Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: informativa antimafia
INTERDITTIVA ANTIMAFIA - EFFICACIA DECORSO DEL TERMINE ANNUALE -NECESSARIA REVISIONE
Il decorso del termine annuale ex art. 86, comma 2, d.lgs. n. 159 del 2011 non produce ex se la perdita di efficacia del provvedimento interdittivo, il quale, una volta spirato il termine suindicato, dovrebbe considerarsi tamquam non esset, ma produce l’effetto (strumentale e procedimentale) di imporre all’Autorità prefettizia il riesame della vicenda complessiva, ergo dei sintomi di condiziona (...)
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INTERDITTIVA ANTIMAFIA A PERSONA FISICA NON IMPREDITORE - ILLEGITTIMA
L’accertamento antimafia sulla persona fisica (direttore tecnico, dipendente, socio ed amministratore) è pur sempre funzionale ad una valutazione di permeabilità criminosa dell’impresa individuale o societaria cui la medesima è collegata e che abbia chiesto una licenza, una concessione, un’autorizzazione o di contrattare con la P.A. ovvero, come nel caso concreto, l’iscrizione ad un Albo.<p (...)
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SOPRAVVENUTA INTERDITTIVA ANTIMAFIA - INCAMERAMENTO GARANZIA DEFINITIVA - ATTO DOVUTO (103)
Le stazioni appaltanti, ai sensi degli artt. 92 e 94 del Codice Antimafia, nel caso di sopravvenienze di un’interdittiva antimafia, cui si riconnette l’accertamento dell’incapacità originaria del privato ad essere destinatario di un rapporto con la pubblica amministrazione, sono tenute a recedere dai contratti, fatto salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spe (...)
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ISTANZA LIBERATORIA ANTIMAFIA - OBBLIGO DEL PREFETTO DI PRONUNCIARSI ENTRO 30 GIORNI
Va evidenziato che ai sensi ai sensi dell’art. 91, comma 5 del D. Lgs 159/2011, c.d. Codice Antimafia, “il prefetto, anche sulla documentata richiesta dell’interessato, aggiorna l’esito dell’informazione al venir meno delle circostanze rilevanti ai fini dell’accertamento dei tentativi di infiltrazione mafiosa”. La giurisprudenza ha costantemente evidenziato (cfr. ex plurimis, Consiglio di Stato (...)
RAPPORTI COMMERCIALI TRA IMPRESE - RISCHIO DI INFLUENZA CRIMINALE - VA VERIFICATO IN CONCRETO (94.2)
Come ha avuto modo di evidenziare questa Sezione (cfr. Cons. Stato, sez. III, 8 agosto 2023, n. 7674, 23 marzo 2023, n. 2953, 26 maggio 2016, n. 2232) in tema di interdittive “a cascata” l’instaurazione di rapporti commerciali o associativi tra un’impresa e una società già ritenuta esposta al rischio di influenza criminale giustifica l’adozione di una informativa sempre che possa presumersi il (...)
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LEGISLAZIONE ANTIMAFIA - ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE - SOSPENZIONE EFFETTI INTERDITTIVA
Il legislatore ha previsto, quale condizione affinché possa essere richiesta l'ammissione al controllo giudiziario volontario, che l'imprenditore richiedente sia destinatario di una informazione interdittiva emessa ai sensi dell'art. 84, comma 4, cod. antimafia (e, dunque, di una interdittiva adottata in esito alla valutazione discrezionale del prefetto (...)
CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME: IN CASO DI URGENZA, E' POSSIBILE PROCEDERE IN ASSENZA DI INFORMATIVA ANTIMAFIA (92.3)
Oltre a doversi rilevare la non diretta applicabilità al caso di specie delle disposizioni di cui al d.lgs. 36/2023 (trattandosi di procedura per il rilascio di una concessione demaniale marittima – cfr. ex multis Cons. Stato. Sez. VII, sent. n. 6446 del 22 luglio 2022), deve evidenziarsi che l’art. 92, co. 3, d.lgs. 159/2011 consente di procedere in assenza del ril (...)
PERDITA DEI REQUISITI ANTIMAFIA: IL SUCCESSIVO RIPRISTINO NON FA VENIR MENO LA LEGITTIMITA' DELLA REVOCA DELL'AGGIUDICAZIONE (94)
In forza del principio generale tempus regit actum, l'illegittimità sopravvenuta di un atto amministrativo per rimozione retroattiva del suo presupposto giuridico è configurabile solo nelle ipotesi tassative di legge retroattiva, incostituzionalità della norma o mancata conversione di decreto-legge; ne consegue che il decreto della Corte d'Appello che ripris (...)
L’INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA DETERMINA LA PERDITA DEI REQUISITI PER L'ISCRIZIONE ALL'ALBO GESTORI AMBIENTALI E LA CONSEGUENTE CANCELLAZIONE D'UFFICIO
L'informativa antimafia interdittiva, ai sensi dell'art. 89-bis del d.lgs. n. 159/2011, deve essere interpretata nel senso che produce i medesimi effetti preclusivi della comunicazione antimafia anche qualora manchi un rapporto contrattuale con la Pubblica Amministrazione, determinando una forma di incapacità giuridica che impone la revoca o la cancellazione (...)
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Interdittiva antimafia e doverosità del recupero dei finanziamenti erogati
Ai sensi dell'art. 92, comma 3, del d.lgs. 159/2011, la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di procedere alla revoca e al recupero dei finanziamenti pubblici in presenza di un'interdittiva antimafia a carico del beneficiario. Tale attività, avendo natura vincolata e doverosa a tutela dell'ordine pubblico economico, non richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento qualora l'interess (...)
DOVEROSITÀ DELL'ANNOTAZIONE NEL CASELLARIO ANAC DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA (213.10)
L'inserimento nel Casellario informatico gestito dall'ANAC delle informative antimafia interdittive e delle relative integrazioni, comprese le decisioni negative sul controllo giudiziario, costituisce un atto dovuto ai sensi dell'art. 213, comma 10, del d.lgs. 50/2016. Tale annotazione risulta vincolata e legittima fintanto che non intervenga l'annullamento dei provvedimenti prefettizi o giurisdiz (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA IN PRESENZA DI CESSIONI AZIONARIE ELUSIVE E LEGAMI FAMILIARI SOSPETTI
In tema di interdittiva antimafia, la cessione del pacchetto azionario a un familiare stretto (figlia convivente) priva di un reale corrispettivo in denaro e configurata come vitalizio assistenziale, integra un indice sintomatico di continuità aziendale occulta e finalità elusiva, legittimando il provvedimento prefettizio di natura cautelare. (...)
INIDONEITÀ DEL SELF-CLEANING A FRONTE DI OPERAZIONI SOCIETARIE ELUSIVE E CONTINUITÀ PROPRIETARIA
L'informativa interdittiva antimafia è legittimamente fondata sulla valutazione di operazioni societarie strumentali all'elusione della normativa di prevenzione, quali la scomposizione di rami d'azienda finalizzata a svuotare di contenuto la misura della gestione straordinaria ex art. 32 d.l. 90/2014. Le misure di cosiddetto 'self-cleaning' adottate dall'impresa non sono idonee a superare la progn (...)
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LEGITTIMITA' DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU REATI SPIA E RINVIO A GIUDIZIO (84.4)
Ai fini dell'adozione di un'informazione antimafia interdittiva, il rinvio a giudizio per reati associativi o di intestazione fittizia integra una fattispecie sintomatica del rischio di condizionamento mafioso, restando irrilevanti eventuali pronunce del Tribunale del Riesame che abbiano escluso il fumus commissi delicti per finalità cautelari. Il mero decorso del tempo, in assenza di comprovate c (...)
OBBLIGO DI CONTRADDITTORIO PROCEDIMENTALE NELLE INFORMATIVE ANTIMAFIA E LIMITI ALLA DEROGA MOTIVAZIONALE (92.2)
In tema di interdittiva antimafia, la garanzia del contraddittorio procedimentale prevista dall'art. 92, comma 2-bis, D.Lgs. n. 159/2011 assurge a regola generale a carattere penetrante, con la conseguenza che l'Amministrazione non può omettere la comunicazione di avvio del procedimento ricorrendo a motivazioni generiche o clausole di stile; è necessario che il provvedimento dia conto delle specif (...)
LA DISCONTINUITÀ REALE È REQUISITO ESSENZIALE PER L'AGGIORNAMENTO DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA
In tema di informativa antimafia, l'istanza di aggiornamento presentata dall'operatore economico non vincola l'Autorità prefettizia a un mero accertamento dei fatti sopravvenuti, restando intatta la discrezionalità nella valutazione complessiva del rischio infiltrativo. L'onere della prova del mutamento sostanziale dell'assetto aziendale e della reale rescissione dei legami con ambienti controindi (...)
RILEVANZA DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA SULLA PERMANENZA DELL'INTERESSE AL RICORSO (94.2)
In presenza di fatti sopravvenuti quali il completamento del controllo giudiziario o l'ammissione alla prevenzione collaborativa, il giudice amministrativo deve verificare la persistenza dell'interesse alla decisione sul provvedimento interdittivo, disponendo ove opportuno il rinvio dell'udienza e l'acquisizione degli atti del Tribunale di prevenzione idonei a comprovare la bonifica aziendale. (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER RISCHIO DI PERMEABILITÀ DERIVANTE DA LEGAMI FAMILIARI E SOCIETARI
Ai fini dell'adozione del provvedimento interdittivo, il pericolo di infiltrazione mafiosa deve essere valutato secondo un ragionamento induttivo di tipo probabilistico che non richiede un livello di certezza oltre ogni ragionevole dubbio, ma una prognosi assistita da un attendibile grado di verosimiglianza. La presenza di legami familiari strutturali con soggetti controindicati e la coesistenza d (...)
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INFORMATIVA ANTIMAFIA A CASCATA: LEGITTIMO IL CONTAGIO PER IDENTITA' STRUTTURALE (94.3)
L'informativa antimafia interdittiva fondata sul modello cosiddetto 'a cascata' è legittima laddove la connessione tra le imprese coinvolte non sia meramente funzionale o episodica, ma strutturale. La coincidenza soggettiva del socio unico e dell'amministratore unico, gravato da pendenze penali, determina una compenetrazione tale da escludere l'alterità imprenditoriale e giustificare il convincime (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA A CASCATA PER STRETTI LEGAMI SOCIETARI E GESTIONALI (94.2)
Ai fini della legittimità dell'informativa antimafia cosiddetta a cascata, non è necessario un ulteriore accertamento dell'infiltrazione mafiosa diretta qualora emerga un collegamento strutturale e gestionale intenso tra la società colpita e quella beneficiaria degli effetti espansivi. La comunanza della compagine sociale e la presenza di soci gravati da precedenti penali per reati sintomatici son (...)
OBBLIGO DI MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER L'ESCLUSIONE DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA ANTIMAFIA (94-BIS.1)
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva che non espliciti le ragioni concrete e specifiche atte a rendere plausibile un condizionamento della società di natura continuativa e stabile, omettendo di assolvere al maggior onere motivazionale richiesto per escludere l'applicabilità delle misure di prevenzione collaborativa previste dall'art. 94-bis del D.Lgs. 159/2011 in presenza di un quadr (...)
L'INFORMATIVA ANTIMAFIA DETERMINA LA DECADENZA DELLE AUTORIZZAZIONI COMMERCIALI ANCHE NEL SETTORE PRIVATO
L'informativa antimafia interdittiva, pur nel silenzio dell'art. 94 del D.Lgs. 159/2011 circa i rapporti privati, determina ai sensi dell'art. 89-bis la decadenza delle autorizzazioni amministrative abilitanti l'esercizio di attività economiche, in quanto il rischio di infiltrazione criminale inquina la libera concorrenza e l'ordine pubblico indipendentemente dalla natura pubblica o privata dei ra (...)
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RESPONSABILITÀ RISARCITORIA DELLA PA PER INFORMATIVA ANTIMAFIA ILLEGITTIMA PER CARENZA ISTRUTTORIA
Ai fini del risarcimento del danno da attività provvedimentale illegittima, la colpa della Pubblica Amministrazione è ravvisabile nella violazione delle regole di corretta istruttoria e nella mancata attualizzazione del quadro indiziario alla base del provvedimento di interdittiva antimafia. Il danno risarcibile per lucro cessante è limitato alla sfera giuridica della società direttamente colpita, (...)
NECESSITÀ DI PROGNOSI INFILTRATIVA ATTUALE PER L'EMISSIONE DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA
In tema di documentazione antimafia, l'informativa interdittiva non può essere fondata sulla sola sussistenza di cause ostative ex art. 67 d.lgs. n. 159/2011 a carico di un ex amministratore, né sulla mera elusività del cambio di gestione, essendo indispensabile un giudizio prognostico che evidenzi il pericolo attuale di infiltrazione della criminalità organizzata nell'attività d'impresa. (...)
IL SOLO LEGAME PARENTALE NON GIUSTIFICA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA INDICI CONCRETI DI INGERENZA (94.2)
È illegittima l'informativa antimafia basata sulla semplice parentela e sulla residenza nello stesso stabile di un familiare controindicato, in assenza di coabitazione e di elementi concreti che provino un'effettiva ingerenza del clan nella gestione o nelle scelte aziendali dell'impresa. Il condizionamento stabile dell'attività di impresa non può essere desunto da automatismi indiziari, dovendo l' (...)
AUTONOMIA DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA RISPETTO AGLI ESITI E ALL'INUTILIZZABILITÀ DELLE PROVE PENALI (84.3)
Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia, il pericolo di infiltrazione mafiosa deve essere valutato secondo un ragionamento induttivo di tipo probabilistico che non richiede un livello di certezza oltre ogni ragionevole dubbio, tipico dell'accertamento penale. Ne consegue che l'eventuale annullamento di misure cautelari penali per inutilizzabilità delle fonti di prova non preclude all'Ammi (...)
VALUTAZIONE PROBABILISTICA E AUTONOMIA DEL PREFETTO NELLA PREVENZIONE ANTIMAFIA (94.2)
Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia interdittiva, la Prefettura può legittimamente valorizzare indizi derivanti da procedimenti penali e legami societari o familiari stabili con esponenti della criminalità organizzata, operando una valutazione autonoma e discrezionale basata sulla probabilità del rischio di condizionamento, che prescinde dall'esito finale del giudizio penale o dalla r (...)
L'INFORMATIVA ANTIMAFIA LIBERATORIA SOPRAVVENUTA RENDE IMPROCEDIBILE IL RICORSO CONTRO L'INTERDITTIVA
Deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso proposto avverso un'informativa interdittiva antimafia qualora l'Amministrazione, a seguito di riesame, abbia adottato una nuova informativa di segno liberatorio, venendo così meno l'utilità della decisione di merito per il ricorrente. (...)
AUTONOMIA DELLA PREVENZIONE ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ESITO DEL PROCEDIMENTO PENALE
La misura interdittiva antimafia è legittimamente fondata sul rinvio a giudizio dei soci per reati associativi di stampo mafioso, in virtù della piena autonomia tra la valutazione amministrativa di prevenzione e l'accertamento penale. La risalenza dei fatti contestati non elide la sussistenza del pericolo di condizionamento in assenza di chiari elementi di discontinuità. Il diniego delle misure di (...)
REQUISITI DI ESTREMA GRAVITA' PER LA TUTELA CAUTELARE CONTRO L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA
In sede di appello avverso il diniego di misure cautelari, l'istanza per l'adozione di misure monocratiche presidenziali deve fondarsi su circostanze che eccedano l'effetto ordinario del provvedimento impugnato; nel caso dell'interdittiva antimafia, l'estromissione dalle gare e le ricadute finanziarie non provate non configurano il periculum in mora tipizzato dall'art. 56 c.p.a. (...)
PROGNOSI DI INFILTRAZIONE MAFIOSA SECONDO IL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON
L'informativa antimafia interdittiva ha natura cautelare e preventiva e non richiede un accertamento di responsabilità penale, basandosi sulla valutazione di tentativi di infiltrazione desunti da indizi gravi e concordanti secondo il principio del 'più probabile che non'. La sussistenza di condanne per i reati contemplati dall'art. 84 del D.Lgs. 159/2011 è autonomamente sufficiente a giustificare (...)
INCOMPETENZA DEL DIRIGENTE SULL'ISTANZA DI RIESAME DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA (91.5)
È annullabile per vizio di incompetenza il provvedimento con cui un dirigente prefettizio respinge l'istanza di riesame di un'informativa antimafia interdittiva, in quanto il potere di emettere, aggiornare o confermare tali misure è attribuito funzionalmente e in via esclusiva al Prefetto, ai sensi dell'art. 91, comma 5, del D.Lgs. n. 159/2011. (...)
ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA GIUDIZIO PROGNOSTICO SULL'ATTUALE PERICOLO DI INFILTRAZIONE
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva che ometta di svolgere il necessario giudizio prognostico sulla permeabilità mafiosa dell'impresa, limitandosi a richiamare una pregressa misura di sorveglianza speciale applicata al titolare. L'informativa si distingue dalla comunicazione antimafia per il suo contenuto discrezionale e valutativo, imponendo alla Prefettura l'onere di motivare l'at (...)
POTERE DISCREZIONALE DI VERIFICA ANTIMAFIA ANCHE SOTTO LA SOGLIA DI LEGGE (80.2)
È legittimo il diniego di proroga di un accordo di pianificazione urbanistica motivato dalla presenza di un'informativa antimafia a carico del privato, anche qualora il valore dell'accordo sia inferiore alla soglia di 150.000 euro prevista per i controlli obbligatori; l'amministrazione conserva infatti il potere discrezionale di verificare la moralità dei propri contraenti per tutelare l'ordine pu (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER REGIA OCCULTA E STRETTI LEGAMI FAMILIARI
Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, il rapporto di parentela tra il titolare dell'impresa e un soggetto organico a un'associazione mafiosa costituisce un elemento indiziario idoneo a supportare la prognosi di infiltrazione criminale laddove sia accompagnato da elementi fattuali che dimostrino la condivisione di momenti gestionali e decisionali, configurando una partecip (...)
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L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA IMPONE LA REVOCA DELLE AGEVOLAZIONI SENZA LIMITI TEMPORALI
In materia di agevolazioni pubbliche, l'informativa antimafia sopravvenuta determina la risoluzione del rapporto ai sensi dell'art. 92, comma 3, d.lgs. n. 159/2011, a prescindere dal tempo trascorso dalla concessione. Tale potere di revoca non incontra ostacoli nel principio del legittimo affidamento, poiché la natura provvisoria dell'erogazione, subordinata per legge agli accertamenti antimafia, (...)
LEGITTIMITÀ INTERDITTIVA ANTIMAFIA: VALORE DELLE INTERCETTAZIONI E INAPPLICABILITÀ DELLA PREVENZIONE COLLABORATIVA
Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia interdittiva, l'Autorità prefettizia può legittimamente trarre elementi sintomatici di infiltrazione mafiosa da intercettazioni ambientali ancorché dichiarate inutilizzabili nel processo penale per vizi formali, rilevandone la valenza di fatto storico accertato. L'applicazione della misura di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis D.Lgs. 159/2011 (...)
LEGITTIMA LA SOSTITUZIONE DELLA MANDATARIA COLPITA DA INTERDITTIVA ANTIMAFIA NELLE CONCESSIONI DEMANIALI (48.17)
È illegittimo il provvedimento con cui l'organismo pagatore dichiara la decadenza dai contributi agricoli presupponendo il venir meno del titolo di conduzione delle superfici, qualora il Comune concedente abbia espressamente autorizzato la sostituzione della mandataria colpita da interdittiva antimafia ai sensi dell'art. 48, comma 17, d.lgs. n. 50/2016; l'organismo pagatore non può esercitare un s (...)
EFFETTO VINCOLANTE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SULL'ISCRIZIONE ALL'ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI (67.1)
La cancellazione dall'Albo Nazionale Gestori Ambientali derivante da un'informativa antimafia interdittiva costituisce un atto vincolato della Pubblica Amministrazione. Tale misura di prevenzione determina l'incapacità del soggetto a essere titolare di autorizzazioni o iscrizioni abilitanti, in quanto l'infiltrazione mafiosa inquina l'economia legale e altera la concorrenza. L'eventuale assoluzion (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA PER INDIZI DI COINTERESSENZA FAMILIARE E AZIENDALE
Il rischio d’infiltrazione mafiosa deve essere valutato secondo un ragionamento induttivo di tipo probabilistico, che non richiede la certezza della responsabilità penale, ma una prognosi assistita da un attendibile grado di plausibilità (regola del 'più probabile che non'). I legami di parentela, se uniti alla convivenza, alla cointeressenza economica e alla continuità aziendale con imprese già i (...)
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INIDONEITÀ DELL'AVVIO DI PROCEDIMENTI DI RECESSO AD INTEGRARE L'ESTREMA URGENZA CAUTELARE
Ai fini della concessione della misura cautelare monocratica ex art. 56 c.p.a., non è ravvisabile il profilo di estrema gravità e urgenza qualora il ricorrente lamenti il rischio di risoluzione di contratti pubblici derivante da un'interdittiva antimafia, laddove l'amministrazione abbia soltanto comunicato l'avvio del procedimento di recesso senza ancora aver adottato atti definitivi capaci di inc (...)
ILLEGITTIMA L'ANNOTAZIONE ANTIMAFIA AUTOMATICA SENZA ATTUALIZZAZIONE DEL RISCHIO INFILTRATIVO
È illegittima l'annotazione nella Banca Dati Nazionale Antimafia effettuata dalla Prefettura in modo automatico e basata su un precedente diniego di iscrizione nelle white list, qualora l'amministrazione non compia una rinnovata verifica istruttoria volta ad accertare la persistenza e l'attualità del rischio di infiltrazione mafiosa, tenendo conto dell'evoluzione delle situazioni fattuali e degli (...)
LEGITTIMA L'INFORMATIVA INTERDITTIVA ANTIMAFIA EMESSA IN SEDE DI RILASCIO DELLA COMUNICAZIONE
In forza del principio di unitarietà del sistema di prevenzione antimafia, il Prefetto ha la facoltà di adottare un'informativa interdittiva anche qualora il procedimento sia stato avviato per il rilascio di una comunicazione liberatoria, laddove emergano elementi sintomatici di un condizionamento mafioso, restando irrilevante l'assenza delle cause ostative tassative o l'esistenza di assoluzioni p (...)
L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRECLUDE L'ESERCIZIO DI ATTIVITÀ SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE
L'interdittiva antimafia determina una particolare forma di incapacità giuridica che preclude al soggetto destinatario la titolarità di provvedimenti abilitativi e l'iscrizione nel Registro delle Imprese per l'esercizio di attività commerciali, indipendentemente dalla sussistenza di un rapporto contrattuale con la Pubblica Amministrazione, dovendo la PA procedere d'ufficio alla revoca dei titoli a (...)
VALIDITA' DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA REGOLA DEL PIU' PROBABILE CHE NON
L'informativa antimafia ha natura cautelare e preventiva e prescinde dall'accertamento di una responsabilità penale al di là di ogni ragionevole dubbio, basandosi su un quadro indiziario unitario che renda attendibile il pericolo di condizionamento criminale dell'impresa. La sopravvenuta interdittiva determina l'incapacità giuridica del destinatario, precludendo l'erogazione di benefici economici (...)
L'INFORMAZIONE ANTIMAFIA RICHIEDE SEMPRE UNA VALUTAZIONE DISCREZIONALE SUL RISCHIO DI INFILTRAZIONE
Sussiste un netto discrimen tra comunicazione e informazione antimafia: la prima è un atto dal contenuto vincolato volto all'accertamento di cause ostative tipizzate, mentre la seconda è un provvedimento ampiamente discrezionale basato su una valutazione prognostica del rischio di infiltrazione mafiosa; ne consegue che l'informazione non può limitarsi a dare atto dell'esistenza di una causa ostati (...)
IL RISARCIMENTO È ESCLUSO SE L'OPERATORE RINUNCIA ALLA TUTELA CAUTELARE CONTRO LA SENTENZA POI RIFORMATA
La responsabilità della pubblica amministrazione per lesione di interessi legittimi derivante da illegittimità provvedimentale ha natura extracontrattuale; ne consegue che l'esecuzione di una sentenza del TAR, in assenza di una misura cautelare di sospensione, esclude l'ingiustizia del danno e la colpa dell'Amministrazione, non potendosi configurare un automatismo tra l'accertamento dell'illegitti (...)
RINUNCIA AL RICORSO E CONSEGUENTE ESTINZIONE DEL GIUDIZIO AMMINISTRATIVO
In sede di giudizio amministrativo, la dichiarazione di rinuncia al ricorso formulata dalla parte ricorrente, qualora non sia oggetto di opposizione da parte delle amministrazioni resistenti che abbiano interesse alla prosecuzione, comporta l'estinzione del giudizio per rinuncia agli atti, con conseguente cessazione della materia del contendere e regolazione delle spese secondo il principio della (...)
INVARIANZA DELL'ASSETTO PROPRIETARIO E PERDURANTE RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (94.2)
In tema di informativa antimafia, il mutamento dei vertici amministrativi e tecnici di una società non è idoneo a superare il giudizio di permeabilità mafiosa se non è accompagnato da un mutamento sostanziale dell'assetto proprietario. Qualora il capitale sociale resti in mano ai familiari del soggetto sospettato di collusione, il rischio di infiltrazione deve ritenersi persistente, poiché la natu (...)
L'ISTANZA DI CONTROLLO GIUDIZIARIO NON SOSPENDE L'EFFICACIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA (80.2)
La richiesta di ammissione al controllo giudiziario non impedisce alla Stazione Appaltante di revocare l'aggiudicazione fondata su un'interdittiva antimafia, in quanto l'effetto sospensivo decorre solo dal provvedimento di ammissione e non retroagisce al momento della domanda, restando irrilevante la pendenza del procedimento di prevenzione ai fini del possesso dei requisiti di moralità durante la (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER LEGAMI SENTIMENTALI E COLLABORAZIONI LAVORATIVE SOSPETTE
Ai fini della legittimità di un'informativa antimafia interdittiva, il Prefetto può estendere l'accertamento anche a soggetti che, pur non rivestendo ruoli apicali formali, risultino in grado di determinare le scelte dell'impresa in virtù di stretti legami affettivi e di una costante presenza lavorativa, operando una valutazione discrezionale basata sul criterio probabilistico del rischio di inqui (...)
LEGITTIMITA' DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE CRIMINALE ANCHE IN PRESENZA DI SELF-CLEANING APPARENTE
È legittima l'informativa antimafia interdittiva fondata su un quadro istruttorio che evidenzi la contiguità del dominus di fatto di un'impresa con contesti di criminalità organizzata, anche laddove l'operatore economico abbia tentato operazioni di ristrutturazione societaria, qualora tali misure risultino meramente formali e non idonee a recidere i legami con la malavita, essendo sufficiente il p (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
Il diniego di iscrizione nella White List è legittimamente adottato qualora emerga un quadro indiziario complessivo, basato su legami familiari, frequentazioni e contesti lavorativi, che renda attendibile il rischio di infiltrazione mafiosa secondo la regola del 'più probabile che non', a prescindere dall'accertamento di responsabilità penali o dall'esito di proscioglimento in sede giudiziaria dei (...)
Argomenti:
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST BASATO SU PLURIMI INDIZI DI PERMEABILITÀ MAFIOSA
Il diniego di iscrizione nelle White List è legittimo quando basato su plurime e univoche circostanze indiziarie, quali frequentazioni con soggetti controindicati e legami parentali con imprese interdette, che evidenzino un rischio di condizionamento mafioso secondo la regola del 'più probabile che non', qualora l'operatore economico non fornisca elementi probatori idonei a smentire tale quadro in (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA PER SODALIZIO PROFESSIONALE DURATURO CON SOGGETTO CONTROINDRESSATO
È legittima l'adozione di un'informazione interdittiva antimafia qualora l'analisi del contesto riveli un sodalizio professionale duraturo tra il legale rappresentante dell'operatore economico e un soggetto gravato da precedenti specifici, non essendo sufficiente il mero recesso formale dalla compagine sociale a escludere il rischio di condizionamento, specie se l'immagine professionale del sogget (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU RAPPORTI DI CONIUGIO DELL'AMMINISTRATORE
In materia di informativa interdittiva antimafia, il rapporto di coniugio tra il rappresentante legale di un operatore economico e un soggetto organico alla criminalità organizzata integra un presupposto sufficiente a sorreggere il giudizio di permeabilità mafiosa, atteso che l'influenza criminale si manifesta prioritariamente attraverso i legami di solidarietà e cointeressenza propri del nucleo f (...)
IL RINVIO A GIUDIZIO PER CONCORSO ESTERNO COSTITUISCE INDIZIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
Ai sensi dell'art. 84, comma 4, lett. a) del D.Lgs. 159/2011, il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa costituisce un indizio tipizzato di infiltrazione malavitosa. La natura preventiva della misura interdittiva amministrativa prescinde dall'integrazione degli elementi tipici della fattispecie penale e dall'esito delle misure cautelari personali, fondandosi su una prognosi (...)
GIURISDIZIONE ORDINARIA PER RISOLUZIONE CONTRATTUALE BASATA SU CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA
In tema di appalti pubblici, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario qualora la stazione appaltante dichiari la risoluzione del contratto avvalendosi di una clausola risolutiva espressa prevista dalla lex specialis o dal Protocollo di Legalità a seguito di interdittiva antimafia, poiché l'amministrazione non esercita un potere autoritativo ma si avvale di un diritto contrattuale in una pos (...)
CONTINUITÀ AZIENDALE E CAMOUFLAGE SOCIETARIO GIUSTIFICANO L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PREVENTIVA (94.2)
L'informativa antimafia, avendo natura cautelare, non richiede l'accertamento di responsabilità penali, essendo sufficiente un quadro indiziario che renda verosimile il pericolo di condizionamento mafioso. La continuità aziendale manifestata tramite operazioni di camouflage societario, legami familiari e condivisione di risorse con soggetti interdetti, legittima il provvedimento prefettizio anche (...)
L'ASSOLUZIONE PENALE NON PRECLUDE L'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SU ELEMENTI PROGNOSTICI (84.4)
L'informativa antimafia interdittiva prescinde dall'accertamento di una responsabilità penale, fondandosi su un giudizio prognostico-probabilistico di natura discrezionale. La sentenza di assoluzione in sede penale non comporta l'automatico venir meno del pericolo di infiltrazione mafiosa, potendo l'autorità prefettizia legittimamente valorizzare elementi sintomatici quali frequentazioni, contesti (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU COINTERESSENZE CON SOGGETTI CONTROINDICATI
È legittima l'informazione antimafia interdittiva emessa nei confronti di un operatore economico il cui amministratore unico abbia intrattenuto rilevanti relazioni economico-patrimoniali con esponenti della criminalità organizzata, qualora tali rapporti, seppur formalmente giustificati da atti societari o transazioni, appaiano strumentali alla creazione di uno schermo formale idoneo a occultare la (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA IN PRESENZA DI CONTIGUITA' SOGGIACENTE E RAPPORTI CON SOGGETTI CONTROINDICATI
In tema di informativa antimafia, la pregressa iscrizione dell'operatore economico nella 'white list' non preclude l'adozione di un provvedimento interdittivo qualora la Prefettura, all'esito di una nuova istruttoria, accerti la persistenza di legami con la criminalità organizzata. La posizione di 'aggiornamento in corso' dell'iscrizione non costituisce un giudizio di affidabilità stabilizzato, ma (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL TITOLARE È INDAGATO PER REATI SPIA AGGRAVATI (94.2)
È legittima l'adozione di un'informazione antimafia interdittiva qualora emerga un quadro indiziario robusto basato sul deferimento del titolare per reati di autoriciclaggio aggravati dal metodo mafioso e sulla presenza di prestanome del clan nell'organizzazione aziendale; la natura elusiva del licenziamento dei soggetti controindicati e la stabilità del legame criminale precludono sia l'annullame (...)
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OBBLIGO DI RINNOVO DEL CONTRADDITTORIO ANTIMAFIA DOPO SUPPLEMENTO ISTRUTTORIO
In tema di informativa interdittiva antimafia, viola il principio del contraddittorio procedimentale di cui all'art. 92 del d.lgs. 159/2011 l'amministrazione che adotti la misura a distanza di oltre un anno dall'audizione dell'interessato, basando la decisione su un supplemento istruttorio non partecipato. L'acquisizione di nuovi elementi informativi dopo la fase dialettica impone il rinnovo dell' (...)
OBBLIGATORIA L'INDICAZIONE DEGLI ELEMENTI SINTOMATICI NELLA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO ANTIMAFIA (92.2-BIS)
In tema di certificazione antimafia, la comunicazione di avvio del procedimento finalizzata all'adozione di un'informativa interdittiva non può limitarsi a una generica indicazione dell'avvio dell'istruttoria, ma deve contenere l'espressa indicazione degli elementi sintomatici dei tentativi di infiltrazione mafiosa che l'autorità intende porre a fondamento della propria decisione, consentendo così (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER TRASFERIMENTO SEDE STRUMENTALE (94.2)
È legittimo il diniego di iscrizione nella White List qualora emergano elementi sintomatici di un pericolo di condizionamento mafioso, quali la contiguità familiare con soggetti pregiudicati e il trasferimento della sede legale in altra provincia privo di reale operatività, volto esclusivamente a sottrarre l'operatore economico ai controlli antimafia più stringenti della Prefettura di provenienza. (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA GESTIONE DI FATTO DI SOGGETTI CONTROINDICATI (94.2)
In tema di informativa antimafia, la sussistenza del pericolo di condizionamento criminale può essere fondata su elementi indiziari quali la gestione di fatto dell'azienda da parte di familiari conviventi gravati da vicende penali o frequentazioni mafiose, atteso che il principio del 'più probabile che non' giustifica la misura interdittiva. Conseguentemente, la risoluzione del contratto d'appalto (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE I CONTATTI CON LA CRIMINALITÀ SONO STABILI E SOGGETTI A REGIA FAMILIARE
In tema di informativa antimafia, l'agevolazione occasionale si distingue dal condizionamento stabile per la sporadicità e superficialità del fattore critico; laddove emerga una regia familiare e una continuità di rapporti con gruppi criminali finalizzata al supporto delle attività imprenditoriali, deve ritenersi legittima l'informativa ostativa piena e inapplicabile il regime di prevenzione colla (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA REGOLA DEL PIU' PROBABILE CHE NON
Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia, la Prefettura può legittimamente valorizzare rapporti di parentela e affinità se accompagnati da cointeressenze economiche e contatti logistici, non essendo necessario l'accertamento di una responsabilità penale; lo standard probatorio richiesto è quello della probabilità cruciale, sicché l'assoluzione in sede penale non preclude la valutazione am (...)
ANNULLATA L'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SU ELEMENTI DATATI E GIA' VALUTATI POSITIVAMENTE (91.5)
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva che si limiti a richiamare elementi istruttori datati e già oggetto di favorevole scrutinio da parte di una diversa autorità prefettizia, senza individuare fatti nuovi o sopravvenuti idonei a supportare, secondo la regola del 'più probabile che non', una prognosi di pericolo attuale e concreto di condizionamento dell'attività d'impresa da parte de (...)
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ILLEGITTIMO IL DINIEGO DI WHITE LIST BASATO SU INDIZI PENALI NON ATTUALI O ANNULLATI
È illegittimo il diniego di iscrizione nella 'White List' fondato su elementi investigativi penali superati dall'annullamento delle misure cautelari da parte della magistratura ordinaria, qualora l'Amministrazione non fornisca un'autonoma e attuale dimostrazione del pericolo di infiltrazione mafiosa e ometta di analizzare criticamente gli elementi di difesa prodotti dall'operatore economico durant (...)
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COMPETENZA TERRITORIALE PER IMPUGNAZIONE INTERDITTIVA ANTIMAFIA E WHITE LIST
In tema di informativa antimafia interdittiva, la competenza territoriale del TAR va determinata in base alla sede dell'autorità emanante ai sensi dell'art. 13 CPA, restando irrilevante l'efficacia ultraregionale dell'informativa stessa ai fini della deroga alla competenza territoriale locale del tribunale amministrativo periferico. (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA REGOLA DEL PIU' PROBABILE CHE NON
È legittima l'adozione di un'informativa antimafia interdittiva basata su un complesso quadro indiziario comprendente sentenze di prescrizione per reati associativi e turbativa d'asta, legami familiari con esponenti della criminalità organizzata e cessioni di quote societarie sospette, non risultando sufficiente il 'self-cleaning' parentale a escludere il pericolo di condizionamento strutturale de (...)
LA SOSPENSIONE CAUTELARE DELL’ESCLUSIONE IMPONE ALLA STAZIONE APPALTANTE LA PROSECUZIONE DELLA GARA
La sospensione giurisdizionale dell'efficacia del provvedimento di esclusione di un operatore economico impone alla stazione appaltante la ripresa e la prosecuzione della sequenza procedimentale di gara fino alla stipula del contratto, non potendo l'amministrazione restare inerte o ricorrere a proroghe tecniche con terzi in attesa di accertamenti amministrativi i cui effetti sono stati temporaneam (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU QUADRO INDIZIARIO E CONTIGUITÀ COMPIACENTE (80.2)
Ai fini dell'emissione di un'informativa antimafia interdittiva, il pericolo di infiltrazione può essere desunto da un quadro indiziario complessivo che evidenzi la contiguità compiacente dell'imprenditore con la criminalità organizzata. Tale rischio non è escluso dall'archiviazione di procedimenti penali, né dal mutamento formale della compagine sociale, qualora elementi fattuali, quali lo svolgi (...)
LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PLURIMI INDIZI DI CONTIGUITA' MAFIOSA
L'osservazione unitaria degli indizi di contiguità mafiosa, comprendente le frequentazioni personali dei soci e la qualità dei dipendenti assunti senza filtri preventivi, giustifica il diniego di iscrizione nella white list qualora emerga un quadro di plausibile permeabilità dell'impresa al condizionamento della criminalità organizzata, secondo il criterio del più probabile che non. (...)
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L'ONERE PROBATORIO SULLA SUSSISTENZA DEL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA GRAVA SULL'AMMINISTRAZIONE
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva qualora l'Amministrazione non fornisca prove concrete e documentate circa il pericolo di condizionamento criminale, non potendo episodici fatti di criminalità comune o rapporti parentali privi di attualità giustificare, in assenza di un quadro indiziario organico e verificabile, il sacrificio della libertà di impresa. (...)
MISURE COLLABORATIVE PRIORITARIE RISPETTO ALL'INTERDITTIVA PER AGEVOLAZIONE MAFIOSA OCCASIONALE
L'informativa antimafia interdittiva è illegittima per violazione del principio di proporzionalità e difetto di istruttoria qualora la Prefettura ometta di valutare le misure di prevenzione collaborativa in presenza di un'agevolazione criminale occasionale, specialmente a fronte di una partecipazione societaria minoritaria e di comprovate misure di estromissione dei soggetti controindicati. (...)
SOSPENSIONE INTERDITTIVA PER RISCHIO DI AZZERAMENTO DELLE ENTRATE AZIENDALI (48.18)
È meritevole di accoglimento l'istanza di tutela cautelare finalizzata alla sospensione dell'efficacia di un'informativa antimafia interdittiva e dei relativi atti applicativi quando l'immediata esecuzione degli stessi, attraverso la risoluzione dei contratti e la sospensione delle qualificazioni, rischi di determinare l'irreversibile cessazione dell'attività aziendale prima della definizione del (...)
SOSTITUZIONE DELLA MANDATARIA INTERDETTA E SALVEZZA DEI CONTRIBUTI PAC (48.17)
In tema di contributi agricoli europei, è illegittimo il provvedimento di decadenza dagli aiuti fondato sull'informativa antimafia interdittiva emessa nei confronti della sola società mandataria di un raggruppamento temporaneo, qualora l'amministrazione concedente i terreni abbia legittimamente autorizzato la sostituzione della stessa ai sensi dell'art. 48, comma 17, del D.Lgs. 50/2016, preservand (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER INTRECCI DI INTERESSI E PARENTELE NEL CONSORZIO
In sede di valutazione del pericolo di infiltrazione mafiosa ai fini dell'adozione dell'informativa interdittiva, rilevano non solo i meri legami parentali, ma la presenza di articolati intrecci di interessi economici tra i soggetti appartenenti alla compagine societaria o consortile e soggetti già attinti da provvedimenti di diniego alla White List, integrando un quadro indiziario idoneo a suppor (...)
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VALUTAZIONE UNITARIA DEGLI ELEMENTI INDIZIARI NELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA INTERDITTIVA
In materia di informativa antimafia e iscrizione nelle white list, il potere valutativo del Prefetto deve basarsi su una visione d'insieme delle emergenze fattuali e indiziarie, non potendo il giudice amministrativo procedere a uno 'spacchettamento' dei singoli episodi; tale sindacato deve arrestarsi solo di fronte a fatti inesistenti o palesemente non sintomatici di condizionamento criminale. (...)
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LA COMPETENZA SI RADICA PRESSO IL TAR DELLA PREFETTURA CHE EMETTE L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA
In materia di informativa interdittiva antimafia, la competenza territoriale per l'impugnazione del provvedimento applicativo emesso da un ente locale si radica presso il Tribunale Amministrativo Regionale nella cui circoscrizione ha sede la Prefettura che ha adottato l'atto presupposto; la causa principale relativa all'informativa attrae infatti quella accessoria relativa agli atti applicativi pe (...)
OBBLIGO DI ISTRUTTORIA ANALITICA SU LEGAMI DI PARENTELA E COMPARAGGIO NELLE INFORMATIVE ANTIMAFIA
Ai fini del decidere sulla legittimità di un'informativa interdittiva antimafia, il giudice amministrativo può disporre incombenti istruttori affinché la Prefettura ricostruisca analiticamente i rapporti di parentela e di comparaggio tra i soggetti legati all'impresa e soggetti controindicati, estendendo la verifica anche a legami non risultanti dai registri dello stato civile, come i matrimoni pu (...)
LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER LEGAMI PARENTALI E RAPPORTI CON IMPRESE CONTROINDICATE
In tema di informativa antimafia, il giudizio prognostico dell'autorità prefettizia non richiede la certezza del condizionamento mafioso, essendo sufficiente il raggiungimento di una soglia di probabilità basata su indizi gravi e concordanti, quali legami di parentela intensi con soggetti compromessi e stabili cointeressenze economiche con società interdette, restando irrilevante la pregressa iscr (...)
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L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU REATI SPIA PRECLUDE L'ISCRIZIONE NELLE WHITE LIST (94.2)
L’adozione di un'informativa antimafia interdittiva costituisce espressione di un’ampia discrezionalità tecnica dell’autorità prefettizia, la quale è chiamata a formulare una prognosi di permeabilità criminale basata su un quadro indiziario organico. Elementi quali la condanna per reati spia legati all'attività d'impresa e la familiarità con soggetti orbitanti in contesti criminali giustificano la (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER ELUSIONE TRAMITE TESTA DI LEGNO INESPERTA (94.2)
Ai fini della legittimità dell'informativa antimafia, l'amministrazione prefettizia può fondare la propria valutazione discrezionale su riscontri sintomatici quali l'assoluta inesperienza professionale della titolare, i suoi vincoli di parentela con soggetti collegati alla criminalità organizzata e la continuità oggettiva con un'impresa precedentemente interdetta. Tali elementi sono idonei a suppo (...)
LEGITTIMITÀ DEL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (80.2)
È legittimo il provvedimento interdittivo della Prefettura basato su una pluralità di indizi gravi e concordanti, quali legami familiari stretti con esponenti della criminalità organizzata e partecipazioni in consorzi colpiti da interdittive, restando irrilevante la successiva ammissione dell'operatore economico al controllo giudiziario, in quanto tale misura non incide sulla legittimità originari (...)
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IL SOLO RAPPORTO DI PARENTELA NON GIUSTIFICA L'INFORMATIVA ANTIMAFIA SENZA CONDOTTE INDIVIDUALI SPECIFICHE
Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia, l'Amministrazione non può limitarsi a valorizzare il legame di parentela con soggetti inseriti nella criminalità organizzata o episodi di indagine risalenti nel tempo, occorrendo elementi concreti e individualizzati che dimostrino una contiguità stabile e attuale capace di condizionare le scelte dell'operatore. (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SUL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON
L'informativa antimafia interdittiva ha natura cautelare e preventiva e la sua legittimità deve essere scrutinata sulla base dello stato di fatto e di diritto sussistente al momento della sua adozione; ne consegue che il rischio di inquinamento mafioso deve essere valutato in base al criterio del 'più probabile che non', senza che occorra l'accertamento di responsabilità penali o la prova dell'att (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SULLA VALUTAZIONE UNITARIA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (84.3)
Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, l'autorità prefettizia deve procedere a una valutazione unitaria e non parcellizzata degli elementi acquisiti, i quali possono includere legami di parentela, frequentazioni e vicende giudiziarie anche non recenti, purché dal complesso degli stessi emerga un quadro coerente di permeabilità dell'operatore economico a ingerenze della cri (...)
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SOSPENSIONE CAUTELARE DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER IL MANTENIMENTO DEI CONTRATTI IN CORSO
In sede di tutela cautelare, deve essere disposta la sospensione parziale degli effetti dell'interdittiva antimafia al limitato fine di consentire il proseguimento dei contratti di appalto pubblico già in corso di esecuzione, qualora la società ricorrente abbia documentato l'adozione di misure di self-cleaning e la pendenza della domanda di controllo giudiziario ex art. 34-bis del D.Lgs. n. 159/20 (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI DI PARENTELA E COINTERESSENZE ECONOMICHE
L'adozione di un'informazione interdittiva antimafia non presuppone l'accertamento di una responsabilità penale, essendo sufficiente un quadro indiziario che, analizzato in modo unitario, lasci emergere il rischio di infiltrazione mafiosa desumibile da rapporti di parentela qualificati da cointeressenze economiche e dall'utilizzo di beni aziendali riconducibili a soggetti controindicati. (...)
VALUTAZIONE DISCREZIONALE DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA E INTERDITTIVA PREFETTIZIA (80.2)
In tema di informativa antimafia, la natura familiare dell'impresa e la sussistenza di legami di parentela o frequentazione con soggetti appartenenti a consorterie criminali costituiscono elementi sintomatici di un pericolo di condizionamento. La successiva ammissione al controllo giudiziario volontario sospende gli effetti dell'interdittiva ma non può automaticamente travolgere gli atti di recess (...)
LEGITTIMITÀ DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA PER GESTIONE DI FATTO DA SOGGETTI CONTIGUI A COSCHE (94.2)
Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, l'amministrazione può valorizzare il ruolo di dominus effettivo svolto da un soggetto formalmente estraneo alla compagine sociale, qualora la sua gestione sostanziale risulti strumentale agli interessi di organizzazioni criminali e configurabile come un'ingerenza strutturale nella vita dell'impresa. (...)
PREVALE L'INTERESSE PUBBLICO ALLA SICUREZZA SULLA PAVENTATA RISOLUZIONE DEGLI APPALTI PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA
Ai fini della concessione della tutela cautelare monocratica contro un'informativa antimafia ostativa, la paventata risoluzione dei contratti d'appalto in essere non integra i requisiti di estrema gravità ed urgenza qualora tale evento non risulti ancora concretizzato, dovendo in ogni caso prevalere l'interesse pubblico alla prevenzione antimafia in attesa della valutazione collegiale. (...)
INSUSSISTENZA DEL PERICULUM CAUTELARE PER APPALTI CON ATTIVITÀ GIÀ SOSPESE PER CAUSE TECNICHE (122.1)
Ai fini della concessione della misura cautelare monocratiche d'urgenza, il periculum in mora non può ritenersi sussistente qualora l'operatore economico istante subisca la risoluzione di un contratto le cui attività esecutive siano già di fatto sospese per ragioni tecniche o procedimentali proprie della stazione appaltante, mancando in tal caso il carattere dell'imminenza del danno. (...)
INTERRUZIONE DEL PROCESSO PER LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE DELLA SOCIETÀ RICORRENTE
Ai sensi dell'art. 143, comma 3, del d.lgs. 12 gennaio 2019 n. 14, l'apertura della liquidazione giudiziale comporta l'interruzione automatica dei processi pendenti; tale effetto deve essere dichiarato dal giudice amministrativo a decorrere dalla data in cui l'evento interruttivo è portato a conoscenza nel processo. (...)
OBBLIGO DI MOTIVAZIONE SPECIFICA PER GLI OSCURAMENTI NEGLI ATTI ANTIMAFIA
In sede di accesso agli atti preordinati all'adozione di un'informativa antimafia, l'Amministrazione non può procedere a un oscuramento generalizzato della documentazione senza motivare le ragioni concrete di segretezza o sicurezza pubblica che prevalgono sulle esigenze difensive. Tale bilanciamento è necessario per garantire l'effettività della tutela giurisdizionale, imponendo alla Prefettura di (...)
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LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SULLA FIGURA DEL DOMINUS DI FATTO AZIENDALE (94.2)
Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia ostativa, l'amministrazione può valorizzare la figura di un dominus di fatto dell'impresa, estraneo alla compagine formale ma operativamente centrale, qualora emergano legami stabili e qualificati con la criminalità organizzata; tale valutazione non è inficiata da sentenze di assoluzione in sede penale fondate su ragioni di rito, prevalendo la logi (...)
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LA COMPETENZA SULL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA ATTRAE GLI ATTI DI RISOLUZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE
In tema di riparto di competenza territoriale interna al medesimo Tribunale Amministrativo Regionale, l'impugnazione di un'informativa antimafia interdittiva, in quanto atto presupposto e principale, attrae alla competenza del giudice avente sede nella circoscrizione della Prefettura emanante anche gli atti accessori e applicativi adottati da una Stazione Appaltante dislocata in un'altra circoscri (...)
NECESSARIA VALUTAZIONE GLOBALE DELLE RISULTANZE ISTRUTTORIE PER IL GIUDIZIO DI PERMEABILITÀ MAFIOSA
È illegittima l'informativa antimafia interdittiva qualora l'Amministrazione ometta di valutare adeguatamente elementi istruttori favorevoli emersi nel corso del procedimento, quali informative recenti degli organi di polizia che escludono tentativi di infiltrazione. Il giudizio di permeabilità mafiosa deve infatti poggiare su una valutazione globale di tutte le evidenze, atta a verificare l'attua (...)

