Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: controllo giudiziario
ANTIMAFIA - CESSAZIONE DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO – LEGITTIMA AGGIUDICAZIONE (80.2)
L’articolo 80, comma 2 – come modificato dall'articolo 1, comma 20, lettera o), della legge n. 55 del 2019 - dispone tra i motivi di esclusione la sussistenza, con riferimento ai soggetti indicati al comma 3, di cause di decadenza, di sospensione o di divieto previste dall’articolo 67 del d.lgs. n. 159/2011 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 84, comma 4, del mede (...)
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INTERDITTIVA ANTIMAFIA - CESSAZIONE CONTROLLO GIUDIZIARIO - PERDITA REQUISITI PARTECIPAZIONE - ESCLSIONE (80.2)
La cessazione, per scadenza del termine, successivamente all’aggiudicazione definitiva, del regime di controllo giudiziario ex art. 34-bis d.lgs. n. 159/2011 applicato nei confronti della società ricorrente in relazione ad una precedente interdittiva, determina conseguente perdita, a far data dal 18.4.2021, del requisito di gara disciplinato dall’art. 80, co. 2, d.lgs. n. 50 del 2016. Irrilevan (...)
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INTERDITTIVA ANTIMAFIA - SOSPENSIONE TEMPORANEA DEI REQUISITI - VIENE MENO CONTINUITA' - LEGITTTIMA ESCLUSIONE (80)
In assenza di una disposizione che esplicitamente riconosca alla sospensione degli effetti interdittivi dell'antimafia conseguente all'ammissione al controllo giudiziario efficacia derogatoria nei confronti del principio di continuità del possesso dei requisiti di partecipazione, la perdita in corso di gara del requisito dell'assenza di tentativi di infiltrazione mafiosa non può con (...)
INTERDITTIVA ANTIMAFIA - CONTROLLO GIUDIZIARIO DELLE AZIENDE - NON HA VALENZA RETROATTIVA (80.2)
La questione oggetto del presente contendere verte sugli effetti, per gli operatori economici colpiti da una interdittiva antimafia nel corso della procedura di evidenza pubblica, rivenienti dall’adozione di un provvedimento di ammissione al controllo giudiziario, ex art. 34 bis, del d.lgs. n. 159/2011.Al fine di inquadrare la problematica in discussione, si rende opportuno, anzitutto, (...)
AMMISSIONE AL CONTROLLO GIUDIZIARIO - AMMESSA PARTECIPAZIONE AGLI APPALTI - MA NON ELIMINA EFFETTI DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA
Orbene, secondo l’indirizzo consolidato della giurisprudenza amministrativa, i requisiti di ordine generale per la partecipazione alle gare per l’affidamento di appalti pubblici debbono essere posseduti con continuità non solo al momento della presentazione della domanda, ma per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e per tutta la fase di esecuzione del contratto, senza soluzione di (...)
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L'ANNULLAMENTO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DELLA MANDATARIA NON COMPORTA IL DIRITTO AL REINTEGRO NELL'APPALTO SE L'ENTE HA GIÀ APPROVATO LA MODIFICA DEL RTI (80)
In tema di appalti pubblici, l’intervenuta modifica soggettiva di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, disposta ai sensi dell’art. 48, comma 17, del d.lgs. n. 50/2016 a seguito di un’informativa antimafia interdittiva colpita da annullamento giurisdizionale per soli vizi formali, non consente la reintegrazione della società estromessa. La Stazione Appaltante è i (...)
Rating legalità e controllo giudiziario: rigetto istanza cautelare monocratica
La richiesta di misure cautelari monocratiche d'urgenza, finalizzata alla riattivazione del rating di legalità per la partecipazione a gare d'appalto, non è suscettibile di accoglimento qualora il pregiudizio prospettato dal ricorrente sia formulato in maniera probabilistica e non sia supportato da prove documentali che ne attestino l'attualità e l'irreparabilità. Analogamente, la dimidiazione dei (...)
IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SOSPENDE GLI EFFETTI DELL'INTERDITTIVA FINO ALL'AGGIORNAMENTO PREFETTIZIO (34-BIS.7)
È illegittimo il provvedimento di decadenza dai contributi pubblici adottato dall'amministrazione nelle more dell'aggiornamento prefettizio post-controllo giudiziario, in quanto la sospensione degli effetti dell'interdittiva antimafia deve perdurare fino alla rivalutazione finale della Prefettura per garantire la continuità aziendale e il recupero dell'operatore economico alla legalità. (...)
IL CONTROLLO GIUDIZIARIO NON SANA LA PERDITA DEI REQUISITI GENERALI NELLE GARE GIÀ IN CORSO (80.2)
Il provvedimento di ammissione al controllo giudiziario non ha portata retroattiva e non vale a neutralizzare gli effetti espulsivi derivanti da un'interdittiva antimafia in relazione a procedure di gara anteriormente avviate, restando fermo l'obbligo di possesso dei requisiti di partecipazione per tutta la durata della procedura. La sopravvenuta carenza di un requisito generale in capo ad un comp (...)
INTERDITTIVA ANTIMAFIA E PERDITA DEFINITIVA DEGLI INCENTIVI NONOSTANTE SUCCESSIVA LIBERATORIA (94.2)
Il provvedimento di decadenza dagli incentivi pubblici adottato in conseguenza di un'informativa interdittiva antimafia non è suscettibile di revisione retroattiva a seguito del successivo rilascio di un'informativa liberatoria o dell'iscrizione del soggetto nelle 'white list' prefettizie. L'effetto dell'interdittiva non muta nel caso in cui l'impresa venga successivamente ammessa al controllo giu (...)
EFFETTI DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO SULLE GARE IN CORSO E TEORIA DEL CONTAGIO PROFESSIONALE (80.5)
L'ammissione al controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. n. 159/2011 non ha valenza retroattiva e non è idonea a ripristinare la legittimazione dell'operatore economico a partecipare a una gara in cui sia già intervenuto l'effetto espulsivo derivante dall'interdittiva antimafia. Inoltre, ai fini dell'esclusione per grave illecito professionale, la Stazione Appaltante può discrezionalmente v (...)
EFFICACIA TEMPORALE DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO SULL'INFORMATIVA ANTIMAFIA NELLE GARE IN CORSO (80.2)
In tema di appalti pubblici, l'ammissione al controllo giudiziario ex art. 34 bis d.lgs. 159/2011 di un'impresa colpita da interdittiva antimafia non incide sulla validità dei provvedimenti di esclusione già adottati dalla stazione appaltante in una gara pendente, stante la natura non retroattiva della misura. Costituisce inoltre legittimo esercizio del potere discrezionale l'esclusione del concor (...)
AUTONOMIA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E CONTROLLO GIUDIZIARIO VOLONTARIO (91.6)
La valutazione del pericolo di infiltrazione mafiosa operata dal Prefetto gode di ampia discrezionalità e si fonda su una logica indiziaria di tipo probabilistico che è autonoma rispetto alle determinazioni assunte dal Tribunale della Prevenzione in sede di controllo giudiziario volontario, stante la diversità di standard probatori e finalità dei due istituti. (...)
IL CONTROLLO GIUDIZIARIO NEUTRALIZZA GLI EFFETTI OSTATIVI DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SUI CONTRIBUTI (94.2)
La sottoposizione di una società alla misura del controllo giudiziario non impedisce la partecipazione alle gare per l'affidamento di commesse pubbliche né comporta la sospensione o la revoca di agevolazioni e contributi pubblici, in quanto tale interpretazione teleologica garantisce la finalità di risanamento e continuità aziendale propria dell'istituto. (...)
RILEVANZA DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA SULLA PERMANENZA DELL'INTERESSE AL RICORSO (94.2)
In presenza di fatti sopravvenuti quali il completamento del controllo giudiziario o l'ammissione alla prevenzione collaborativa, il giudice amministrativo deve verificare la persistenza dell'interesse alla decisione sul provvedimento interdittivo, disponendo ove opportuno il rinvio dell'udienza e l'acquisizione degli atti del Tribunale di prevenzione idonei a comprovare la bonifica aziendale. (...)
INTERDITTIVA ANTIMAFIA E RISOLUZIONE VINCOLATA DEL CONTRATTO DURANTE L'ESECUZIONE DELL'APPALTO (80.2)
In tema di appalti pubblici, la sopravvenuta informativa antimafia interdittiva durante l'esecuzione del contratto comporta la perdita dei requisiti morali necessari per contrarre con la Pubblica Amministrazione, rendendo la risoluzione del rapporto un atto vincolato. L'ammissione dell'operatore economico alla misura del controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. 159/2011 sospende gli effetti (...)
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AUTONOMIA DEL SINDACATO AMMINISTRATIVO RISPETTO ALL'AMMISSIONE AL CONTROLLO GIUDIZIARIO ANTIMAFIA
In sede di sindacato giurisdizionale sulla legittimità dell'informativa antimafia interdittiva, l'ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario ai sensi dell'art. 34-bis del D.Lgs. n. 159/2011 non costituisce una sopravvenienza idonea a inficiare retroattivamente il giudizio di pericolosità formulato dall'Autorità prefettizia. Tale misura penale, infatti, presuppone la persistenza d (...)
L'ISTANZA DI CONTROLLO GIUDIZIARIO NON IMPEDISCE L'ESCLUSIONE DALLA GARA (80.2)
È legittima l'esclusione dalla gara dell'operatore economico colpito da interdittiva antimafia anche qualora lo stesso abbia presentato istanza di controllo giudiziario ex art. 34-bis d.lgs. n. 159/2011, non potendosi riconoscere alla sola domanda alcun effetto prenotativo o sospensivo automatico. Parimenti, la misura della straordinaria e temporanea gestione dell'impresa ex art. 32, comma 10, d.l (...)
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INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO PER CARENZA DI REQUISITI MORALI DERIVANTE DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA (94.2)
Ai sensi dell'art. 94, comma 2, del D.Lgs. 36/2023, la sussistenza di un'interdittiva antimafia integra una causa di esclusione automatica che preclude la partecipazione alle gare pubbliche e la legittimazione a impugnare gli atti di gara. L'ammissione alla misura del controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. 159/2011 non produce effetti retroattivi e non è idonea a rendere illegittimo un pr (...)
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INAPPLICABILITA' DELLA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA ANTIMAFIA AI FINANZIAMENTI PUBBLICI (92.3)
La clausola di salvaguardia prevista dall'art. 92, comma 3, del D.Lgs. n. 159/2011, che consente il pagamento delle prestazioni eseguite nei limiti dell'utilità conseguita nonostante l'interdittiva antimafia, non è applicabile alle concessioni di finanziamenti pubblici, operando esclusivamente nell'ambito degli appalti. Cionondimeno, l'intervenuta ammissione dell'operatore economico al controllo g (...)
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CONTROLLO GIUDIZIARIO ANTIMAFIA: NESSUNA RETROATTIVITÀ SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
L'ammissione dell'impresa al controllo giudiziario sospende gli effetti interdittivi pro futuro ma non elimina quelli già prodotti nel periodo intermedio, rendendo quindi legittima la risoluzione contrattuale già disposta. Se durante l'esecuzione interviene l'interdittiva, la risoluzione è obbligatoria; nel caso in cui sopraggiunga il controllo giudiziario, la stazione appaltante ha la facoltà, e (...)
FACOLTÀ E NON OBBLIGO DI RISOLUZIONE ALLA CESSAZIONE DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO (108.2)
In tema di appalti pubblici, la ripresa di efficacia di un'interdittiva antimafia originaria a seguito della cessazione del controllo giudiziario non integra la fattispecie di risoluzione obbligatoria del contratto prevista dall'art. 108, comma 2, D.Lgs. 50/2016. Tale disposizione riguarda esclusivamente le informative sopravvenute ex novo in corso di esecuzione. Ne consegue che la Stazione Appalt (...)
DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. NEL RIPRISTINO DEL CONTRATTO DOPO AMMISSIONE AL CONTROLLO GIUDIZIARIO (34-BIS.7)
L'ammissione sopravvenuta dell'operatore economico al controllo giudiziario ai sensi dell'art. 34-bis del d.lgs. 159/2011 obbliga la Stazione Appaltante a riesaminare, in chiave discrezionale e istruttoria, la possibilità di riprendere l'esecuzione del contratto precedentemente risolto. Tale misura, sospendendo l'efficacia interdittiva, trasforma l'obbligo di risoluzione in una facoltà discreziona (...)
ILLEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA VALUTAZIONE DELL'OCCASIONALITÀ DELL'AGEVOLAZIONE MAFIOSA
È illegittima l'informativa antimafia ostativa basata su reati risalenti e su contatti con la criminalità organizzata qualificati come occasionali dal tribunale della prevenzione, qualora l'Amministrazione non fornisca un'adeguata motivazione sull'attualità del pericolo di condizionamento e non valuti l'applicazione di misure meno gravose della totale interdizione. (...)
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AUTONOMIA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E MISURE DI CONTROLLO GIUDIZIARIO (34-BIS.6)
L'adozione di misure di self-cleaning, quali il licenziamento di dipendenti pregiudicati o il rinnovo formale dell'organigramma, non è sufficiente a superare il diniego di iscrizione nella white list se permangono elementi indiziari gravi che attestano una gestione di fatto riconducibile a consorterie mafiose. La pendenza di una procedura di controllo giudiziario volontario o obbligatorio non impo (...)
IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER LIBERATORIA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA IN CORSO DI GIUDIZIO
Il ricorso proposto avverso un'informativa interdittiva antimafia deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse qualora, in pendenza di giudizio, la Prefettura adotti un provvedimento liberatorio di aggiornamento, esaurendo l'utilità della pronuncia di annullamento per il ricorrente che non abbia formulato istanze risarcitorie. (...)
REVOCA DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO E RIVIVISCENZA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA OSTATIVA ALL'AGGIUDICAZIONE (80.2)
In tema di requisiti di partecipazione alle gare pubbliche, la revoca del controllo giudiziario volontario ex art. 34-bis d.lgs. n. 159/2011 comporta la riviviscenza dell'efficacia dell'interdittiva antimafia originaria. Pertanto, l'impresa che non risulti iscritta nella white list al momento della verifica della stazione appaltante deve essere esclusa, non potendosi invocare un effetto sospensivo (...)
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OBBLIGO DI ISCRIZIONE IN WHITE LIST ENTRO TRENTA GIORNI DAL CONTROLLO GIUDIZIARIO
In tema di iscrizione nelle liste dei fornitori e prestatori di servizi non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (White List), l'Amministrazione deve concludere il procedimento entro il termine di trenta giorni previsto dall'art. 92 del D.Lgs. n. 159/2011; l'adempimento tardivo intervenuto solo dopo la notifica del ricorso giurisdizionale determina la cessazione della materia del contende (...)
CONTROLLO GIUDIZIARIO SENZA EFFICACIA RETROATTIVA SUL RECESSO PER INTERDITTIVA
La sospensione degli effetti dell'interdittiva antimafia derivante dall'ammissione al controllo giudiziario non agisce retroattivamente, restando pertanto validi e intangibili i provvedimenti di recesso dal contratto d'appalto già disposti dalla stazione appaltante per la perdita del requisito di moralità del contraente. (...)
AUTONOMIA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E CONTROLLO GIUDIZIARIO NELLA PREVENZIONE DEL RISCHIO (91.6)
Il controllo giudiziario volontario, ai sensi dell’art. 34-bis, comma 6, del D.Lgs. n. 159/2011, non incide sulla legittimità dell'informativa antimafia originaria, in quanto le due misure operano su piani distinti: l’interdittiva prefettizia mira alla massima anticipazione della soglia di difesa sociale contro il pericolo di infiltrazione mafiosa, mentre il controllo giudiziario persegue la final (...)
ILLEGITTIMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO SE L'AGGIORNAMENTO ANTIMAFIA SI CONCLUDE FAVOREVOLMENTE (91.5)
In tema di appalti pubblici, è illegittima la risoluzione del contratto fondata sulla presunta perdita dei requisiti antimafia qualora l'operatore economico, già in controllo giudiziario, abbia tempestivamente richiesto l'aggiornamento della propria posizione e tale procedimento si sia concluso con la revoca dell'interdittiva; l'esito positivo della revisione prefettizia salda la continuità del po (...)
L'ISTANZA DI CONTROLLO GIUDIZIARIO NON SOSPENDE L'EFFICACIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA (80.2)
La richiesta di ammissione al controllo giudiziario non impedisce alla Stazione Appaltante di revocare l'aggiudicazione fondata su un'interdittiva antimafia, in quanto l'effetto sospensivo decorre solo dal provvedimento di ammissione e non retroagisce al momento della domanda, restando irrilevante la pendenza del procedimento di prevenzione ai fini del possesso dei requisiti di moralità durante la (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA LOGICA DEL PIÙ PROBABILE CHE NON
Ai fini dell'emissione dell'informativa interdittiva antimafia, l'amministrazione dispone di ampia discrezionalità nel valutare elementi sintomatici e indiziari, quali rapporti di parentela, frequentazioni con soggetti controindicati e vicende gestionali opache, i quali non devono essere analizzati singolarmente ma in una visione d'insieme idonea a supportare una ragionevole prognosi di infiltrazi (...)
EFFICACIA SOLO PRO FUTURO DELLA SOSPENSIONE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DA CONTROLLO GIUDIZIARIO (34-BIS.7)
Il decreto che dispone il controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. n. 159/2011 non modifica il giudizio sulla sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa alla base dell'interdittiva, ma ne sospende gli effetti limitatamente al periodo successivo alla sua adozione. Ne consegue che tale sospensione non ha carattere retroattivo e non può neutralizzare provvedimenti di decadenza dalle ero (...)
LEGITTIMITA DELL INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER COINTERESSENZE ECONOMICHE E RAPPORTI SOCIETARI SOSPETTI
È legittima l'informazione antimafia interdittiva fondata su un quadro indiziario che evidenzia la costituzione di un vincolo stabile e qualificato tra i soci di una società e soggetti contigui alla criminalità organizzata. Le operazioni societarie di cessione quote effettuate a ridosso di provvedimenti ablatori di natura patrimoniale possono essere legittimamente interpretate dall'autorità prefet (...)
SOSPENSIONE INTERDITTIVA ANTIMAFIA PROLUNGATA FINO ALL'AGGIORNAMENTO DEL PREFETTO DOPO IL CONTROLLO GIUDIZIARIO
È illegittima l'esclusione di un operatore economico da una gara d'appalto motivata dalla mera conclusione del controllo giudiziario, qualora la Prefettura non abbia ancora ultimato il procedimento di aggiornamento dell'interdittiva antimafia originaria; la protezione assicurata dalla sospensione degli effetti interdittivi deve infatti coprire l'intero arco temporale necessario all'autorità prefet (...)
IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER ISCRIZIONE IN WHITE LIST POST-CONTROLLO GIUDIZIARIO
Deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso proposto avverso un'informazione interdittiva antimafia quando l'operatore economico, nelle more della decisione, ottenga l'iscrizione a pieno titolo nell'elenco dei prestatori di servizi non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa all'esito del controllo giudiziario previsto dall'art. 94-bis del d.lgs. n. (...)
IL CONTROLLO GIUDIZIARIO IMPEDISCE L'ESCLUSIONE SOLO SE DISPOSTO ENTRO L'AGGIUDICAZIONE (94.2)
Ai fini della partecipazione alle gare d'appalto, l'ammissione al controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. 159/2011 impedisce l'esclusione derivante da interdittiva antimafia solo se disposta entro la data dell'aggiudicazione. Le vicende successive relative alla riammissione al controllo giudiziario, ancorché disposte in sede di gravame dopo la revoca, non hanno efficacia retroattiva sulla (...)
CONTROLLO GIUDIZIARIO ANTIMAFIA SENZA EFFETTI RETROATTIVI SUGLI ATTI DI ESCLUSIONE LEGITTIMAMENTE ADOTTATI (34-BIS.7)
Il provvedimento di ammissione al controllo giudiziario sospende temporaneamente l'incapacità dell'operatore economico a contrattare con la Pubblica Amministrazione con effetti limitati al futuro, restando privo di efficacia retroattiva. Pertanto, l'ammissione non obbliga la stazione appaltante a reintegrare l'operatore raggruppato qualora quest'ultimo sia già stato legittimamente estromesso o sos (...)
REINTEGRAZIONE NEL CONTRATTO E CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE
In sede di giudizio amministrativo, laddove l'amministrazione revochi con efficacia retroattiva il provvedimento di risoluzione del contratto precedentemente impugnato dal ricorrente, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, in quanto la pretesa sostanziale risulta pienamente soddisfatta e viene meno l'interesse alla decisione. (...)
RINVIO ALLA CONSULTA SU RIVIVISCENZA DELL'INTERDITTIVA DOPO IL CONTROLLO GIUDIZIARIO (34-BIS.7)
La reviviscenza automatica degli effetti dell'interdittiva antimafia alla scadenza del termine del controllo giudiziario, in assenza di una norma che ne proroghi la sospensione fino alla valutazione finale della Prefettura, determina un irragionevole pregiudizio alla continuità aziendale e vanifica la finalità di risanamento dell'impresa perseguita dal legislatore. (...)
IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SOSPENDE L'INTERDITTIVA ANCHE IN CASO DI SENTENZA AMMINISTRATIVA SFAVOREVOLE (94.2)
In tema di appalti pubblici, l'ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario ai sensi dell'art. 34-bis, comma 7, d.lgs. n. 159/2011 determina la sospensione degli effetti dell'interdittiva antimafia per tutta la durata della misura. Tale sospensione impedisce l'esclusione del concorrente ai sensi dell'art. 94, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023, restando irrilevante la sopravvenuta sent (...)
ESTROMISSIONE DELLA MANDATARIA INTERDETTA PER SALVAGUARDIA DEL RAPPORTO CONTRATTUALE (48.17)
In tema di appalti pubblici, la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso avverso la risoluzione del contratto per interdittiva antimafia si configura qualora la stazione appaltante, a seguito dell'ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario ex art. 34-bis, comma 6, del D.Lgs. 159/2011, disponga il ripristino del rapporto negoziale, venendo meno l'attualità del pregiudizio lame (...)
IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE ALLA DECISIONE SULLA RISOLUZIONE
In presenza di una formale dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse depositata dalla parte ricorrente nel corso del giudizio, il giudice amministrativo è tenuto a dichiarare l'improcedibilità del gravame ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., restando preclusa ogni valutazione in ordine alla legittimità della risoluzione del contratto d'appalto disposta dalla stazione appaltan (...)
SOSPENSIONE CAUTELARE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER IL MANTENIMENTO DEI CONTRATTI IN CORSO
In sede di tutela cautelare, deve essere disposta la sospensione parziale degli effetti dell'interdittiva antimafia al limitato fine di consentire il proseguimento dei contratti di appalto pubblico già in corso di esecuzione, qualora la società ricorrente abbia documentato l'adozione di misure di self-cleaning e la pendenza della domanda di controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. n. 159/20 (...)
ILLEGITTIMA L'ESCLUSIONE SENZA VALUTARE L'INCIDENZA DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO DI PREVENZIONE (34.BIS.10)
È illegittimo il provvedimento di esclusione basato sulla ritenuta irrilevanza della documentazione attestante il controllo giudiziario di prevenzione qualora la Stazione Appaltante non abbia compiuto una specifica istruttoria sulla portata di tale misura. L'Amministrazione deve garantire all'operatore la possibilità di fornire elementi chiarificatori sulla propria posizione giuridica, specialment (...)
L'EFFICACIA PRO FUTURO DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO NON TRAVOLGE IL RECUPERO DEI CONTRIBUTI AGRICOLI PREGRESSI
Il provvedimento di ammissione al controllo giudiziario non ha effetti retroattivi e non comporta l'annullamento degli atti di recupero dei contributi pubblici già disposti a seguito di un'informazione antimafia interdittiva. Trattandosi di erogazioni a fondo perduto e non di contratti a prestazioni corrispettive, non trovano applicazione le tutele previste per la salvaguardia del pagamento di ope (...)
MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA DOPO IL RISANAMENTO AZIENDALE ACCERTATO IN SEDE GIUDIZIARIA (34-BIS.6)
Il provvedimento di rinnovo dell'interdittiva antimafia è illegittimo per difetto di istruttoria e motivazione qualora la Prefettura obliteri la funzione bonificante svolta dal controllo giudiziario ex art. 34-bis d.lgs. 159/2011 conclusosi favorevolmente. In tal caso, l'Amministrazione deve individuare concreti elementi di novità o evidenziare la permanenza del rischio infiltrativo tramite un con (...)
LEGITTIMO DINIEGO ISCRIZIONE WHITE LIST PER RISCHIO INFILTRAZIONE PIU' PROBABILE CHE NON (94.2)
È legittimo il diniego di iscrizione nella 'white list' qualora emerga un quadro indiziario coerente di infiltrazione mafiosa, caratterizzato dalla presenza nell'organizzazione aziendale di un familiare dei soci con precedenti penali e frequentazioni controindicate, non rilevando in senso contrario la pendenza della misura del controllo giudiziario che, per natura, conferma l'esistenza di un risch (...)
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STRUMENTI ISTRUTTORI SULLO STATO DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA E CONTROLLO GIUDIZIARIO
Ai fini della decisione sull'istanza cautelare avverso un'interdittiva antimafia che ha comportato la revoca di aggiudicazioni pubbliche, è necessario acquisire documentazione aggiornata circa l'adozione di ulteriori misure interdittive o l'eventuale ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario, quale elemento determinante per la valutazione del pericolo di infiltrazione mafiosa e (...)
SOSPENSIONE INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LA SALVAGUARDIA DEI CONTRATTI IN ESECUZIONE
È legittima la concessione della tutela cautelare volta a sospendere gli effetti di un'interdittiva antimafia al solo fine di consentire il mantenimento dei contratti di appalto già in corso di esecuzione, laddove la parte ricorrente abbia intrapreso iniziative di self-cleaning e vi sia il rischio di un danno irreparabile per la continuità aziendale nelle more della definizione del giudizio. (...)
VALUTAZIONE DISCREZIONALE DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E INTERDITTIVA PREFETTIZIA (80.2)
In tema di informativa antimafia, la natura familiare dell'impresa e la sussistenza di legami di parentela o frequentazione con soggetti appartenenti a consorterie criminali costituiscono elementi sintomatici di un pericolo di condizionamento. La successiva ammissione al controllo giudiziario volontario sospende gli effetti dell'interdittiva ma non può automaticamente travolgere gli atti di recess (...)
DUBBIA LEGITTIMITÀ DELLA REVIVISCENZA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA AL TERMINE DEL CONTROLLO GIUDIZIARIO
In tema di certificazione antimafia, l'automatica riespansione degli effetti pregiudizievoli di un'interdittiva al termine di un periodo di controllo giudiziario favorevolmente concluso solleva dubbi di legittimità costituzionale, potendo determinare la risoluzione di contratti pubblici in corso in violazione del principio di proporzionalità e del diritto di difesa, qualora l'amministrazione non v (...)
IL RISANAMENTO AZIENDALE SOPRAVVENUTO NON INFICIA LA LEGITTIMITA ORIGINARIA DELL INTERDITTIVA ANTIMAFIA
In materia di prevenzione antimafia, l'eventuale esito positivo del controllo giudiziario volontario e il conseguente rientro dell'impresa nel circuito dell'economia legale non determinano l'illegittimità derivata del provvedimento interdittivo o del diniego di white list emessi precedentemente. Tali sopravvenienze, non conoscibili dall'Amministrazione al momento dell'adozione dell'atto, non posso (...)
AUTONOMIA DELLA VALUTAZIONE PREFETTIZIA RISPETTO AL CONTROLLO GIUDIZIARIO PENALE ANTIMAFIA
In tema di iscrizione nelle White List, la valutazione prefettizia circa il pericolo di infiltrazione mafiosa è autonoma rispetto alle risultanze del controllo giudiziario ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011. Mentre il controllo giudiziario penale analizza in via retrospettiva fenomeni già compiuti, il potere prefettizio costituisce una misura di prevenzione anticipata che deve operare sulla base di el (...)
RIGETTO DELLA TUTELA MONOCRATICA IN ASSENZA DI PREGIUDIZIO DI ESTREMA GRAVITA' E URGENZA
Ai fini della concessione del decreto cautelare monocratico, il requisito del periculum in mora deve essere inteso come un pregiudizio di estrema gravità ed urgenza, non ravvisabile qualora la lesione degli interessi del ricorrente non sia di immediata concretizzazione e possa essere adeguatamente esaminata nella fase collegiale nel rispetto del contraddittorio. (...)
OBBLIGATORIO IL PREAVVISO DI RIGETTO PER LA CANCELLAZIONE DALLA WHITE LIST PREFETTIZIA
È illegittima la cancellazione di un operatore economico dall'elenco 'white list' qualora la Prefettura ometta di inviare il preavviso di rigetto ex art. 10-bis L. 241/1990, precludendo il necessario confronto procedimentale su elementi sopravvenuti, come la relazione finale positiva dell'amministratore giudiziario. Tale vizio non può essere sanato in giudizio ex art. 21-octies L. 241/1990, tratta (...)
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