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Pareri Normativi in materia di Appalti Pubblici

QUESITO del 07/10/2026 - CONTRATTO CON TACITO RINNOVO

Buongiorno, pongo il seguente quesito. Abbiamo stipulato con una compagnia assicurativa una polizza per la copertura dei rischi connessi all’utilizzo dei locali quali sede operativa (incendio, RCT e RCO), per un importo esiguo comunque inferiore ad € 1.000,00, procedendo mediante l’istituto delle spese giornaliere (Rif. delibera ANAC n. 585 del 19/12/2023) effettuate mediante il regolamento della cassa economale. Sta per scadere l’anno di durata del premio e a tal proposito volendo, invece, procedere con un affidamento diretto del medesimo servizio per una annualità (magari prevedendo la possibilità di proroga), abbiamo inoltrato una richiesta di preventivo alla ditta. La compagnia ci risponde che il contratto attualmente in essere prevede il tacito rinnovo alle medesime condizioni (si allega comunicazione). Come si concilia la normativa del Codice con quella delle compagnie assicurative in merito ai termini di durata dei contratti? Il Codice non prevede il tacito rinnovo. Come ci si può muovere in tali situazioni?


QUESITO del 05/10/2026 - AVVALIMENTO TITOLO ABILITATIVO

Alla luce delle disposizioni dell'articolo 104 del nuovo codice in tema di avvalimento, si chiede se l'iscrizione all'Albo dei concessionari della riscossione delle entrate tenuto dal MEF, possa oggi essere oggetto di avvalimento. La nuova normativa non fa più riferimento ai requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e professionale di cui al precedente art.83 comma 1 lett. b e c, che aveva portato giurisprudenza ad escludere le iscrizioni agli Albi dai requisiti potenzialmente oggetto di avvalimento (vedasi CdS 2862/2023 che avehttps://www.codiceappalti.it/giurisprudenza/sentenzeva negato la bontà dell'avvalimento dell'iscrizione all'Albo delle imprese boschive). Al contrario il comma 3 del 104, che richiama il 100 comma 3, sembrerebbe consentire proprio questo tipo di avvalimento, a condizione che il servizio venga svolto in subappalto dall'ausiliaria. Nello specifico è stato pubblicato un chiarimento nella gara indetta dalla società di regolamentazione dei rifiuti Messina Provincia Scpa, CIG BCC5C67ACB, in risposta ad una espressa richiesta in merito alla possibilità di ricorrere all'avvalimento per il requisito di iscrizione all'Albo dei concessionari della riscossione, ed in detta risposta viene confermata tale possibilità, in quanto a dire della SA (anche se il chiarimento non è esattamente lineare) la giurisprudenza farebbe riferimento ai soli Albi professionali (quindi si presume albi degli avvocati, dei geometri ecc.). Grazie


QUESITO del 01/10/2026 - CONCESSIONE: RICHIESTE DI REVISIONE DEL CONTRATTO

Un ente locale ha affidato, in regime di D.Lgs. n. 50/2016, a seguito di procedura di gara ad evidenza pubblica, la gestione di un impianto polisportivo comunale ([IMPIANTO]) a una società sportiva dilettantistica ([CONCESSIONARIO]). Il relativo contratto di concessione, stipulato nel 2022, prevede la scadenza nel 2030. Nel corso della concessione il gestore ha già richiesto adeguamenti tariffari per effetto degli incrementi ISTAT, riconosciuti dall’Amministrazione per gli anni 2021-2022 e successivamente per gli anni 2023-2024. Nel 2026 il concessionario ha richiesto la revisione del PEF, allegando un PEF aggiornato e una relazione a supporto della richiesta di riequilibrio. A seguito di un tavolo tecnico tra le parti, il concessionario ha successivamente trasmesso una relazione tecnico-giuridica, corredata dalle fatture delle utenze, a dimostrazione dell’incremento dei costi sostenuti. Il concessionario riconduce il presunto disequilibrio principalmente a fattori sopravvenuti ed estranei alla propria responsabilità, in particolare: • incremento dei costi energetici, soprattutto del gas naturale, a partire dal 2023, attribuito alla crisi energetica europea conseguente al conflitto russo-ucraino; • incremento dei costi dei prodotti utilizzati per la disinfezione e il trattamento delle acque; • effetti inflattivi e conseguente riduzione della capacità di spesa delle famiglie; • mancata realizzazione delle previsioni di crescita dei ricavi contenute nel PEF originario, anche in relazione alla domanda, alla denatalità e alla concorrenza di altri impianti sportivi. Il concessionario ha evidenziato, inoltre, che i maggiori costi derivanti dalla riforma del lavoro sportivo e i contributi statali a fondo perduto riconosciuti per gli impianti natatori non sono stati analiticamente imputati al singolo impianto, ritenendoli sostanzialmente compensativi e comunque non ripartibili con criterio oggettivo tra i diversi impianti gestiti dalla società. Il concessionario propone, quale misura di riequilibrio: 1. la proroga della durata della concessione di quattro anni, con differimento della scadenza dal 2030 al 2034; 2. un aumento tariffario uniforme dell’11,5% sulle tariffe base delle diverse attività (scuola nuoto, nuoto libero, acquafitness, palestra e attività esterne), con decorrenza dal 2026. L’Amministrazione, nell’esaminare la richiesta, ritiene necessario verificare se gli scostamenti negativi evidenziati nel PEF revisionato siano effettivamente riconducibili a eventi sopravvenuti, esterni e non imputabili al concessionario, oppure rientrino nell’ordinario rischio operativo assunto con la concessione. In particolare, si ritiene necessario verificare l’andamento complessivo della gestione, considerando non solo l’incremento dei costi, ma anche l’andamento dei ricavi, della domanda e delle attività concretamente svolte. Dovrà inoltre essere verificata l’effettiva realizzazione delle attività, dei servizi e delle iniziative previsti dal PEF originario e dall’offerta tecnica presentata in gara, nonché le eventuali conseguenze della loro mancata o parziale attivazione sui ricavi conseguiti. L’art. 165, comma 6, del D.Lgs. n. 50/2016 prevede che il verificarsi di fatti non riconducibili al concessionario che incidono sull’equilibrio del PEF possa comportare la revisione dello stesso, mediante rideterminazione delle condizioni di equilibrio, garantendo tuttavia la permanenza dei rischi trasferiti in capo all’operatore economico. Il medesimo articolo prevede, per le fattispecie non soggette alla valutazione obbligatoria, la facoltà dell’Amministrazione di sottoporre la revisione alla previa valutazione del NARS. Alla luce di quanto sopra, si richiede pertanto di esprimere un parere in merito alla legittimità e alle condizioni dell’eventuale riequilibrio proposto dal gestore, alla loro corretta individuazione ai fini della revisione e la possibilità di utilizzare la proroga della concessione e/o l’adeguamento tariffario quali strumenti di riequilibrio, nel rispetto dell’allocazione del rischio operativo prevista dal contratto e dalla normativa applicabile.


QUESITO del 30/09/2026 - SEGGIO DI GARA IN GARA CON CRITERIO OEPV

Buongiorno, nelle procedure di gara da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la solo parte relativa all’offerta economica può essere esaminata dal Seggio di Gara nominato senza l’intervento della Commissione Giudicatrice? Inoltre, nelle procedure da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (sotto e sopra soglia), il Seggio di Gara può essere anche monocratico?


QUESITO del 30/09/2026 - MEDESIMI PRESIDENTI E UNICO CENTRO DECISIONALE

Gara europea: Con riferimento alla FONDAZIONE B. e alla FONDAZIONE P. dall'esame delle visure emerge la coincidenza della figura del Presidente, individuata nel sig. F., che risulta rivestire tale carica presso entrambe le fondazioni. Si chiede se tale elemento possa essere considerato di per sé idoneo a integrare una situazione di controllo o collegamento rilevante ai sensi dell'art. 95, comma 1, lett. d), del D.Lgs. 36/2023 e dell'art. 2359 c.c., ovvero a far ritenere che le offerte possano essere imputabili ad un unico centro decisionale.


QUESITO del 30/09/2026 - PENALE PER INADEMPIMENTO

Nelle procedure di appalto pubblico sembrerebbe che le uniche tipologie di penali previste siano quelle di cui all’art. 126 del Codice (penali per ritardo nell’esecuzione) e quelle di cui all’art. 1 comma 6 dell’Allegato II.3 del Codice (mancato rispetto clausole sociali). Si chiede se sia lecito inserire ulteriori penali (ad esempio: inadempimento contrattuale legate alla modalità di esecuzione e non alle tempistiche di esecuzione) e, in tal caso, come debbano essere calcolate (in maniera percentuale o in valore assoluto). Grazie Il Servizio Gare


QUESITO del 18/09/2026 - VERIFICHE ANTIMAFIA

Questo Comune deve procedere alla stipulazione di un contratto di appalto di lavori. La società aggiudicataria X risulta avere un numero di soci inferiore a quattro e precisamente n. 2 soci, rispettivamente persona fisica e persona giuridica (società Y). La società aggiudicataria X risulta iscritta in white list. Si chiede di chiarire se, ai fini della stipulazione del contratto di appalto, sia sufficiente l'iscrizione della società aggiudicataria X in white list oppure se l'art. 85, comma 2, del Codice Antimafia (Dlgs 159/2011) debba essere interpretato nel senso che, nel caso di specie, il Comune debba anche acquisire la documentazione antimafia (comunicazione antimafia, trattandosi di appalto sotto-soglia) nei confronti della società Y, socio di maggioranza, la quale non risulta iscritta in white list. Si rappresenta la necessità di un riscontro in tempi rapidi.


QUESITO del 17/09/2026 - RIAFFIDAMENTO SOTTO I 5.000 EURO

Buongiorno, pongo il seguente quesito. Abbiamo in essere un contratto per i servizi internet che prevede: hosting condiviso; gestione e manutenzione protocollo di sicurezza HTTPS; gestione e manutenzione delle caselle di posta elettronica; invio newsletter; aggiornamenti periodici richiesti dal CMS; pacchetto di 10 ore/anno per servizio di manutenzione e assistenza tecnica on-site ed on-line e help desk telefonico. Tale incarico, aggiudicato mediante affidamento diretto, ha durata annuale e terminerà il 18/05/2027. L’importo è inferiore a € 5.000,00 + IVA. Poiché il pacchetto ore di assistenza si sta per esaurire, è corretto procedere con un nuovo affidamento diretto alla medesima ditta (amministratore del sito) di un ulteriore pacchetto di 10 ore, stabilendo che abbia durata fino alla scadenza prevista dall’attuale incarico in essere, per un importo ovviamente inferiore ad € 5.000,00? Inoltre, in merito all’autocertificazione del possesso dei requisiti di ordine generale, è possibile tenere in considerazione la dichiarazione già fornita in sede di affidamento del corrente incarico?


QUESITO del 10/09/2026 - AGENZIE DI VIAGGIO E SUBAPPALTO

Dobbiamo affidare con affidamento diretto un servizio di trasporto e alloggio ad una agenzia viaggi (sotto i 5k). L'agenzia si appoggerà a subfornitori per il trasporto e l'alloggio dei partecipanti all'evento. Necessitiamo sapere se i subfornitori devono essere considerati come subappaltatori e se, pertanto, dovranno auto dichiarare i requisiti necessari per gli affidamenti (artt. 94 e ss.). Inoltre volevamo capire se il cpv 63510000-7 indicato per l'appalto in questione è corretto.


QUESITO del 04/09/2026 - AFFIDAMENTO DIRETTO DELLE CONCESSIONI

Con riferimento agli affidamenti diretti, recentemente è stata pubblicata la sentenza n. N. 04185/2026REG.PROV.COLL del Consiglio di Stato. In tale sentenza vi è un passaggio nel quale i giudici affermano (a ns. avviso impropriamente) che "19.1. Nell’affidamento diretto, il contratto è affidato senza una procedura di gara e, anche nel caso di previo interpello di più operatori economici, la scelta del contraente è operata discrezionalmente dalla stazione appaltante o dall’ente concedente (la definizione contenuta nell’art. 3 comma 1 lett. d dell’allegato I.1. include, evidentemente, anche le concessioni), nel rispetto dei criteri qualitativi e quantitativi previsti dal codice". In base a tale affermazione (non è chiaro da dove deriverebbe "l'evidenza" che fa dire al CdS che la definizione è estesa anche alle concessioni), alcuni commentatori hanno ritenuto superato o superabile il divieto di affidamento diretto nelle concessioni, stabilito indirettamente dall'art.187 del codice. D'altronde l'allegato I.1 al comma 3 lett. d), nel definire l'affidamento diretto fa riferimento all'art.50 e non anche al 187. Si chiede un parere in merito e se vi risultano ulteriori sentenze/pareri anche di Anac o MIT che, in qualche modo, aprano ad affidamenti diretti per le concessioni di importi inferiori a 140.000 euro. Noi, a parte questo passaggio nella sentenza citata, non ne abbiamo trovati, ma l'argomento è molto importante perchè spesso i comuni hanno necessità di fare affidamenti di piccoli importi in concessione, ma non possono farlo non essendo qualificati. Grazie


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