Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: infiltrazione mafiosa
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SUL SEMPLICE PERICOLO DI INFILTRAZIONE MALAVITOSA
Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, l'Amministrazione deve valutare unitariamente e non atomisticamente una serie di elementi sintomatici, quali rapporti parentali, cointeressenze economiche e frequentazioni con soggetti controindicati, che rendano ragionevolmente probabile il pericolo di infiltrazione mafiosa, a prescindere dall'accertamento di responsabilità penali de (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER REATI-SPIA E RAPPORTI DI PARENTELA CON SOGGETTI CONTROINDICATI (84.4)
Ai fini dell'adozione di un'informazione interdittiva antimafia, la pendenza di un procedimento penale per il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.) costituisce un rilevante reato-spia che, se associato a documentati rapporti di parentela e frequentazione con soggetti organici ad associazioni mafiose, giustifica la prognosi di pericolo di infiltrazione se (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA PROBABILITA' CRUCIALE DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
La misura interdittiva antimafia, avendo natura preventiva e anticipatoria, prescinde dall'accertamento di responsabilità penali e può fondarsi su una valutazione complessiva di elementi indiziari, quali legami parentali e cointeressenze economiche con soggetti controindicati, che rendano probabile il condizionamento dell'impresa da parte della criminalità organizzata. (...)
ILLEGITTIMO IL DINIEGO WHITE LIST BASATO SU INDIZI RISALENTI (94.2)
È illegittimo il diniego di iscrizione nella White List basato su elementi istruttori privi di precisione e concordanza, quali parentele con soggetti condannati per fatti remoti o frequentazioni occasionali non attuali, che non consentono di inferire la permeabilità mafiosa dell'impresa secondo il criterio del "più probabile che non". (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU INDIZI PENALI E LEGAMI FAMILIARI
È legittima l'informazione interdittiva antimafia fondata su un quadro indiziario complesso comprendente la coincidenza soggettiva degli organi gestori con società già colpite da analoghi provvedimenti, nonché la pendenza o definizione per prescrizione di procedimenti penali che abbiano comunque cristallizzato ipotesi accusatorie di ingerenza della criminalità organizzata o gestione irregolare di (...)
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ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU UN ASTRATTO AFFASTELLAMENTO DI DATI SENZA VAGLIO CRITICO (84.4)
È illegittima l'interdittiva antimafia che aggrega una pluralità di elementi indiziari senza procedere a una valutazione critica della loro effettiva capacità rivelatrice di un condizionamento mafioso. L'amministrazione deve motivare sulla persistenza e sull'attualità del pericolo, escludendo i contatti meramente occasionali. (...)
LOGICA DEL PIÙ PROBABILE CHE NON PER LO SCIOGLIMENTO PER INFILTRAZIONE MAFIOSA (143.1)
Ai fini dell'adozione della misura dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata, è sufficiente l'esistenza di elementi concreti, univoci e rilevanti che rendano plausibile il condizionamento dell'ente, desumibili da legami di parentela, frequentazioni, anomalie gestionali negli appalti e carenza di controlli antimafia, secondo il criterio del 'più proba (...)
LEGITTIMO LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE PER PLUASIBILE CONDIZIONAMENTO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA
Ai fini della legittimità dello scioglimento del Consiglio comunale ai sensi dell'art. 143 TUEL, è necessaria la sussistenza di elementi concreti, univoci e rilevanti di condizionamento criminale, i quali possono essere desunti sia da fattori soggettivi (vincoli di parentela o frequentazioni) sia da fattori oggettivi, quali l'omessa attivazione dei controlli antimafia e l'affidamento di commesse p (...)
LEGITTIMA L'OMISSIONE DEL CONTRADDITTORIO NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA IN PRESENZA DI PARTICOLARI ESIGENZE DI CELERITÀ
La partecipazione procedimentale del privato nel procedimento di adozione dell'informativa antimafia può essere legittimamente omessa quando le esigenze di celerità, correlate alla gravità degli elementi indiziari e alla non occasionalità delle agevolazioni verso la criminalità organizzata, rendano la collaborazione procedimentale potenzialmente pregiudizievole per gli interessi pubblici. In tali (...)
AUTONOMIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ASSOLUZIONE PENALE DEI SOCI (94.2)
La valutazione prefettizia ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia mantiene la sua autonomia rispetto all'eventuale assoluzione in sede penale dei soci dell'impresa, potendo gli elementi posti a base dell'informativa conservare la loro valenza sintomatica sul piano preventivo anche se non idonei a fondare una condanna penale "oltre ogni ragionevole dubbio". In presenza di relazioni paren (...)
AUTONOMIA DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ARCHIVIAZIONE IN SEDE PENALE
La misura interdittiva antimafia è espressione di un potere ampiamente discrezionale dell'autorità prefettizia e prescinde dall'accertamento di responsabilità penali o dall'esistenza di condanne, potendo fondarsi su elementi indiziari sintomatici di una possibile infiltrazione. L'autonomia del giudizio amministrativo rispetto a quello penale comporta che l'archiviazione di un procedimento non vani (...)
SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE PER INFILTRAZIONE MAFIOSA E CONDIZIONAMENTO DEGLI APPALTI PUBBLICI (143.1)
In materia di scioglimento degli organi elettivi per infiltrazione mafiosa, la valutazione di legittimità della misura cautelare deve basarsi su una considerazione globale e sinergica degli elementi istruttori, tra cui assumono rilievo determinante le gravi anomalie nelle procedure di gara e l'assenza di misure di self-cleaning o rotazione del personale nei confronti di soggetti coinvolti in indag (...)
LEGITTIMITÀ INTERDITTIVA PER RISCHIO INFILTRAZIONE BASATO SU VINCOLI PARENTALI E SOCIETARI
Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, i rapporti di parentela e affinità non assumono rilievo isolato ma vanno valutati nel più ampio intreccio di legami personali e societari. La sussistenza di cointeressenze economiche mai formalmente cessate tra il titolare dell'impresa e soggetti controindicati costituisce elemento sintomatico del pericolo di infiltrazione, legittimando la misura (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER GESTIONE FAMILIARE UNITARIA E CARATURA CRIMINALE DEI CONGIUNTI (94.2)
Ai fini dell'adozione di un'informativa interdittiva antimafia, l'amministrazione non deve parcellizzare i singoli elementi indiziari, ma valutarli nel loro complesso secondo la logica del 'più probabile che non', potendo desumere il pericolo di infiltrazione dalla caratura criminale dei familiari, dalla gestione unitaria dei beni aziendali e dall'assenza di un'effettiva autonomia decisionale del (...)
LEGITTIMA LA SOSPENSIONE CAUTELARE DEL DIRIGENTE PER SOSPETTE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA (143.5)
Il provvedimento di sospensione dal servizio di un dirigente comunale, adottato nell'ambito delle misure di contrasto alle infiltrazioni mafiose negli enti locali, costituisce una misura di carattere preventivo e non sanzionatorio. Il sindacato del giudice amministrativo è limitato alla verifica della correttezza logica e dell'adeguatezza dell'istruttoria, senza che sia necessario un accertamento (...)
AUTONOMIA DEL SINDACATO AMMINISTRATIVO RISPETTO ALL'AMMISSIONE AL CONTROLLO GIUDIZIARIO ANTIMAFIA
In sede di sindacato giurisdizionale sulla legittimità dell'informativa antimafia interdittiva, l'ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario ai sensi dell'art. 34-bis del D.Lgs. n. 159/2011 non costituisce una sopravvenienza idonea a inficiare retroattivamente il giudizio di pericolosità formulato dall'Autorità prefettizia. Tale misura penale, infatti, presuppone la persistenza d (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU INTRECCI SOCIETARI E RAPPORTI DI PARENTELA (84.4)
L'informativa interdittiva antimafia è legittima qualora l'autorità prefettizia accerti una pluralità di indizi gravi e concordanti, quali legami di parentela con esponenti della criminalità organizzata e intrecci societari con imprese già colpite da interdittiva, che rendano probabile il condizionamento mafioso. La scelta di non applicare le misure di prevenzione collaborativa costituisce espress (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA CONTRADDITTORIO PER ESIGENZE DI CELERITÀ (92.2)
Ai fini dell'adozione di un'informativa interdittiva antimafia, l'Amministrazione può legittimamente derogare al principio del contraddittorio preventivo ove sussistano esigenze di celerità correlate all'urgenza di prevenire infiltrazioni criminali nell'economia legale. Il giudizio di permeabilità mafiosa non richiede la prova dell'attuale condizionamento, ma si fonda su elementi sintomatici valut (...)
LEGITTIMO ESERCIZIO DEI POTERI STRAORDINARI NEI COMUNI SCIOLTI PER INFILTRAZIONE MAFIOSA (145.4)
La Commissione straordinaria operante in un ente sciolto per infiltrazioni mafiose può legittimamente disporre la rescissione di contratti o la revoca di provvedimenti favorevoli qualora emerga un quadro indiziario di condizionamento, quale l'erogazione di contributi sproporzionati o l'affidamento di beni pubblici senza evidenza pubblica in contesti di contiguità politica e criminale. Tale potere (...)
EQUIVALENZA TRA DINIEGO ISCRIZIONE WHITE LIST E INFORMATIVA INTERDITTIVA ANTIMAFIA
Il provvedimento di diniego di iscrizione nelle white list e l'informativa antimafia sono istituti basati sui medesimi presupposti sostanziali, volti a prevenire l'ingerenza della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici. Ai fini della legittimità della misura interdittiva, l'autorità prefettizia può valorizzare i vincoli di parentela e la continuità diacronica della compagine so (...)
INTERDITTIVA ANTIMAFIA E INAMMISSIBILITÀ DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA IN CASO DI CONDIZIONAMENTO NON OCCASIONALE
Ai fini dell'adozione di un'interdittiva antimafia, la Prefettura può legittimamente escludere l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa qualora il condizionamento mafioso non risulti occasionale, ma emerga un quadro di asservimento strutturale dell'impresa agli interessi di un clan, mediato da stretti vincoli di parentela e dall'ingerenza gestionale di soggetti gravitanti nell'orbi (...)
VALUTAZIONE PROBABILISTICA E AUTONOMIA DEL PREFETTO NELLA PREVENZIONE ANTIMAFIA (94.2)
Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia interdittiva, la Prefettura può legittimamente valorizzare indizi derivanti da procedimenti penali e legami societari o familiari stabili con esponenti della criminalità organizzata, operando una valutazione autonoma e discrezionale basata sulla probabilità del rischio di condizionamento, che prescinde dall'esito finale del giudizio penale o dalla r (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA A CASCATA PER IL RISCHIO DI CONTAGIO MAFIOSO DALLE CONSORZIATE
Ai fini della legittimità dell'informativa interdittiva a cascata emessa nei confronti di un consorzio, non è necessaria una contestazione diretta agli amministratori dell'ente, essendo sufficiente un numero di indizi tale da rendere logicamente attendibile la presunzione di un condizionamento criminale derivante dalla vicinanza delle imprese consorziate ad ambienti malavitosi, valutata unitariame (...)
DINIEGO WHITE LIST LEGITTIMO SE PERMANE LA REGIA FAMILIARE NONOSTANTE IL MUTAMENTO SOCIETARIO (91.6)
Il mutamento della compagine societaria non interrompe il legame con la criminalità organizzata qualora sussista una regia familiare desumibile dalla sostituzione dei soci controindicati con stretti congiunti conviventi e dalla permanenza di cointeressenze economiche, elementi che testimoniano la natura puramente formale e strumentale della trasformazione aziendale volta a eludere la normativa ant (...)
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L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SI FONDA SULLA PROBABILITA' DI INFILTRAZIONE DESUNTA DA UN QUADRO INDIZIARIO COMPLESSIVO
La legittimità di un'interdittiva antimafia è supportata da un quadro indiziario complessivo che evidenzi la continuità gestionale e finanziaria tra l'amministratore di una società e soggetti appartenenti a consorterie criminali, laddove il trasferimento delle quote societarie avvenga in modo opaco, a prezzi irrisori e in costanza di convivenza tra le parti. (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
Ai fini dell'iscrizione nella white list, l'Autorità prefettizia può legittimamente negare il provvedimento qualora emerga un quadro indiziario grave e concordante che faccia ritenere plausibile il rischio di infiltrazione mafiosa. Tale pericolo è desumibile non solo dai legami di parentela, ma anche da elementi sintomatici quali la neocostituzione della società in coincidenza con la crisi giudizi (...)
SCIOGLIMENTO COMUNALE LEGITTIMO PER INGERENZE NEGLI APPALTI E CONDIZIONAMENTO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA
Lo scioglimento del consiglio comunale è legittimo qualora emerga un quadro probatorio che evidenzi il condizionamento mafioso attraverso ingerenze degli amministratori nelle procedure di gara, l'omessa applicazione della normativa antimafia e l'assenza di controlli sull'operato dei gestori di servizi pubblici, risultando irrilevante la sopravvenuta archiviazione di procedimenti penali o il rilasc (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER VINCOLI PARENTALI E COINTERESSENZA ECONOMICA
Ai fini dell'adozione di un'informazione antimafia interdittiva, il rapporto di parentela con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, pur non operando come automatismo, assume rilievo determinante qualora sia accompagnato da elementi sintomatici di una conduzione collettiva o di una regìa familiare delle attività imprenditoriali, quali la condivisione di procure gestionali o la cointer (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SUL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON
In materia di informativa antimafia, la comunicazione di avvio del procedimento e il preavviso di rigetto non sono adempimenti necessari, avendo il contraddittorio procedimentale natura meramente eventuale. Ai fini dell'adozione della misura interdittiva, l'Autorità prefettizia non deve accertare la responsabilità penale, essendo sufficiente una prognosi di verosimiglianza basata su elementi sinto (...)
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LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
Il diniego di iscrizione nella 'White List' è legittimamente fondato su un quadro indiziario complessivo costituito da cointeressenze economiche con imprese già interdette, rapporti parentali con esponenti della criminalità organizzata e contatti telefonici con soggetti affiliati, elementi che, pur se singolarmente non decisivi, assumono rilievo determinante in un'ottica d'insieme circa il pericol (...)
AUTONOMIA TRA INTERDITTIVA ANTIMAFIA E MISURE DI CONTROLLO GIUDIZIARIO (34-BIS.6)
L'adozione di misure di self-cleaning, quali il licenziamento di dipendenti pregiudicati o il rinnovo formale dell'organigramma, non è sufficiente a superare il diniego di iscrizione nella white list se permangono elementi indiziari gravi che attestano una gestione di fatto riconducibile a consorterie mafiose. La pendenza di una procedura di controllo giudiziario volontario o obbligatorio non impo (...)
POTERE DI RECESSO STRAORDINARIO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE E IRREGOLARITÀ NELL'AFFIDAMENTO
In tema di scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose, il potere di rescissione dei contratti e di revoca delle deliberazioni affidato alla Commissione Straordinaria dall'art. 145, comma 4, del TUEL non è un mero riesame di legittimità formale, ma un potere autonomo di ricostruzione del tessuto amministrativo. Tale misura può fondarsi su elementi indiziari quali legami parentali con (...)
VALIDITA' DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA REGOLA DEL PIU' PROBABILE CHE NON
L'informativa antimafia ha natura cautelare e preventiva e prescinde dall'accertamento di una responsabilità penale al di là di ogni ragionevole dubbio, basandosi su un quadro indiziario unitario che renda attendibile il pericolo di condizionamento criminale dell'impresa. La sopravvenuta interdittiva determina l'incapacità giuridica del destinatario, precludendo l'erogazione di benefici economici (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE BASATO SUL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON (94.2)
Ai fini della legittimità di un'informativa interdittiva antimafia, il pericolo di infiltrazione può essere desunto da un quadro indiziario che evidenzi legami familiari e cointeressenze con soggetti legati alla criminalità organizzata. Eventuali dimissioni di figure chiave o cambi di residenza tra congiunti, se intervenuti successivamente all'avvio delle verifiche prefettizie e in assenza di prov (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE BASATO SU LEGAMI FAMILIARI E COINTERESSENZE (80.2)
Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, non occorre provare l'avvenuta infiltrazione, ma è sufficiente la sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi dai quali sia deducibile, secondo un giudizio prognostico discrezionale, il pericolo di ingerenza della criminalità organizzata nella gestione dell'impresa, valutando unitariamente i legami familiari e le cointeressenze economiche. (...)
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LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LEGAMI FAMILIARI E COINTERESSENZE SOCIETARIE SINTOMATICHE (94.2)
Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, l'Amministrazione può legittimamente valorizzare i rapporti di parentela tra il titolare dell'impresa e familiari organici a contesti malavitosi laddove tali rapporti, per natura e intensità, lascino ritenere che l'attività economica possa essere influenzata dalla criminalità organizzata, potendo estendere gli accertamenti anche ai componenti del (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA CONTINUITÀ DI RAPPORTI CON SOGGETTI CONTROINDICATI
Ai fini dell'accertamento del pericolo di infiltrazione mafiosa, l'Autorità Prefettizia deve procedere a una valutazione complessiva di elementi sintomatici quali i legami familiari, i rapporti di parentela e la continuità di relazioni professionali tra la società e soggetti gravati da indagini per reati associativi. La misura interdittiva è legittima qualora, secondo la logica del 'più probabile (...)
LEGITTIMITÀ DEL DINIEGO WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA DESUNTO DA ELEMENTI INDIZIARI UNITARI
L'iscrizione nell'elenco dei fornitori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (White List) richiede una valutazione discrezionale prefettizia sul pericolo di condizionamento dell'impresa, fondata su una prognosi probabilistica alimentata da indizi quali legami parentali stretti con soggetti affiliati a cosche e una rete di frequentazioni qualificate, valutati unitariamente dall'amminist (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
Il diniego di iscrizione nella White List è legittimamente adottato qualora emerga un quadro indiziario complessivo, basato su legami familiari, frequentazioni e contesti lavorativi, che renda attendibile il rischio di infiltrazione mafiosa secondo la regola del 'più probabile che non', a prescindere dall'accertamento di responsabilità penali o dall'esito di proscioglimento in sede giudiziaria dei (...)
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LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER PERMEABILITÀ MAFIOSA DEI SINGOLI CONSORZIATI
È legittimo il diniego di iscrizione nelle cd. white list qualora il quadro istruttorio evidenzi la presenza di molteplici consorziati con gravi criticità antimafia o legami parentali con esponenti della criminalità organizzata, atteso che la forma consortile instaura un rapporto strutturale stabile che rende plausibile il rischio di infiltrazione e condizionamento mafioso dell'intero organismo op (...)
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OBBLIGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER ATTIVITÀ DI RISTORAZIONE ANCHE SE RESE PARZIALMENTE
L'iscrizione nell'elenco dei prestatori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (white list) costituisce un requisito di ordine generale attenente alla moralità professionale dell'operatore economico. Tale requisito è vincolante non solo quando l'attività sensibile (come la ristorazione o gestione mense ex art. 1, comma 53, L. n. 190/2012) rappresenti l'oggetto esclusivo dell'appalto, ma (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU RAPPORTI DI CONIUGIO DELL'AMMINISTRATORE
In materia di informativa interdittiva antimafia, il rapporto di coniugio tra il rappresentante legale di un operatore economico e un soggetto organico alla criminalità organizzata integra un presupposto sufficiente a sorreggere il giudizio di permeabilità mafiosa, atteso che l'influenza criminale si manifesta prioritariamente attraverso i legami di solidarietà e cointeressenza propri del nucleo f (...)
URGENZA E OMISSIONE DEL CONTRADDITTORIO NELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA
È legittima l’adozione di un’interdittiva antimafia senza la previa instaurazione del contraddittorio procedimentale quando sussistono ragioni di urgenza correlate all'espletamento di lavori presso siti sensibili dell'Amministrazione, qualora il quadro indiziario complessivo, arricchito da provvedimenti giudiziari e prefettizi recenti, confermi il pericolo di condizionamento da parte della crimina (...)
EFFICACIA DECADENZIALE VINCOLATA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SUI TITOLI ABILITATIVI COMMERCIALI
L'adozione di un'informazione antimafia interdittiva da parte della Prefettura comporta l'automatica decadenza delle autorizzazioni e licenze commerciali in essere, costituendo per l'Amministrazione un atto vincolato volto al mero accertamento della sopravvenuta carenza dei requisiti morali. Tale effetto si produce anche qualora manchi un rapporto contrattuale pendente con la Pubblica Amministrazi (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA PROGNOSI DI INFILTRAZIONE NEL SETTORE DELL'ACCOGLIENZA MIGRANTI
È legittimo il provvedimento di interdittiva antimafia qualora l'autorità prefettizia evidenzi una governance gravata da precedenti penali significativi e la presenza di personale con compiti direttivi legato da stretti vincoli di parentela e frequentazione con esponenti della criminalità organizzata, elementi che complessivamente integrano un pericolo di condizionamento dell'attività d'impresa. (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER TRASFERIMENTO SEDE STRUMENTALE (94.2)
È legittimo il diniego di iscrizione nella White List qualora emergano elementi sintomatici di un pericolo di condizionamento mafioso, quali la contiguità familiare con soggetti pregiudicati e il trasferimento della sede legale in altra provincia privo di reale operatività, volto esclusivamente a sottrarre l'operatore economico ai controlli antimafia più stringenti della Prefettura di provenienza. (...)
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DINIEGO PREVENZIONE COLLABORATIVA PER LEGAMI MAFIOSI STRUTTURALI E CONVIVENZE PERDURANTI
Ai fini del riesame di un'informativa interdittiva antimafia, l'accesso alle misure di prevenzione collaborativa presuppone il carattere meramente occasionale dell'agevolazione mafiosa; tale beneficio è precluso qualora emerga una contiguità compiacente e strutturale derivante da legami di sangue e convivenze more uxorio mai effettivamente interrotte con esponenti apicali della criminalità organiz (...)
DINIEGO ISCRIZIONE WHITE LIST PER PERICOLO INFILTRAZIONE E MANCATA DISCONTINUITÀ AZIENDALE
Ai fini dell'iscrizione nelle White List, il giudizio prefettizio sul pericolo di infiltrazione mafiosa è legittimamente basato sulle vicende giudiziarie dei soci e sulle relazioni personali e professionali dell'organo gestorio; in tale contesto, il trasferimento della sede legale della società non costituisce di per sé un elemento di discontinuità rispetto alla precedente gestione se si risolve i (...)
LEGITTIMITA' DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI PARENTALI E CONSEGUENTE RISOLUZIONE DEI CONTRATTI (94.1)
L'informazione antimafia implica una valutazione discrezionale dell'autorità prefettizia basata su un ragionamento induttivo e probabilistico che, valorizzando indizi gravi e precisi come i rapporti di parentela e la regia familiare dell'impresa, giustifica la misura preventiva del pericolo di infiltrazione. La successiva risoluzione dei contratti e delle concessioni di benefici economici da parte (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SUL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON
In tema di interdittiva antimafia, i contatti o le frequentazioni non occasionali del legale rappresentante di un'impresa con soggetti appartenenti a sodalizi criminali, uniti a vincoli di parentela, giustificano il provvedimento preventivo prefettizio, in quanto idonei a fondare un giudizio di plausibile rischio di condizionamento esterno, indipendentemente dalla risalenza temporale di alcuni epi (...)
AUTONOMIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALLA REVOCA DELLE MISURE CAUTELARI PENALI
L'informazione interdittiva antimafia, avente natura cautelare e preventiva, non richiede un accertamento di responsabilità penale ma si fonda sul criterio del 'più probabile che non'. La revoca di misure cautelari penali per carenza di esigenze attuali non determina l'illegittimità del provvedimento prefettizio qualora gli elementi fattuali raccolti (frequentazioni, rapporti lavorativi sintomatic (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER RAPPORTI D'AFFARI QUALIFICATI CON SOGGETTI VICINI ALLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA
Ai fini della legittimità di un'interdittiva antimafia, rilevano i rapporti di affari esclusivi e le cointeressenze imprenditoriali con soggetti controindicati, i quali delineano un quadro di condizionabilità della società non incrinato dal contraddittorio procedimentale, prevalendo l'esigenza di tutela dell'ordine pubblico economico e della trasparenza. (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PLURIMI INDIZI DI CONTIGUITA' MAFIOSA
L'osservazione unitaria degli indizi di contiguità mafiosa, comprendente le frequentazioni personali dei soci e la qualità dei dipendenti assunti senza filtri preventivi, giustifica il diniego di iscrizione nella white list qualora emerga un quadro di plausibile permeabilità dell'impresa al condizionamento della criminalità organizzata, secondo il criterio del più probabile che non. (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE DA LEGAMI PARENTALI (80.2)
L’emissione di un’informativa interdittiva antimafia determina un’incapacità giuridica speciale del destinatario che impone alla stazione appaltante l'obbligo di recedere dal contratto. Tale misura può fondarsi su elementi sintomatici, quali legami familiari e condivisione di sedi con imprese già controindicate, che rendano plausibile il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo il criterio probab (...)
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LEGITTIMA LA REVOCA STRAORDINARIA DEGLI APPALTI PER SOSPETTO CONDIZIONAMENTO MAFIOSO (145.4)
I poteri di revoca delle deliberazioni già adottate e di rescissione dei contratti conclusi, attribuiti alla Commissione Straordinaria dall'art. 145, comma 4, del T.U.E.L., configurano una disposizione speciale che prescinde dai tradizionali strumenti di autotutela previsti dalla legge generale sul procedimento amministrativo. Tale potere extra ordinem trova giustificazione nella necessità di chiu (...)
L'ONERE PROBATORIO SULLA SUSSISTENZA DEL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA GRAVA SULL'AMMINISTRAZIONE
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva qualora l'Amministrazione non fornisca prove concrete e documentate circa il pericolo di condizionamento criminale, non potendo episodici fatti di criminalità comune o rapporti parentali privi di attualità giustificare, in assenza di un quadro indiziario organico e verificabile, il sacrificio della libertà di impresa. (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER QUADRO INDIZIARIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (94.2)
È legittimo il diniego di iscrizione nella White List qualora emerga un quadro indiziario costituito da frequentazioni con soggetti controindicati e stabili cointeressenze economiche con imprese già interdette, in quanto tali elementi, valutati unitariamente secondo la regola del 'più probabile che non', sorreggono una ragionevole prognosi di permeabilità mafiosa, a nulla rilevando l'eventuale esi (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
Ai fini del diniego di rinnovo dell'iscrizione nella 'white list', il pericolo di infiltrazione mafiosa non richiede l'accertamento di una responsabilità penale, essendo sufficiente una valutazione prognostica di verosimiglianza basata su elementi indiziari quali i rapporti di parentela, la convivenza e il coinvolgimento nella gestione aziendale di familiari legati alla criminalità organizzata. (...)
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LEGITTIMITA' DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER ELUSIONE DI DINIEGHI TRAMITE NOMINE SOCIETARIE (84.3)
L'informazione antimafia interdittiva e' legittimamente adottata qualora l'attivita' d'impresa risulti permeabile all'influenza della criminalita' organizzata, desumibile dal conferimento di incarichi gestionali a soggetti privi di onorabilita' e vicini ad ambienti malavitosi, specialmente quando tale scelta appaia strumentale ad aggirare provvedimenti inibitori delle autorita' di pubblica sicurez (...)
LEGITTIMITÀ DEL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
L'iscrizione nella White List è soggetta ai medesimi principi dell'informativa antimafia interdittiva, essendo volta alla salvaguardia dell'ordine pubblico economico. Il diniego è legittimo quando il quadro indiziario rivela un condizionamento mafioso non occasionale, rispetto al quale le misure di self-cleaning risultano insufficienti a garantire un effettivo e duraturo ripristino della legalità (...)
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LEGITTIMO IL DINIEGO WHITE LIST PER LEGAMI PARENTALI E COMMERCIALI CONTROINDICATI (94.2)
È legittimo il diniego di iscrizione nella White List qualora l'autorità prefettizia evidenzi una pluralità di indizi convergenti, quali legami di parentela con esponenti della criminalità organizzata e rapporti commerciali con aziende interdotte, che rendano plausibile il rischio di infiltrazione mafiosa secondo lo standard probatorio del più probabile che non. (...)
LEGITTIMO DINIEGO WHITE LIST PER LEGAMI PARENTALI E FREQUENTAZIONI CON SOGGETTI CONTIGUI
Ai fini dell'adozione del diniego di iscrizione nella white list, l'amministrazione può legittimamente valorizzare i legami di parentela e affinità tra i titolari dell'impresa e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, poiché il nucleo familiare costituisce la struttura portante delle consorterie mafiose; ne consegue che la frequentazione con soggetti controindicati e la sussistenza di (...)
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LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER INTRECCIO DI SANGUE E INTERESSI ECONOMICI CON LA CRIMINALITÀ
Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, il Prefetto può legittimamente valorizzare non solo i rapporti di parentela, ma anche le cointeressenze imprenditoriali e la partecipazione a organi sociali comuni tra il ricorrente e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, poiché tali elementi delineano un intreccio di interessi idoneo a rendere probabile il condizionamento mafioso de (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
Il diniego di iscrizione nella White List è legittimo qualora gli elementi acquisiti dall'Amministrazione, valutati unitariamente, evidenzino un rischio di infiltrazione mafiosa fondato su un attendibile grado di verosimiglianza, prescindendo dalla certezza necessaria per l'affermazione della responsabilità penale. (...)
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LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA VALUTAZIONE UNITARIA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (84.3)
Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, l'autorità prefettizia deve procedere a una valutazione unitaria e non parcellizzata degli elementi acquisiti, i quali possono includere legami di parentela, frequentazioni e vicende giudiziarie anche non recenti, purché dal complesso degli stessi emerga un quadro coerente di permeabilità dell'operatore economico a ingerenze della cri (...)
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LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU STRETTI LEGAMI PARENTALI E CONVIVENZA CON ESPONENTI CRIMINALI
Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia interdittiva, i legami parentali tra i titolari dell'impresa e soggetti appartenenti a organizzazioni criminali possono essere considerati elementi indiziari sufficienti qualora denotino una possibile influenza o regia familiare sulle decisioni aziendali. Tale pericolo non è attenuato dal solo decorso del tempo rispetto a fatti penali pregressi, sta (...)
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INTERDITTIVA ANTIMAFIA LEGITTIMA PER CONTATTI STABILI E DISPONIBILITA' PER APPALTI FUTURI (94.2)
È legittima l'informazione interdittiva antimafia basata sul rinvio a giudizio per concorso esterno del socio che abbia agevolato stabilmente un'associazione mafiosa nel settore degli appalti pubblici. In tale ipotesi, l'autorità prefettizia non è tenuta all'attivazione delle misure di prevenzione collaborativa, poiché il rapporto di scambio finalizzato all'ottenimento di commesse future e alla sp (...)
LEGITTIMO DINIEGO ISCRIZIONE WHITE LIST PER RISCHIO INFILTRAZIONE PIU' PROBABILE CHE NON (94.2)
È legittimo il diniego di iscrizione nella 'white list' qualora emerga un quadro indiziario coerente di infiltrazione mafiosa, caratterizzato dalla presenza nell'organizzazione aziendale di un familiare dei soci con precedenti penali e frequentazioni controindicate, non rilevando in senso contrario la pendenza della misura del controllo giudiziario che, per natura, conferma l'esistenza di un risch (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU LEGAMI FAMILIARI E SOCIETARI CONTINUATIVI (94.2)
Ai fini dell'adozione di un'informazione antimafia interdittiva, l'Amministrazione può valorizzare i rapporti di parentela tra i soci e gli amministratori dell'impresa qualora questi, inseriti in un contesto di frequenti rapporti commerciali e partecipazioni incrociate con soggetti già interdetti, lascino ritenere l'esistenza di una regia familiare permeabile a condizionamenti mafiosi; il trascorr (...)
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ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU UN SINGOLO EPISODIO DI CORRUZIONE PRIVO DI MATRICE MAFIOSA
L'interdittiva antimafia non puo' basarsi su un'automatica sovrapposizione tra reati di corruzione ed infiltrazione mafiosa; occorre che il quadro indiziario complessivo, sebbene fondato sul criterio del 'più probabile che non', evidenzi una reale e stabile esposizione dell'operatore economico a condizionamenti criminali, non ravvisabili in condotte corruttive occasionali e circoscritte. (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER RISCHIO DI INFILTRAZIONE DESUNTO DA QUADRO INDIZIARIO COMPLESSIVO
È legittima l'informativa interdittiva antimafia basata su un quadro indiziario complessivo che includa precedenti incarichi politici in amministrazioni sciolte per mafia, legami familiari con imprese beneficiarie di affidamenti anomali e frequentazioni con esponenti della criminalità organizzata, poiché tali elementi sono idonei a fondare una ragionevole prognosi di rischio di infiltrazione malav (...)
LEGITTIMITA DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI COMMERCIALI E VINCOLI PARENTALI SINTOMATICI DI INFILTRAZIONE
E legittima l'adozione di un'informazione antimafia interdittiva qualora l'amministrazione prefettizia individui un quadro indiziario organico costituito non solo da vincoli familiari, ma da relazioni commerciali stabili e non occasionali con soggetti inseriti in contesti di criminalita organizzata, poiche tali elementi giustificano la prognosi di rischio di condizionamento mafioso dell'attivita d (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
È legittimo il diniego di iscrizione nelle White List basato su un concordante quadro indiziario di possibili infiltrazioni mafiose che non risulti contraddetto né dalla natura del reato di contabilizzazione di operazioni inesistenti contestato a un socio, né dal tardivo recesso dai consorzi controindicati, né dalla dedotta mancanza di vincoli di parentela diretti quando sussistono rapporti affini (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA CONVIVENZA DI FATTO CON UN FAMILIARE CONDANNATO (67.1)
È legittima l'adozione di un'informazione antimafia interdittiva fondata sulla convivenza effettiva tra il titolare della ditta individuale e un prossimo congiunto condannato per reati di mafia, a nulla rilevando la diversa residenza anagrafica dichiarata dall'interessato, qualora emergano elementi istruttori univoci, incluse dichiarazioni rese dallo stesso ricorrente in altri procedimenti, che co (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL SELF CLEANING NON RECIDE I LEGAMI FAMILIARI CRIMINALI (94.2)
In tema di interdittiva antimafia, l'adozione di misure di self-cleaning non comporta l'automatica riabilitazione dell'operatore economico se l'istruttoria prefettizia dimostra che il nuovo assetto societario è solo apparente e che il precedente dominus mantiene, attraverso vincoli familiari e incroci di cariche in società collegate, una influenza determinante. La valutazione della persistenza del (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO WHITE LIST PER RISCHIO DI INFILTRAZIONE DERIVANTE DA LEGAMI FAMILIARI
In tema di iscrizione nell'elenco dei fornitori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa, l'Autorità prefettizia esercita un potere discrezionale di natura anticipatoria volto a salvaguardare l'ordine pubblico economico. I legami di parentela con esponenti della criminalità organizzata, uniti alla condivisione di sedi legali con imprese controindicate, costituiscono elementi idonei a fond (...)
LEGITTIMITÀ DEL DINIEGO WHITE LIST PER RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
La valutazione prefettizia preordinata all'iscrizione nella white list è equiparabile a quella dell'informativa antimafia interdittiva e può fondarsi su un quadro indiziario che evidenzi il pericolo di infiltrazione, valorizzando i rapporti di parentela e le anomalie negli assetti proprietari quali indici di potenziale condizionamento. (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE PER INFILTRAZIONI (80.2)
L'informativa interdittiva antimafia prefettizia, avente natura cautelare e preventiva, è legittimamente adottata quando gli elementi tratti dalla relazione di scioglimento di un Comune ex art. 143 T.U.E.L. delineano un quadro di contiguità tra l'operatore economico e contesti mafiosi, manifestatosi attraverso l'uso distorto dei poteri amministrativi in favore di soggetti controindicati e la viola (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU FREQUENTAZIONI CONTROINDICATE E VINCOLI DI PARENTELA
È legittima l'informativa interdittiva antimafia fondata su elementi indiziari univoci quali la frequentazione abituale tra l'amministratore unico di una società e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, unita a legami familiari con soggetti gravati da precedenti penali specifici, in quanto tali elementi denotano un pericolo di infiltrazione mafiosa non occasionale e giustificano la re (...)
DINIEGO WHITE LIST LEGITTIMO PER PROBABILE RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (94.4)
Il diniego di iscrizione nelle White List e la contestuale interdittiva antimafia sono legittimi laddove l'istruttoria riveli legami soggettivi o operazioni societarie, quali la cessione di quote a familiari stretti, idonei a configurare un pericolo di infiltrazione mafiosa. Tale valutazione preventiva non richiede l'accertamento di una responsabilità penale definitiva, bensì un giudizio di progno (...)
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