amm (...)

IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE DICHIARATA DALLA PARTE RICORRENTE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LE MARCHE - Sentenza

In presenza di una dichiarazione formale di parte ricorrente che attesta la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile. La complessità delle questioni giuridiche sottese, quali l'interazione tra privativa industriale e clausole di risoluzione contrattuale nei bandi farmaceutici, può fondare la compensazione delle spese processuali anche in cas (...)

DUBBIA LEGITTIMITÀ DELLA REVIVISCENZA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA AL TERMINE DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA - SEZIONE STACCATA DI REGGIO CALABRIA - Ordinanza

In tema di certificazione antimafia, l'automatica riespansione degli effetti pregiudizievoli di un'interdittiva al termine di un periodo di controllo giudiziario favorevolmente concluso solleva dubbi di legittimità costituzionale, potendo determinare la risoluzione di contratti pubblici in corso in violazione del principio di proporzionalità e del diritto di difesa, qualora l'amministrazione non v (...)

LEGITTIMA LA RISOLUZIONE IN DANNO SE L'APPALTATORE SOSPENDE ARBITRARIAMENTE I LAVORI PER PRESUNTE CARENZE PROGETTUALI (108)

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

È legittima la risoluzione contrattuale in danno, con conseguente escussione della polizza fideiussoria, disposta dalla Stazione Appaltante nei confronti dell&#39;operatore economico che non dia effettivo avvio all&#39;esecuzione dell&#39;appalto adducendo pretestuose carenze progettuali o l&#39;indisponibilità delle aree, allorquando la disciplina contrattuale rime (...)

GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE E RISOLUZIONI CONTRATTUALI SUB IUDICE (98.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LE MARCHE - Ordinanza

È legittima l'esclusione di un operatore economico per grave illecito professionale fondata su pregresse risoluzioni contrattuali, anche se queste ultime sono oggetto di contestazione in sede giurisdizionale civile, qualora la Stazione Appaltante abbia adeguatamente motivato il rischio per l'affidabilità del concorrente e la celerità dell'appalto, specialmente in contesti di ricostruzione post-sis (...)

LEGITTIMA LA RISOLUZIONE PER GRAVE INADEMPIMENTO CON PERDITA DI EFFICACIA DELLE RISERVE DELL'APPALTATORE (136)

TRIBUNALE DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la pronuncia costitutiva di risoluzione del contratto per grave inadempimento fa venir meno la validità e l&#39;efficacia degli istituti tipici dell&#39;esecuzione contrattuale, quali le sospensioni e l&#39;iscrizione delle riserve. Le pretese derivanti dalla fase esecutiva interrotta non si valutano più sulla base della ritualità di det (...)