Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: VIA
LEGITTIMITÀ DELL'APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO CON PRESCRIZIONI SENZA RINNOVO DELLA VALUTAZIONE AMBIENTALE (185.5)
La legittimità dell'approvazione del progetto definitivo di un'opera strategica non è inficiata dall'apposizione di numerose prescrizioni tecniche, purché queste non comportino una significativa modificazione dell'impatto ambientale rispetto al progetto preliminare già valutato; in tal caso, il rinvio della definizione di dettagli progettuali alla fase esecutiva è ammissibile e non richiede il rin (...)
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LA DISCIPLINA SULLA SCADENZA DELLA VIA NON SI APPLICA AI PROCEDIMENTI ANTE 2008 (185.5)
L’efficacia temporale quinquennale della VIA non si applica ai progetti per i quali alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 4 del 2008, ossia al 13 febbraio 2008, la procedura per il rilascio della VIA era già conclusa o in corso, trovando applicazione il regime previgente privo di termini di decadenza. (...)
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IRRETROATTIVITÀ DEI TERMINI DI EFFICACIA DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
In materia di grandi impianti energetici, il regime di validità temporale della VIA è regolato dal principio 'tempus regit actum'; pertanto, i provvedimenti emessi o richiesti sotto la vigenza del testo originario del d.lgs. 152/2006, che non prevedeva scadenze, mantengono la loro efficacia sine die, a meno di mutamenti sostanziali del progetto non riscontrabili nel mero decorso del tempo o in sop (...)
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LEGITTIMITÀ DELL'AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE E LIMITI ALL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA A CASCATA
È legittimo il rilascio di un titolo autorizzatorio in pendenza di accertamenti antimafia qualora l'autorità procedente abbia acquisito la dichiarazione sostitutiva e inserito nel provvedimento una clausola risolutiva espressa. L'eventuale interdittiva antimafia che colpisca il concedente di un ramo d'azienda non si estende automaticamente all'affittuario dell'impianto (c.d. contagio), essendo nec (...)
SINDACATO SULLA DISCREZIONALITÀ TECNICA E EFFICACIA TEMPORALE DELLA VALUTAZIONE AMBIENTALE
La valutazione di impatto ambientale non presuppone una prevalenza assoluta dei valori ecologici, ma richiede un bilanciamento proporzionato tra la tutela dell'ambiente e gli altri interessi pubblici coinvolti, operazione che rientra nella discrezionalità tecnica dell'amministrazione e che non può essere censurata nel merito in assenza di macroscopici vizi logici o documentali. (...)
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ISTANZA DI VIA E OBBLIGATORIETÀ DELLA VERIFICA PREVENTIVA DELL'INTERESSE ARCHEOLOGICO (23.1)
In tema di provvedimento autorizzatorio unico regionale, l'amministrazione è tenuta ad applicare lo jus superveniens intervenuto durante il corso del procedimento, con la conseguenza che la mancata allegazione della verifica preventiva dell'interesse archeologico prescitta dal Codice dell'Ambiente costituisce legittimo motivo di diniego qualora l'area presenti indizi di rilevanza archeologica non (...)
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LA FISIOLOGICA EVOLUZIONE PROGETTUALE NON IMPONE UNA NUOVA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (185.4)
È da considerare fisiologico che tra progetto preliminare e progetto definitivo/esecutivo vi siano differenze tecniche, specialmente in opere di particolare complessità strategica, laddove tali modifiche recepiscono prescrizioni emerse durante l'iter procedimentale; la validità della VIA per tali infrastrutture è ancorata al progetto preliminare e non decade per effetto di norme temporali sopravve (...)
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PISTA CICLABILE ESCLUSA DA VIA PER MANCATA EQUIPARAZIONE A STRADA EXTRAURBANA
Ai fini della disciplina sulla valutazione di impatto ambientale, una pista ciclabile non può essere equiparata a una strada extraurbana secondaria, atteso che le definizioni contenute nel Codice della Strada distinguono nettamente le infrastrutture destinate alla circolazione motorizzata da quelle riservate ai velocipedi; conseguentemente, tale opera è esclusa dall'obbligo di screening di VIA, fa (...)
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TEMPUS REGIT ACTUM E POTERE DI SUPERAMENTO DEL DISSENSO PER OPERE STRATEGICHE
In applicazione del principio del tempus regit actum, le procedure di screening ambientale devono concludersi sulla base della normativa vigente al momento del loro avvio, non rilevando le modifiche legislative sopravvenute alla chiusura della fase istruttoria. Il procedimento speciale di superamento del dissenso per le opere pubbliche di interesse statale, previsto dal combinato disposto degli ar (...)
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INAPPLICABILITÀ DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE ALLE PISTE CICLABILI E VALORE DI VARIANTE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA
In materia di opere pubbliche, l'Accordo di Programma finalizzato all'approvazione di un progetto definitivo comporta variante agli strumenti urbanistici e prevale sulla pianificazione locale del traffico. Sotto il profilo ambientale, la ciclovia non è equiparabile a una strada extraurbana o urbana se dedicata esclusivamente ai velocipedi, con conseguente esclusione dell'obbligo di VIA. Le censure (...)
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PIANIFICAZIONE OLIMPICA E LIMITI ALL'ANNULLAMENTO DEGLI ESPROPRI PER VIZI FORMALI
Non è annullabile, ai sensi dell'art. 21-octies, comma 2, della l. n. 241 del 1990, il decreto di approvazione del progetto definitivo e di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio adottato in violazione delle garanzie partecipative, qualora l'opera sia prevista da un piano strategico nazionale che ne definisca la localizzazione, rendendo il contenuto della decisione finale sostanzialment (...)
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LEGITTIMA LA DEROGA AI TERMINI PARTECIPATIVI PER OPERE DI SOMMA URGENZA
In tema di espropriazione per pubblica utilità finalizzata alla realizzazione di infrastrutture olimpiche urgenti, è legittima la compressione dei termini partecipativi ordinari in favore di esigenze di preminente interesse nazionale. Parimenti, non costituisce elusione della normativa sulla valutazione ambientale la disamina separata di interventi che, pur afferenti allo stesso comprensorio, risu (...)
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