Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: Pianificazione Urbanistica
LEGITTIMA LA GARA PER CONCESSIONI BALNEARI ANCHE SENZA PIANO DI UTILIZZO DEGLI ARENALI
È legittima l'indizione di procedure ad evidenza pubblica per l'assegnazione di concessioni demaniali marittime anche in assenza del Piano di Utilizzo degli Arenili (P.U.A.) comunale, in quanto l'obbligo di garantire il confronto competitivo tra gli operatori economici prevale sulle carenze della pianificazione urbanistica locale, al fine di evitare il consolidamento di proroghe automatiche contra (...)
AMMISSIBILI LE MIGLIORIE TECNICHE COERENTI CON IL QUADRO URBANISTICO DELL'AMMINISTRAZIONE
In sede di affidamento di appalto integrato, sono ammissibili le migliorie tecniche che implementano opzioni progettuali già previste negli strumenti urbanistici o in convenzioni dell'amministrazione, in quanto tali proposte non costituiscono varianti sostanziali ma semplici integrazioni di un percorso programmatorio già positivamente vagliato sotto il profilo del pubblico interesse. (...)
VINCOLO DI INEDIFICABILITÀ SU AREA CEDUTA E POTERE DI PIANIFICAZIONE
Il vincolo di inedificabilità su un terreno ceduto gratuitamente alla Pubblica Amministrazione non ha natura perpetua, ma segue le vicende della pianificazione urbanistica; pertanto, la revoca della delibera che istituiva il verde pubblico, finalizzata alla realizzazione di un asilo nido finanziato dal PNRR, è legittima in presenza di un motivato interesse collettivo prevalente. (...)
LEGITTIMA LA VARIANTE URBANISTICA CHE LIMITA L'INSEDIAMENTO ALLA VOCAZIONE AGROALIMENTARE
È legittimo l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica con cui l'ente locale riserva una zona industriale a una specifica destinazione merceologica coerente con la vocazione del territorio, in quanto l'individuazione di tali ambiti non coincide con l'istituzione di distretti industriali riservati alla Regione e non richiede una motivazione analitica particolareggiata, essendo sufficiente (...)
INAMMISSIBILE L'IMPUGNAZIONE PARCELLIZZATA DEGLI ATTI FINALI SENZA CONTESTARE I PROVVEDIMENTI PIANIFICATORI PRESUPPOSTI (35.1)
Risulta inammissibile, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. b) c.p.a., il ricorso proposto contro le delibere di approvazione dei termini di vendita di un'area pubblica qualora i ricorrenti abbiano omesso di impugnare tempestivamente gli atti presupposti (quali varianti urbanistiche o inserimento nel piano delle alienazioni) che hanno determinato l'alienabilità e la destinazione urbanistica del b (...)
NECESSARIA L'UTILITÀ CONCRETA PER IMPUGNARE IL DECLASSAMENTO DELLE AREE URBANISTICHE
L'impugnazione di varianti urbanistiche che comportano la perdita della capacità edificatoria di aree private richiede la prova rigorosa dell'interesse al ricorso, inteso come probabilità concreta di ottenere un vantaggio sostanziale dalla sentenza. Tale interesse difetta qualora gli obiettivi programmatori dell'ente e le prescrizioni sovraordinate rendano l'annullamento dell'atto inidoneo a soddi (...)
LEGITTIMITÀ DELL'ATTUAZIONE PARZIALE DI AMBITI DI TRASFORMAZIONE PREVISTA DAL PGT
In materia di governo del territorio, è legittima la suddivisione di un ambito di trasformazione in comparti separati qualora tale facoltà sia espressamente contemplata dalle norme di piano e l'amministrazione verifichi che l'attuazione parziale non pregiudichi la sostenibilità e l'equilibrio complessivo dell'intervento unitario, restando inteso che le indagini geognostiche preliminari alla pianif (...)
LA DEFINITIVA IRREALIZZABILITÀ DEL PROGETTO RENDE IMPROCEDIBILE L’IMPUGNAZIONE DELLE NORME URBANISTICHE GENERALI
In forza del principio della natura soggettiva della giurisdizione amministrativa, l'interesse ad agire deve essere attuale e concreto fino al momento della decisione; conseguentemente, è improcedibile per carenza di interesse il ricorso volto all'annullamento di norme tecniche di attuazione comunali quando, a causa dell'intervenuta espropriazione per pubblica utilità delle aree, la realizzazione (...)
LEGITTIMA LA DESTINAZIONE AGRICOLA SENZA MOTIVAZIONE ANALITICA PER LE SINGOLE AREE
In sede di formazione di uno strumento urbanistico generale, le decisioni dell'amministrazione sulla destinazione di singole aree sono caratterizzate da ampia discrezionalità e non necessitano di apposita motivazione oltre a quella evincibile dai criteri generali e tecnici seguiti nell'impostazione del piano. Il privato non vanta un'aspettativa qualificata al mantenimento della destinazione urbani (...)
IL SOCIO DI SOCIETA' DI CAPITALI MANCA DI LEGITTIMAZIONE AD IMPUGNARE ATTI LESIVI DELLA CONTROLLATA
In tema di legittimazione al ricorso giurisdizionale amministrativo, deve escludersi la sussistenza di una posizione qualificata in capo al socio unico di una società di capitali rispetto ad atti lesivi del patrimonio immobiliare della controllata, attesa la distinzione tra la personalità giuridica della società e quella del socio. Inoltre, le scelte di pianificazione urbanistica volte alla tutela (...)
INAMMISSIBILE IL RICORSO PER OTTEMPERANZA IN CASO DI SOPRAVVENUTA IMPOSSIBILITÀ DELL'OGGETTO
È legittimo il provvedimento con cui la Stazione Appaltante dichiara l'improcedibilità di una procedura di affidamento di un'area demaniale qualora, per effetto di sopravvenute e vincolanti previsioni pianificatorie, l'area medesima risulti indisponibile o incompatibile con l'attività oggetto di concessione, non configurandosi in tal caso né elusione del giudicato né sviamento di potere laddove la (...)
SINDACATO GIURISDIZIONALE LIMITATO SULLA DISCREZIONALITÀ TECNICA NELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
In sede di pianificazione urbanistica, la valutazione dell'effetto negativo sul paesaggio operata dall'Amministrazione costituisce un elemento ostativo all'accoglimento di istanze private di trasformazione fondiaria ed è espressione di discrezionalità tecnica; tale giudizio è censurabile in sede giurisdizionale solo quando risulti ictu oculi affetto da manifesta illogicità o travisamento fattuale, (...)
MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER IL DECLASSAMENTO DI AREE CON CONVENZIONE URBANISTICA
Il principio della motivazione generica delle scelte di pianificazione urbanistica non trova applicazione quando il privato sia titolare di una posizione di affidamento qualificato, derivante ad esempio dalla stipula di una convenzione di lottizzazione; in tale fattispecie, l'amministrazione è obbligata a giustificare puntualmente le ragioni di pubblico interesse che impongono il mutamento della d (...)
DISCREZIONALITA' URBANISTICA E LEGITTIMITA' DELL'ALIENAZIONE DI AREE PUBBLICHE A TRATTATIVA PRIVATA
È legittima la scelta dell'Amministrazione di procedere all'alienazione di una porzione di terreno comunale mediante trattativa privata diretta qualora il bene risulti privo di autonomia funzionale e isolato rispetto alla viabilità pubblica, rendendo ragionevole la manifestazione di interesse all'acquisto da parte del solo operatore economico confinante. (...)
INAMMISSIBILE LA CENSURA SULLA ROTAZIONE SOLLEVATA DA SOGGETTI ESTRANEI ALLA GARA (36.1)
È inammissibile per difetto di legittimazione e di interesse la censura relativa alla violazione del principio di rotazione nell'affidamento di un incarico di progettazione urbanistica sollevata da soggetti che non rivestono la qualifica di operatori economici concorrenti nel mercato di riferimento, non potendo costoro vantare una posizione giuridica protetta rispetto alle modalità di scelta del c (...)
ILLEGITTIMA LA PRESA D'ATTO DEL PIANO URBANISTICO SE LE PRESCRIZIONI AMBIENTALI SONO SOSTANZIALI
È illegittima la deliberazione consiliare che si limita a prendere atto dell'efficacia automatica del Piano Regolatore Generale qualora il recepimento di prescrizioni contenute nel parere di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) o in quello paesaggistico abbia comportato modifiche radicali e non meramente tecniche allo strumento urbanistico. In tali ipotesi, l'Amministrazione è tenuta a riaprire (...)
IL COMUNE NON PUÒ IMPORRE DIVIETI GENERALIZZATI ALL'INSTALLAZIONE DI INFRASTRUTTURE DI TELEFONIA MOBILE
Il regolamento comunale per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile può legittimamente prevedere criteri preferenziali, ma non può introdurre limiti localizzativi estesi a vaste zone del territorio o elenchi chiusi di siti idonei, pena la violazione della normativa statale che qualifica tali impianti come opere di pubblica utilità assimilate all'urbanizzazione primaria. In particolare (...)
OBBLIGO DI MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER LA RICLASSIFICAZIONE URBANISTICA DI AREE CON CONVENZIONE VIGENTE
In sede di adozione di un nuovo strumento urbanistico generale, l'amministrazione è tenuta a fornire una motivazione specifica e puntuale per la riclassificazione in zona agricola di aree precedentemente destinate all'edificazione qualora il privato vanti un affidamento qualificato derivante dalla stipula di una convenzione di lottizzazione. In tali casi, non è sufficiente il generico richiamo agl (...)
PIANIFICAZIONE URBANISTICA: LEGITTIMA L'APPROVAZIONE DEL PUC CON PARERI ACQUISITI TARDIVAMENTE
In materia di pianificazione urbanistica, la tardiva acquisizione dei pareri obbligatori non costituisce vizio invalidante qualora tali atti siano comunque acquisiti prima della delibera di approvazione finale. L'interesse a ricorrere avverso il declassamento di aree edificabili è insussistente se il ricorrente non dimostra una concreta possibilità di ottenere un ampliamento delle zone residenzial (...)
AMPIA DISCREZIONALITÀ DELLA PA NELLA VALUTAZIONE PRELIMINARE DELLE PROPOSTE DI PROJECT FINANCING (193.2)
In tema di finanza di progetto ad iniziativa privata, la fase preliminare volta alla valutazione della fattibilità della proposta è connotata da amplissima discrezionalità amministrativa, intesa non alla scelta della migliore offerta ma alla verifica dell'esistenza di un interesse pubblico che ne giustifichi l'accoglimento. È pertanto legittimo il provvedimento di diniego motivato dalla necessità (...)
LIMITI AL SINDACATO GIURISDIZIONALE SULLA DISCREZIONALITÀ TECNICA DELLE SCELTE URBANISTICHE COMUNALI
In materia di varianti urbanistiche, l'Amministrazione gode di una discrezionalità tale da rendere le scelte di merito insindacabili dal giudice amministrativo, salvo il caso di vizi macroscopici quali l'irragionevolezza manifesta o il travisamento dei fatti. L'interesse del proprietario privato alla conservazione della destinazione del suolo recede di fronte alle motivate esigenze di interesse pu (...)
AMPIA DISCREZIONALITÀ NELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA E LIMITI ALL'OBBLIGO DI RIPUBBLICAZIONE DEL PIANO
La ripubblicazione dello strumento urbanistico generale si rende necessaria esclusivamente laddove le modifiche introdotte in sede di approvazione ne stravolgano l'impianto originario o i criteri ispiratori fondamentali. Non sussiste alcun obbligo di ripubblicazione per varianti che, pur incidendo sulla classificazione di specifiche aree, mantengano inalterata la struttura complessiva del piano, t (...)
LIMITI ALLA TUTELA DELL'AFFIDAMENTO LEGITTIMO NELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA E CESSIONE BENI
In materia di pianificazione urbanistica e gestione del patrimonio immobiliare pubblico, non è configurabile un affidamento qualificato alla vendita a trattativa privata in favore di un operatore economico in assenza di convenzioni o accordi formali. La scelta dell'Amministrazione di destinare un'area a parcheggio pubblico e di cederla gratuitamente a un altro ente territoriale per finalità collet (...)
INAMMISSIBILITA' DEL RICORSO CONTRO PIANI URBANISTICI SENZA CONTRATTO FORMALE CON LA PA
È inammissibile per difetto di legittimazione attiva e carenza di interesse il ricorso proposto dall'operatore economico che gestisca un servizio pubblico in via d'urgenza senza aver mai formalizzato il rapporto mediante contratto scritto. La mancanza di un titolo negoziale valido ai sensi degli artt. 16 e 17 del R.D. n. 2440/1923 impedisce il consolidamento di una posizione di interesse legittimo (...)
CONCORSO PUBBLICO OBBLIGATORIO PER VARIANTI URBANISTICHE SOSTANZIALI SOPRA I 5000 MQ
Nelle procedure di pianificazione urbanistica, qualora una variante a un piano di recupero esistente comporti modifiche sostanziali agli indici di densità edilizia e alle altezze in una zona superiore ai 5.000 mq, la stessa deve essere considerata alla stregua di un nuovo piano di attuazione; pertanto, ai sensi della normativa vigente, l'Amministrazione è obbligata a indire un concorso pubblico di (...)
PIENA DISCREZIONALITÀ URBANISTICA ALLA SCADENZA DEL VINCOLO CONVENZIONALE DI CUBATURA
In materia urbanistica non trova applicazione il principio del divieto di reformatio in pejus, in quanto l'interesse del privato alla conservazione della disciplina previgente è degradato a mero interesse di fatto non tutelabile; l'affidamento qualificato, idoneo a imporre un onere motivazionale aggravato, sorge esclusivamente in presenza di convenzioni di lottizzazione stipulate, accordi di dirit (...)

