Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: antitrust

ANTITRUST - PROPOSTA RIFORMA CODICE APPALTI E DIGITALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE

AGCM - ATTO DI SEGNALAZIONE

Fin dalla sua nascita, il Codice dei Contratti pubblici del 2016 ha rinviato, per la definizione della normativa sui contratti, alla successiva emanazione di altri atti di varia caratura normativa. Complessivamente, si tratta di circa 50 atti attuativi, ricompresi in varie tipologie, destinati a sostituire il precedente regolamento (DPR 207/2010).Ne è derivato un labirinto di norme che, (...)

AFFIDAMENTO IN HOUSE - SUBAFFIDAMENTO SENZA GARA - ILLEGITTIMA PROCEDURA

AGCM - ATTO DI SEGNALAZIONE

ATTIVITA' DI SEGNALAZIONE E CONSULTIVAAS1742 - COMUNE DI ARIANO IRPINO (AV) - SUB-AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI GESTIONE RIFIUTINel caso in esame, l’affidamento delle attività di spazzamento strade e di raccolta dei rifiuti nel Comune di Ariano Irpino a una società terza, che si configura come appalto di servizi, in quanto avente ad oggetto l’espletamento del relativo servizio d (...)

ACCORDO TRA IMPRESE E PRATICA CONCORDATA- DIFFERENZE

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In via generale, deve ricordarsi che, a norma dell’art. 101, par. 1, Tfue “sono incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’i (...)

ILLECITO ANTITRUST - GIUDIZIO DI AFFIDABILITÀ PROFESSIONALE – PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO DEFINITIVO NECESSARIO (80.5.c)

TAR LAZIO - SENTENZA

Con riferimento alla censura spiegata nel ricorso sub II in ordine al fatto che le sanzioni AGCM non rientrerebbero tra le notizie da iscrivere nella sezione B del Casellario, il Collegio ritiene sia sufficiente – per un verso – ricordare che ai sensi dell’art. 213, comma 10, d.lgs. n. 50/2016 nel casellario devono essere iscritte tutte le notizie utili «alla verifica dei gravi illeciti profess (...)

TITOLARE EFFETTIVO - PRIME INDICAZIONI OPERATIVE

MIN ECONOMIA E FINANZE - DECRETO

Regolamento recante disposizioni in materia di comunicazione, accesso e consultazione dei dati e delle informazioni relativi alla titolarita' effettiva di imprese dotate di personalita' giuridica, di persone giuridiche private, di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali e di istituti giuridici affini al trust.Entrata in vigore del provvedimento: 09/06/2022 (...)

PROVVEDIMENTO SANZIONATORIO ANTITRUST - ESCLUSIONE CONCORRENTE DA GARA D'APPALTO (80.5.c)

TAR LAZIO - SENTENZA

Parte ricorrente sostiene che la S.A. non avrebbe dovuto escluderla dalla procedura di gara in quanto il provvedimento adottato con delibera dell’AGCM del 17 aprile n. 27646, pur confermato dal TAR del Lazio - che lo aveva annullato in parte solo con riferimento alla quantificazione della sanzione comminata - era ancora sub iudice. Inoltre ha sostenuto la S.A. avesse omesso di valutare autonoma (...)

GRAVE ILLECITO PROFESSIONALE: QUANDO LA CONDOTTA E' ILLECITO ANTITRUST IL TERMINE TRIENNALE DECORRE DALLA DATA DI DECISIONE DELL'AUTORITA'

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Nella citata ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea è stato anche precisato (punto 32 della motivazione) che «l’accertamento di un tale errore [professionale, n.d.r.] non richiede una sentenza passata in giudicato (sentenza del 13 dicembre 2012, F. e A., C-465/11, EU:C:2012:801, punto 28)» e si è sottolineato come «la decisione di un’autorità naziona (...)

CONDOTTE ANTICONCORRENZIALI: LA TURBATIVA DELLA GARA CONFIGURA UN FATTO ANTICONCORRENZIALE IN SENSO OGGETTIVO

TAR LAZIO - SENTENZA

Le condotte emergenti dalle intercettazioni, lungi dall’atteggiarsi a normale interlocuzione con la stazione appaltante, hanno mostrato una particolare e tendenziosa modalità di comunicazione informale, tesa a combinare la partecipazione delle ditte alle varie gare e concertata in modo anticoncorrenziale sin dalle relative fasi preparatorie.<p style="text-align: (...)

TERMINE AVVIO ISTRUTTORIA ANTITRUST E PROVA DEL PREGIUDIZIO DIFENSIVO

TAR LAZIO - SENTENZA

La ricorrente non ha in alcun modo indicato il pregiudizio, in termini di lesione dei diritti di difesa, che le sarebbe derivato dall’inutile decorso del termine in questione e dall’avvio non tempestivo del procedimento, elemento che secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia assume rilievo decisivo ai fini dell’accoglimento della censura di tardività dell’a (...)

LEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO D'APPALTO PER ILLECITO ANTITRUST

CORTE D'APPELLO DI ROMA - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, la clausola risolutiva espressa che preveda la risoluzione del contratto a seguito dell&#39;accertamento di intese restrittive della concorrenza da parte dell&#39;AGCM è pienamente valida e non viola il principio di tassatività delle cause di esclusione. Tale principio attiene alla sola procedura di gara, mentre la controversia sulla ris (...)

PREVALE IL TERMINE RAGIONEVOLE SULLA DECADENZA DI NOVANTA GIORNI NEI PROCEDIMENTI SANZIONATORI ANTITRUST

TAR LAZIO - Sentenza

L'art. 14 della Legge 689/1981 non impone una decadenza automatica nei procedimenti antitrust qualora l'istruttoria non sia avviata entro novanta giorni dalla conoscenza degli elementi essenziali dell'infrazione. Il diritto dell'Unione osta a normative nazionali che pregiudichino l'applicazione degli artt. 101 e 102 TFUE attraverso termini procedurali eccessivamente rigidi, spettando all'impresa d (...)

IL TERMINE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO ANTITRUST NON COMPORTA L'ANNULLAMENTO AUTOMATICO SENZA PREGIUDIZIO ALLA DIFESA

TAR LAZIO - Sentenza

La disciplina nazionale che impone termini rigidi per l'avvio del procedimento sanzionatorio antitrust deve essere interpretata in conformità al diritto dell'Unione Europea; pertanto, l'inosservanza del termine di 90 giorni dalla conoscenza del fatto non determina l'illegittimità della sanzione qualora non sia dimostrata una lesione concreta del diritto di difesa e l'attività preistruttoria risult (...)

IL TERMINE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO ANTITRUST NON COMPORTA DECADENZA SENZA PREGIUDIZIO ALLA DIFESA

TAR LAZIO - Sentenza

In materia di intese restrittive della concorrenza (bid rigging), l'Autorità può legittimamente fondare l'accertamento dell'illecito su prove esogene, quali intercettazioni telefoniche acquisite da procedimenti penali, valutandole autonomamente. La partecipazione a gare tramite raggruppamenti temporanei di imprese non esclude l'illiceità della condotta qualora la forma associativa sia strumentale (...)

INAPPLICABILITÀ DEL TERMINE DECADENZIALE DI NOVANTA GIORNI PER L'AVVIO DEI PROCEDIMENTI SANZIONATORI ANTITRUST

TAR LAZIO - Sentenza

L'inosservanza del termine di novanta giorni per l'avvio del procedimento sanzionatorio antitrust non determina l'illegittimità del provvedimento finale, salvo che venga provata una lesione concreta del diritto di difesa dell'impresa. (...)

LEGITTIMITÀ DEL TERMINE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO SANZIONATORIO ANTITRUST E RILEVANZA DELLA RECIDIVA (14.1)

TAR LAZIO - Sentenza

Nei procedimenti sanzionatori per intese restrittive della concorrenza, l'inosservanza del termine per la comunicazione degli addebiti non comporta la decadenza dal potere sanzionatorio dell'Autorità, rilevando esclusivamente sotto il profilo della ragionevole durata del procedimento e della salvaguardia del diritto di difesa. Ai fini della configurazione della recidiva, il calcolo del quinquennio (...)

LEGITTIMA LA SANZIONE ANTITRUST PER BID RIGGING NONOSTANTE IL DECORSO DEL TERMINE DI AVVIO PROCEDIMENTALE

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di intese restrittive della concorrenza, la prova della concertazione può essere desunta da indizi gravi, precisi e concordanti, quali contatti sistematici e scambi di informazioni, gravando sulle imprese l'onere di fornire una spiegazione lecita alternativa qualora l'Autorità dimostri l'irrazionalità delle condotte rispetto alle dinamiche concorrenziali. (...)

VALIDITÀ DELLA SANZIONE ANTITRUST ANCHE IN CASO DI SUPERAMENTO DEI TERMINI DI AVVIO ISTRUTTORIO

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di sanzioni per intese restrittive della concorrenza, la prova del coordinamento tra imprese può essere desunta da elementi esogeni, quali intercettazioni e contatti sistematici, che rendono irrilevante la giustificazione basata sulla libertà di scelta commerciale. Il termine di avvio del procedimento non ha natura perentoria tale da determinare l'annullamento dell'atto in assenza di una l (...)

IL TERMINE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO ANTITRUST NON HA NATURA PERENTORIA (14.1)

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di intese restrittive della concorrenza, il termine di novanta giorni per l'avvio della fase istruttoria in contraddittorio non ha natura perentoria tale da determinare la decadenza del potere sanzionatorio, dovendo prevalere il principio di effettività del diritto dell'Unione Europea. La prova del cartello (bid rigging) può essere legittimamente desunta da elementi indiziari gravi, precis (...)

IL TERMINE DI NOVANTA GIORNI PER L'AVVIO DEL PROCEDIMENTO ANTITRUST NON È PERENTORIO (14.1)

TAR LAZIO - Sentenza

In materia di sanzioni antitrust, il termine di novanta giorni per la comunicazione degli addebiti non ha natura perentoria e la sua inosservanza non determina l'annullamento del provvedimento finale, salvo che l'impresa interessata provi un concreto pregiudizio ai propri diritti di difesa. La sussistenza di un'intesa restrittiva può essere legittimamente accertata mediante prove indiziarie consis (...)

IL RITARDO NELL'AVVIO DEL PROCEDIMENTO ANTITRUST NON ANNULLA LA SANZIONE SENZA PREGIUDIZIO ALLA DIFESA

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di intese restrittive della concorrenza, l'inosservanza del termine di novanta giorni per la comunicazione degli addebiti non determina la decadenza dal potere sanzionatorio qualora tale decadenza pregiudichi l'effettiva applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE; l'eventuale superamento del termine ragionevole rileva esclusivamente ove sia dimostrata una lesione dei diritti di difesa. (...)

NON HA NATURA PERENTORIA IL TERMINE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO ISTRUTTORIO ANTITRUST

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di intese restrittive della concorrenza, il superamento del termine di novanta giorni per la comunicazione degli addebiti non comporta l'invalidità del provvedimento sanzionatorio, salvo che l'impresa provi un concreto pregiudizio ai propri diritti di difesa. La sussistenza di un'intesa spartitoria può essere desunta da elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, quali i contatti sist (...)

ILLECITO L'OSTACOLO DEL GESTORE USCENTE AL SUBENTRO DEL CONCESSIONARIO

TAR LAZIO - Sentenza

Integra un abuso di posizione dominante ex art. 102 TFUE la condotta dell'operatore economico uscente che, sfruttando il controllo esclusivo sui beni essenziali e sulle informazioni operative, ritarda il passaggio di consegne al nuovo concessionario mediante strategie negoziali dilatorie o l'omessa trasmissione di dati tecnici, in quanto l'esecutività dei provvedimenti amministrativi di aggiudicaz (...)

ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE PER OSTRUZIONISMO NEL PASSAGGIO DI CONSEGNE POST AGGIUDICAZIONE

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di affidamento di servizi pubblici essenziali, il gestore uscente che ostacola il passaggio di consegne al nuovo aggiudicatario mediante l'omessa o tardiva trasmissione di informazioni e beni strumentali indispensabili pone in essere un abuso di posizione dominante. Tale condotta ostruzionistica lede la concorrenza per il mercato e non può essere giustificata dalla mera pendenza di ricorsi (...)

OBBLIGO DI VALUTAZIONE AUTONOMA E MOTIVATA DELLE MISURE DI SELF-CLEANING (80.7)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

È illegittimo il provvedimento di esclusione fondato su un grave illecito professionale qualora la stazione appaltante ometta di svolgere una valutazione autonoma, analitica e motivata sulle misure di self-cleaning comunicate dall'operatore economico, anche qualora tali misure siano state adottate in data antecedente alla partecipazione alla procedura di gara; il giudice amministrativo non può sos (...)

SINDACATO GIURISDIZIONALE LIMITATO SULLE VALUTAZIONI TECNICHE DI NON AVVIO ISTRUTTORIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In materia di operazioni di concentrazione, il controllo del giudice amministrativo sulle scelte dell'Autorità Antitrust deve rispettare la sfera di discrezionalità tecnica dell'ente, limitandosi a censurare manifesti errori di fatto o di logica, specialmente quando l'operatore che agisce in giudizio non ha apportato contributi istruttori durante il procedimento amministrativo volto alla sollecita (...)

LA MERA PENDENZA DI UN'ISTRUTTORIA ANTITRUST NON INTEGRA UN OBBLIGO DICHIARATIVO PER IL CONCORRENTE (80.5)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di gravi illeciti professionali, non sussiste in capo all'operatore economico un onere dichiarativo generale relativo alla semplice pendenza di procedimenti istruttori dell'AGCM che non siano ancora sfociati in provvedimenti sanzionatori definitivi. La legittimità dell'aggiudicazione deve essere valutata con riferimento al momento della partecipazione e dell'adozione del provvedimento, res (...)

LEGITTIMA L'AUTORIZZAZIONE AGCM DI CONCENTRAZIONE CON RIMEDI COMPORTAMENTALI PROPORZIONATI

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di concentrazioni, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato può autorizzare l'operazione imponendo rimedi comportamentali anziché strutturali qualora i primi risultino, in base a una valutazione prognostica ragionevole, idonei a scongiurare effetti pregiudizievoli per la concorrenza senza eccedere quanto necessario allo scopo. Il giudice amministrativo non può sovrapporre la prop (...)

SCORPORO COSTI MANODOPERA E LIMITI ALL'ESCLUSIONE DELLE RTI SOVRABBONDANTI (41.14)

TAR CAMPANIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, non è illegittima la clausola del disciplinare che, pur prevedendo lo scorporo dei costi della manodopera, consenta all'operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo offerto derivi da una più efficiente organizzazione aziendale; parimenti, è legittima la clausola che prevede l'esclusione di raggruppamenti temporanei 'sovrabbondanti' qualora questa sia su (...)

DECORRENZA TERMINI PROCEDIMENTO ANTITRUST DALLA PIENA CONOSCENZA DELL'INFRAZIONE (14.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In materia di illeciti antitrust, il termine decadenziale di novanta giorni per la contestazione dell'infrazione inizia a decorrere solo quando l'Autorità ha completato la fase pre-istruttoria necessaria ad acquisire la piena conoscenza degli elementi oggettivi e soggettivi della condotta illecita. Inoltre, ai fini dell'imputazione della responsabilità alla società madre per l'illecito della contr (...)

RESPONSABILITÀ SOLIDALE DELLA CAPOGRUPPO PER IL CARTELLO POSTO IN ESSERE DALLA CONTROLLATA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La responsabilità della capogruppo per l'illecito antitrust commesso dalla controllata partecipata integralmente non costituisce una forma di responsabilità indiretta, ma una responsabilità per fatto proprio omissivo, in quanto la holding non ha impedito la commissione dell'illecito pur disponendo dell'influenza dominante necessaria a orientare le decisioni commerciali della sussidiaria. (...)

ILLEGITTIMA L'ESCLUSIONE AUTOMATICA PER ILLECITO ANTITRUST SENZA VALUTAZIONE DISCREZIONALE DELL'AFFIDABILITÀ PROFESSIONALE (80.5)

TAR PIEMONTE - Sentenza

È illegittimo il provvedimento di esclusione di un operatore economico che si limiti a richiamare acriticamente le statuizioni di sentenze precedenti per giustificare l'estromissione dalla gara, poiché l'illecito professionale grave di cui all'art. 80, comma 5, lett. c) del d.lgs. 50/2016 rimette alla stazione appaltante un apprezzamento discrezionale non surrogabile dal giudice. L'amministrazione (...)

ININFLUENTE L'OMESSA DICHIARAZIONE DELL'AVVIO DI PROCEDIMENTO ANTITRUST NON ANCORA SANZIONATO (80.5)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'omissione dichiarativa circa l'avvio di un'istruttoria antitrust non costituisce causa autonoma di esclusione né è equiparabile alla falsità documentale, poiché la rilevanza della condotta come grave illecito professionale presuppone necessariamente una decisione dell'Autorità che abbia già accertato e sanzionato il comportamento restrittivo della concorrenza. (...)

L'OMESSA DICHIARAZIONE DI UN'ISTRUTTORIA ANTITRUST PENDENTE NON COMPORTA L'ESCLUSIONE DALLA GARA (80.5)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Nelle procedure di gara, l'omessa dichiarazione dell'avvio di un'istruttoria dell'AGCM per presunti illeciti antitrust non configura una violazione degli obblighi informativi ex art. 80, comma 5, d.lgs. n. 50 del 2016, poiché la nozione di grave errore professionale richiede una valutazione specifica che può fondarsi solo su accertamenti già formalizzati dall'Autorità competente. (...)

AMPIA DISCREZIONALITÀ DELL'AUTORITÀ ANTITRUST NELL'AVVIO DI PROCEDIMENTI ISTRUTTORI

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La fase preistruttoria antitrust costituisce un momento di valutazione preliminare avviata d'ufficio rispetto alla quale la segnalazione di parte funge da mera sollecitazione; l'Autorità dispone di un ampio spazio di discrezionalità nel decidere l'avvio dell'istruttoria, basato sull'esigenza di ravvisare circostanze da cui desumere un possibile profilo di anticoncorrenzialità e sulle priorità di i (...)