Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: interdittiva antimafia

CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE - IN MATERIA DI INFORMAZIONI ANTIMAFIA - NON RICHIESTO

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Questa Sezione ha perciò già chiarito che la delicatezza della ponderazione intesa a contrastare in via preventiva la minaccia insidiosa ed esiziale delle organizzazioni mafiose, richiesta all’autorità amministrativa, può comportare anche un’attenuazione, se non una eliminazione, del contraddittorio procedimentale, che del resto non è un valore assoluto, come ha pure chiarito la Corte di Giusti (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - RIMESSIONE CORTE GIUSTIZIA EUROPEA

TAR CALABRIA - SENTENZA

In presenza dell’attuale quadro normativo, (anche) questo motivo di censura dovrebbe essere rigettato, stante che l’art. 92 del D.lgs. n. 159/2011 come detto, non contempla la possibilità per il Prefetto di prendere in esame gli effetti che dal provvedimento interdittivo derivano, dal che consegue la rilevanza della prospettata questione di costituzionalità.Laddove venisse tuttavia accol (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - IMPORTANZA DEGLI INDIZI

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Le considerazioni sin qui svolte dimostrano l’insufficienza del quadro indiziario, posto a base del provvedimento prefettizio, a giustificare l’emissione dell’informazione antimafia, che non può assurgere, come questa Sezione ha più volte chiarito (v., ex plurimis, Cons. St., sez. III, 5 settembre 2019, n. 6105), a pena del sospetto in assenza di un solido quadro indiziario che, secondo il crit (...)

INFORMATIVA ANTIMAFIA – SELF CLEANING - NON AMMESSO (80.7)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il Collegio concorda con il Tar nel ritenere che ciò che occorre verificare, nel caso di adozione di misure di self cleaning, non è lo scopo soggettivamente perseguito dall’ente attinto dall’informativa e dai suoi esponenti, bensì l’effettiva idoneità delle misure stesse a recidere quei collegamenti e cointeressenze con le associazioni criminali che hanno fondato l’adozione della precedente inf (...)

INFORMATIVA ANTIMAFIA – PROCEDIMENTO RILASCIO - SOGGETTI AMMESSI

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Il procedimento finalizzato all’emissione dell’informazione antimafia conosce una interlocuzione solo eventuale, prevista dall’art. 93, comma 7, d.lgs. n. 159 del 2011, secondo cui il Prefetto competente al rilascio dell’informazione, ove lo ritenga utile, sulla base della documentazione e delle informazioni acquisite, invita in sede di audizione personale i soggetti interessati a produrre, anc (...)

RECESSO CONTRATTO PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA - COMPENSO REVISIONALE - QUESTIONE ALL'ADUNANZA PLENARIA

CGA SICILIA - SENTENZA

Il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia, in sede giurisdizionale, visto l’art. 10 comma 4 del d. lgs. 24 dicembre 2003, n. 373 e l’art. 99 c.p.a., non definitivamente pronunciando sugli appelli principale e incidentale in epigrafe, deferisce all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la seguente questione: se gli artt. 92 e 94 del d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159, nel far (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA CONSORZIO STABILE – SUBENTRO DELLA CONSORZIATA ESECUTRICE NELLA TITOLARITÀ DEL CONTRATTO D’APPALTO - VINCOLI

ANAC - DELIBERA

L'assenza ab origine dell' l'attestazione SOA per la specifica categoria e classifica richieste per l'esecuzione dei lavori oggetto di affidamento non consente alla società consorziata di sostituirsi al Consorzio stabile, originariamente aggiudicatario, ma successivamente colpito da interdittiva antimafia, quale parte del contratto di appalto e quindi di assumere in proprio l&#3 (...)

IMPRESA AUSILIARIA COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA– SOSTITUZIONE – AMMISSIBILITÀ (89.3)

ANAC - DELIBERA

A mente dell’art. 89, comma 3, del codice la sostituzione dell’impresa ausiliaria deve essere consentita in tutte le ipotesi in cui l’impresa non soddisfi un pertinente criterio di sostituzione ovvero quando sussista un pertinente motivo obbligatorio di esclusione (ad eccezione dei casi di falsa dichiarazione, non presente nella fattispecie in esame); tra i motivi obbligatori di esclusione (e, (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA CONSORZIO STABILE - SUBENTRO DELLA CONSORZIATA ESECUTRICE – PRESUPPOSTI – POSSESSO DELLA SOA

ANAC - DELIBERA

L'assenza ab origine dell' attestazione SOA per la specifica categoria e classifica richieste per l'esecuzione dei lavori oggetto di affidamento non consente alla società consorziata di sostituirsi al Consorzio stabile, originariamente aggiudicatario, ma successivamente colpito da interdittiva antimafia, quale parte del contratto di appalto e quindi di assumere in proprio l'esec (...)

RECESSO – PER INTERVENUTA INTERDITTIVA ANTIMAFIA – PAGAMENTO OPERE ESEGUITE - RIMESSIONE ALL’ADUNANZA PLENARIA.

CGA SICILIA - SENTENZA

Il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia, in sede giurisdizionale, visto l’art. 10 comma 4 del d. lgs. 24 dicembre 2003, n. 373 e l’art. 99 c.p.a., non definitivamente pronunciando sugli appelli principale e incidentale in epigrafe, deferisce all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la seguente questione: se gli artt. 92 e 94 del d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159, nel far (...)

REQUISITI GENERALI – PRINCIPIO DI CONTINUITA’ PER TUTTA LA DURATA DELL'APPALTO - SOPRAVVENUTA INTERDITTIVA - ESCLUSIONE (80)

TAR PIEMONTE - SENTENZA

Per costante giurisprudenza, l’intervenuta iscrizione interdittiva nel casellario costituisce un autonomo motivo di esclusione che, come tale, comporta un effetto espulsivo immediato dal momento di inizio dell’iscrizione e fino a quando essa opera nel casellario informatico, cosicché la sua sopravvenienza, in qualsiasi momento della procedura, comporta l’esclusione dell’operatore economico ai s (...)

REVISIONE PREZZI IN CASO DI RECESSO DAL CONTRATTO DI APPALTO A SEGUITO DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Informativa antimafia – Contratto di appalto – Appalto a prestazioni periodiche – Recesso – Per intervenuta interdittiva antimafia – Pagamento opere eseguite - Artt. 92 e 94, d.lgs. n. 159 del 2011 - Criterio – Revisione prezzi – Spetta. Negli appalti pubblici di servizi aggiudicati a seguito di una procedura di evidenza pubblica, aventi ad oggetto prestazioni periodiche o continuative c (...)

INFORMATIVA ANTIMAFIA - COMUNICAZIONE AVVIO DEL PROCEDIMENTO - NON NECESSARIA

TAR SICILIA - SENTENZA

Il provvedimento prefettizio impugnato – secondo la prospettazione di parte ricorrente - sarebbe illegittimo per violazione delle norme di legge in esame, non essendo stata data comunicazione dell’avvio del procedimento amministrativo finalizzato al rilascio dell’informativa, con conseguente violazione delle garanzie partecipative del ricorrente medesimo.La censura è infondata.Inf (...)

MANCATA TEMPESTIVA ESCLUSIONE PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA - INVARIANZA DELLA SOGLIA DI ANOMALIA - APPLICABILITA' (133.8)

TAR CAMPANIA - SENTENZA

Il presente giudizio sottopone a questo Collegio la questione dell’applicabilità del principio di invarianza della soglia di anomalia, previsto dall’art. 95, co. 15 del d.lgs. n. 50/2016, qualora la stazione appaltante non abbia tempestivamente escluso un operatore economico che avrebbe dovuto escludere già nella fase delle ammissioni degli operatori economici alla gara, in presenza di una gara (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - CESSAZIONE CONTROLLO GIUDIZIARIO - PERDITA REQUISITI PARTECIPAZIONE - ESCLSIONE (80.2)

TAR CALABRIA - SENTENZA

La cessazione, per scadenza del termine, successivamente all’aggiudicazione definitiva, del regime di controllo giudiziario ex art. 34-bis d.lgs. n. 159/2011 applicato nei confronti della società ricorrente in relazione ad una precedente interdittiva, determina conseguente perdita, a far data dal 18.4.2021, del requisito di gara disciplinato dall’art. 80, co. 2, d.lgs. n. 50 del 2016. Irrilevan (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA IMPRESA CONSORZIATA ESECUTRICE - GIURISDIZIONE G.A.

TAR EMILIA ROMAGNA - SENTENZA

L’art. 47, c. 2, d.lgs. n. 50/2016, stabilisce che “i consorzi stabili di cui agli articoli 45, comma due, lett. c), e 46, comma 1, lett. f), eseguono le prestazioni o con la propria struttura o tramite i consorziati indicati in sede di gara senza che ciò costituisca subappalto, ferma la responsabilità solidale degli stessi nei confronti della stazione appaltante”.L’art. 48, c. 7 bis, d. (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - SOGGETTI PERSONA GIURIDICA - NON HANNO LEGITTIMAZIONE PER IMPUGNARLA (80)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

L’Adunanza Plenaria formula il seguente principio di diritto: “gli amministratori ed i soci di una persona giuridica destinataria di interdittiva antimafia non sono titolari di legittimazione attiva all’impugnazione di tale provvedimento”.Come ha condivisibilmente affermato il prevalente orientamento della giurisprudenza di questo Consiglio di Stato (si veda, inter alia, Cons. Stato, sez (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - SOSPENSIONE TEMPORANEA DEI REQUISITI - VIENE MENO CONTINUITA' - LEGITTTIMA ESCLUSIONE (80)

ANAC - DELIBERAZIONE

In assenza di una disposizione che esplicitamente riconosca alla sospensione degli effetti interdittivi dell'antimafia conseguente all'ammissione al controllo giudiziario efficacia derogatoria nei confronti del principio di continuità del possesso dei requisiti di partecipazione, la perdita in corso di gara del requisito dell'assenza di tentativi di infiltrazione mafiosa non può con (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA E ANALISI DEL PREFETTO

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

La valutazione del pericolo di infiltrazioni mafiose, di competenza del Prefetto, è connotata, per la specifica natura del giudizio formulato, dall’utilizzo di peculiari cognizioni di tecnica investigativa e poliziesca, che esclude la possibilità per il giudice amministrativo di sostituirvi la propria, ma non impedisce ad esso di rilevare se i fatti riferiti dal Prefetto configurino o meno la f (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - CONTROLLO GIUDIZIARIO DELLE AZIENDE - NON HA VALENZA RETROATTIVA (80.2)

TAR LAZIO - SENTENZA

La questione oggetto del presente contendere verte sugli effetti, per gli operatori economici colpiti da una interdittiva antimafia nel corso della procedura di evidenza pubblica, rivenienti dall’adozione di un provvedimento di ammissione al controllo giudiziario, ex art. 34 bis, del d.lgs. n. 159/2011.Al fine di inquadrare la problematica in discussione, si rende opportuno, anzitutto, (...)

ILLEGITTIMA ESCLUSIONE PER ERRATA APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA ANTIMAFIA - RISARCIMENTO DANNI

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Con riguardo all’elemento soggettivo della colpa, essa è palese, per gravissima violazione della normativa sugli appalti pubblici e della legge speciale in tema di antimafia, con il Comune ed i suoi dirigenti che si sono sostituiti alla Prefettura.La condanna al risarcimento dei danni non richiederebbe comunque il riconoscimento del carattere colpevole dell’illegittimità commessa dall&#3 (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - INDICI FORTEMENTE SINTOMATICI - CAUTELA AVANZATA COME PARAMETRO DI VALUTAZIONE

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

La giurisprudenza amministrativa consolidata ha invero evidenziato che l'interdittiva antimafia, per la sua natura cautelare e per la sua funzione di massima anticipazione della soglia di prevenzione, non richiede la prova di un fatto, ma solo la presenza di una serie di indizi in base ai quali non sia illogico o inattendibile ritenere la sussistenza di un collegamento con organizzazioni ma (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - LEGITTIMA ESCUSSIONE GARANZIA DEFINITIVA (103)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

A seguito e per effetto del suddetto provvedimento, -OMISSIS- ha proceduto al recesso dal contratto e all’incameramento della cauzione definitiva, affidando la commessa qui in rilievo alla ditta che si era classificata al secondo posto della graduatoria, che ha ultimato i lavori il 23 dicembre 2019, con quasi due anni di ritardo rispetto al termine originariamente previsto nel contratto stipula (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA - PENDENZA RICORSO PER CASSAZIONE - ESCLUSIONE LEGITTIMA

TAR LOMBARDIA - SENTENZA

La sopraggiunta ammissione di impresa attinta da informazione antimafia interdittiva al controllo giudiziario di cui all’art. 34 – bis) d.lgs. n. 159 del 2011 non ha effetti sul (provvedimento di) esclusione dalla procedura di gara cui la stessa abbia partecipato e dalla quale sia stata esclusa in ragione del provvedimento interdittivo.Poiché, nel caso di specie, la sentenza che ha confe (...)

AMMISSIONE AL CONTROLLO GIUDIZIARIO - AMMESSA PARTECIPAZIONE AGLI APPALTI - MA NON ELIMINA EFFETTI DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Orbene, secondo l’indirizzo consolidato della giurisprudenza amministrativa, i requisiti di ordine generale per la partecipazione alle gare per l’affidamento di appalti pubblici debbono essere posseduti con continuità non solo al momento della presentazione della domanda, ma per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e per tutta la fase di esecuzione del contratto, senza soluzione di (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - NON SI APPLICA AL LIBERO PROFESSIONISTA CHE OPERA COME PERSONA FISICA

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

Con l’unico, articolato motivo di gravame le amministrazioni appellanti censurano la decisione impugnata in relazione al punto, sopra richiamato, della (im)possibilità di adottare un provvedimento antimafia a contenuto interdittivo nei confronti di un soggetto giuridico che non eserciti attività d’impresa. La questione infatti oggetto di contenzioso non è propriamente quella della esclusione o (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA E INDICI PROBATORI - CRITERIO DEL “PIÙ PROBABILE CHE NON”

TAR CALABRIA - SENTENZA

In linea generale, l’informativa antimafia, per come disciplinata dagli artt. 84 e ss. D.lgs. n. 159/2011, non si esaurisce nell’attestazione circa la sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’articolo 67 D.lgs. n. 159/2001 né nel mero accertamento di uno dei pregiudizi penali rientranti nell’ambito del cd. reati spia di cui all’art. 84 comma 4 c (...)

RATING LEGALITA' - LEGITTIMA LA REVOCA PER MANCATA COMUNICAZIONE DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA (93.7)

TAR LAZIO - SENTENZA

Il Collegio osserva come il fulcro della questione oggetto di esame ed il cuore motivazionale della gravata revoca risiedano nella rilevata violazione dell'obbligo di comunicazione previsto dall'articolo 7 del Regolamento AGCM “Rating”, posto che l’impresa non ha notiziato l’Autorità, entro il termine prescritto di 10 giorni, circa l’adozione dell’interdittiva prefettizia a proprio cari (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - LA VALUTAZIONE DEL PREFETTO E' AUTONOMA RISPETTO AL GIUDIZIO PENALE (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In proposito, è noto che la funzione di “difesa sociale anticipata” che contraddistingue, sul piano finalistico, il potere interdittivo consente di fondarne l’esercizio su dati probatori di carattere eminentemente indiziario, i quali, complessivamente (e non atomisticamente) considerati, legittimo la formulazione di una prognosi di condizionamento mafioso non irragionevole né inverosimile: prog (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - VA ISCRITTA NEL CASELLARIO INFORMATICO (213.10)

TAR CAMPANIA - SENTENZA

Il casellario informatico rappresenta (…) la fonte attraverso la quale acquisire gli elementi notiziali strumentali alla individuazione, in capo ad un operatore economico, della sussistenza ed immanenza dei requisiti per la partecipazione alle pubbliche gare; orbene, va escluso, ad avviso del Collegio, che la determinazione in materia rimessa ad ANAC rivesta, con riferimento alle informative a (...)

WHITE LIST - INTERDITTIVA ANTIMAFIA - LETTURA UNITARIA E DISCREZIONALE DELLA P.A.

TAR EMILIA ROMAGNA - SENTENZA

Ritiene il Collegio che il ricorso sia infondato, alla luce dei principi costantemente affermati dalla giurisprudenza amministrativa in materia di iscrizione nell'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (c.d. “White List”). Giova ricordare che tale iscrizione è disciplinata dagli stessi principi (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA - SOSPENSIONE CONTRATTO APPALTO - VA ESAMINATA CON EFFICACIA AL MOMENTO DEL RILASCIO

TAR CAMPANIA - SENTENZA

Secondo l’indirizzo ermeneutico qui preferito – l’esito del giudizio avverso l’interdittiva non può rilevare ai fini della valutazione della legittimità dell’avversata sospensione dei lavori e del censurato rigetto della richiesta di accesso al Fondo di Garanzia, dovendo quest’ultima essere accertata sulla base della situazione esistente al momento dell’emanazione degli impugnati provvedimenti, (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA: DECADENZA AUTOMATICA DELL'ACCREDITAMENTO SANITARIO IN ASSENZA DI CONTRATTI CON IL SSN (67)

TAR CAMPANIA - SENTENZA

"La mancanza di rapporti contrattuali con l’ASL [...] comporta la riespansione degli effetti inibitori/decadenziali discendenti dall’interdittiva e, conseguentemente, dell’obbligo giuridico in capo all’Amministrazione regionale di escludere la ricorrente in parte qua dall’accreditamento istituzionale. Il potere dell’Amministrazione regionale in concreto azionat (...)

PERENTORIETÀ DEL TERMINE PER LA SOSTITUZIONE DELLA MANDANTE COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (97)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

"Sebbene la norma non qualifichi espressamente il termine in questione come perentorio, né colleghi alla sua decorrenza un’esplicita sanzione di decadenza del raggruppamento dalla facoltà di sostituire l’impresa componente interessata dal provvedimento prefettizio, la fattispecie risulta costruita dal legislatore senza prevedere - a differenza di quanto sosteng (...)

SOPRAVVENUTO ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA: NON DETERMINA L'ILLEGITTIMITA' DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE A SUO TEMPO ADOTTATA DALL'ENTE (108)

TAR SICILIA - SENTENZA

Il sopravvenuto annullamento in sede giurisdizionale dell'informativa antimafia interdittiva non determina l'illegittimità derivata del provvedimento di risoluzione del contratto d'appalto precedentemente adottato dalla Stazione Appaltante, atteso che quest'ultima è tenuta ad agire con assoluta immediatezza a fronte di un provvedimento prefettizio ef (...)

RISOLUZIONE DEL SUBAPPALTO PER SOPRAVVENUTA INTERDITTIVA ANTIMAFIA: PER IL RISARCIMENTO DANNI, L'APPALTATORE PRINCIPALE DEVE PROVARE IL PREGIUDIZIO PATITO

TRIBUNALE DI SIRACUSA - SENTENZA

In tema di appalti e subappalti, la fattura commerciale, atto di provenienza unilaterale, non è idonea a costituire prova piena del credito nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Qualora il contratto di subappalto venga legittimamente risolto per la sopravvenuta adozione di un'informazione antimafia interdittiva a carico del subappaltatore, la domanda (...)

INFORMATIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA: L'APPALTATORE HA DIRITTO AL PAGAMENTO DELLE OPERE EFFETTIVAMENTE ULTIMATE ALLA DATA DEL RECESSO DELLA P.A.

CORTE DI APPELLO DI CATANZARO - SENTENZA

In caso di recesso della Pubblica Amministrazione da un contratto d'appalto a seguito di interdittiva antimafia sopravvenuta, l'esercizio della facoltà di recesso fissa il limite cronologico oltre il quale le prestazioni non sono più remunerabili. Ai fini del riconoscimento del diritto al pagamento delle opere già eseguite, l'appaltatore deve fornire la (...)

L'ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DELLA MANDATARIA NON COMPORTA IL DIRITTO AL REINTEGRO NELL'APPALTO SE L'ENTE HA GIÀ APPROVATO LA MODIFICA DEL RTI (80)

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di appalti pubblici, l’intervenuta modifica soggettiva di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, disposta ai sensi dell’art. 48, comma 17, del d.lgs. n. 50/2016 a seguito di un’informativa antimafia interdittiva colpita da annullamento giurisdizionale per soli vizi formali, non consente la reintegrazione della società estromessa. La Stazione Appaltante è i (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA: EXTREMA RATIO CHE DEVE ESSERE PRECEDUTA DA UNA VALUTAZIONE CIRCA L’INIDONEITÀ DI MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA

TAR CALABRIA - SENTENZA

È illegittima l'informativa interdittiva antimafia che non dia conto delle ragioni per cui l'Autorità abbia omesso di applicare le misure di prevenzione collaborativa di cui all'art. 94-bis del D.Lgs. n. 159/2011, gravando sull'Amministrazione uno specifico onere di adeguata motivazione circa l'insufficienza di tali strumenti graduati a fronteggi (...)

IL DINIEGO DI RINNOVO DELL'ISCRIZIONE ALLA "WHITE LIST" E' EQUIPARATO ALL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA E LEGITTIMA LA DECADENZA DALL'ALBO GESTORI AMBIENTALI E SOA (94)

TAR PIEMONTE - SENTENZA

In presenza di un diniego di iscrizione in "white list", i provvedimenti di cancellazione dall'Albo Nazionale dei Gestori Ambientali e di decadenza dell'attestazione SOA costituiscono atti dovuti e vincolati, non essendo richiesta una valutazione autonoma della stazione appaltante o dell'ente certificatore sulla concreta posizione del soggetto. (...)

RESPONSABILITÀ RISARCITORIA DELLA P.A. PER INFORMATIVA ANTIMAFIA ILLEGITTIMA PER CARENZA ISTRUTTORIA

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA

In tema di informativa antimafia, l’illegittimità del provvedimento interdittivo costituisce un indice presuntivo della colpa della Pubblica Amministrazione, superabile solo qualora quest’ultima dimostri la sussistenza di un errore scusabile derivante da incertezza normativa o particolare complessità dell’accertamento. Tale errore deve essere escluso qualora l’illeg (...)

COMUNICAZIONE ANTIMAFIA INTERDITTIVA: PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO A NATURA VINCOLATA E RICOGNITIVA. IN ASSENZA DI RIABILITAZIONE, GLI EFFETTI OSTATIVI SONO PERMANENTI

TAR SICILIA - SENTENZA

In tema di documentazione antimafia, la comunicazione interdittiva è un atto vincolato e meramente ricognitivo che preclude l'instaurazione o il mantenimento di rapporti giuridici con la P.A. In assenza di riabilitazione, gli effetti ostativi della misura di prevenzione a carico del destinatario diretto sono permanenti."V (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE PERSISTE NONOSTANTE IL TENTATIVO DI SELF-CLEANING (94.BIS)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'aggiornamento dell'interdittiva antimafia, le misure di self-cleaning adottate dall'operatore economico devono essere effettive e non meramente formali; la persistenza di coabitazioni con soggetti controindicati e l'assunzione di commesse pubbliche in pendenza di interdittiva precludono l'applicazione delle più miti misure di prevenzione collaborativa, configurando un pericolo di infi (...)

OCCASIONALITA' DELL'AGEVOLAZIONE MAFIOSA E DIRITTO ALLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA (94-BIS.1)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di documentazione antimafia, l'Amministrazione non può legittimamente negare l'ammissione dell'impresa alle misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011 qualora l'agevolazione mafiosa risulti occasionale. Tale occasionalità è desumibile dalla predominante rilevanza dell'attività economica lecita rispetto al circoscritto periodo di coinvolgimento in sistemi illeciti e (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER COINTERESSENZE IMPRENDITORIALI E LEGAMI PARENTALI SINTOMATICI (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di informativa antimafia interdittiva, gli elementi di fatto posti a base del provvedimento prefettizio devono essere oggetto di una valutazione complessiva e non atomistica, ispirata al principio indiziario per cui i singoli elementi, pur se privi di autonoma valenza escludente, possono acquisire rilievo determinante se letti nel loro insieme. I legami parentali assumono rilevanza giuridi (...)

ANNULLAMENTO INTERDITTIVA ANTIMAFIA DETERMINA ILLEGITTIMITÀ DERIVATA DELL'ESCLUSIONE DALLA GARA (80.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'annullamento di un'interdittiva antimafia da parte del giudice amministrativo produce effetti ripristinatori ex tunc che travolgono gli atti consequenziali della procedura di gara, inclusa l'esclusione del concorrente. Sussiste infatti un nesso di stretta dipendenza che configura un'ipotesi di invalidità caducante, imponendo alla stazione appaltante di riammettere l'operatore economico e di proc (...)

LEGITTIMA L'ESCUSSIONE DELLA CAUZIONE DEFINITIVA PER RISOLUZIONE DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA (103.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

La risoluzione del contratto d'appalto a seguito di interdittiva antimafia configura un'ipotesi di inadempimento imputabile all'operatore economico, poiché i fatti che giustificano la misura preventiva ricadono nella sua sfera di controllo. Di conseguenza, la Stazione Appaltante è legittimata ad escutere la cauzione definitiva non solo per l'applicazione delle penali contrattuali, ma anche per il (...)

IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SOSPENDE GLI EFFETTI DELL'INTERDITTIVA FINO ALL'AGGIORNAMENTO PREFETTIZIO (34-BIS.7)

TAR CALABRIA - Sentenza

È illegittimo il provvedimento di decadenza dai contributi pubblici adottato dall'amministrazione nelle more dell'aggiornamento prefettizio post-controllo giudiziario, in quanto la sospensione degli effetti dell'interdittiva antimafia deve perdurare fino alla rivalutazione finale della Prefettura per garantire la continuità aziendale e il recupero dell'operatore economico alla legalità. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER REATI-SPIA E RAPPORTI DI PARENTELA CON SOGGETTI CONTROINDICATI (84.4)

TAR SICILIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'informazione interdittiva antimafia, la pendenza di un procedimento penale per il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.) costituisce un rilevante reato-spia che, se associato a documentati rapporti di parentela e frequentazione con soggetti organici ad associazioni mafiose, giustifica la prognosi di pericolo di infiltrazione se (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER GEMMAZIONE IMPRENDITORIALE E CONTINUITÀ CON SOGGETTI GIÀ INTERDETTI

TAR VENETO - Sentenza

In tema di contrasto alle infiltrazioni mafiose, la continuità tra una nuova compagine societaria e soggetti già destinatari di interdittiva, desumibile dal travaso di mezzi e personale, configura un rischio infiltrativo strutturale che preclude l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa, le quali presuppongono l'occasionalità dell'agevolazione. (...)

Interdittiva antimafia e rigetto cautelare monocratico per carenza di definitività

TAR CALABRIA - Decreto

In sede di istanza cautelare monocratica ex art. 56 c.p.a., la sussistenza del pregiudizio estremo e urgente non può derivare dalla mera comunicazione di avvio del procedimento di risoluzione dei contratti d'appalto o di revoca delle autorizzazioni commerciali, occorrendo la definitività del provvedimento amministrativo che determina l'interruzione del rapporto. (...)

Legittimità interdittiva antimafia per legami familiari e cointeressenze economiche sospette

TAR SICILIA - Ordinanza

È legittima l'adozione di un'interdittiva antimafia fondata su elementi sintomatici quali i rapporti di parentela e le cointeressenze economiche tra il titolare dell'impresa e soggetti contigui alla criminalità organizzata, specialmente quando tali legami si riflettono nella gestione di società precedentemente interdette, configurando un quadro di probabile inquinamento mafioso. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI PARENTALI E COINTERESSENZE ECONOMICHE CON SOGGETTI CONTROINDICATI (94.2)

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

L'incensuratezza dei soci e l'assenza di anomalie patrimoniali non precludono l'emissione di un'interdittiva antimafia qualora sussista un quadro indiziario convergente, costituito da rapporti di parentela con soggetti affiliati, frequentazioni non occasionali con pregiudicati e cointeressenze economiche stabili con imprese già colpite da provvedimenti ostativi. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA PROBABILITA' CRUCIALE DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

La misura interdittiva antimafia, avendo natura preventiva e anticipatoria, prescinde dall'accertamento di responsabilità penali e può fondarsi su una valutazione complessiva di elementi indiziari, quali legami parentali e cointeressenze economiche con soggetti controindicati, che rendano probabile il condizionamento dell'impresa da parte della criminalità organizzata. (...)

Legittimità interdittiva antimafia e inefficacia del self-cleaning familiare elusivo

TAR SICILIA - Ordinanza

Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, il pericolo di infiltrazione mafiosa deve essere desunto da elementi sintomatici valutati unitariamente, tra cui assumono rilievo pregnante le frequentazioni dell'amministratore (anche cessato) con soggetti controindicati; le misure di discontinuità gestionale non assumono rilevanza esimente qualora si risolvano in un mero passaggio d (...)

ILLEGITTIMO IL DINIEGO WHITE LIST BASATO SU INDIZI RISALENTI (94.2)

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

È illegittimo il diniego di iscrizione nella White List basato su elementi istruttori privi di precisione e concordanza, quali parentele con soggetti condannati per fatti remoti o frequentazioni occasionali non attuali, che non consentono di inferire la permeabilità mafiosa dell'impresa secondo il criterio del "più probabile che non". (...)

Legittimità interdittiva antimafia fondata su elementi indiziari e contesti familiari

TAR CALABRIA - Ordinanza

Il rischio di infiltrazione mafiosa, giustificante l'interdittiva, può essere desunto da un quadro indiziario complessivo che includa vicende giudiziarie non concluse con una piena assoluzione nel merito, rapporti parentali e frequentazioni con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, in quanto l'interdittiva risponde a una finalità di tutela anticipata della legalità. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER FALSE DICHIARAZIONI DEL LEGALE RAPPRESENTANTE SU FORNITURE SOSPETTE (94.2)

TAR SICILIA - Sentenza

Ai fini della legittimità dell'informativa antimafia interdittiva, l'autorità prefettizia deve operare una valutazione unitaria degli elementi sintomatico-presuntivi secondo la regola del "più probabile che non", senza necessità di prova certa del condizionamento. Le condotte del legale rappresentante volte a fornire false indicazioni agli organi inquirenti per coprire forniture riconducibili a co (...)

L'INERZIA PROCEDIMENTALE DEL PRIVATO PRECLUDE LA CONTESTAZIONE DEL DIFETTO DI CONTRADDITTORIO (92.2)

TAR SICILIA - Sentenza

In tema di informativa antimafia, l'inerzia procedimentale del soggetto destinatario della comunicazione di avvio del procedimento impedisce di ravvisare una violazione del diritto al contraddittorio qualora gli elementi istruttori fossero conoscibili mediante l'accesso agli atti richiamati. La sussistenza di gravi reati associativi a carico del socio unico configura un pericolo di infiltrazione s (...)

NATURA VINCOLATA DELLA COMUNICAZIONE ANTIMAFIA IN PRESENZA DI CONDANNE DEFINITIVE OSTATIVE

TAR SICILIA - Sentenza

La comunicazione antimafia si differenzia dall'informativa per la sua natura vincolata e accertativa, limitandosi a fotografare la sussistenza di cause di decadenza o divieto tipizzate dalla legge. Ne consegue che l'assenza di discrezionalità rende irrilevante la partecipazione procedimentale del destinatario e impedisce all'autorità valutazioni sull'attualità del pericolo. (...)

Legittimità della revoca automatica di concessioni per interdittiva antimafia sopravvenuta

TAR CALABRIA - Ordinanza

Ai sensi dell'art. 92, comma 3, del d.lgs. n. 159/2011, l'informativa antimafia interdittiva determina l'obbligo per l'Amministrazione di attivare i poteri di revoca delle agevolazioni o di recesso dai contratti, configurando un meccanismo di salvaguardia dell'ordine pubblico economico che non ammette margini di discrezionalità qualora il provvedimento prefettizio non sia stato sospeso in sede giu (...)

ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU UN ASTRATTO AFFASTELLAMENTO DI DATI SENZA VAGLIO CRITICO (84.4)

TAR LOMBARDIA - Sentenza

È illegittima l'interdittiva antimafia che aggrega una pluralità di elementi indiziari senza procedere a una valutazione critica della loro effettiva capacità rivelatrice di un condizionamento mafioso. L'amministrazione deve motivare sulla persistenza e sull'attualità del pericolo, escludendo i contatti meramente occasionali. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU FREQUENTAZIONI CON PREGIUDICATI E REATI AMBIENTALI STRUMENTALI (91.6)

TAR LAZIO - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva, avendo natura preventiva e non sanzionatoria, prescinde dall'accertamento di responsabilità penali definitive e può fondarsi su elementi sintomatici quali i contatti con ambienti malavitosi e la commissione di illeciti ambientali che, per quantità e tipologia, risultino connessi all'oggetto sociale dell'impresa, determinando una ragionevole probabilità di cond (...)

IL RISARCIMENTO DA INTERDITTIVA ANNULLATA RICHIEDE LA PROVA RIGOROSA DEL DANNO E DEL NESSO CAUSALE

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di risarcimento danni da illegittima informativa antimafia, la perdita di chance per mancata partecipazione a procedure di gara richiede la prova di elementi oggettivi dai quali desumere un’elevata probabilità di successo, non essendo sufficiente la mera allegazione delle occasioni perdute. Parimenti, i danni subiti dall’amministratore o dal socio in via riflessa attraverso il patrimonio s (...)

PERENTORIETA' DEL TERMINE PER LA SOSTITUZIONE DELLA MANDANTE COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (122.2)

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di raggruppamenti temporanei di imprese, nell'ipotesi di informativa antimafia ostativa sopravvenuta alla stipula del contratto nei confronti di una mandante, la facoltà di sostituzione prevista dall'art. 95, comma 1, D.Lgs. n. 159/2011 deve essere esercitata entro il termine perentorio di trenta giorni. Tale termine decorre dalla comunicazione dell'informativa alla mandante interessata, s (...)

NECESSARIA LA PROVA DELLA COLPA PER IL RISARCIMENTO DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA ILLEGITTIMA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di risarcimento del danno derivante dall'illegittima adozione di un'informativa antimafia, la responsabilità dell'amministrazione non ha natura oggettiva, in quanto il provvedimento interdittivo costituisce un atto di prevenzione posto al di fuori della procedura di evidenza pubblica. Ne consegue che il danneggiato è gravato dall'onere di provare tutti gli elementi costitutivi dell'illecit (...)

IL CONTROLLO GIUDIZIARIO NON SANA LA PERDITA DEI REQUISITI GENERALI NELLE GARE GIÀ IN CORSO (80.2)

TAR LAZIO - Sentenza

Il provvedimento di ammissione al controllo giudiziario non ha portata retroattiva e non vale a neutralizzare gli effetti espulsivi derivanti da un'interdittiva antimafia in relazione a procedure di gara anteriormente avviate, restando fermo l'obbligo di possesso dei requisiti di partecipazione per tutta la durata della procedura. La sopravvenuta carenza di un requisito generale in capo ad un comp (...)

INAMMISSIBILE IL RICORSO PER REVOCAZIONE SE LE CENSURE INVESTONO L’ATTIVITÀ VALUTATIVA DEL GIUDICE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Il ricorso per revocazione non può essere utilizzato come strumento per introdurre un ulteriore grado di giudizio di merito volto a contestare l'interpretazione o la valutazione delle prove operata dal giudice. L'errore revocatorio sussiste solo quando la decisione si fonda sulla supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa o sull'inesistenza di un fatto la cui verità è pos (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER TRASFERIMENTO DI QUOTE SOCIETARIE ELUSIVO TRA FAMILIARI

TAR LAZIO - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia interdittiva, il trasferimento della titolarità delle quote societarie in favore di un prossimo congiunto, privo di autonomia economica ed esperienza professionale nel settore, avvenuto in stretta prossimità temporale con l'avvio di indagini penali a carico del cedente, integra un tentativo di elusione che non interrompe la continuità della gestione (...)

AUTOTUTELA OLTRE IL TERMINE PER FALSA RAPPRESENTAZIONE DELLO STATO DEI LUOGHI (21-NONIES.2-BIS)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'annullamento d'ufficio di un titolo edilizio oltre il termine di dodici mesi è legittimo qualora il provvedimento sia stato ottenuto sulla base di una rappresentazione dello stato dei luoghi non corrispondente alla realtà, tale da indurre in errore la Stazione Appaltante. L'omessa dichiarazione di vincoli urbanistici o l'errata qualificazione della zona di intervento impediscono la formazione di (...)

VALUTAZIONE DELLA SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE PER NUOVI ATTI AMMINISTRATIVI (73.3)

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

Qualora nel corso del giudizio emergano nuovi provvedimenti amministrativi suscettibili di mutare il quadro fattuale e giuridico di riferimento, il giudice deve assegnare alle parti un termine per interloquire sulla possibile sopravvenuta carenza di interesse al ricorso, al fine di valutare se la pronuncia di merito conservi ancora una funzione utile ai fini della tutela delle posizioni giuridiche (...)

IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE DELL'OPERATORE ECONOMICO

TAR LAZIO - Sentenza

Il ricorso proposto avverso un'informativa antimafia interdittiva deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse qualora la società ricorrente, in ragione dell'intervenuta sottoposizione a sequestro preventivo e amministrazione giudiziaria, dichiari esplicitamente di non avere più interesse alla pronuncia giurisdizionale di merito. (...)

LEGITTIMA L'ESCUSSIONE DELLA CAUZIONE DEFINITIVA IN CASO DI RISOLUZIONE PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la stazione appaltante può legittimamente incamerare la garanzia definitiva nel caso in cui il rapporto contrattuale venga risolto a causa di un'informazione antimafia interdittiva. Ciò in quanto l'esigenza di garantire la serietà e l'affidabilità dell'offerta persiste per l'intera fase di esecuzione, e la perdita dei requisiti morali costituisce una violazione dell'ob (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA E PERDITA DEFINITIVA DEGLI INCENTIVI NONOSTANTE SUCCESSIVA LIBERATORIA (94.2)

TAR LAZIO - Sentenza

Il provvedimento di decadenza dagli incentivi pubblici adottato in conseguenza di un'informativa interdittiva antimafia non è suscettibile di revisione retroattiva a seguito del successivo rilascio di un'informativa liberatoria o dell'iscrizione del soggetto nelle 'white list' prefettizie. L'effetto dell'interdittiva non muta nel caso in cui l'impresa venga successivamente ammessa al controllo giu (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SUL RINVIO A GIUDIZIO DELL'ENTE

TAR LAZIO - Sentenza

È legittima l'informazione antimafia ostativa fondata sul rinvio a giudizio della società per responsabilità amministrativa dipendente da reato ai sensi del d.lgs. 231/2001, qualora gli elementi istruttori rivelino il coinvolgimento di un amministratore di fatto in un sodalizio criminale dedito al condizionamento degli appalti pubblici, risultando inapplicabile la misura della collaborazione preve (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER PERICOLO STRUTTURALE DI INFILTRAZIONE DESUMIBILE DA LEGAMI FAMILIARI E AFFARISTICI (84.3)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'emissione dell'interdittiva antimafia, il quadro indiziario fondato su legami di parentela e affaristici tra i soci di maggioranza di un'impresa e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata giustifica la misura preventiva quando il rischio di infiltrazione assume carattere strutturale, rendendo irrilevanti i cambiamenti meramente formali negli organi gestori qualora la proprie (...)

PREVALE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SULLA MERA PROPOSTA DI AGGIUDICAZIONE NONOSTANTE LA SOSPENSIVA CAUTELARE (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di requisiti di moralità, l'ordinanza cautelare che sospende gli effetti di un'informativa antimafia al solo fine di consentire la prosecuzione dei contratti già in essere non può essere interpretata estensivamente fino a ricomprendere le procedure di gara in cui sia intervenuta una mera proposta di aggiudicazione. Quest'ultima, non costituendo il provvedimento conclusivo della procedura, (...)

LEGITTIMA L'OMISSIONE DEL CONTRADDITTORIO NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA IN PRESENZA DI PARTICOLARI ESIGENZE DI CELERITÀ

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La partecipazione procedimentale del privato nel procedimento di adozione dell'informativa antimafia può essere legittimamente omessa quando le esigenze di celerità, correlate alla gravità degli elementi indiziari e alla non occasionalità delle agevolazioni verso la criminalità organizzata, rendano la collaborazione procedimentale potenzialmente pregiudizievole per gli interessi pubblici. In tali (...)

EFFICACIA TEMPORALE DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO SULL'INFORMATIVA ANTIMAFIA NELLE GARE IN CORSO (80.2)

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, l'ammissione al controllo giudiziario ex art. 34 bis d.lgs. 159/2011 di un'impresa colpita da interdittiva antimafia non incide sulla validità dei provvedimenti di esclusione già adottati dalla stazione appaltante in una gara pendente, stante la natura non retroattiva della misura. Costituisce inoltre legittimo esercizio del potere discrezionale l'esclusione del concor (...)

DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE NELLA SOSPENSIONE DEI LAVORI PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA (94.3)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In presenza di un'informativa interdittiva antimafia sopravvenuta, la Stazione Appaltante dispone di un potere discrezionale nell'ordinare la sospensione dei lavori o il recesso dal contratto, anche se l'opera è in fase di ultimazione; tale scelta non è preclusa dalla normativa vigente, che riserva alla P.A. la valutazione eccezionale sulla prosecuzione del rapporto finalizzata esclusivamente alla (...)

AUTONOMIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA RISPETTO AGLI ESITI DEI PROCEDIMENTI PENALI (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La valutazione prefettizia antimafia mantiene la propria autonomia rispetto all'eventuale assoluzione in sede penale, potendo fondarsi su elementi indiziari che, pur non superando la soglia della punibilità penale, sono sintomatici di una contaminazione mafiosa derivante da intensi rapporti di parentela e cointeressenze economiche familiari. (...)

AUTONOMIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ASSOLUZIONE PENALE DEI SOCI (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La valutazione prefettizia ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia mantiene la sua autonomia rispetto all'eventuale assoluzione in sede penale dei soci dell'impresa, potendo gli elementi posti a base dell'informativa conservare la loro valenza sintomatica sul piano preventivo anche se non idonei a fondare una condanna penale "oltre ogni ragionevole dubbio". In presenza di relazioni paren (...)

AUTONOMIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ESITO DEL GIUDIZIO PENALE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La misura interdittiva antimafia, in quanto strumento di prevenzione, non richiede la prova dell'intervenuta infiltrazione mafiosa o la certezza del condizionamento, essendo sufficiente la sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi da cui emerga il pericolo di ingerenza criminale. Tale valutazione, improntata alla regola del "più probabile che non", conserva la propria autonomia rispetto agli (...)

AUTONOMIA DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ARCHIVIAZIONE IN SEDE PENALE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La misura interdittiva antimafia è espressione di un potere ampiamente discrezionale dell'autorità prefettizia e prescinde dall'accertamento di responsabilità penali o dall'esistenza di condanne, potendo fondarsi su elementi indiziari sintomatici di una possibile infiltrazione. L'autonomia del giudizio amministrativo rispetto a quello penale comporta che l'archiviazione di un procedimento non vani (...)

IL CONTRADDITTORIO NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA ESCLUDE LA SANATORIA DEI VIZI

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, l'Amministrazione è obbligata a esplicitare nel preavviso tutti gli elementi istruttori posti a fondamento della misura. La natura discrezionale del potere prefettizio impedisce l'applicazione della sanatoria dei vizi procedimentali, poiché l'omessa partecipazione del privato impedisce quella ponderazione tra rischi di infiltrazione e misure alternative di preven (...)

OBBLIGO DI MOTIVAZIONE RAFFORZATA E VALUTAZIONE DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR LOMBARDIA - Sentenza

In tema di certificazione antimafia, l'autorità deve superare ogni automatismo procedimentale basato sui titoli di reato e assolvere a un obbligo di motivazione rafforzata, valutando se il pericolo di infiltrazione sia meramente occasionale; in tale ipotesi, in ossequio al principio di proporzionalità e del minimo mezzo, l'amministrazione è tenuta a indicare le ragioni per cui ritiene inapplicabil (...)

LEGITTIMITÀ INTERDITTIVA PER RISCHIO INFILTRAZIONE BASATO SU VINCOLI PARENTALI E SOCIETARI

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, i rapporti di parentela e affinità non assumono rilievo isolato ma vanno valutati nel più ampio intreccio di legami personali e societari. La sussistenza di cointeressenze economiche mai formalmente cessate tra il titolare dell'impresa e soggetti controindicati costituisce elemento sintomatico del pericolo di infiltrazione, legittimando la misura (...)

LEGITTIMO DINIEGO PORTO D'ARMI PER INAFFIDABILITÀ SOGGETTIVA E CARENZA DI PERICOLO

TAR CAMPANIA - Sentenza

In materia di autorizzazioni di polizia, la valutazione di inaffidabilità dell'istante può legittimamente fondarsi sul rinvio a giudizio per reati che incidono sulla condotta morale e sulla titolarità di cariche apicali in compagini societarie attinte da informazioni antimafia interdittive, restando irrilevante l'assenza di condanne definitive. (...)

REVOCA DOVEROSA DELLA RISOLUZIONE SE IL GIUDICE SOSPENDE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA (94.2)

TAR CAMPANIA - Sentenza

È legittima la revoca in autotutela del provvedimento di risoluzione contrattuale adottata dalla stazione appaltante in esecuzione di un'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato che sospende l'efficacia dell'interdittiva antimafia e della sentenza di primo grado. Tale sospensione determina la riespansione dei requisiti generali dell'operatore economico originario e l'obbligo per l'Amministrazion (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER GESTIONE FAMILIARE UNITARIA E CARATURA CRIMINALE DEI CONGIUNTI (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'informativa interdittiva antimafia, l'amministrazione non deve parcellizzare i singoli elementi indiziari, ma valutarli nel loro complesso secondo la logica del 'più probabile che non', potendo desumere il pericolo di infiltrazione dalla caratura criminale dei familiari, dalla gestione unitaria dei beni aziendali e dall'assenza di un'effettiva autonomia decisionale del (...)

AUTONOMIA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E CONTROLLO GIUDIZIARIO VOLONTARIO (91.6)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La valutazione del pericolo di infiltrazione mafiosa operata dal Prefetto gode di ampia discrezionalità e si fonda su una logica indiziaria di tipo probabilistico che è autonoma rispetto alle determinazioni assunte dal Tribunale della Prevenzione in sede di controllo giudiziario volontario, stante la diversità di standard probatori e finalità dei due istituti. (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRECLUDE IL RISARCIMENTO DEL DANNO PER MANCATA STIPULA DEL CONTRATTO

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Il divieto di ottenere contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato, previsto dall'art. 67 del d.lgs. n. 159 del 2011 per i soggetti colpiti da interdittiva antimafia, deve essere interpretato in senso estensivo, includendo l'impossibilità di percepire somme a titolo di risarcimento del danno subito in connessione all'attività d'impresa, trattandosi di esborsi patrimoniali che (...)

ESCLUSIONE AUTOMATICA PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA E LIMITI DELLE SOSPENSIVE CAUTELARI (94.2)

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai sensi dell'art. 94, comma 2, del D.Lgs. n. 36/2023, la sussistenza di un'interdittiva antimafia non sospesa erga omnes impone l'esclusione automatica dalla gara, senza che possa assumere rilievo l'iscrizione in white list ottenuta solo successivamente all'aggiudicazione per effetto del controllo giudiziario, in quanto tale misura non possiede natura retroattiva e non può sanare la mancanza dei (...)

AUTONOMIA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALE GIUDIZIARIE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'assenza di elementi che conducano il giudice penale ad applicare misure di prevenzione patrimoniale non esclude la legittimità dell'informativa antimafia emessa dal Prefetto, la quale risponde a una finalità di tutela dell'ordine pubblico economico mediante un giudizio prognostico di permeabilità a tentativi di condizionamento criminale, desumibile anche da rapporti familiari o collaborazioni di (...)

ESCLUSA LA LEGITTIMAZIONE DEI SOCI ALLA RIASSUNZIONE DEL GIUDIZIO SULL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

È inammissibile la riassunzione di un giudizio interrotto per fallimento della società operata da ex amministratori o soci, qualora l'oggetto della controversia riguardi un'interdittiva antimafia emessa nei confronti della sola società; tali soggetti, infatti, non sono titolari di una legittimazione ad agire autonoma, poiché l'atto amministrativo produce effetti diretti unicamente sul patrimonio d (...)

ILLEGITTIMO IL POTERE DI DISAPPLICAZIONE DI ATTI AMMINISTRATIVI ALTRUI DA PARTE DI AGEA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

È illegittimo il provvedimento con cui l'organismo pagatore dei contributi agricoli dichiara la decadenza dai benefici disapplicando un atto amministrativo efficace emanato da una diversa amministrazione, anche qualora tale atto sia ritenuto illegittimo. La sopravvenuta interdittiva antimafia non determina la risoluzione automatica ex lege dei rapporti di concessione in corso, essendo sempre neces (...)

LEGITTIMA LA SOSTITUZIONE DEL COMPONENTE DEL RAGGRUPPAMENTO COLPITO DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (97.2)

TAR CAMPANIA - Sentenza

In vigenza del D.Lgs. 36/2023, è legittima la modifica soggettiva di un raggruppamento temporaneo di imprese mediante la sostituzione della mandataria colpita da interdittiva antimafia con un soggetto terzo esterno al raggruppamento originario, in quanto la nozione di 'sostituzione' introdotta dal nuovo codice amplia le possibilità di modifica rispetto alla mera 'riduzione', privilegiando la stabi (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRECLUDE IL MANTENIMENTO DEI TITOLI EDILIZI PER ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva sopravvenuta a carico del titolare di un permesso di costruire determina l'incapacità giuridica del soggetto ad essere titolare di provvedimenti amministrativi ampliativi, imponendo al Comune l'annullamento in autotutela dei titoli edilizi laddove l'intervento non sia riconducibile a mera attività privatistica ma integri un'attività imprenditoriale finalizzata (...)

IL CONTROLLO GIUDIZIARIO NEUTRALIZZA GLI EFFETTI OSTATIVI DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SUI CONTRIBUTI (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La sottoposizione di una società alla misura del controllo giudiziario non impedisce la partecipazione alle gare per l'affidamento di commesse pubbliche né comporta la sospensione o la revoca di agevolazioni e contributi pubblici, in quanto tale interpretazione teleologica garantisce la finalità di risanamento e continuità aziendale propria dell'istituto. (...)

ILLEGITTIMA LA DISAPPLICAZIONE DI ATTI ALTRUI SENZA ESPRESSO POTERE DI LEGGE (48.17)

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

In ossequio al principio di legalità, da cui derivano i principi di nominatività e tipicità dei poteri amministrativi, deve escludersi che un'amministrazione preposta alla gestione di contributi pubblici possa autonomamente disapplicare atti amministrativi di altre autorità nazionali che attestino la validità e l'efficacia di titoli concessori, salvo espressa previsione di legge nazionale o uniona (...)

DINIEGO TUTELA MONOCRATICA PER MANCATA PROVA DI PREGIUDIZIO GRAVE E IRREPARABILE

CONSIGLIO DI STATO - Decreto

Ai fini della concessione della tutela cautelare monocratica in appello, la prospettazione del rischio di risoluzione di contratti pubblici e privati a seguito di interdittiva antimafia è insufficiente ove non sia supportata da prova documentale che ne attesti l'attualità e l'imminenza, poiché tali conseguenze sono riconducibili ai normali effetti della misura interdittiva stessa e non integrano, (...)

EFFICACIA PERSISTENTE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA OLTRE IL TERMINE ANNUALE DI VALIDITÀ

TAR CAMPANIA - Sentenza

Il decorso del termine annuale di efficacia dell'interdittiva antimafia, previsto dall'art. 86 comma 2 del D.Lgs. 159/2011, non ne comporta l'automatica decadenza ma abilita l'operatore a sollecitare un riesame presso la Prefettura. Fino a tale aggiornamento formale, il provvedimento mantiene la propria efficacia inibitoria, rendendo legittimi e vincolati i conseguenti atti di decadenza dalle auto (...)

IL CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE E' INDISPENSABILE PER ACCERTARE L'EVENTUALE OCCASIONALITA' DELL'INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR LAZIO - Ordinanza

In sede di adozione di un'informativa antimafia interdittiva, l'Amministrazione è tenuta a garantire il contraddittorio endoprocedimentale con l'impresa interessata, al fine di accertare se i tentativi di infiltrazione criminale siano dotati di carattere strutturale o meramente occasionale. Tale passaggio istruttorio è essenziale per consentire l'eventuale applicazione degli istituti di prevenzion (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE DESUNTO DA RAPPORTI PARENTALI E SOCIETARI (80.2)

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, è legittima l'informativa interdittiva antimafia basata su un quadro indiziario che evidenzi collegamenti familiari e professionali con esponenti della criminalità organizzata, uniti ad operazioni societarie opache (come la cessione di quote a valore nominale tra congiunti) volte a celare la reale governance dell'impresa. In tale contesto, la stazione appaltante ha l'o (...)

ANNULLATA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU INDIZI RISALENTI E GIA' VALUTATI

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

È illegittima l'interdittiva antimafia basata su una sterile elencazione di indizi risalenti o già noti all'Amministrazione, qualora quest'ultima li abbia precedentemente valutati come non ostativi al rilascio di un provvedimento liberatorio e non sussistano nuovi elementi idonei a giustificare un mutamento della prognosi di infiltrazione. (...)

AUTONOMIA DEL SINDACATO AMMINISTRATIVO RISPETTO ALL'AMMISSIONE AL CONTROLLO GIUDIZIARIO ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In sede di sindacato giurisdizionale sulla legittimità dell'informativa antimafia interdittiva, l'ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario ai sensi dell'art. 34-bis del D.Lgs. n. 159/2011 non costituisce una sopravvenienza idonea a inficiare retroattivamente il giudizio di pericolosità formulato dall'Autorità prefettizia. Tale misura penale, infatti, presuppone la persistenza d (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SUI LEGAMI PARENTALI E SULLA COINTERESSENZA ECONOMICA

TAR CALABRIA - Sentenza

L'interdittiva antimafia ha natura cautelare e preventiva e può fondarsi su un quadro indiziario complessivo che evidenzi il pericolo di infiltrazione mafiosa attraverso legami familiari, convivenza o frequentazioni abituali con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata. In presenza di tale interdittiva, l'autorità comunale è tenuta ad adottare atti inibitori delle attività economiche seg (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU INTRECCI SOCIETARI E RAPPORTI DI PARENTELA (84.4)

CONSIGLIO DI STATO - Parere

L'informativa interdittiva antimafia è legittima qualora l'autorità prefettizia accerti una pluralità di indizi gravi e concordanti, quali legami di parentela con esponenti della criminalità organizzata e intrecci societari con imprese già colpite da interdittiva, che rendano probabile il condizionamento mafioso. La scelta di non applicare le misure di prevenzione collaborativa costituisce espress (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA CONTRADDITTORIO PER ESIGENZE DI CELERITÀ (92.2)

CONSIGLIO DI STATO - Parere

Ai fini dell'adozione di un'informativa interdittiva antimafia, l'Amministrazione può legittimamente derogare al principio del contraddittorio preventivo ove sussistano esigenze di celerità correlate all'urgenza di prevenire infiltrazioni criminali nell'economia legale. Il giudizio di permeabilità mafiosa non richiede la prova dell'attuale condizionamento, ma si fonda su elementi sintomatici valut (...)

TERMINE DECADENZIALE INAPPLICABILE AI FATTI ANTERIORI AL CODICE DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO (30.5)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Il termine di decadenza di centoventi giorni per la proposizione della domanda di risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi, previsto dall'art. 30, commi 3 e 5, del Codice del processo amministrativo, non trova applicazione ai fatti illeciti maturati anteriormente all'entrata in vigore del Codice stesso. Ai fini del risarcimento, l'illegittimità del provvedimento è solo un indice p (...)

LA DECADENZA DAI CONTRIBUTI PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA COSTITUISCE ATTO VINCOLATO CON EFFICACIA RETROATTIVA

TAR CAMPANIA - Sentenza

In materia di erogazioni pubbliche, l’adozione di un’informativa antimafia interdittiva a carico del beneficiario integra una sopravvenuta incapacità soggettiva che agisce quale condizione risolutiva legale del rapporto. Pertanto, il provvedimento di decadenza dai contributi già erogati e l'intimazione di restituzione delle somme costituiscono atti vincolati dell’amministrazione, per i quali non s (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI DI PARENTELA E COINTERESSENZE SOCIETARIE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'informativa interdittiva antimafia, l'amministrazione non deve fornire la prova di un'effettiva infiltrazione, ma individuare elementi sintomatico-presuntivi che rendano probabile il pericolo di condizionamento, valutando in modo unitario rapporti parentali, convivenze e cointeressenze economiche, anche se riferite a società non più operative. La revoca dei contributi p (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO WHITE LIST BASATO SU COEVA INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR CAMPANIA - Sentenza

Non sussiste la violazione dell'obbligo di contraddittorio procedimentale qualora il diniego di iscrizione nella White list sia fondato su una coeva informazione antimafia interdittiva riferita al medesimo operatore, nel cui ambito quest'ultimo abbia già potuto esercitare pienamente il proprio diritto di partecipazione. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LEGAMI PARENTALI E FREQUENTAZIONI CON PREGIUDICATI

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informativa antimafia implica una valutazione discrezionale dell'autorità prefettizia che, seguendo un ragionamento induttivo probabilistico, individui un pericolo di infiltrazione mafiosa desumibile da indizi gravi e concordanti, quali legami di parentela e frequentazioni con soggetti pregiudicati, senza necessità di raggiungere il livello di certezza tipico del giudizio penale. (...)

ESTENSIONE AUTOMATICA DELLE MISURE ANTIMAFIA ALLE SOCIETÀ CONTROLLATE O PARTECIPATE (213.10)

TAR LAZIO - Sentenza

L'annotazione delle notizie nel Casellario informatico è un atto dovuto quando risponde a un preciso obbligo di legge conseguente a un provvedimento dell'Autorità Giudiziaria, rispetto al quale l'ANAC non ha alcun potere discrezionale né è soggetta agli oneri procedimentali di partecipazione di cui alla Legge 241/1990, stante l'effetto estensivo automatico delle misure di prevenzione previsto dall (...)

LEGITTIMA LA PENALE PER RISOLUZIONE DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA DOPO GESTIONE STRAORDINARIA (32.10)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La clausola penale che prevede la liquidazione forfettaria del danno in misura pari al dieci per cento del valore del contratto in caso di risoluzione per interdittiva antimafia è legittima e applicabile al termine della gestione straordinaria dell'impresa, senza che l'Amministrazione debba fornire prova del danno effettivo, atteso che l'interdittiva non costituisce un evento non imputabile alla p (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRECLUDE LA PREVENZIONE COLLABORATIVA SE IL CONTROLLO SOCIETARIO NON È OCCASIONALE (94-BIS.1)

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di contrasto alle infiltrazioni mafiose, l'amministrazione non è tenuta ad ammettere l'operatore economico alla procedura di prevenzione collaborativa qualora il rischio di condizionamento derivi da un assetto proprietario stabilmente controllato da imprese interdette, venendo a mancare il presupposto dell'occasionalità dell'agevolazione. Inoltre, il potere prefettizio di ordinare la gesti (...)

L'INFORMATIVA ANTIMAFIA PRESCINDE DALLE INUTILIZZABILITÀ PENALI E DETERMINA LA REVOCA AUTOMATICA DELLE ABILITAZIONI (89-BIS.2)

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informazione interdittiva antimafia non costituisce una misura sanzionatoria ma uno strumento cautelare di prevenzione, finalizzato a salvaguardare l'economia reale dall'infiltrazione della criminalità organizzata; pertanto, l'autorità prefettizia può legittimamente fondare il proprio convincimento su elementi istruttori dichiarati inutilizzabili nel processo penale, poiché il regime di utilizza (...)

EQUIVALENZA TRA DINIEGO ISCRIZIONE WHITE LIST E INFORMATIVA INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Il provvedimento di diniego di iscrizione nelle white list e l'informativa antimafia sono istituti basati sui medesimi presupposti sostanziali, volti a prevenire l'ingerenza della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici. Ai fini della legittimità della misura interdittiva, l'autorità prefettizia può valorizzare i vincoli di parentela e la continuità diacronica della compagine so (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA E INAMMISSIBILITÀ DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA IN CASO DI CONDIZIONAMENTO NON OCCASIONALE

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'interdittiva antimafia, la Prefettura può legittimamente escludere l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa qualora il condizionamento mafioso non risulti occasionale, ma emerga un quadro di asservimento strutturale dell'impresa agli interessi di un clan, mediato da stretti vincoli di parentela e dall'ingerenza gestionale di soggetti gravitanti nell'orbi (...)

LA PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA DETERMINA L'IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO CONTRO L'INTERDITTIVA ORIGINARIA

TAR CAMPANIA - Sentenza

È illegittimo il provvedimento amministrativo che fonda i propri effetti su un'interdittiva antimafia superata da un successivo provvedimento di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011; l'obbligo di contraddittorio procedimentale è imprescindibile qualora emergano nuovi elementi indiziari che possano mutare la valutazione sulla natura occasionale dell'agevolazione mafiosa. (...)

IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE DOPO IL RIESAME LIBERATORIO DEL PREFETTO

TAR CAMPANIA - Sentenza

Il ricorso avverso un'informativa interdittiva antimafia deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse qualora, nelle more del giudizio e in seguito a un riesame disposto dal giudice cautelare, l'autorità prefettizia adotti nei confronti del medesimo operatore economico un'informativa di segno liberatorio. (...)

EFFETTI AUTOMATICI DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SULLA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (67.2)

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai sensi dell'art. 67, comma 2, del D.Lgs. n. 159/2011, l'interdittiva antimafia prefettizia determina la decadenza di diritto dalle licenze, autorizzazioni e titoli abilitativi comunque denominati, imponendo all'Amministrazione comunale l'adozione di un atto inibitorio vincolato di divieto di prosecuzione dell'attività commerciale, restando preclusa ogni valutazione discrezionale sulla persistenz (...)

SOSTITUIBILITÀ DELLA MANDATARIA COLPITA DA INTERDITTIVA NELLE CONCESSIONI DI PASCOLI (48.17)

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

In materia di raggruppamenti temporanei di imprese, il principio della scindibilità delle responsabilità e la possibilità di estromissione della mandataria colpita da interdittiva antimafia richiedono un'attenta valutazione circa la natura del rapporto contrattuale e la compatibilità con la disciplina unionale delle erogazioni, non potendosi escludere a priori l’applicazione delle tutele previste (...)

EFFETTI DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SULLE AGEVOLAZIONI PUBBLICHE E GIURISDIZIONE SUL RECUPERO CREDITI (94.2)

TAR LAZIO - Sentenza

Il provvedimento di revoca delle agevolazioni pubbliche, adottato in conseguenza di un'interdittiva antimafia, costituisce un atto vincolato per l'Amministrazione, in quanto l'informativa prefettizia genera un'incapacità giuridica speciale in capo all'operatore economico. Qualora l'Amministrazione proceda al recupero delle somme tramite iscrizione a ruolo, la giurisdizione sulle controversie relat (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA REGOLA DEL PIÙ PROBABILE CHE NON (91.6)

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'interdittiva antimafia, l'Amministrazione deve individuare specifici elementi di fatto che rivelino possibili connessioni con organizzazioni criminali secondo la logica del 'più probabile che non', senza dover raggiungere il livello di certezza probatoria penale; tale misura determina la perdita della capacità soggettiva di beneficiare di erogazioni pubbliche, rendendo (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SI FONDA SULLA PROBABILITA' DI INFILTRAZIONE DESUNTA DA UN QUADRO INDIZIARIO COMPLESSIVO

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La legittimità di un'interdittiva antimafia è supportata da un quadro indiziario complessivo che evidenzi la continuità gestionale e finanziaria tra l'amministratore di una società e soggetti appartenenti a consorterie criminali, laddove il trasferimento delle quote societarie avvenga in modo opaco, a prezzi irrisori e in costanza di convivenza tra le parti. (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA PROBABILITÀ DI CONDIZIONAMENTO CRIMINALE (91.5)

TAR CAMPANIA - Sentenza

Il provvedimento di interdittiva antimafia risponde a una finalità di prevenzione anticipata e non richiede l'accertamento di responsabilità penali o la commissione di specifici reati-spia, essendo sufficiente un quadro indiziario che renda plausibile il pericolo di condizionamento. La valutazione prefettizia è sindacabile solo per manifesta illogicità, e il mero decorso del tempo o vicende penali (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR LOMBARDIA - Sentenza

Ai fini dell'iscrizione nella white list, l'Autorità prefettizia può legittimamente negare il provvedimento qualora emerga un quadro indiziario grave e concordante che faccia ritenere plausibile il rischio di infiltrazione mafiosa. Tale pericolo è desumibile non solo dai legami di parentela, ma anche da elementi sintomatici quali la neocostituzione della società in coincidenza con la crisi giudizi (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini del diniego di iscrizione nella White List, l'autorità prefettizia esercita un'ampia discrezionalità tecnica nel valutare il pericolo di infiltrazione mafiosa, il quale può essere desunto non solo da condanne penali, ma anche da elementi sintomatici quali i rapporti di parentela e le frequentazioni con soggetti controindicati. Tali legami, laddove presentino un'intensità tale da far ritene (...)

INEFFICACIA DEL SUBINGRESSO SE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRECEDE LA CESSIONE DEFINITIVA DELL'AZIENDA

TAR CAMPANIA - Sentenza

In tema di subingresso in licenze commerciali o autorizzazioni, il trasferimento d'azienda non è opponibile alla Pubblica Amministrazione se il cedente viene colpito da interdittiva antimafia nel lasso di tempo intercorrente tra la stipula del contratto preliminare e la sottoscrizione dell'atto definitivo. La misura interdittiva produce l'immediata decadenza o sospensione del titolo abilitativo, r (...)

RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA PER INFORMATIVA ANTIMAFIA EMESSA IN CARENZA DI POTERE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini del risarcimento del danno da provvedimento illegittimo, l'elemento soggettivo della colpa della P.A. sussiste qualora l'Amministrazione eserciti un potere invasivo, quale l'emissione di un'informativa antimafia, su richiesta di soggetti non legittimati dalla legge, non potendo la complessità della materia o l'osservanza di protocolli di legalità convenzionali giustificare una deviazione d (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA È LEGITTIMA SE BASATA SU UN QUADRO INDIZIARIO ATTUALE (91.6)

TAR SICILIA - Sentenza

L'informazione interdittiva antimafia è legittimamente adottata quando il quadro indiziario complessivo, basato su legami parentali, assetti societari e frequentazioni con soggetti pregiudicati, rende verosimile il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo la logica del 'più probabile che non', senza che il mero trascorrere del tempo possa escludere l'attualità del rischio in mancanza di elementi (...)

INAMMISSIBILE IL RICORSO CONTRO L'ANNOTAZIONE ANAC SE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA È COPERTA DA GIUDICATO (213.10)

TAR LAZIO - Sentenza

I primi cinque motivi di ricorso diretti contro l'informativa antimafia devono essere dichiarati inammissibili per il principio del ne bis in idem, stante il giudicato formatosi sulla legittimità del provvedimento prefettizio; ne consegue l'infondatezza della censura di illegittimità derivata dell'annotazione ANAC, essendo quest'ultima un atto dovuto basato su un presupposto legittimo. (...)

DOVEROSO IL RECESSO DAL CONTRATTO PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA NONOSTANTE L'ISTANZA DI SOSTITUZIONE DELLA MANDATARIA (94.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, il provvedimento di recesso dal contratto conseguente a un'interdittiva antimafia costituisce un atto vincolato ai sensi del Codice Antimafia. L'interesse pubblico alla tutela della legalità e alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose è preminente, sicché l'amministrazione non è tenuta ad attendere l'esito di procedimenti di sostituzione soggettiva interna al raggru (...)

ESCLUSO IL RISARCIMENTO AUTOMATICO DOPO L'ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di risarcimento del danno da provvedimento illegittimo, la responsabilità della Pubblica Amministrazione non è una conseguenza automatica dell'annullamento dell'atto, dovendo il danneggiato provare tutti gli elementi dell'illecito extracontrattuale ex art. 2043 c.c. Mentre per la stazione appaltante la revoca dell'aggiudicazione fondata su un'interdittiva antimafia efficace costituisce att (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER VINCOLI PARENTALI E COINTERESSENZA ECONOMICA

TAR SICILIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'informazione antimafia interdittiva, il rapporto di parentela con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, pur non operando come automatismo, assume rilievo determinante qualora sia accompagnato da elementi sintomatici di una conduzione collettiva o di una regìa familiare delle attività imprenditoriali, quali la condivisione di procure gestionali o la cointer (...)

RESPONSABILITÀ RISARCITORIA ESCLUSA PER REVOCA AGGIUDICAZIONE FONDATA SU INTERDITTIVA ANTIMAFIA (94.1)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La stazione appaltante che procede alla revoca dell'aggiudicazione in presenza di un'informativa interdittiva antimafia non è responsabile civilmente per i danni subiti dall'operatore economico, anche qualora l'interdittiva venga successivamente annullata, poiché agisce nell'esercizio di un potere vincolato che non le consente valutazioni autonome sulla fondatezza del rischio infiltrativo accertat (...)

MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER L'OMISSIONE DEL CONTRADDITTORIO NELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di informative interdittive antimafia, l'onere motivazionale circa la non necessità del contraddittorio procedimentale ex art. 92, comma 2-bis, d.lgs. n. 159/2011 è assolto qualora l'Amministrazione espliciti le ragioni di celerità derivanti dalla gravità del quadro indiziario. La valutazione del rischio di infiltrazione mafiosa segue una logica di probabilità induviva, dove la presenza ne (...)

LEGAME PARENTALE E RISCHIO INFILTRAZIONE RENDONO LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA (91.1)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'emissione di un'interdittiva antimafia, l'Amministrazione può legittimamente valorizzare i rapporti di parentela tra i titolari dell'impresa e soggetti affiliati a contesti malavitosi laddove tali legami, per intensità e natura, rendano verosimile l'influenza della criminalità organizzata sulla gestione aziendale; tale valutazione, di natura preventiva, non è inficiata dall'esito di p (...)

NATURA VINCOLATA DEL RECUPERO E INCAPACITÀ GIURIDICA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (94.1)

TAR SICILIA - Sentenza

Il provvedimento di recupero di contributi pubblici indebitamente percepiti non rientra nell'ambito dell'autotutela discrezionale ma costituisce l'esercizio di un potere vincolato di carattere sanzionatorio-ripristinatorio, finalizzato alla tutela del bilancio pubblico. In tale contesto, l'amministrazione non è tenuta alla comunicazione di avvio del procedimento né alla ponderazione dell'affidamen (...)

FACOLTÀ E NON OBBLIGO DI RISOLUZIONE ALLA CESSAZIONE DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO (108.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la ripresa di efficacia di un'interdittiva antimafia originaria a seguito della cessazione del controllo giudiziario non integra la fattispecie di risoluzione obbligatoria del contratto prevista dall'art. 108, comma 2, D.Lgs. 50/2016. Tale disposizione riguarda esclusivamente le informative sopravvenute ex novo in corso di esecuzione. Ne consegue che la Stazione Appalt (...)

SOSPENSIONE DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE SE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA È SOSPESA DAL GIUDICE (122.2)

TAR CAMPANIA - Ordinanza

Sussistono i presupposti per la sospensione cautelare dei provvedimenti di risoluzione del contratto e di nuovo affidamento del servizio qualora l'interdittiva antimafia posta a fondamento di tali atti sia stata sospesa dal giudice amministrativo territorialmente competente, attesa la connessione di accessorietà tra l'impugnativa prefettizia e gli atti applicativi adottati dall'amministrazione agg (...)

DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. NEL RIPRISTINO DEL CONTRATTO DOPO AMMISSIONE AL CONTROLLO GIUDIZIARIO (34-BIS.7)

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'ammissione sopravvenuta dell'operatore economico al controllo giudiziario ai sensi dell'art. 34-bis del d.lgs. 159/2011 obbliga la Stazione Appaltante a riesaminare, in chiave discrezionale e istruttoria, la possibilità di riprendere l'esecuzione del contratto precedentemente risolto. Tale misura, sospendendo l'efficacia interdittiva, trasforma l'obbligo di risoluzione in una facoltà discreziona (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRECLUDE L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI PUBBLICI ANCHE SE GIÀ SOSPESI CAUTELARMENTE

TAR SICILIA - Sentenza

Il provvedimento di 'interdittiva antimafia' determina una forma di incapacità giuridica in ambito pubblico che preclude al destinatario il ricevimento di erogazioni, incluse quelle in agricoltura; ne consegue che l'eventuale annullamento di una precedente sospensione cautelare dei contributi, adottata a seguito di indagini penali, non arrecherebbe alcuna utilità al ricorrente, permanendo l'effett (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA IN PRESENZA DI MISURE DI SELF-CLEANING FITTIZIE (94-bis.1)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

È legittima l'informativa antimafia interdittiva quando le misure di self-cleaning adottate dall'operatore economico risultino meramente elusive, non idonee a recidere i legami con la criminalità organizzata. La valutazione di non occasionalità del pericolo di infiltrazione mafiosa può legittimamente fondarsi sulle modalità ambigue di valutazione delle quote sociali cedute, sul ritardo nell'adempi (...)

IL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA SI BASA SULLA PROGNOSI DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai fini della legittimità dell'informativa interdittiva antimafia, la valutazione del Prefetto basata sul criterio del 'più probabile che non' non richiede la certezza probatoria del reato, potendo fondarsi su legami parentali qualificati e vicende penali anche se concluse con il non luogo a procedere per ragioni procedurali, qualora i fatti materiali evidenzino un pericolo attuale di infiltrazion (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SUL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informativa interdittiva antimafia, stante la sua natura cautelare e preventiva, può legittimamente basarsi su un quadro indiziario che evidenzi il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo il canone del 'più probabile che non', restando autonoma rispetto agli esiti dei processi penali che abbiano dichiarato il non luogo a procedere per ragioni meramente procedurali, come il difetto di querela, (...)

EFFETTO VINCOLATO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SULLA SCIA E CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE

TAR CALABRIA - Sentenza

In presenza di un'informativa antimafia interdittiva, l'Amministrazione è tenuta a disporre la decadenza della SCIA e la cancellazione dell'impresa dal Registro delle Imprese con atto vincolato e privo di discrezionalità. Tale provvedimento, finalizzato alla tutela dell'ordine pubblico e della legalità economica, non è condizionato dal rispetto del termine di sessanta giorni previsto per il contro (...)

SUSSISTENZA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E DINIEGO DELLE MISURE DI COLLABORAZIONE PREVENTIVA

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

È legittima l'informativa antimafia basata su elementi sintomatici di un rischio di infiltrazione mafiosa non occasionale, derivanti dalla presenza di dipendenti con precedenti per reati associativi, dalla gestione di fatto affidata a congiunti coinvolti in procedimenti penali per reati gravi e dalla partecipazione dell'impresa a consorzi già interdetti; in tali casi, l'assenza del requisito dell' (...)

INAMMISSIBILE IL RICORSO PER REVOCAZIONE CHE CENSURA L'INTERPRETAZIONE DEL MATERIALE PROBATORIO

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'errore di fatto revocatorio si configura esclusivamente come un errore di percezione che investe l'esistenza o il contenuto di un atto processuale e non può mai riguardare l'attività valutativa, interpretativa e di giudizio operata dal magistrato sulle risultanze istruttorie, la quale, pur se ritenuta errata o incompleta dalla parte, rientra nell'ambito del libero convincimento del giudice e non (...)

REVOCA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E IMPROCEDIBILITÀ PER CARENZA DI INTERESSE

TAR LOMBARDIA - Sentenza

In caso di sopravvenuta revoca dell'informativa antimafia a seguito di esito favorevole del controllo giudiziario, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per carenza di interesse e non per cessazione della materia del contendere, in quanto l'atto di ritiro discrezionale non elimina gli effetti lesivi passati; la liquidazione delle spese avviene secondo il criterio della soccombenza virtua (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR CALABRIA - Sentenza

Il diniego di iscrizione nella 'White List' è legittimamente fondato su un quadro indiziario complessivo costituito da cointeressenze economiche con imprese già interdette, rapporti parentali con esponenti della criminalità organizzata e contatti telefonici con soggetti affiliati, elementi che, pur se singolarmente non decisivi, assumono rilievo determinante in un'ottica d'insieme circa il pericol (...)

IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER LIBERATORIA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA IN CORSO DI GIUDIZIO

TAR PUGLIA - Sentenza

Il ricorso proposto avverso un'informativa interdittiva antimafia deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse qualora, in pendenza di giudizio, la Prefettura adotti un provvedimento liberatorio di aggiornamento, esaurendo l'utilità della pronuncia di annullamento per il ricorrente che non abbia formulato istanze risarcitorie. (...)

LEGITTIMO IL RIESAME DELL'INTERDITTIVA SE L'AVVIO DEL PROCEDIMENTO È INCOMPLETO (92.2-BIS)

TAR LAZIO - Ordinanza

È legittima la sospensione cautelare del provvedimento interdittivo antimafia ai fini del riesame quando la comunicazione di avvio del procedimento risulti carente della descrizione dei fatti posti a base del pericolo di condizionamento, impedendo all'operatore economico di interloquire efficacemente con l'amministrazione. (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR SICILIA - Sentenza

Ai fini della verifica del pericolo di infiltrazione mafiosa per l'iscrizione nella White List, l'amministrazione può valorizzare i rapporti di parentela tra i soci o gli amministratori dell'impresa e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, qualora l'intensità di tali legami, unita a vicende societarie e lavorative sospette, faccia ragionevolmente ritenere che l'attività imprenditorial (...)

EFFETTI INTERDITTIVI DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA SULLE ISCRIZIONI AD ALBI E AUTORIZZAZIONI (89-BIS.1)

TAR SICILIA - Sentenza

L'interdittiva antimafia produce effetti decadenziali automatici sui provvedimenti abilitativi e sulle iscrizioni ad albi, quali l'Albo delle Imprese Artigiane, poiché l'ordinamento mira a tutelare l'economia legale da ogni forma di infiltrazione mafiosa, estendendo l'incapacità del soggetto colpito a tutte le situazioni giuridiche soggettive che consentono l'esercizio di attività economiche sogge (...)

NECESSARIA ATTUALITÀ E UNIVOCITÀ PER IL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

È meritevole di accoglimento l'istanza cautelare di sospensione della sentenza che conferma un'interdittiva antimafia qualora l'istruttoria prefettizia risulti fondata su elementi risalenti oltre il ventennio o su contatti occasionali del personale tecnico non univocamente indizianti, laddove tali carenze motivazionali mettano a rischio la prosecuzione di rapporti contrattuali in essere con la Pub (...)

REVIVISCENZA EX TUNC DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA E RISOLUZIONE DEL CONTRATTO (106.1)

TAR CAMPANIA - Ordinanza

In tema di appalti pubblici, la riforma in sede di appello della sentenza che ha annullato un'interdittiva antimafia determina la reviviscenza 'ex tunc' degli effetti interdittivi; tale efficacia retroattiva impedisce la stabilizzazione di modifiche soggettive del raggruppamento aggiudicatario (quali fusioni per incorporazione) realizzate nel periodo di temporanea efficacia della sentenza di primo (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DETERMINA LA DECADENZA AUTOMATICA DALL'ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE SANITARIO

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'adozione di un provvedimento interdittivo antimafia determina l'immediata incapacità del soggetto a essere titolare di rapporti giuridici con la Pubblica Amministrazione, inclusi i titoli di accreditamento istituzionale. La temporanea ammissione alle misure di gestione straordinaria di cui all'art. 32 del D.L. n. 90/2014 è finalizzata esclusivamente a garantire la continuità di servizi indifferi (...)

SOSPENSIONE DELL'INTERDITTIVA PER SELF CLEANING E CONTINUITÀ NELL'ESECUZIONE CONTRATTUALE (96.6)

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

Ai fini della concessione della tutela cautelare in appello contro un'interdittiva antimafia, l'avvenuta adozione di misure di autorganizzazione (self cleaning) e la cessione delle quote sociali da parte dei soggetti responsabili del rischio di infiltrazione giustificano la sospensione degli effetti del provvedimento, circoscritta però alla sola finalità di consentire la prosecuzione dei contratti (...)

L'INFORMATIVA LIBERATORIA SOPRAVVENUTA DETERMINA L'IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO CONTRO L'INTERDITTIVA (87.1)

TAR TOSCANA - Sentenza

Va dichiarata l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse qualora, nelle more del giudizio di impugnazione di un'interdittiva antimafia e di atti consequenziali, l'autorità prefettizia rilasci una comunicazione liberatoria e la parte ricorrente dichiari formalmente di non avere più utilità dalla prosecuzione della lite. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER CONTINUITÀ AZIENDALE CON SOGGETTI GIÀ INTERDETTI E LEGAMI PARENTALI

TAR PIEMONTE - Sentenza

In tema di informativa antimafia, la continuità tra un'impresa colpita da interdittiva e una di nuova costituzione, desumibile dall'identità dei soggetti apicali e dalla prossimità temporale tra i due eventi, costituisce un indice rivelatore di un tentativo di elusione della normativa antimafia. In tale contesto, i rapporti di parentela con esponenti della criminalità organizzata assumono rilievo (...)

ILLEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE L'IMPRESA È IN PREVENZIONE COLLABORATIVA (94.2)

TAR CAMPANIA - Decreto

In sede di affidamento di contratti pubblici, è illegittima l'esclusione automatica dell'operatore economico ex art. 94, comma 2, D.Lgs. 36/2023 motivata da un'interdittiva antimafia la cui efficacia risulti sospesa dal giudice amministrativo o superata dall'adozione di misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011 che consentano il reinserimento dell'impresa nelle 'white list (...)

ILLEGITTIMA L'OMESSA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA URGENZA CONCRETA (92.2)

TAR SICILIA - Sentenza

In tema di informativa antimafia, l'omessa instaurazione del contraddittorio procedimentale previsto dall'art. 92, comma 2-bis, D.Lgs. n. 159/2011 determina l'illegittimità del provvedimento qualora l'Amministrazione non dia prova di concrete e specifiche ragioni di urgenza (quali l'imminente erogazione di contributi) che impediscano la previa comunicazione all'interessato; la gravità del quadro i (...)

ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA IL PREVENTIVO CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE (92.2bis)

TAR SICILIA - Sentenza

Il contraddittorio procedimentale previsto dall'art. 92, comma 2-bis del D.Lgs. n. 159/2011 riveste un valore sostanziale e la sua omissione richiede una motivazione congrua e specifica sull'urgenza effettiva del provvedimento; tale vizio non è sanabile ex art. 21-octies L. 241/1990 data la natura discrezionale dell'atto, funzionale anche a valutare misure alternative meno afflittive come la preve (...)

CONTROLLO GIUDIZIARIO SENZA EFFICACIA RETROATTIVA SUL RECESSO PER INTERDITTIVA

TAR CAMPANIA - Sentenza

La sospensione degli effetti dell'interdittiva antimafia derivante dall'ammissione al controllo giudiziario non agisce retroattivamente, restando pertanto validi e intangibili i provvedimenti di recesso dal contratto d'appalto già disposti dalla stazione appaltante per la perdita del requisito di moralità del contraente. (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE BASATO SUL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON (94.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

Ai fini della legittimità di un'informativa interdittiva antimafia, il pericolo di infiltrazione può essere desunto da un quadro indiziario che evidenzi legami familiari e cointeressenze con soggetti legati alla criminalità organizzata. Eventuali dimissioni di figure chiave o cambi di residenza tra congiunti, se intervenuti successivamente all'avvio delle verifiche prefettizie e in assenza di prov (...)

LEGITTIMITÀ DELL'ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO ANAC DEL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO ANTIMAFIA PER RISCHIO INFILTRAZIONE (213.10)

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva è legittimamente fondata su elementi sintomatici quali i legami di parentela e i rapporti di cointeressenza con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, poiché l'organizzazione mafiosa si basa sul nucleo familiare come struttura di influenza. L'annotazione di tale provvedimento nel Casellario Informatico da parte di ANAC costituisce un atto dovuto, p (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE NELLE ATTIVITÀ PRIVATE (89-BIS.1)

TAR LOMBARDIA - Sentenza

L'interdittiva antimafia legittima la decadenza dei titoli abilitativi per l'esercizio di attività commerciali qualora il quadro indiziario evidenzi una conduzione aziendale influenzata da soggetti contigui alla criminalità organizzata, rilevando non il solo vincolo di parentela ma la sua declinazione in termini di gestione occulta e continuità operativa del condizionamento mafioso nell'impresa. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SUI LEGAMI DI PARENTELA IN CONTESTI DI CRIMINALITA' ORGANIZZATA

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, il giudice amministrativo deve operare una valutazione unitaria e non atomistica degli elementi istruttori, considerando i legami di parentela con esponenti della criminalità organizzata come indizi rilevanti della permeabilità dell'impresa, specie in contesti dove il vincolo di sangue è fondante per l'organizzazione criminale. La misura della prevenzione collabo (...)

DECADENZA AUTOMATICA DELL'ACCREDITAMENTO SANITARIO A SEGUITO DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR CAMPANIA - Sentenza

Il provvedimento di interdittiva antimafia determina, ai sensi dell'art. 67, comma 2, del D.Lgs. 159/2011, la decadenza di diritto dalle licenze, autorizzazioni e accreditamenti istituzionali per l'erogazione di prestazioni sanitarie. Tale effetto decadenziale non è precluso né sospeso dall'adozione delle misure di straordinaria gestione e monitoraggio di cui all'art. 32 del D.L. 90/2014, le quali (...)

LA COMPETENZA SULL'INFORMATIVA ANTIMAFIA ATTRAE QUELLA SUI PROVVEDIMENTI APPLICATIVI

TAR CAMPANIA - Decreto

La competenza territoriale per l'impugnazione di un'interdittiva antimafia e degli atti applicativi di divieto o decadenza dell'attività si radica presso il Tribunale Amministrativo Regionale nella cui circoscrizione ha sede la Prefettura emittente, in forza del principio di connessione per accessorietà e dell'esigenza di simultaneus processus. (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA REGOLA DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TAR LAZIO - Ordinanza

Ai fini della legittimità dell'informazione antimafia interdittiva, non occorre la prova di un fatto reato, essendo sufficiente un quadro indiziario da cui emerga il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo un criterio di verosimiglianza superiore all'opposta ipotesi. La presenza di soggetti controindicati nelle dinamiche societarie e l'avvalimento di partner commerciali già interdetti costituisc (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LEGAMI FAMILIARI E COINTERESSENZE SOCIETARIE SINTOMATICHE (94.2)

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, l'Amministrazione può legittimamente valorizzare i rapporti di parentela tra il titolare dell'impresa e familiari organici a contesti malavitosi laddove tali rapporti, per natura e intensità, lascino ritenere che l'attività economica possa essere influenzata dalla criminalità organizzata, potendo estendere gli accertamenti anche ai componenti del (...)

REVOCA VINCOLATA DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI A SEGUITO DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA (92.3)

TAR SICILIA - Sentenza

L'effetto tipico dell'informativa interdittiva consiste in una particolare forma di incapacità giuridica speciale che rende vincolato e doveroso, ai sensi dell'articolo 92, comma 3, del d.lgs. n. 159/2011, il provvedimento di revoca dei contributi o finanziamenti pubblici concessi all'impresa con efficacia ex tunc. In tale fattispecie non trova applicazione la clausola di salvaguardia relativa al (...)

VALUTAZIONE OBBLIGATORIA DELLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA PRIMA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR CAMPANIA - Ordinanza

L'ampio ventaglio di misure di prevenzione collaborativa previsto dall'ordinamento deve essere obbligatoriamente vagliato dall'autorità prefettizia per verificare se la permeabilità mafiosa dell'impresa sia occasionale. È illegittimo, per difetto di istruttoria, il provvedimento interdittivo che neghi tali misure basandosi su formule stereotipate circa la persistenza del pericolo senza analizzare (...)

AUTONOMIA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E CONTROLLO GIUDIZIARIO NELLA PREVENZIONE DEL RISCHIO (91.6)

CGA SICILIA - Sentenza

Il controllo giudiziario volontario, ai sensi dell’art. 34-bis, comma 6, del D.Lgs. n. 159/2011, non incide sulla legittimità dell'informativa antimafia originaria, in quanto le due misure operano su piani distinti: l’interdittiva prefettizia mira alla massima anticipazione della soglia di difesa sociale contro il pericolo di infiltrazione mafiosa, mentre il controllo giudiziario persegue la final (...)

NATURA VINCOLATA DEL RECUPERO DI CONTRIBUTI PUBBLICI IN PRESENZA DI INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Il provvedimento di revoca di agevolazioni economiche fondato su un'informativa antimafia interdittiva costituisce un atto dovuto e vincolato per l'amministrazione, privo di margini di discrezionalità, che non richiede la ponderazione dell'affidamento del privato o del tempo trascorso, specialmente qualora il finanziamento mantenga natura provvisoria. L'incapacità giuridica determinata dall'interd (...)

REVOCA VINCOLATA DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO PER SOPRAVVENUTA INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La revoca del finanziamento pubblico in presenza di un'informativa antimafia interdittiva costituisce un atto dovuto e vincolato che non lascia margini di discrezionalità all'Amministrazione, configurandosi come una decadenza per difetto di un requisito soggettivo essenziale. Tale atto ha natura ricognitiva del venir meno di una condizione risolutiva afferente al contributo ancora precario, renden (...)

REVOCA INTEGRALE FINANZIAMENTI PUBBLICI PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA

TAR SICILIA - Sentenza

In tema di misure antimafia, la disciplina derogatoria che consente all'imprenditore colpito da interdittiva sopravvenuta di trattenere il corrispettivo per le prestazioni già eseguite deve intendersi limitata ai soli contratti di appalto di lavori, servizi e forniture. Tale regime non è estensibile alla revoca di finanziamenti o agevolazioni pubbliche, per i quali l'obbligo di recupero delle somm (...)

ILLEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO SE L'AGGIORNAMENTO ANTIMAFIA SI CONCLUDE FAVOREVOLMENTE (91.5)

TAR MARCHE - Sentenza

In tema di appalti pubblici, è illegittima la risoluzione del contratto fondata sulla presunta perdita dei requisiti antimafia qualora l'operatore economico, già in controllo giudiziario, abbia tempestivamente richiesto l'aggiornamento della propria posizione e tale procedimento si sia concluso con la revoca dell'interdittiva; l'esito positivo della revisione prefettizia salda la continuità del po (...)

RISARCIMENTO DANNI PER ILLEGITTIMA INTERDITTIVA ANTIMAFIA EMESSA CON COLPA INESCUSABILE DELL'AMMINISTRAZIONE

TAR LIGURIA - Sentenza

La colpa dell'Amministrazione, ai fini del risarcimento danni ex art. 2043 c.c., deve ritenersi inescusabile quando il provvedimento interdittivo viene emesso omettendo di valutare elementi istruttori a favore del privato, come l'effettiva e tempestiva dissociazione dell'impresa da contesti criminali, risultando così l'azione amministrativa carente del necessario approfondimento istruttorio. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA CONTINUITÀ DI RAPPORTI CON SOGGETTI CONTROINDICATI

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai fini dell'accertamento del pericolo di infiltrazione mafiosa, l'Autorità Prefettizia deve procedere a una valutazione complessiva di elementi sintomatici quali i legami familiari, i rapporti di parentela e la continuità di relazioni professionali tra la società e soggetti gravati da indagini per reati associativi. La misura interdittiva è legittima qualora, secondo la logica del 'più probabile (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER VINCOLI PARENTALI E MANCATA DISSOCIAZIONE DAL CONTESTO CRIMINALE

TAR CALABRIA - Sentenza

Ai fini della legittimità del provvedimento interdittivo antimafia, l'Amministrazione può valorizzare i rapporti di parentela tra i titolari dell'impresa e soggetti appartenenti a contesti malavitosi laddove tali legami, per natura e intensità, lascino ritenere verosimile l'influenza della criminalità organizzata sulle decisioni aziendali; in tali casi, grava sulla società l'onere di dimostrare un (...)

ESCLUSA LA RESPONSABILITÀ RISARCITORIA DELLA P.A. PER L'INTERDITTIVA ANNULLATA SE MANCA LA COLPA (84.3)

TAR SICILIA - Sentenza

Ai fini del risarcimento del danno, l'illegittimità dell'informativa antimafia non integra automaticamente la colpa dell'amministrazione, atteso che la natura cautelare e preventiva della misura, unita all'ampio spettro di discrezionalità del Prefetto nel valutare il rischio di infiltrazione mafiosa, giustifica il riconoscimento dell'errore scusabile qualora la valutazione, seppur giudicata poi in (...)

NON SUSSISTE OBBLIGO DI MOTIVAZIONE ANALITICA PER ESCLUDERE LA PREVENZIONE COLLABORATIVA (94.2)

TAR SICILIA - Sentenza

In tema di documentazione antimafia, l’esercizio in senso negativo del potere di applicazione delle misure di prevenzione collaborativa non richiede una specifica motivazione volta a escludere i presupposti dell'agevolazione occasionale, qualora la natura strutturale dei fattori di inquinamento mafioso sia chiaramente desumibile dal quadro sintomatico posto a fondamento dell'informativa interditti (...)

ILLEGITTIMO L'INCAMERAMENTO DELLA CAUZIONE DEFINITIVA SE LA RISOLUZIONE DIPENDE DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (103.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, l'incameramento della cauzione definitiva richiede necessariamente un inadempimento imputabile all'appaltatore e un pregiudizio subito dalla stazione appaltante; pertanto, è illegittima l'escussione della garanzia quando la risoluzione del contratto sia determinata dal sopravvenire di un'informativa antimafia interdittiva, in quanto tale provvedimento opera come factum (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU STRETTI LEGAMI FAMILIARI E PATRIMONIALI

TAR SICILIA - Sentenza

In tema di informativa antimafia interdittiva, il pericolo di condizionamento criminale può essere legittimamente desunto dal contesto familiare della titolare dell'impresa qualora emerga uno stretto intreccio di interessi economici e patrimoniali con soggetti condannati per reati di stampo mafioso, con particolare riferimento alla conduzione di terreni agricoli che costituiscono il nucleo economi (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA PERSISTENTE SE IL SELF CLEANING È SOLO FORMALE

TAR LOMBARDIA - Sentenza

Ai fini della revoca o dell'aggiornamento dell'informativa interdittiva antimafia, l'operatore economico deve dimostrare una discontinuità sostanziale rispetto alla precedente gestione. Tale discontinuità non può ritenersi conseguita attraverso riforme meramente formali del consiglio di amministrazione o dell'organismo di vigilanza se la compagine proprietaria rimane interamente riconducibile al n (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU REATI SPIA ANCHE DOPO LA REVOCA DEL SEQUESTRO PREVENTIVO (80.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

È legittima l'informativa antimafia fondata sulla contestazione di reati spia a carico degli amministratori di una società, anche qualora intervenga la revoca di misure cautelari reali in sede penale, restando ferma l'autonomia della valutazione prefettizia basata sulla prognosi inferenziale del pericolo di permeabilità criminale dell'impresa. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU LEGAMI FAMILIARI E RUOLI SOCIETARI DI FACCIATA

TAR SICILIA - Sentenza

È legittima l'interdittiva antimafia adottata nei confronti di un'impresa familiare qualora l'istruttoria prefettizia evidenzi una gestione collettiva delle risorse patrimoniali del gruppo e la presenza di figure apicali che agiscono come prestanomi per conto di congiunti gravati da pregiudizi penali di stampo mafioso. In tale contesto, il rischio di infiltrazione assume carattere strutturale, pre (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA LOGICA DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TAR CALABRIA - Sentenza

Ai fini dell'emissione dell'informativa interdittiva antimafia, l'amministrazione dispone di ampia discrezionalità nel valutare elementi sintomatici e indiziari, quali rapporti di parentela, frequentazioni con soggetti controindicati e vicende gestionali opache, i quali non devono essere analizzati singolarmente ma in una visione d'insieme idonea a supportare una ragionevole prognosi di infiltrazi (...)

RETROCESSIONE UTILI NELLA GESTIONE STRAORDINARIA E DIRITTO AL COMPENSO LIMITATO (32.7)

TAR LAZIO - Sentenza

In tema di gestione straordinaria e temporanea delle imprese colpite da interdittiva antimafia, è illegittimo il provvedimento che dispone la retrocessione integrale degli utili accantonati in favore della stazione appaltante. All'operatore economico deve essere riconosciuto un compenso limitato al valore della prestazione nei limiti dell'utilità conseguita dall'amministrazione, calcolato come dif (...)

NECESSARIO IL CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE PER L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA MOTIVATA URGENZA (92.2-BIS)

TAR CAMPANIA - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, l'attivazione del contraddittorio procedimentale previsto dall'art. 92, comma 2-bis, del d.lgs. n. 159/2011 costituisce un obbligo per l'Amministrazione, derogabile solo in presenza di specifiche e motivate ragioni di urgenza; ne consegue che è illegittimo il provvedimento fondato su rapporti commerciali con imprese soggette a controllo giudiziario o su legami pa (...)

NATURA VINCOLATA DEL RECESSO DALLA CONCESSIONE PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA

TAR SICILIA - Sentenza

Il recesso della Stazione Appaltante per sopravvenuta interdittiva antimafia è atto vincolato e non discrezionale, finalizzato a impedire la prosecuzione di rapporti contrattuali con imprese colpite da rischio di infiltrazione; ad esso non si applicano le tutele indennitarie previste per il recesso per motivi di interesse pubblico dal Codice dei Contratti, restando ferma solo la salvaguardia del v (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER MANCATA EMANCIPAZIONE DAL CONTESTO FAMILIARE MAFIOSO

CGA SICILIA - Sentenza

Ai fini della legittimità di un'informativa antimafia interdittiva, il rischio di condizionamento criminale può essere desunto dal contesto familiare e ambientale, in particolare quando l'attività imprenditoriale si inserisce in continuità con quella dei congiunti o ne utilizza il patrimonio immobiliare. Lo stato di detenzione dei familiari non costituisce un elemento di interruzione dei rapporti (...)

COMPETENZA FUNZIONALE INDEROGABILE DEL GIUDICE DEL LUOGO DI ESECUZIONE DEL CONTRATTO (14.3)

TAR CAMPANIA - Sentenza

Nelle controversie aventi ad oggetto l'impugnazione di atti di una procedura di gara per l'affidamento di lavori pubblici, la competenza funzionale inderogabile spetta al Tribunale Amministrativo Regionale del luogo di esecuzione del contratto, a meno che non vi sia una contestuale impugnazione dell'informativa prefettizia antimafia posta a base dell'esclusione, la quale attrarrebbe la competenza (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA E SUCCESSIVA RIQUALIFICAZIONE PENALE DEI REATI

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, l'accertamento penale definitivo che escluda l'aggravante mafiosa non determina l'illegittimità originaria del provvedimento di prevenzione qualora questo sia stato adottato sulla base di un quadro indiziario che, al momento dell'emissione, rendeva plausibile il rischio di condizionamento malavitoso, restando il giudizio amministrativo autonomo rispetto alle succ (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANCHE SENZA PREAVVISO IN PRESENZA DI PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR PUGLIA - Sentenza

L'interdittiva antimafia non richiede la prova di un fatto, ma la presenza di indizi dai quali sia verosimile desumere il collegamento con organizzazioni mafiose o il condizionamento da parte di queste. La comunicazione di avvio del procedimento ex art. 93 comma 7 d.lgs. 159/2011 è rimessa alla discrezionalità del Prefetto e può essere legittimamente omessa qualora sussistano esigenze di celerità (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA PREAVVISO PER URGENZA E GRAVITÀ INDIZIARIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In materia di interdittiva antimafia, la pendenza di procedimenti penali per reati associativi aggravati dal metodo mafioso e la vicinanza parentale con esponenti apicali della criminalità organizzata giustificano la misura preventiva, restando irrilevante l'ineccepibilità formale della gestione d'impresa, spesso utilizzata come schermo per fini illeciti. (...)

AUTONOMIA DELLA PREVENZIONE ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ASSOLUZIONE PENALE E VALUTAZIONE UNITARIA DEGLI INDIZI

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva, stante la sua natura preventiva e non sanzionatoria, può legittimamente fondarsi su elementi indiziari quali legami familiari e frequentazioni con esponenti della malavita, anche se risalenti nel tempo o oggetto di procedimenti penali archiviati, qualora il quadro complessivo delinei un pericolo concreto di condizionamento dell'attività d'impresa secondo il cr (...)

OBBLIGO DI ISTRUTTORIA SULLA MODIFICA DELL'OFFERTA DOPO L'ESTROMISSIONE DELLA CONSORZIATA ESECUTRICE (97.2)

TAR CAMPANIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la sostituzione o l'estromissione di una consorziata esecutrice colpita da interdittiva antimafia sopravvenuta è consentita ai sensi dell'art. 97 del D.Lgs. 36/2023, a condizione che non si traduca in una modifica sostanziale dell'offerta presentata. La stazione appaltante non può limitarsi a una mera presa d'atto della modifica soggettiva, ma deve verificare rigorosam (...)

LEGITTIMA LA SOSPENSIONE DEI LAVORI PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA (158.2)

TAR LAZIO - Sentenza

In caso di informativa antimafia sopravvenuta durante l'esecuzione di un appalto, l'Amministrazione dispone di una facoltà discrezionale nel decidere se recedere dal contratto o proseguire il rapporto qualora l'opera sia in corso di ultimazione; la sospensione dei lavori ordinata in conseguenza dell'interdittiva è legittima qualora sia ravvisabile una circostanza speciale imprevedibile idonea a in (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE ANTERIORE ALLA RIFORMA (93.7)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In materia di interdittive antimafia, per i provvedimenti antecedenti all'entrata in vigore del D.Lgs. n. 152/2021, l'Amministrazione non è tenuta ad attivare il contraddittorio procedimentale, in quanto l'esigenza di tutela della sicurezza pubblica e della libera concorrenza prevale sulla partecipazione dell'interessato. La prognosi di infiltrazione mafiosa deve fondarsi sulla regola del 'più pro (...)

IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO CONTRO L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOSTITUITA DALLA CONFERMA POST RIESAME

TAR LOMBARDIA - Sentenza

Il ricorso proposto avverso un'informativa antimafia interdittiva deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse qualora la Prefettura, all'esito di un riesame, emetta un nuovo provvedimento di conferma che si sostituisce al precedente. In tale scenario, ai fini della soccombenza virtuale, il giudice amministrativo valuta la legittimità dell'atto originario accertando s (...)

ESCLUSO AUTOMATISMO INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER CONDANNE DEL CONVIVENTE

TAR CALABRIA - Sentenza

In tema di documentazione antimafia, è illegittima l'interdittiva che derivi automaticamente dalla condanna definitiva per reati associativi a carico del coniuge convivente del titolare dell'impresa, senza che l'Amministrazione abbia condotto una specifica valutazione discrezionale volta a dimostrare, mediante un ragionamento inferenziale basato su elementi concreti, l'effettiva esposizione dell'a (...)

SOSPENSIONE CAUTELARE MONOCRATICA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER ESTREMA GRAVITÀ ED URGENZA

TAR MARCHE - Decreto

Il danno arrecato da un'interdittiva antimafia, che comporta la decadenza automatica dalle licenze e il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione e di eseguire subappalti, configura il requisito dell'estrema gravità ed urgenza necessario per la concessione della tutela cautelare monocratica ex art. 56 c.p.a. (...)

L'ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA TRAVOLGE LA REVOCA DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO

CGA SICILIA - Sentenza

In tema di erogazioni pubbliche, il provvedimento di revoca adottato dall'amministrazione a seguito di informativa antimafia prefettizia decade automaticamente a seguito dell'annullamento giurisdizionale dell'informativa stessa. L'effetto ripristinatorio e conformativo delle sentenze del giudice amministrativo impone infatti l'adeguamento dell'assetto di interessi alla situazione precedente l'adoz (...)

LIMITI ALLA TUTELA CAUTELARE DERIVATA E GIURISDIZIONE SULLA RISOLUZIONE PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR LAZIO - Decreto

In sede di ricorso avverso i provvedimenti di risoluzione contrattuale conseguenti a informativa antimafia ostativa, la tutela cautelare monocratica deve essere negata laddove l'atto prefettizio presupposto sia già stato ritenuto legittimo dal Consiglio di Stato in sede di gravame cautelare, ferma restando la carenza di giurisdizione del giudice amministrativo sugli atti relativi alla fase esecuti (...)

ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SOLO SU CONDANNE PER REATI NON SPIA (91.6)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'informazione antimafia interdittiva non può fondarsi esclusivamente su una condanna penale per reati strumentali non tipizzati come delitti-spia, occorrendo una pluralità di indizi gravi, precisi e concordanti che dimostrino la permeabilità dell'impresa. Il solo curriculum criminale del titolare non giustifica un giudizio di mafiosità in re ipsa dell'attività economica, dovendo l'amministrazione (...)

ASSENZA DI RESPONSABILITÀ RISARCITORIA AUTOMATICA PER L'ANNULLAMENTO DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA

TAR PUGLIA - Sentenza

In tema di responsabilità civile della Pubblica Amministrazione, l'annullamento di un'informativa antimafia interdittiva non configura una responsabilità oggettiva dell'autorità prefettizia. Ai fini del risarcimento del danno, occorre dimostrare la colpa dell'amministrazione, che deve essere esclusa qualora l'istruttoria si sia fondata su un quadro indiziario coerente e su elementi di fatto sintom (...)

SINDACATO GIURISDIZIONALE SULL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA E IRRILEVANZA DEL SELF CLEANING POSTUMO

TAR VENETO - Sentenza

Le modifiche societarie e organizzative intervenute successivamente all'adozione dell'informativa interdittiva antimafia sono irrilevanti ai fini del sindacato di legittimità del giudice amministrativo, il quale deve scrutinare l'atto alla stregua del canone del tempus regit actum; tali misure di self-cleaning possono essere valutate esclusivamente dall'Autorità prefettizia nell'ambito di un event (...)

EFFICACIA SOLO PRO FUTURO DELLA SOSPENSIONE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DA CONTROLLO GIUDIZIARIO (34-BIS.7)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Il decreto che dispone il controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. n. 159/2011 non modifica il giudizio sulla sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa alla base dell'interdittiva, ma ne sospende gli effetti limitatamente al periodo successivo alla sua adozione. Ne consegue che tale sospensione non ha carattere retroattivo e non può neutralizzare provvedimenti di decadenza dalle ero (...)

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE DETERMINANO L'IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO CONTRO L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR PIEMONTE - Sentenza

È improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso proposto avverso un'informativa interdittiva antimafia e i conseguenti provvedimenti di decadenza dalle autorizzazioni commerciali qualora, nelle more del processo, la società ricorrente sia stata posta in liquidazione. La scelta della società di cessare l'attività d'impresa attraverso la fase liquidatoria fa venire meno l'attualità (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA ESCLUDE IL REQUISITO DELLA NON IMPUTABILITÀ PER L'INTEGRAZIONE SALARIALE

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai fini della concessione dell'integrazione salariale ordinaria, il requisito della non imputabilità previsto dall'art. 11 del D.Lgs. 148/2015 richiede che l'evento sospensivo sia estraneo non solo alla volontà del datore di lavoro, ma anche all'organizzazione e al programma aziendale. Pertanto, la crisi determinata da un'interdittiva antimafia è da considerarsi imputabile all'operatore economico, (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA INAPPLICABILE AL RILASCIO DEL CONDONO EDILIZIO

CGA SICILIA - Sentenza

L'istanza di condono edilizio non rientra nelle fattispecie di provvedimenti autorizzatori o concessori per lo svolgimento di attività imprenditoriali di cui all'art. 67, lett. f), del D.Lgs. 159/2011. Di conseguenza, la sussistenza di un'interdittiva antimafia non può legittimare il diniego della sanatoria edilizia, avendo gli effetti inibitori della misura di prevenzione carattere tassativo e no (...)

ORDINE DI ESIBIZIONE DEGLI ATTI ISTRUTTORI SULL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR SICILIA - Ordinanza

In tema di contenzioso contro l'informativa antimafia interdittiva, il Giudice Amministrativo può disporre l'acquisizione di tutti gli atti istruttori su cui si fonda il provvedimento, ivi inclusi i verbali del Gruppo Interforze; in presenza di atti 'Classificati', l'amministrazione può trasmettere la documentazione in forma cartacea affinché venga protocollata manualmente ai sensi dell'art. 136, (...)

NATURA NEGOZIALE DELLA PENALE DA PROTOCOLLO DI LEGALITÀ PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

La clausola penale del 10% del valore del contratto, prevista dal protocollo di legalità e richiamata dalla lex specialis per il caso di interdittiva antimafia, ha natura negoziale e non sanzionatoria; ne consegue che la sua applicazione non viola il principio di legalità di cui alla legge n. 689/1981 e non contrasta con l'art. 94 del Codice Antimafia, potendo operare anche mediante detrazione aut (...)

LE GRAVI CONDIZIONI DI SALUTE DEL CONIUGE ESCLUDONO L'ATTUALITÀ DEL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR SICILIA - Sentenza

È illegittima l'informazione interdittiva antimafia fondata esclusivamente sul rapporto di convivenza con un familiare legato alla criminalità organizzata, laddove l'Amministrazione non valuti adeguatamente che le precarie condizioni di salute di quest'ultimo ne elidono la capacità di condizionamento dell'impresa. Lo stato di invalidità totale e permanente, impedendo l'esercizio di una direzione e (...)

IMPROCEDIBILITÀ PER SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE NELL'IMPUGNAZIONE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR CALABRIA - Sentenza

Deve essere dichiarata l'improcedibilità del ricorso qualora la parte ricorrente dichiari formalmente in udienza pubblica di non avere più interesse alla decisione della causa, ai sensi del combinato disposto degli articoli 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, del Codice del Processo Amministrativo. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER RISCHIO DI CONTAGIO NELLE SOCIETÀ CONSORZIATE

TAR CAMPANIA - Sentenza

È legittimo il provvedimento interdittivo emesso nei confronti di una società facente parte di un consorzio stabile qualora sussistano indici rivelatori di un collegamento sostanziale, quali l'identità del legale rappresentante e la mancata prova del recesso dall'ente consortile, che consentano di estendere il pericolo di infiltrazione mafiosa per contagio dalle consorziate controindicate alla ric (...)

LEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA DURANTE L'ESECUZIONE (94.2)

CGA SICILIA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva sopravvenuta in corso di esecuzione dei lavori comporta per la Stazione Appaltante l'esercizio di un potere di risoluzione o recesso dal contratto, in quanto il requisito soggettivo della moralità professionale deve permanere senza soluzione di continuità. Tale decisione non è vincolata dall'esito dei processi penali, poiché la valutazione prefettizia si fonda (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER SOGGEZIONE A ESTORSIONI NON DENUNCIATE (91.6)

TAR CALABRIA - Sentenza

L'interdittiva antimafia è legittima laddove emerga un quadro indiziario di contiguità soggiacente, manifestato dall'omessa denuncia di estorsioni subite e dal coinvolgimento in indagini penali per reati strumentali. La legittimità dell'atto va verificata al momento della sua adozione, restando irrilevanti eventuali assoluzioni sopravvenute che possono semmai costituire presupposto per un riesame (...)

URGENZA E OMISSIONE DEL CONTRADDITTORIO NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR ABRUZZO - Ordinanza

È legittima l’adozione di un’interdittiva antimafia senza la previa instaurazione del contraddittorio procedimentale quando sussistono ragioni di urgenza correlate all'espletamento di lavori presso siti sensibili dell'Amministrazione, qualora il quadro indiziario complessivo, arricchito da provvedimenti giudiziari e prefettizi recenti, confermi il pericolo di condizionamento da parte della crimina (...)

LEGITTIMA L'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SU LEGAMI PARENTALI E STRUTTURA CLANICA FAMILIARE

TAR LAZIO - Sentenza

In materia di informativa antimafia, il rapporto di parentela tra il titolare di un'impresa e soggetti contigui alla criminalità organizzata può costituire un indizio sufficiente a supportare la misura preventiva qualora la frequentazione e le cointeressenze economiche delineino una struttura familiare di tipo 'clanico'. In tale contesto, l'inibizione dell'attività commerciale oggetto di SCIA e la (...)

INAPPLICABILITÀ DELLA SALVAGUARDIA PER OPERE ESEGUITE AI FINANZIAMENTI REVOCATI PER ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di informativa antimafia ostativa sopravvenuta, la revoca dei finanziamenti pubblici è atto vincolato che travolge integralmente il beneficio economico, senza che possano trovare applicazione le clausole di salvaguardia previste per gli appalti di lavori, servizi e forniture, stante l'incapacità giuridica del destinatario e la natura eccezionale delle disposizioni di favore per le prestazi (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA E NATURA VINCOLATA DELLA CANCELLAZIONE DALL'ALBO GESTORI AMBIENTALI (89.BIS)

TAR LOMBARDIA - Sentenza

Ai sensi dell'art. 89-bis del D.Lgs. 159/2011, la cancellazione dall'Albo Nazionale Gestori Ambientali a seguito di interdittiva antimafia costituisce un atto vincolato e dovuto, derivante direttamente dal meccanismo di tutela dell'economia legale. Tale effetto non può essere eluso mediante l'invocazione di misure di self-cleaning tardive o generiche, né può essere sindacato nel merito dall'ente g (...)

EFFICACIA DECADENZIALE VINCOLATA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SUI TITOLI ABILITATIVI COMMERCIALI

TAR SICILIA - Sentenza

L'adozione di un'informazione antimafia interdittiva da parte della Prefettura comporta l'automatica decadenza delle autorizzazioni e licenze commerciali in essere, costituendo per l'Amministrazione un atto vincolato volto al mero accertamento della sopravvenuta carenza dei requisiti morali. Tale effetto si produce anche qualora manchi un rapporto contrattuale pendente con la Pubblica Amministrazi (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRESCINDE DALL'ACCERTAMENTO DI SINGOLE RESPONSABILITÀ PENALI (91.1)

TAR CALABRIA - Sentenza

In tema di certificazione antimafia, l'assoluzione penale del titolare di un'impresa individuale per il reato di intestazione fittizia non preclude l'adozione di un'informazione interdittiva, qualora il quadro indiziario complessivo evidenzi una gestione di fatto o un'influenza dominante esercitata da un convivente gravato da gravi pregiudizi penali per reati associativi. Il vincolo affettivo, se (...)

LEGITTIMITA DELL INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER COINTERESSENZE ECONOMICHE E RAPPORTI SOCIETARI SOSPETTI

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

È legittima l'informazione antimafia interdittiva fondata su un quadro indiziario che evidenzia la costituzione di un vincolo stabile e qualificato tra i soci di una società e soggetti contigui alla criminalità organizzata. Le operazioni societarie di cessione quote effettuate a ridosso di provvedimenti ablatori di natura patrimoniale possono essere legittimamente interpretate dall'autorità prefet (...)

AMMESSA LA SOSTITUZIONE DELLA MANDATARIA COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRIMA DELLA GARA (48.17)

TAR SICILIA - Sentenza

È illegittima la revoca della dichiarazione di pubblico interesse di una proposta di project financing motivata esclusivamente dal sopraggiungere di un'interdittiva antimafia a carico dell'impresa mandataria del promotore, qualora il raggruppamento abbia tempestivamente provveduto alla sostituzione del soggetto colpito. La normativa di settore degli appalti pubblici, permettendo la deroga all'immo (...)

ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU SOLI LEGAMI PARENTALI E PRESUPPOSTI TEMPORALMENTE SCADUTI (100.1)

TAR CALABRIA - Sentenza

È illegittima l'informazione antimafia interdittiva fondata unicamente su rapporti di parentela in assenza di elementi concreti che dimostrino il pericolo di condizionamento mafioso dell'impresa. L'obbligo di acquisizione dell'informativa antimafia previsto dall'art. 100 del D.Lgs. n. 159/2011 per gli enti locali sciolti ex art. 143 TUEL opera esclusivamente per i cinque anni successivi allo sciog (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU LEGAMI PARENTALI E FREQUENTAZIONI CON LA CRIMINALITÀ

TAR LOMBARDIA - Sentenza

Il provvedimento di interdittiva antimafia può legittimamente fondarsi su una pluralità di elementi indiziari, tra cui assumono rilievo prioritario i rapporti di parentela e di frequentazione con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, quando tali legami siano idonei a suggerire un pericolo concreto di condizionamento mafioso. La misura di prevenzione collaborativa prevista dall'art. 9 (...)

DINIEGO AGGIORNAMENTO INTERDITTIVA PER PERSISTENZA DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR SICILIA - Sentenza

Il mantenimento della medesima compagine sociale e l'accertato esercizio di poteri gestionali di fatto da parte del soggetto controindicato costituiscono elementi sintomatici della mancata adozione di misure di self-cleaning, legittimando il diniego di aggiornamento dell'interdittiva antimafia e l'inapplicabilità delle misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis d.lgs. 159/2011. (...)

NECESSARIO IL CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE PER L'ADOZIONE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DOPO IL CONTROLLO GIUDIZIARIO (92.2)

TAR TOSCANA - Sentenza

Il provvedimento interdittivo antimafia è illegittimo se adottato in violazione dell'obbligo di contraddittorio procedimentale previsto dall'art. 92, comma 2-bis, d.lgs. n. 159/2011, qualora l'amministrazione non abbia comunicato preventivamente gli elementi indiziari del pericolo di infiltrazione, impedendo all'operatore economico di rappresentare l'esito positivo di pregresse misure di controllo (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA PROGNOSI DI INFILTRAZIONE NEL SETTORE DELL'ACCOGLIENZA MIGRANTI

TAR SICILIA - Sentenza

È legittimo il provvedimento di interdittiva antimafia qualora l'autorità prefettizia evidenzi una governance gravata da precedenti penali significativi e la presenza di personale con compiti direttivi legato da stretti vincoli di parentela e frequentazione con esponenti della criminalità organizzata, elementi che complessivamente integrano un pericolo di condizionamento dell'attività d'impresa. (...)

ONERE MOTIVAZIONALE AGGRAVATO PER IL DINIEGO DELLE MISURE DI PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA

TAR CAMPANIA - Sentenza

È illegittima l'informativa antimafia interdittiva qualora la Stazione Appaltante o l'Autorità Prefettizia non forniscano un'analitica motivazione circa l'inidoneità delle misure di prevenzione collaborativa previste dall'art. 94-bis del Codice Antimafia. Tale onere è ancor più stringente in presenza di una sentenza penale che ridimensiona il quadro indiziario a carico dell'amministratore della so (...)

IRRILEVANZA DELLA SOSPENSIONE CAUTELARE POSTUMA DELL'INTERDITTIVA SULLA LEGITTIMITÀ DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE GIÀ DISPOSTA (122.2)

TAR VENETO - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la legittimità della risoluzione del contratto disposta dalla Stazione Appaltante a seguito di informativa antimafia non è intaccata dalla successiva sospensione cautelare del provvedimento prefettizio disposta dal giudice amministrativo. In virtù del principio 'tempus regit actum', l'atto di risoluzione deve considerarsi legittimo e vincolato se adottato quando l'inte (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA IMPEDISCE IL RILASCIO DI AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI SENZA DECADENZA AUTOMATICA

TAR CAMPANIA - Ordinanza

Le attività soggette al rilascio di autorizzazioni, licenze o SCIA soggiacciono alla disciplina delle informative antimafia, attesa l'ormai superata distinzione tra comunicazioni e informazioni antimafia basata sulla natura dell'attività. Inoltre, non si realizza la decadenza dell'interdittiva antimafia per il solo decorso del termine annuale di durata ex art. 86, comma 2, D.Lgs. 159/2011, permane (...)

SOSPENSIONE INTERDITTIVA ANTIMAFIA PROLUNGATA FINO ALL'AGGIORNAMENTO DEL PREFETTO DOPO IL CONTROLLO GIUDIZIARIO

TAR LIGURIA - Sentenza

È illegittima l'esclusione di un operatore economico da una gara d'appalto motivata dalla mera conclusione del controllo giudiziario, qualora la Prefettura non abbia ancora ultimato il procedimento di aggiornamento dell'interdittiva antimafia originaria; la protezione assicurata dalla sospensione degli effetti interdittivi deve infatti coprire l'intero arco temporale necessario all'autorità prefet (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER COMPLESSIVO PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (94.2)

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

È legittimo il diniego di iscrizione nella White List fondato su una valutazione d'insieme di elementi indiziari, quali la condivisione della sede con soggetti interdetti, la sussistenza di legami parentali con esponenti mafiosi e l'impiego di maestranze con precedenti penali gravi, non potendo tali elementi essere contestati isolatamente per neutralizzarne la valenza probatoria complessiva. (...)

VALUTAZIONE PROBABILISTICA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E LEGAMI DI PARENTELA (94.2)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, l'Amministrazione può legittimamente valorizzare i rapporti di parentela quando questi, per intensità o altre caratteristiche concrete, facciano ritenere secondo la logica del 'più probabile che non' che l'impresa sia soggetta a una regia familiare influenzabile dalla criminalità organizzata, specialmente in presenza di intrecci economici e operat (...)

REVOCA DELL'AUTORIZZAZIONE PER AGGIRAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA E LAVORO IRREGOLARE

TAR CAMPANIA - Sentenza

È legittimo il provvedimento di revoca dell'autorizzazione all'attività funebre motivato 'per relationem' a verbali delle forze dell'ordine che attestino l'esercizio abusivo dell'attività da parte di un'impresa interdetta per motivi antimafia sotto la copertura della società autorizzata. In tali casi, il provvedimento assume natura vincolata e sanzionatoria, con la conseguenza che l'omessa comunic (...)

RELAZIONI PARENTALI E COINTERESSENZA ECONOMICA GIUSTIFICANO L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA NEI CONCESSIONARI DEMANIALI (94.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

Ai fini dell'emissione di un'informazione interdittiva antimafia, l'amministrazione deve compiere una valutazione unitaria e non parcellizzata degli elementi indiziari, potendo valorizzare legittimamente i legami parentali quando questi siano corroborati da rapporti economici sospetti, come la stipula di contratti di associazione in partecipazione con soggetti controindicati. La natura del settore (...)

DEROGA AL RECESSO ANTIMAFIA PER SERVIZI ESSENZIALI ALLA PRODUZIONE INDUSTRIALE

TAR CAMPANIA - Decreto

È legittima la concessione di misure cautelari monocratiche volte a sospendere l'efficacia della cancellazione dall'Albo Gestori Ambientali limitatamente ai contratti in corso, qualora il servizio prestato dall'impresa interdetta risulti essenziale per evitare danni alla catena produttiva di stabilimenti industriali, configurandosi tale continuità come un interesse pubblico meritevole di tutela ai (...)

LEGITTIMITA' DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI PARENTALI E CONSEGUENTE RISOLUZIONE DEI CONTRATTI (94.1)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'informazione antimafia implica una valutazione discrezionale dell'autorità prefettizia basata su un ragionamento induttivo e probabilistico che, valorizzando indizi gravi e precisi come i rapporti di parentela e la regia familiare dell'impresa, giustifica la misura preventiva del pericolo di infiltrazione. La successiva risoluzione dei contratti e delle concessioni di benefici economici da parte (...)

NEGATA LA PREVENZIONE COLLABORATIVA IN PRESENZA DI RISCHIO INFILTRATIVO STRUTTURALE

TAR SICILIA - Sentenza

La misura della prevenzione collaborativa presuppone il carattere episodico e superficiale del legame tra impresa e criminalità organizzata; pertanto, deve essere esclusa qualora il pericolo infiltrativo sia radicato in un complesso reticolo di cointeressenze familiari e societarie che rendano l'attività economica funzionale ai fini dell'associazione mafiosa, indipendentemente dalle ridotte dimens (...)

IL CONTROLLO GIUDIZIARIO IMPEDISCE L'ESCLUSIONE SOLO SE DISPOSTO ENTRO L'AGGIUDICAZIONE (94.2)

TAR PUGLIA - Sentenza

Ai fini della partecipazione alle gare d'appalto, l'ammissione al controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. 159/2011 impedisce l'esclusione derivante da interdittiva antimafia solo se disposta entro la data dell'aggiudicazione. Le vicende successive relative alla riammissione al controllo giudiziario, ancorché disposte in sede di gravame dopo la revoca, non hanno efficacia retroattiva sulla (...)

SOSPENSIONE RISOLUZIONE CONTRATTUALE SE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRESUPPOSTA È SOSPESA DAL GIUDICE (122.2)

TAR CAMPANIA - Ordinanza

Va sospesa l'esecuzione delle determinazioni comunali che dispongono la risoluzione del contratto d'appalto e lo scorrimento della graduatoria in forza di un'interdittiva antimafia, qualora tale provvedimento prefettizio sia stato oggetto di sospensione cautelare da parte del giudice amministrativo, rappresentando tale misura l'unico rimedio per elidere il danno irreversibile che deriverebbe all'i (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SUL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TAR TOSCANA - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, i contatti o le frequentazioni non occasionali del legale rappresentante di un'impresa con soggetti appartenenti a sodalizi criminali, uniti a vincoli di parentela, giustificano il provvedimento preventivo prefettizio, in quanto idonei a fondare un giudizio di plausibile rischio di condizionamento esterno, indipendentemente dalla risalenza temporale di alcuni epi (...)

OBBLIGO DI TRASPARENZA SULLA CAPACITÀ A CONTRARRE NELLA PROROGA TECNICA (106.11)

TAR SICILIA - Sentenza

È legittimo l'annullamento in autotutela della proroga tecnica e il contestuale recesso dal contratto qualora l'operatore economico abbia omesso di informare la stazione appaltante dell'intervenuto rigetto della sospensiva giudiziale di un'interdittiva antimafia. L'urgenza di provvedere per incapacità del contraente esime dall'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento, trovando comunque a (...)

AUTONOMIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALLA REVOCA DELLE MISURE CAUTELARI PENALI

TAR TOSCANA - Sentenza

L'informazione interdittiva antimafia, avente natura cautelare e preventiva, non richiede un accertamento di responsabilità penale ma si fonda sul criterio del 'più probabile che non'. La revoca di misure cautelari penali per carenza di esigenze attuali non determina l'illegittimità del provvedimento prefettizio qualora gli elementi fattuali raccolti (frequentazioni, rapporti lavorativi sintomatic (...)

RISCHIO INFILTRATIVO PERSISTENTE NONOSTANTE L'ESTROMISSIONE FORMALE DEL GESTORE DI FATTO

TAR LOMBARDIA - Sentenza

Ai fini dell’aggiornamento di un’informativa interdittiva ex art. 91 comma 5 D.Lgs. 159/2011, l’amministrazione deve verificare se le circostanze sopravvenute abbiano rimosso il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo la regola del “pi probabile che non”; tale pericolo non pu dirsi venuto meno in presenza di un mero dato formale di estromissione qualora riscontri probatori esterni attestino la (...)

SOSPENSIONE RISOLUZIONE PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL PROVVEDIMENTO PREFETTIZIO È SOSPESO (122.2)

TAR CAMPANIA - Decreto

È meritevole di tutela cautelare monocratica l'istanza volta a sospendere l'efficacia della risoluzione del contratto d'appalto e del contestuale riaffidamento del servizio a terzi, qualora l'interdittiva antimafia posta a base del provvedimento espulsivo sia stata precedentemente sospesa dal giudice amministrativo competente al fine limitato di consentire il mantenimento dei rapporti contrattuali (...)

IMPROCEDIBILITÀ PER CARENZA DI INTERESSE DOPO AGGIUDICAZIONE IN NUOVA GARA

TAR LIGURIA - Sentenza

Il ricorso volto a contestare l'annullamento d'ufficio di un'aggiudicazione e la contestuale indizione di una nuova gara per lo stesso appalto deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse qualora il ricorrente, nelle more del giudizio, risulti aggiudicatario della seconda procedura e sottoscriva il relativo contratto di appalto. (...)

CONTROLLO GIUDIZIARIO ANTIMAFIA SENZA EFFETTI RETROATTIVI SUGLI ATTI DI ESCLUSIONE LEGITTIMAMENTE ADOTTATI (34-BIS.7)

TAR TOSCANA - Sentenza

Il provvedimento di ammissione al controllo giudiziario sospende temporaneamente l'incapacità dell'operatore economico a contrattare con la Pubblica Amministrazione con effetti limitati al futuro, restando privo di efficacia retroattiva. Pertanto, l'ammissione non obbliga la stazione appaltante a reintegrare l'operatore raggruppato qualora quest'ultimo sia già stato legittimamente estromesso o sos (...)

EFFETTO CADUCANTE DELLA REVOCA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SUI PROVVEDIMENTI DI REVOCA DEI TITOLI ABILITATIVI

TAR CAMPANIA - Sentenza

La revoca dell'informativa interdittiva antimafia da parte dell'Autorità prefettizia, intervenuta a seguito di efficaci misure di self-cleaning societario, determina la caducazione automatica e immediata dei provvedimenti di revoca dei titoli abilitativi e delle autorizzazioni sanitarie adottati dall'amministrazione comunale sulla base dell'interdittiva stessa. Tale effetto caducante opera in virt (...)

LEGITTIMITA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU INDIZI DI CONDIZIONAMENTO STRUTTURALE E NON OCCASIONALE

TAR CAMPANIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, non occorre provare l'avvenuta infiltrazione, bensi la sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi dai quali sia deducibile il pericolo di ingerenza della criminalita organizzata. Tale pericolo deve essere valutato secondo un giudizio prognostico unitario degli elementi raccolti, superando la visione atomistica dei singoli fatti, e non richiede (...)

ESTENSIONE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA ALLE ATTIVITÀ ECONOMICHE SOGGETTE A SCIA (84.3)

TAR CALABRIA - Sentenza

L'ordinamento consente l'applicazione delle informative antimafia interdittive anche ad attività a contenuto autorizzatorio o regolate da SCIA, poiché la prevenzione del fenomeno mafioso risulterebbe lacunosa se limitata ai soli contratti pubblici, dovendo invece coprire tutti i settori in cui la criminalità organizzata può esercitare influenza tramite legami familiari o compagini societarie inqui (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER RAPPORTI D'AFFARI QUALIFICATI CON SOGGETTI VICINI ALLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

Ai fini della legittimità di un'interdittiva antimafia, rilevano i rapporti di affari esclusivi e le cointeressenze imprenditoriali con soggetti controindicati, i quali delineano un quadro di condizionabilità della società non incrinato dal contraddittorio procedimentale, prevalendo l'esigenza di tutela dell'ordine pubblico economico e della trasparenza. (...)

REINTEGRAZIONE NEL CONTRATTO E CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE

TAR CAMPANIA - Sentenza

In sede di giudizio amministrativo, laddove l'amministrazione revochi con efficacia retroattiva il provvedimento di risoluzione del contratto precedentemente impugnato dal ricorrente, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, in quanto la pretesa sostanziale risulta pienamente soddisfatta e viene meno l'interesse alla decisione. (...)

OBBLIGO DI CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE PRIMA DELL'ADOZIONE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR CAMPANIA - Ordinanza

In tema di informativa antimafia, l'omessa instaurazione del contraddittorio procedimentale, in assenza di peculiari ragioni di urgenza, determina l'illegittimità dell'azione amministrativa per violazione delle garanzie partecipative. Tale partecipazione assolve a una funzione proattiva e dinamica, finalizzata a permettere alla società interessata non solo di contestare gli elementi indiziari, ma (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER CONTINUITÀ AZIENDALE E GESTIONALE TRA IMPRESE FAMILIARI CONTIGUE ALLA CRIMINALITÀ (91.6)

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'informazione interdittiva antimafia, l'Amministrazione può legittimamente valorizzare la continuità decisionale e la sovrapposizione tra la nuova compagine societaria e una precedente realtà aziendale già colpita da misura interdittiva. Tale continuità, unitamente alla presenza di stretti vincoli di parentela e frequentazioni con soggetti organici alla malavita organizza (...)

PREVALENZA DELL'ORDINE PUBBLICO SUL PERICULUM PATRIMONIALE NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

In sede di tutela cautelare avverso l'informativa antimafia, il pregiudizio lamentato dall'operatore economico in ordine alla propria operatività sul mercato riveste carattere recessivo rispetto alla salvaguardia dell'ordine pubblico. L'esigenza di continuità del servizio pubblico non giustifica di per sé la sospensione del provvedimento, in assenza di prova rigorosa circa l'impossibilità di affid (...)

PERSISTENZA DEL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E INEFFICACIA DELLE RIFORME SOCIETARIE APPARENTI

TAR CAMPANIA - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, la separazione legale tra i coniugi e il cambio dell'amministratore non costituiscono elementi di per sé sufficienti a giustificare la revoca del provvedimento inibitorio qualora permangano indizi di una perdurante riferibilità dell'impresa alla famiglia d'origine e condotte aziendali non trasparenti, dovendosi privilegiare un'analisi globale del contesto in cui (...)

IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA VA VALUTATO SECONDO IL CRITERIO DEL PIU' PROBABILE CHE NON

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

L'interdittiva antimafia costituisce una misura cautelare e preventiva volta a contrastare i tentativi di infiltrazione mafiosa nell'economia legale; la sua emissione non richiede la prova di un reato o di un condizionamento attuale, ma la sussistenza di indizi di permeabilità che rendano il pericolo più probabile che non. La valutazione prefettizia può legittimamente fondarsi anche su elementi at (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU LEGAMI FAMILIARI E RAPPORTI CON IMPRESE CONTROINDICATE (94.1)

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

Ai fini dell'emissione di un'interdittiva antimafia, la Prefettura non deve fornire la prova di una diretta gestione dell'impresa da parte della criminalità, essendo sufficiente una valutazione prognostica basata su elementi sintomatici quali legami familiari e rapporti economici con soggetti controindicati, anche se di modesto valore economico, che rendano plausibile il pericolo di condizionament (...)

RILEVANZA DEI LEGAMI FAMILIARI NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA IN CONTESTI DI CRIMINALITÀ A STRUTTURA CLANICA

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

Il giudizio di infiltrazione mafiosa risponde a una logica di probabilità cruciale che non richiede l'accertamento di responsabilità penali, essendo sufficiente un quadro indiziario che renda verosimile il pericolo di condizionamento. In particolare, i rapporti di parentela con esponenti della criminalità organizzata sono elementi sintomatici rilevanti qualora, per intensità e contesto (come nella (...)

INAPPLICABILITA' DELLA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA AI CONTRIBUTI PUBBLICI REVOCATI PER ANTIMAFIA

TAR SICILIA - Sentenza

In materia di informazione antimafia interdittiva, il regime di salvezza dei pagamenti per le prestazioni già rese ex art. 92, comma 3, del D.Lgs. n. 159/2011 riveste carattere eccezionale e derogatorio, trovando applicazione unicamente nell'ambito dei contratti di appalto. Conseguentemente, tale clausola non è invocabile dal beneficiario di contributi o sovvenzioni pubbliche, la cui revoca per mo (...)

L'INTERDITTIVA DELLA MANDATARIA NON COMPORTA AUTOMATICA RESPONSABILITÀ DELLE MANDANTI (48.17)

TAR LOMBARDIA - Ordinanza

In tema di concessioni demaniali e aiuti PAC, la risoluzione del contratto motivata dall'interdittiva antimafia a carico della mandataria non può estendere i propri effetti pregiudizievoli alle imprese mandanti in assenza di una valutazione in concreto del loro comportamento. L'esigenza di verificare l'elemento soggettivo per la revoca dei contributi comunitari è incompatibile con automatismi riso (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER CONTINUITÀ DEL RISCHIO E TENTATIVO ELUSIVO (94.2)

TAR SICILIA - Sentenza

In materia di informativa antimafia, il giudizio di attualità e concretezza del pericolo di infiltrazione può fondarsi legittimamente anche su fatti risalenti nel tempo, purché inseriti in un quadro indiziario complessivo che dimostri la persistenza di legami con ambienti controindicati. La creazione di un nuovo soggetto economico con identica governance e sede rispetto a un'impresa già colpita da (...)

PREVALENZA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA SULLE MISURE TARDIVE DI SELF CLEANING (94-BIS.1)

TAR CAMPANIA - Ordinanza

L'informativa antimafia è legittimamente emessa qualora emerga, secondo la regola del 'più probabile che non', un rischio di condizionamento mafioso basato su legami strutturali con la criminalità organizzata. Le misure di self-cleaning tardive non obbligano l'Amministrazione ad attivare la prevenzione collaborativa, la cui applicazione è preclusa laddove il pericolo di infiltrazione sia valutato (...)

IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA GIUSTIFICA L'INTERDITTIVA ANCHE SENZA PROVA DELL'AVVENUTA CONTAMINAZIONE

TAR PIEMONTE - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva prescinde dall'accertamento di fatti di reato, fondandosi sulla sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi che rendano verosimile il pericolo di condizionamento della criminalità organizzata. I rapporti di parentela tra i soci e soggetti affiliati a consorterie mafiose assumono rilievo determinante qualora la governance societaria e la struttura proprietari (...)

ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA CADUCA AUTOMATICAMENTE LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO D'APPALTO (108.2)

TAR PUGLIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, l'annullamento in sede giurisdizionale dell'interdittiva antimafia posta a fondamento del recesso della Stazione Appaltante comporta l'illegittimità derivata della risoluzione contrattuale. L'effetto demolitorio del giudicato amministrativo impone la cancellazione delle modificazioni della realtà giuridica intervenute medio tempore, ripristinando l'assetto di interessi (...)

CADUCAZIONE DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER ANNULLAMENTO GIURISDIZIONALE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRESUPPOSTA (108.2)

TAR PUGLIA - Sentenza

L'annullamento giurisdizionale di un provvedimento di interdittiva antimafia produce un effetto caducatorio che travolge l'atto di risoluzione del contratto d'appalto adottato dalla Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 94 del D.Lgs. 159/2011 e dell'art. 108 del D.Lgs. 50/2016, determinandone l'illegittimità per invalidità derivata in virtù del nesso di presupposizione necessaria tra l'atto prefe (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU REATI SPIA E LEGAMI FAMILIARI CON LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA (94.1)

TAR CALABRIA - Sentenza

Il pericolo di infiltrazione mafiosa, oggetto di valutazione probabilistica da parte dell'Autorità Prefettizia, è legittimamente desunto dalla condanna del titolare per reati spia e dai vincoli di parentela con soggetti organici alle consorterie criminali, i quali proiettano sull'impresa un rischio di condizionamento che prevale sul diritto alla prosecuzione dell'attività economica e sul mantenime (...)

LEGITTIMO IL COMMISSARIAMENTO PREFETTIZIO PER ASSICURARE LA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO IDRICO

TAR SICILIA - Sentenza

In presenza di un'informativa interdittiva antimafia, la decisione del Prefetto di optare per la gestione straordinaria dell'impresa anziché per la mera rinnovazione degli organi sociali costituisce espressione di un'ampia discrezionalità amministrativa, giustificata dalla necessità di assicurare la fisiologica prosecuzione del servizio pubblico indifferibile e di scongiurare pericoli per la stabi (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER IL CONTAGIO MAFIOSO TRA SOCIETÀ CONTROLLANTE E CONTROLLATA (84.4)

TAR SICILIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'interdittiva antimafia, il rischio di infiltrazione mafiosa per 'contagio' tra società appartenenti al medesimo gruppo non configura un automatismo illegittimo se supportato da indizi gravi e concordanti quali la condivisione di figure apicali strategiche, la gestione unitaria dei conti correnti e del personale, nonché l'utilizzo della società controllata come veicolo p (...)

NECESSARIO IL POSSESSO CONTINUATIVO DEI REQUISITI GENERALI DURANTE L'INTERA ESECUZIONE (94.2)

TAR SICILIA - Sentenza

La determinazione amministrativa di risoluzione del contratto d'appalto per sopravvenuta informativa antimafia costituisce atto vincolato, la cui legittimità dipende esclusivamente dalla situazione di fatto esistente al momento della sua adozione, restando irrilevanti gli esiti cautelari dei contenziosi riguardanti il provvedimento prefettizio. Il principio della necessaria continuità nel possesso (...)

OBBLIGO DI CONTRADDITTORIO NEL PROCEDIMENTO PER L'ADOZIONE DELL'INFORMATIVA INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR CALABRIA - Ordinanza

In tema di informativa antimafia, l'amministrazione è obbligata a garantire il contraddittorio procedimentale ai sensi dell'art. 92, comma 2-bis, del d.lgs. n. 159/2011, dovendo valutare le osservazioni dell'interessato e procedere alla sua audizione se richiesta, indipendentemente dalla precedente rinuncia del soggetto all'iscrizione nelle liste prefettizie. (...)

DENEGATA LA TUTELA CAUTELARE IN APPELLO CON MERITO FISSATO A BREVE DAL TAR

CONSIGLIO DI STATO - Ordinanza

Ai fini dell'accoglimento dell'istanza cautelare in appello, la valutazione del periculum in mora deve tenere conto della fissazione dell'udienza di merito presso il giudice di primo grado; laddove tale udienza sia programmata in tempi brevi, le esigenze cautelari della parte possono considerarsi soddisfatte dalla prospettiva di una rapida definizione del giudizio, prevalendo l'esigenza di certezz (...)

LA REVOCA DELL'INTERDITTIVA DETERMINA L'IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE

TAR PUGLIA - Sentenza

Il ricorso proposto avverso un'informazione interdittiva antimafia è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., nel caso in cui l'Amministrazione, in pendenza di giudizio, revochi il provvedimento gravato e iscriva contestualmente l'operatore economico nell'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a t (...)

RINVIO ALLA CONSULTA SU RIVIVISCENZA DELL'INTERDITTIVA DOPO IL CONTROLLO GIUDIZIARIO (34-BIS.7)

TAR CALABRIA - Ordinanza

La reviviscenza automatica degli effetti dell'interdittiva antimafia alla scadenza del termine del controllo giudiziario, in assenza di una norma che ne proroghi la sospensione fino alla valutazione finale della Prefettura, determina un irragionevole pregiudizio alla continuità aziendale e vanifica la finalità di risanamento dell'impresa perseguita dal legislatore. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU LEGAMI FAMILIARI E MUTAMENTO DELL'OGGETTO SOCIALE

TAR LAZIO - Sentenza

L'interdittiva antimafia è legittima ove fondata su un quadro indiziario unitario che valorizzi legami familiari significativi con la criminalità organizzata e strategie elusive, quali la modifica dell'oggetto sociale o la costituzione di nuovi enti societari destinati a proseguire l'attività di imprese già colpite da provvedimenti inibitori. (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER FRAUDOLENTA SPARTIZIONE DEI LOTTI E COLLUSIONE NELLE GARE

CGA SICILIA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva è legittima qualora si fondi su un quadro indiziario unitario che evidenzi una modalità fraudolenta di partecipazione alle procedure di gara, quale la parcellizzazione delle istanze finalizzata a eludere la concorrenza, e precedenti penali significativi, non ostandovi l'eventuale assoluzione penale sopravvenuta data la natura cautelare e preventiva del provvedi (...)

IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SOSPENDE L'INTERDITTIVA ANCHE IN CASO DI SENTENZA AMMINISTRATIVA SFAVOREVOLE (94.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, l'ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario ai sensi dell'art. 34-bis, comma 7, d.lgs. n. 159/2011 determina la sospensione degli effetti dell'interdittiva antimafia per tutta la durata della misura. Tale sospensione impedisce l'esclusione del concorrente ai sensi dell'art. 94, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023, restando irrilevante la sopravvenuta sent (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER QUADRO INDIZIARIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (94.2)

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

È legittimo il diniego di iscrizione nella White List qualora emerga un quadro indiziario costituito da frequentazioni con soggetti controindicati e stabili cointeressenze economiche con imprese già interdette, in quanto tali elementi, valutati unitariamente secondo la regola del 'più probabile che non', sorreggono una ragionevole prognosi di permeabilità mafiosa, a nulla rilevando l'eventuale esi (...)

ILLEGITTIMA LA REVOCA DELLE AGEVOLAZIONI PER ILLECITI TRIBUTARI IMPUTABILI A TERZI

TAR CALABRIA - Sentenza

È annullabile per difetto di istruttoria la revoca di un finanziamento pubblico basata su irregolarità fiscali commesse da soggetti terzi operanti nella filiera esecutiva (appaltatori o subappaltatori) qualora non venga provato il coinvolgimento o la negligenza del beneficiario e l'opera sia stata regolarmente completata. Inoltre, l'interdittiva antimafia non può spiegare effetti retroattivi su ra (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU VINCOLI PARENTALI E RAPPORTI CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

TAR CALABRIA - Sentenza

Ai fini dell'emissione di un'informazione interdittiva antimafia, il giudizio di permeabilità mafiosa può fondarsi legittimamente su un quadro indiziario che valorizzi i vincoli di parentela con esponenti della criminalità organizzata, specie se corroborati da rapporti professionali opachi o frequentazioni assidue, dovendo l'Amministrazione procedere a una valutazione complessiva e non atomistica (...)

SUBENTRO NEI RAPPORTI CONTRATTUALI E CONSERVAZIONE DEGLI AIUTI PAC DOPO INTERDITTIVA ANTIMAFIA (48.17)

TAR LOMBARDIA - Sentenza

In materia di erogazione di contributi agricoli comunitari, l'organismo pagatore è vincolato all'assetto dei rapporti contrattuali definito dall'ente concedente le superfici. Qualora quest'ultimo, a fronte di un'interdittiva antimafia riguardante la mandataria di un'associazione temporanea di imprese, abbia autorizzato il subentro di una nuova mandataria ai sensi dell'art. 48, comma 17, D.Lgs. n. (...)

INSUSSISTENZA DEL PREGIUDIZIO IRREPARABILE PER L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL DANNO È RISTORABILE (94.2)

TAR CALABRIA - Ordinanza

Ai fini della concessione della tutela cautelare contro un'interdittiva antimafia, il vulnus consistente nella risoluzione dei contratti di appalto e nell'esclusione dalle gare è privo dei caratteri di gravità e irreparabilità qualora le conseguenze economiche risultino ristorabili per equivalente e manchi la prova specifica dell'incidenza sulla capacità economico-finanziaria della società, preval (...)

ESTROMISSIONE DELLA MANDATARIA INTERDETTA PER SALVAGUARDIA DEL RAPPORTO CONTRATTUALE (48.17)

TAR LIGURIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso avverso la risoluzione del contratto per interdittiva antimafia si configura qualora la stazione appaltante, a seguito dell'ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario ex art. 34-bis, comma 6, del D.Lgs. 159/2011, disponga il ripristino del rapporto negoziale, venendo meno l'attualità del pregiudizio lame (...)

AUTONOMIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA RISPETTO AL DISSEQUESTRO PENALE E RILEVANZA DEI LEGAMI FAMILIARI

TAR CAMPANIA - Sentenza

L'informativa interdittiva antimafia è legittima anche in presenza di un dissequestro penale dell'azienda, qualora permangano indizi gravi e concordanti di permeabilità mafiosa desumibili dalla struttura familiare dell'impresa e dalla continuità dei rapporti con soggetti contigui a organizzazioni criminali, non essendo sufficiente la formale fuoriuscita dei soci pregiudicati se sostituiti da paren (...)

COMPETENZA TERRITORIALE ATTRATTA DAL GIUDICE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SUI PROVVEDIMENTI DI RECESSO

TAR VENETO - Ordinanza

In tema di appalti pubblici, la competenza territoriale per conoscere delle controversie relative al recesso dal contratto e all'incameramento delle cauzioni definitive disposti in seguito a un'interdittiva antimafia appartiene al Tribunale Amministrativo Regionale nella cui circoscrizione ha sede la Prefettura che ha emesso l'informativa, operando il principio della vis attractiva della causa pri (...)

LEGITTIMITA' DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER ELUSIONE DI DINIEGHI TRAMITE NOMINE SOCIETARIE (84.3)

TAR LIGURIA - Sentenza

L'informazione antimafia interdittiva e' legittimamente adottata qualora l'attivita' d'impresa risulti permeabile all'influenza della criminalita' organizzata, desumibile dal conferimento di incarichi gestionali a soggetti privi di onorabilita' e vicini ad ambienti malavitosi, specialmente quando tale scelta appaia strumentale ad aggirare provvedimenti inibitori delle autorita' di pubblica sicurez (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA ANCHE PER ATTIVITÀ COMMERCIALI SENZA RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (92.2-BIS)

TAR CAMPANIA - Sentenza

In materia di prevenzione antimafia, l'interdittiva prefettizia esplica i propri effetti anche sulle attività soggette a mera autorizzazione commerciale o SCIA, in quanto il pericolo di infiltrazione mafiosa altera il corretto funzionamento della concorrenza e della sicurezza pubblica indipendentemente dalla sussistenza di un rapporto negoziale con l'ente pubblico. Il giudizio di permeabilità crim (...)

COMPETENZA TERRITORIALE AL TAR DEL LUOGO ESECUZIONE LAVORI SENZA IMPUGNAZIONE CONTESTUALE INTERDITTIVA

TAR CAMPANIA - Ordinanza

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sulla risoluzione del contratto disposta dalla stazione appaltante in forza di informativa antimafia prefettizia, trattandosi di accertamento di incapacità contrattuale di diritto pubblico. La competenza territoriale inderogabile appartiene al TAR del luogo di esecuzione delle opere se l'interdittiva non viene impugnata congiuntamente agli atti (...)

DIVIETO ISCRIZIONE WHITE LIST PER IMPRESE INTERDETTE CON SOSPENSIONE CAUTELARE LIMITATA

TAR VENETO - Ordinanza

L'operatore economico destinatario di un'interdittiva antimafia, la cui efficacia sia stata sospesa in sede giurisdizionale cautelare al solo fine della prosecuzione dei contratti di appalto in corso di esecuzione, non può pretendere l'iscrizione nel c.d. elenco dei richiedenti la White List, né la riapertura del relativo procedimento di verifica, atteso che la misura ablativa conserva piena effic (...)

IMPROCEDIBILITÀ DEL GIUDIZIO PER SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE ALLA DECISIONE

TAR PIEMONTE - Sentenza

In tema di contenzioso amministrativo avverso interdittive antimafia, la formale dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione del ricorso comporta la pronuncia di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, con conseguente compensazione delle spese di lite qualora la natura della controversia e l'andamento del processo lo giustifichino. (...)

L'ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA TRAVOLGE L'ESCLUSIONE DALLA GARA CON EFFICACIA RETROATTIVA

TAR LOMBARDIA - Sentenza

L'annullamento dell'informativa interdittiva antimafia operato dal giudice amministrativo produce effetti ex tunc, travolgendo per invalidità derivata gli atti della procedura di gara basati sul presupposto poi rimosso. La Stazione Appaltante è obbligata a riammettere l'operatore già escluso, ma l'aggiudicazione non è automatica, restando subordinata al completamento dei controlli obbligatori, com (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO WHITE LIST PER LEGAMI PARENTALI E COMMERCIALI CONTROINDICATI (94.2)

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

È legittimo il diniego di iscrizione nella White List qualora l'autorità prefettizia evidenzi una pluralità di indizi convergenti, quali legami di parentela con esponenti della criminalità organizzata e rapporti commerciali con aziende interdotte, che rendano plausibile il rischio di infiltrazione mafiosa secondo lo standard probatorio del più probabile che non. (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER INTRECCIO DI SANGUE E INTERESSI ECONOMICI CON LA CRIMINALITÀ

TAR PUGLIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, il Prefetto può legittimamente valorizzare non solo i rapporti di parentela, ma anche le cointeressenze imprenditoriali e la partecipazione a organi sociali comuni tra il ricorrente e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, poiché tali elementi delineano un intreccio di interessi idoneo a rendere probabile il condizionamento mafioso de (...)

PROVA DELLA PERMANENZA DELL'INTERESSE E IMPROCEDIBILITÀ PER INERIA PROCESSUALE

TAR LAZIO - Ordinanza

In presenza di una prolungata inattività processuale della parte ricorrente, il giudice può disporre adempimenti istruttori volti a verificare la persistenza dell'interesse alla decisione di merito; la mancata ottemperanza a tali incombenti costituisce comportamento processuale da cui desumere l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. (...)

SOSPENSIONE DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE SE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA È SOSPESA IN SEDE GIUDIZIALE (122.2)

TAR VENETO - Ordinanza

In sede cautelare, sussistono i presupposti per sospendere l'efficacia dei provvedimenti di risoluzione contrattuale e di affidamento a terzi adottati dalla stazione appaltante qualora il provvedimento interdittivo antimafia, posto a loro fondamento ai sensi dell'art. 122 del D.Lgs. 36/2023, sia stato oggetto di sospensione cautelare da parte del giudice amministrativo per consentire la continuità (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER MANCATA GIUSTIFICAZIONE DELLA PROVENIENZA DEI CAPITALI (80.2)

TAR CAMPANIA - Decreto

Ai fini dell'adozione di un'informazione antimafia interdittiva, la Prefettura può legittimamente valorizzare il legame familiare tra i soci dell'impresa e soggetti appartenenti a compagini già colpite da interdittiva, specialmente qualora la provenienza dei capitali utilizzati per l'acquisto delle partecipazioni sociali non appaia congrua rispetto alle capacità reddituali dei soci stessi, rendend (...)

RITO ABBREVIATO PER I MOTIVI AGGIUNTI CONTRO L'AGGIUDICAZIONE DERIVANTE DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (120.1)

TAR LAZIO - Decreto

I motivi aggiunti che contestano l'aggiudicazione al secondo classificato a seguito di esclusione per interdittiva antimafia sono soggetti al rito abbreviato. L'istanza cautelare monocratica deve essere respinta qualora l'atto gravato non sia depositato e sussista una decisione di appello cautelare sfavorevole che impone il rinvio alla sede collegiale. (...)

INTERDITTIVA ANTIMAFIA LEGITTIMA PER CONTATTI STABILI E DISPONIBILITA' PER APPALTI FUTURI (94.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

È legittima l'informazione interdittiva antimafia basata sul rinvio a giudizio per concorso esterno del socio che abbia agevolato stabilmente un'associazione mafiosa nel settore degli appalti pubblici. In tale ipotesi, l'autorità prefettizia non è tenuta all'attivazione delle misure di prevenzione collaborativa, poiché il rapporto di scambio finalizzato all'ottenimento di commesse future e alla sp (...)

L'EFFICACIA PRO FUTURO DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO NON TRAVOLGE IL RECUPERO DEI CONTRIBUTI AGRICOLI PREGRESSI

TAR PUGLIA - Sentenza

Il provvedimento di ammissione al controllo giudiziario non ha effetti retroattivi e non comporta l'annullamento degli atti di recupero dei contributi pubblici già disposti a seguito di un'informazione antimafia interdittiva. Trattandosi di erogazioni a fondo perduto e non di contratti a prestazioni corrispettive, non trovano applicazione le tutele previste per la salvaguardia del pagamento di ope (...)

MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DOPO IL RISANAMENTO AZIENDALE ACCERTATO IN SEDE GIUDIZIARIA (34-BIS.6)

TAR TOSCANA - Sentenza

Il provvedimento di rinnovo dell'interdittiva antimafia è illegittimo per difetto di istruttoria e motivazione qualora la Prefettura obliteri la funzione bonificante svolta dal controllo giudiziario ex art. 34-bis d.lgs. 159/2011 conclusosi favorevolmente. In tal caso, l'Amministrazione deve individuare concreti elementi di novità o evidenziare la permanenza del rischio infiltrativo tramite un con (...)

LEGITTIMITÀ DELL'ACCANTONAMENTO UTILI NONOSTANTE IL RILASCIO DI INFORMATIVA ANTIMAFIA LIBERATORIA SOPRAVVENUTA

TAR LAZIO - Sentenza

In materia di misure di gestione straordinaria delle imprese colpite da informativa antimafia, l'accantonamento degli utili previsto dall'art. 32, comma 7, del D.L. n. 90/2014 permane legittimo anche a fronte di un provvedimento liberatorio sopravvenuto, qualora quest'ultimo sia stato adottato 'in aggiornamento' per fatti nuovi e non in via di autotutela o annullamento dell'atto pregresso. L'accan (...)

STRUMENTI ISTRUTTORI SULLO STATO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA E CONTROLLO GIUDIZIARIO

TAR CAMPANIA - Ordinanza

Ai fini della decisione sull'istanza cautelare avverso un'interdittiva antimafia che ha comportato la revoca di aggiudicazioni pubbliche, è necessario acquisire documentazione aggiornata circa l'adozione di ulteriori misure interdittive o l'eventuale ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario, quale elemento determinante per la valutazione del pericolo di infiltrazione mafiosa e (...)

SOSPENSIONE INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LA SALVAGUARDIA DEI CONTRATTI IN ESECUZIONE

TAR VENETO - Ordinanza

È legittima la concessione della tutela cautelare volta a sospendere gli effetti di un'interdittiva antimafia al solo fine di consentire il mantenimento dei contratti di appalto già in corso di esecuzione, laddove la parte ricorrente abbia intrapreso iniziative di self-cleaning e vi sia il rischio di un danno irreparabile per la continuità aziendale nelle more della definizione del giudizio. (...)

INAPPLICABILITÀ DELLA TUTELA DELLE OPERE ESEGUITE AI FINANZIAMENTI PUBBLICI REVOCATI PER INTERDITTIVA

TAR PUGLIA - Sentenza

In materia di informativa antimafia interdittiva, la deroga alla regola della cessazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, che consente il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese per l'esecuzione del rimanente nei limiti dell'utilità conseguita, si riferisce unicamente ai contratti di appalto di lavori, servizi e forniture. Tale disciplina non è applicab (...)

EFFETTI DELL'ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SULLA LEGITTIMITÀ DEL RECESSO CONTRATTUALE

CGA SICILIA - Sentenza

Il recesso della stazione appaltante per sopravvenuta informativa antimafia esprime un potere pubblicistico vincolato, la cui legittimità va valutata al momento dell'adozione dell'atto (tempus regit actum); pertanto, il successivo annullamento giurisdizionale dell'interdittiva non travolge i recessi già operati, ferma restando la tutela risarcitoria dell'imprenditore. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA CIRCOSTANZIATA CONTIGUITA' DELL'OPERATORE CON LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

TAR PUGLIA - Ordinanza

In sede cautelare, la richiesta di sospensione dell'efficacia di un'interdittiva antimafia va respinta quando le censure del ricorrente non superano la ricostruzione istruttoria dell'Amministrazione, la quale appare fondata su elementi precisi e circostanziati che evidenziano una pericolosa vicinanza a contesti criminali. (...)

ACCESSO DIFENSIVO AGLI ATTI DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA E LIMITI DEL SEGRETO PENALE

TAR CALABRIA - Ordinanza

In materia di interdittiva antimafia, l'Amministrazione non può opporre un diniego generalizzato di accesso agli atti istruttori basandosi esclusivamente sul richiamo a fonti regolamentari. L'esigenza di difesa dell'operatore economico impone l'ostensione dei documenti confluiti nel fascicolo amministrativo, inclusi i verbali di indagine e le intercettazioni se non coperti da segreto istruttorio e (...)

ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU UN SINGOLO EPISODIO DI CORRUZIONE PRIVO DI MATRICE MAFIOSA

TAR LOMBARDIA - Sentenza

L'interdittiva antimafia non puo' basarsi su un'automatica sovrapposizione tra reati di corruzione ed infiltrazione mafiosa; occorre che il quadro indiziario complessivo, sebbene fondato sul criterio del 'più probabile che non', evidenzi una reale e stabile esposizione dell'operatore economico a condizionamenti criminali, non ravvisabili in condotte corruttive occasionali e circoscritte. (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LEGAMI PARENTALI E ASSUNZIONI DI SOGGETTI CONTROINDICATI (80.2)

TAR CALABRIA - Sentenza

L'informativa antimafia è legittima quando il quadro indiziario, valutato unitariamente e non atomisticamente, rivela un pericolo di condizionamento criminale desumibile da legami familiari, assetti societari elusivi e politiche del personale influenzate da contesti mafiosi. La deroga al contraddittorio procedimentale è ammessa qualora sussistano ragioni d'urgenza derivanti da procedimenti penali (...)

SOSPENSIONE CAUTELARE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LA SALVAGUARDIA DEI CONTRATTI IN ESECUZIONE

TAR VENETO - Decreto

È legittima la sospensione cautelare monocratica dell'informativa antimafia, limitatamente alla prosecuzione dei contratti di appalto con la Pubblica Amministrazione in corso di esecuzione, al fine di prevenire un pregiudizio irreversibile per l'operatore economico nelle more della trattazione collegiale dell'istanza cautelare. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER RISCHIO DI INFILTRAZIONE DESUNTO DA QUADRO INDIZIARIO COMPLESSIVO

TAR CALABRIA - Sentenza

È legittima l'informativa interdittiva antimafia basata su un quadro indiziario complessivo che includa precedenti incarichi politici in amministrazioni sciolte per mafia, legami familiari con imprese beneficiarie di affidamenti anomali e frequentazioni con esponenti della criminalità organizzata, poiché tali elementi sono idonei a fondare una ragionevole prognosi di rischio di infiltrazione malav (...)

LEGITTIMITA DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI COMMERCIALI E VINCOLI PARENTALI SINTOMATICI DI INFILTRAZIONE

TAR LIGURIA - Sentenza

E legittima l'adozione di un'informazione antimafia interdittiva qualora l'amministrazione prefettizia individui un quadro indiziario organico costituito non solo da vincoli familiari, ma da relazioni commerciali stabili e non occasionali con soggetti inseriti in contesti di criminalita organizzata, poiche tali elementi giustificano la prognosi di rischio di condizionamento mafioso dell'attivita d (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

È legittimo il diniego di iscrizione nelle White List basato su un concordante quadro indiziario di possibili infiltrazioni mafiose che non risulti contraddetto né dalla natura del reato di contabilizzazione di operazioni inesistenti contestato a un socio, né dal tardivo recesso dai consorzi controindicati, né dalla dedotta mancanza di vincoli di parentela diretti quando sussistono rapporti affini (...)

DUBBIA LEGITTIMITÀ DELLA REVIVISCENZA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA AL TERMINE DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO

TAR CALABRIA - Ordinanza

In tema di certificazione antimafia, l'automatica riespansione degli effetti pregiudizievoli di un'interdittiva al termine di un periodo di controllo giudiziario favorevolmente concluso solleva dubbi di legittimità costituzionale, potendo determinare la risoluzione di contratti pubblici in corso in violazione del principio di proporzionalità e del diritto di difesa, qualora l'amministrazione non v (...)

SOSPESA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER PREVENIRE EFFETTI A CASCATA SUI CONTRATTI IN ESSERE (94.2)

TAR LAZIO - Decreto

È legittima la sospensione cautelare monocratica di un'interdittiva antimafia quando essa comporti l'automatica risoluzione di contratti d'appalto in corso, al fine di evitare che l'esecuzione del provvedimento prefettizio arrechi un danno irreversibile prima della valutazione collegiale del merito. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL SELF CLEANING NON RECIDE I LEGAMI FAMILIARI CRIMINALI (94.2)

TAR PUGLIA - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, l'adozione di misure di self-cleaning non comporta l'automatica riabilitazione dell'operatore economico se l'istruttoria prefettizia dimostra che il nuovo assetto societario è solo apparente e che il precedente dominus mantiene, attraverso vincoli familiari e incroci di cariche in società collegate, una influenza determinante. La valutazione della persistenza del (...)

IL RISANAMENTO AZIENDALE SOPRAVVENUTO NON INFICIA LA LEGITTIMITA ORIGINARIA DELL INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

In materia di prevenzione antimafia, l'eventuale esito positivo del controllo giudiziario volontario e il conseguente rientro dell'impresa nel circuito dell'economia legale non determinano l'illegittimità derivata del provvedimento interdittivo o del diniego di white list emessi precedentemente. Tali sopravvenienze, non conoscibili dall'Amministrazione al momento dell'adozione dell'atto, non posso (...)

IL DECORSO ANNUALE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA NON NE DETERMINA L'INEFFICACIA AUTOMATICA (86.2)

TAR TOSCANA - Sentenza

In materia di informative antimafia interdittive, il mero decorso del termine annuale di validità previsto dall'art. 86, comma 2, del d.lgs. n. 159/2011 non determina l'azzeramento degli effetti della misura, restando onere del privato prospettare elementi di discontinuità gestionale o societaria idonei a superare la prognosi di infiltrazione, non essendo a tal fine sufficiente la unilaterale dich (...)

VALIDITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU REATI SPIA NONOSTANTE L'ANNULLAMENTO CAUTELARE PENALE (84.4)

TAR CALABRIA - Sentenza

In tema di informativa antimafia, l'ordinanza applicativa di una misura cautelare per reati di turbata libertà degli incanti costituisce un indizio qualificato di permeabilità criminale che non perde efficacia per effetto dell'annullamento della misura stessa da parte del giudice del riesame, qualora tale caducazione sia determinata dalla mancanza di attualità delle esigenze cautelari e non dalla (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE PER INFILTRAZIONI (80.2)

CGA SICILIA - Sentenza

L'informativa interdittiva antimafia prefettizia, avente natura cautelare e preventiva, è legittimamente adottata quando gli elementi tratti dalla relazione di scioglimento di un Comune ex art. 143 T.U.E.L. delineano un quadro di contiguità tra l'operatore economico e contesti mafiosi, manifestatosi attraverso l'uso distorto dei poteri amministrativi in favore di soggetti controindicati e la viola (...)

ORDINE DI ESIBIZIONE DEGLI ATTI ISTRUTTORI NEL GIUDIZIO SULL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA

TAR CAMPANIA - Ordinanza

Ai fini della decisione cautelare sulla legittimità di un'informativa interdittiva antimafia, il giudice amministrativo deve ordinare l'esibizione dell'intera documentazione istruttoria posta a base del provvedimento, compresi i verbali del Gruppo Ispettivo Antimafia e le note delle Forze di Polizia, anche laddove tali documenti siano classificati, garantendo modalità di deposito che ne tutelino l (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU FREQUENTAZIONI CONTROINDICATE E VINCOLI DI PARENTELA

TAR CAMPANIA - Ordinanza

È legittima l'informativa interdittiva antimafia fondata su elementi indiziari univoci quali la frequentazione abituale tra l'amministratore unico di una società e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, unita a legami familiari con soggetti gravati da precedenti penali specifici, in quanto tali elementi denotano un pericolo di infiltrazione mafiosa non occasionale e giustificano la re (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA REGOLA DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TAR BASILICATA - Ordinanza

Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, la regola del 'più probabile che non' autorizza l'amministrazione a presumere l'effettivo rischio di condizionamento mafioso qualora sussistano legami personali ed economici rilevanti tra i soci dell'operatore economico e soggetti gravati da pregiudizi penali per contiguità malavitosa, rendendo legittima la conseguente revoca degli affidamenti pub (...)

IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO CONTRO L'INTERDITTIVA SE SOPRAVVIENE LA PREVENZIONE COLLABORATIVA NON IMPUGNATA (94-BIS.1)

TAR SICILIA - Sentenza

Il ricorso giurisdizionale avverso un'informativa interdittiva antimafia deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse qualora, nel corso del giudizio, l'Autorità prefettizia disponga l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa e l'operatore economico non impugni tale ulteriore provvedimento; ciò in quanto la nuova determinazione, frutto di una rivalutazio (...)

AUTONOMIA DELLA VALUTAZIONE PREFETTIZIA RISPETTO AL CONTROLLO GIUDIZIARIO PENALE ANTIMAFIA

TAR BASILICATA - Ordinanza

In tema di iscrizione nelle White List, la valutazione prefettizia circa il pericolo di infiltrazione mafiosa è autonoma rispetto alle risultanze del controllo giudiziario ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011. Mentre il controllo giudiziario penale analizza in via retrospettiva fenomeni già compiuti, il potere prefettizio costituisce una misura di prevenzione anticipata che deve operare sulla base di el (...)

AUTONOMIA DEL CONSORZIO STABILE E NON IMPUTABILITÀ DEI FATTI INTERDITTIVI ALLE IMPRESE CONSORZIATE ESECUTRICI

TAR MOLISE - Sentenza

È illegittimo il diniego di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria motivato sulla presunta imputabilità all'impresa esecutrice della sospensione dei lavori derivante da un'interdittiva antimafia che ha colpito il consorzio stabile aggiudicatario, qualora l'amministrazione non abbia svolto un'adeguata istruttoria volta a verificare l'effettivo coinvolgimento della singola consorziata nei fatti che h (...)

AUTONOMIA VALUTATIVA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E MISURE DI PREVENZIONE PENALI

TAR UMBRIA - Sentenza

Il diniego di revoca di un'interdittiva antimafia è legittimo anche in presenza di un provvedimento del tribunale penale che neghi l'amministrazione giudiziaria, qualora l'istruttoria prefettizia evidenzi nuovi elementi di contiguità con soggetti malavitosi, attesa l'autonomia delle finalità tra la misura di prevenzione penale (volta al recupero aziendale) e l'interdittiva amministrativa (volta al (...)

DINIEGO RINNOVO WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE E GESTIONE DI FATTO OPACA (94.2)

TAR PIEMONTE - Ordinanza

È legittimo il diniego di rinnovo dell'iscrizione nella white list quando l'istruttoria prefettizia evidenzi la figura di un dominus di fatto dell'operatore economico che intrattenga rapporti opachi con soggetti legati alla criminalità organizzata, specialmente se tali relazioni siano supportate da anomalie nei flussi finanziari e da vincoli di convivenza con i rappresentanti legali formali. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA NONOSTANTE LA RINUNCIA ALL'ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST

TAR EMILIA ROMAGNA - Sentenza

Il provvedimento di diniego di iscrizione nelle liste prefettizie (White List), avente valore di informativa antimafia interdittiva, è legittimamente adottato anche a fronte della sopravvenuta rinuncia all'istanza da parte dell'operatore economico, atteso che il valore preventivo e cautelare della misura risponde a un interesse pubblico alla salvaguardia dell'ordine economico che prevale sull'auto (...)

LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER CONTIGUITÀ FAMILIARE E MANCATA AUTONOMIA ECONOMICA DEL NUOVO GESTORE

TAR PIEMONTE - Ordinanza

È legittima l'interdittiva antimafia fondata su un quadro indiziario che evidenzi il pericolo di condizionamento mafioso attraverso il legame parentale, specialmente quando il nuovo gestore di un'attività non dimostri il possesso di mezzi finanziari propri per il subentro e non adotti misure gestionali volte a escludere la presenza o l'ingerenza del precedente titolare interdetto. (...)

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E MISURE DI GESTIONE STRAORDINARIA DEGLI APPALTI (94.2)

TAR BASILICATA - Ordinanza

Ai fini dell'emissione di un'interdittiva antimafia, l'Amministrazione deve fondare la propria valutazione su un quadro indiziario concreto e attuale che, secondo la regola del più probabile che non, lasci presumere il pericolo di condizionamento mafioso. L'applicazione delle misure di gestione straordinaria ex art. 32 d.l. 90/2014, finalizzate alla prosecuzione degli appalti e alla salvaguardia o (...)

APPLICABILITÀ INTERDITTIVA ANTIMAFIA NELLE CONCESSIONI DI TERRENI AGRICOLI DEMANIALI (83.3)

TAR SICILIA - Sentenza

La nozione di impresa ai fini dell'applicazione del Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011) non si identifica con l'iscrizione formale nel registro delle imprese, ma con l'esercizio effettivo di un'iniziativa economica o il compimento di atti propedeutici alla stessa. La richiesta di concessione di beni demaniali con destinazione agricola o zootecnica costituisce ex se un atto d'impresa, attivando l'ob (...)

INSUSSISTENZA DELL'ESTREMA URGENZA CAUTELARE IN PRESENZA DI GESTIONE STRAORDINARIA DEGLI APPALTI

TAR BASILICATA - Decreto

In sede di esame dell'istanza cautelare monocratica d'urgenza, l'insussistenza del periculum in mora di estrema gravità è configurabile qualora la data della camera di consiglio collegiale sia prossima e l'Amministrazione abbia disposto, contestualmente all'interdittiva antimafia, la gestione straordinaria dell'impresa per la prosecuzione dei contratti pubblici in corso. (...)

RINVIO D'UFFICIO DELL'UDIENZA PER CONGEDO STRAORDINARIO DEL MAGISTRATO RELATORE DESIGNATO

TAR BASILICATA - Decreto

Il provvedimento presidenziale dispone il rinvio d'ufficio della causa a un'udienza successiva in ragione dell'assenza per congedo straordinario del magistrato relatore precedentemente designato, al fine di assicurare la regolarità della composizione del collegio giudicante nel rispetto della celerità di trattazione necessaria in materia di interdittive antimafia. (...)

PREVALENZA INTERESSE PUBBLICO SU PREGIUDIZIO PRIVATO IN MISURE CAUTELARI MONOCRATICHE

TAR BASILICATA - Decreto

Ai fini della concessione delle misure cautelari monocratiche ex art. 56 c.p.a., il pregiudizio paventato dal ricorrente a seguito di interdittiva antimafia recede di fronte all'interesse pubblico alla sicurezza e legalità, laddove l'autorità prefettizia abbia già disposto misure atte a garantire la prosecuzione degli appalti e la tutela dei lavoratori, attenuando così il periculum in mora immedia (...)

PREVALENZA DELL'INTERESSE PUBBLICO ANTIMAFIA SUL PREGIUDIZIO ECONOMICO NEL DECRETO MONOCRATICO

TAR BASILICATA - Decreto

In sede di tutela cautelare monocratica ex art. 56 c.p.a., l'istanza di sospensione di un'interdittiva antimafia deve essere respinta qualora il danno prospettato dall'operatore economico risulti cedevole rispetto alla preminente esigenza di salvaguardia della legalità e della sicurezza pubblica, demandando al collegio l'approfondimento della complessità istruttoria. (...)

ABBREVIAZIONE DEI TERMINI PROCESSUALI PER LA DEFINIZIONE DEL GIUDIZIO ANTIMAFIA

TAR BASILICATA - Decreto

È legittimo disporre l'abbreviazione dei termini processuali fino alla metà quando la necessità di una definizione accelerata della controversia è condivisa dalle parti e sussistono ragioni d'urgenza correlate alla natura della materia trattata, quale quella delle informative antimafia, garantendo la tempestività della decisione di merito. (...)

PREVALENZA DEL DIRITTO DI DIFESA SULL'ABBREVIAZIONE DEI TERMINI PROCESSUALI IN MATERIA ANTIMAFIA

TAR BASILICATA - Decreto

In materia di interdittiva antimafia e diniego di iscrizione nella White List, l'istanza di abbreviazione dei termini processuali deve essere respinta qualora la complessità delle questioni sollevate e la natura della materia richiedano il rispetto dei termini ordinari a tutela del pieno contraddittorio e della garanzia dei diritti di difesa per tutte le parti coinvolte. (...)

DINIEGO DELLA TUTELA MONOCRATICA IN ASSENZA DI AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA E PROVA DOCUMENTALE

TAR CALABRIA - Decreto

Ai fini della concessione del decreto cautelare monocratico, non è ravvisabile il requisito del periculum in mora laddove la procedura di gara non sia ancora giunta all'aggiudicazione definitiva, permanendo una carenza di interesse attuale e specifico al blocco della procedura. Inoltre, l'istanza cautelare deve essere respinta qualora le circostanze fattuali favorevoli al ricorrente siano solo enu (...)

L'AGGIORNAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DETERMINA L'IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO CONTRO IL PROVVEDIMENTO ORIGINARIO (91.5)

TAR PIEMONTE - Sentenza

Il ricorso proposto contro un'informativa antimafia deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse qualora l'Amministrazione, su istanza di parte, emani un nuovo provvedimento di aggiornamento; tale determinazione, costituendo l'esito di una nuova e autonoma istruttoria, incide in modo innovativo sul rapporto giuridico, rendendo inefficace il precedente atto senza che l (...)

LEGITTIMA L'OMESSA COMUNICAZIONE DI AVVIO PER URGENZA NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA (92.2)

TAR CAMPANIA - Sentenza

In tema di interdittiva antimafia, l'autorità prefettizia può legittimamente omettere la comunicazione di avvio del procedimento qualora sussistano particolari esigenze di celerità, specificamente motivate dalla necessità di impedire tempestivamente l'infiltrazione della criminalità in settori economici rilevanti. La valutazione del rischio di contaminazione mafiosa prescinde dall'accertamento del (...)

INSUFFICIENZA DELLE MISURE DI SELF-CLEANING SE PERMANE L'INFLUENZA DELLA PROPRIETÀ FAMILIARE CONTROINDICATA

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, l'autorità prefettizia può legittimamente valorizzare i legami di parentela e di convivenza tra i titolari delle quote sociali e soggetti legati alla criminalità organizzata; tali legami giustificano una prognosi di infiltrazione basata sulla 'regia familiare' dell'impresa, che non può essere superata da meri mutamenti formali degli o (...)

PERSISTENZA DEL RISCHIO INFILTRATIVO MAFIOSO E INSUFFICIENZA DEL SELF-CLEANING FAMILIARE (91.5)

TAR CAMPANIA - Sentenza

Le misure di self-cleaning, quali il cambio dell'amministratore unico e la trasformazione della forma societaria, non sono sufficienti a superare un'informativa interdittiva qualora l'assetto proprietario resti concentrato nei familiari del soggetto controindicato. La valutazione del rischio di infiltrazione mafiosa si fonda su un giudizio prognostico di probabilità in cui la persistenza di vincol (...)

REVOCA DEL FINANZIAMENTO PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA E ONERE DI SOSTITUZIONE DEL COMPONENTE (37.18)

CGA SICILIA - Sentenza

In caso di informativa antimafia sopravvenuta a carico di un componente di un raggruppamento beneficiario di contributi pubblici, l'Amministrazione ha l'obbligo di procedere alla revoca del finanziamento. La possibilità di sostituzione interna dell'impresa colpita presuppone una tempestiva notifica delle variazioni intervenute all'Amministrazione competente da parte del beneficiario, senza che pos (...)

INSUFFICIENZA DEL SELF-CLEANING CON PROPRIETÀ INVARIATA (94.4)

TAR LOMBARDIA - Ordinanza

In tema di interdittiva antimafia, le misure di 'self cleaning' non sono idonee a superare il pericolo di infiltrazione mafiosa se il capitale sociale dell'impresa rimane detenuto dai soggetti coinvolti in indagini per criminalità organizzata, in quanto la gestione aziendale, pur se affidata a un amministratore professionista esterno, rimane potenzialmente asservita agli interessi della proprietà (...)