Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: EQUILIBRIO CONTRATTUALE
COMPENSAZIONE PREZZI DEI MATERIALI: MODALITA' DI CALCOLO E PARAMETRO MINISTERIALE (1SEPTIES)
La variazione percentuale si applica alle 'quantità dei materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate' e non ai prezzi pattuiti contrattualmente. Tanto è vero che i prezzi stabiliti nei decreti ministeriali per la compensazione dei rincari dei materiali rappresentano dei riferimenti di calcolo - valore parametrico -, ma non modificano il pr (...)
REVISIONE PREZZI NEI CONTRATTI STIPULATI DA SOGGETTI AGGREGATORI: INCLUSIONE DELL'IVA NELLA FORMULA E PREVALENZA DEL DATO LETTERALE (106.1.A)
In particolare, la parte appellata ha condiviso l’art. 20 del Capitolato speciale, espressamente richiamato dall’art. 17 della convenzione – quadro, a mente del quale: “la revisione dei Prezzi Unitari, al netto del ribasso offerto, verrà effettuata separatamente per i Prezzi Unitari della Componente e ed i Prezzi Unitari della Componente M. La revisione della compon (...)
INAPPLICABILITÀ DELLA RISOLUZIONE CONTRATTUALE PER ECCESSIVA ONEROSITÀ NEGLI APPALTI PUBBLICI
L'articolo 1664 cod. civ., avente carattere speciale rispetto all'articolo 1467 cod. civ., non prevede la risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta, ma solo la revisione dei prezzi o, nel caso di cui al comma 2, il diritto dell'appaltatore ad un equo compenso, con conseguente inapplicabilità dell'articolo 1467 cod. civ. nelle fattispecie da esso contemplate. (...)
REVISIONE PREZZI: AMMISSIBILE PRIMA DELLA STIPULA DEL CONTRATTO
In sede di affidamento di contratti pubblici, la stazione appaltante può procedere a modifiche non sostanziali delle condizioni d’offerta prima della stipula qualora ricorrano circostanze eccezionali e imprevedibili, quali shock economici globali o crisi geopolitiche, che rendano l’offerta originaria non più attuale né sostenibile. "I presupposti che consentono alla stazione appaltante di (...)
REVISIONE PREZZI E METODO DI CALCOLO: DEVE MIRARE A CONSERVARE L'EQUILIBRIO CONTRATTUALE E IL POTERE DI ACQUISTO DEL CORRISPETTIVO (115)
È illegittima la liquidazione della revisione prezzi operata dalla Stazione Appaltante mediante l'applicazione dell'indice ISTAT FOI sul canone base originariamente pattuito (o rideterminato ope legis), senza tenere conto della rivalutazione del corrispettivo maturata negli anni intercorrenti tra l’avvio del servizio e l’annualità di riferimento. La natura d (...)
LA CLAUSOLA DI REVISIONE DEI PREZZI DEVE ESSERE INTERPRETATA SECONDO BUONA FEDE E IN FUNZIONE DELLA SALVAGUARDIA DELL'EQUILIBRIO CONTRATTUALE (106)
In tema di appalti pubblici, è illegittimo il provvedimento con cui la Stazione Appaltante nega la revisione dei prezzi subordinandola al superamento di una soglia minima di variazione (nella specie il 10%) non prevista dal regolamento contrattuale, non potendosi applicare analogicamente discipline speciali dettate per gli accordi-quadro. Ai fini della dimostrazione (...)
NON AMMISSIBILE LA REVISIONE DEI PREZZI PRIMA DELLA STIPULA DEL CONTRATTO
È legittimo il provvedimento di revoca dell'aggiudicazione, qualificabile come "revoca-sanzione" ex art. 21-quinquies L. 241/1990, adottato nei confronti dell'operatore economico che rifiuti la stipula del contratto subordinandola a una preventiva revisione dei prezzi. "Le condizioni economiche della commessa pubblica da affidare non possono e (...)
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QUALIFICAZIONE DELLA "PROROGA TECNICA" E OBBLIGO DI REVISIONE DEI PREZZI (115)
Qualora l’Amministrazione disponga la prosecuzione del rapporto contrattuale in attesa della definizione di una nuova gara, l’atto deve essere qualificato come proroga tecnica, con conseguente applicabilità della disciplina sulla revisione dei prezzi, non potendo l'Amministrazione imporre unilateralmente l’applicazione di un canone risalente all'inizio del r (...)
REVISIONE DEI PREZZI: OPERA IN CASO DI PROROGA TECNICA MENTRE È ESCLUSA IN CASO DI RINNOVO CONTRATTUALE (115)
In materia di appalti pubblici di servizi, la prosecuzione del rapporto oltre il termine di scadenza finalizzata a garantire la continuità nelle more di una nuova gara (c.d. proroga tecnica) non preclude il diritto alla revisione prezzi, essendo il rapporto ancora disciplinato dalla fonte originaria. La distinzione tra proroga e rinnovo risiede nell'assenza, nel (...)
REVISIONE PREZZI: RILEVANZA DELLA VARIAZIONE NEGATIVA DEI PREZZI ED EQUILIBRIO CONTRATTUALE (115)
Nell'interpretazione delle clausole revisionali, la finalità di garantire la medesima remuneratività iniziale del contratto comporta che l'adeguamento debba inglobare anche eventuali variazioni negative (deflazione) registrate nelle annualità precedenti. Se la clausola negoziale prevede l'aggiornamento sulla base della variazione verificatasi nell'an (...)
LA REVISIONE DEI PREZZI È FINALIZZATA ALLA TUTELA DELL’EQUILIBRIO NEGOZIALE E PRESUPPONE NECESSARIAMENTE L’ATTUALE VIGENZA DEL RAPPORTO CONTRATTUALE (106)
In tema di appalti pubblici, la revisione dei prezzi non costituisce un diritto a un conguaglio retroattivo, ma uno strumento volto ad adeguare il corrispettivo delle prestazioni ancora da eseguire. La facoltà di attivare tale procedimento presuppone l’attuale vigenza del contratto, poiché solo durante la sua esecuzione l’adeguamento del prezzo può esplicare la sua (...)
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CONCESSIONI DI SERVIZI DI TRASPORTO: L'ADEGUAMENTO DEL PEF NON E' MODIFICA SOSTANZIALE DELL'OFFERTA SE LA VERIFICA È PREVISTA DALLA LEX SPECIALIS PER GARANTIRE L'EQUILIBRIO ECONOMICO-FINANZIARIO (106)
È inammissibile il ricorso proposto contro una delibera regionale di indirizzo che prenda atto delle attività istruttorie volte all'aggiornamento del Piano Economico Finanziario (PEF) di una gara TPL (Trasporto Pubblico Locale), trattandosi di atto endoprocedimentale privo di effetti esterni immediati. Nelle concessioni di ser (...)
REVISIONE PREZZI APPLICABILE ALLA PROROGA TECNICA SENZA NUOVA NEGOZIAZIONE
In tema di appalti pubblici di servizi, la clausola di revisione dei prezzi opera obbligatoriamente in presenza di una proroga tecnica, intesa come mero differimento del termine finale di scadenza del rapporto che rimane disciplinato dalle condizioni originarie. Al contrario, la revisione non è applicabile in caso di rinnovo contrattuale, il quale, comportando una nuova negoziazione tra le parti, (...)
Clausola sostituzione farmaci in scadenza: necessari approfondimenti istruttori del giudice
È necessario disporre incombenti istruttori e l'integrazione del contraddittorio qualora la contestazione di clausole del capitolato sulla gestione dei prodotti in scadenza riguardi forniture già assegnate ad una pluralità di operatori economici, al fine di garantire la completezza del rapporto processuale. (...)
Legittimità clausola sostituzione farmaci in scadenza e incombenti istruttori
Ai fini del decidere sulla legittimità di una clausola contrattuale che impone al fornitore di medicinali l'onere della sostituzione dei prodotti in scadenza o il rimborso nominale, il Consiglio di Stato può disporre incombenti istruttori volti ad acquisire i contratti e gli ordini di fornitura effettivamente emessi, nonché a verificare la prassi adottata da altre centrali di committenza regionale (...)
REVISIONE PREZZI AMMISSIBILE ANCHE DOPO LA CESSAZIONE DEL RAPPORTO CONTRATTUALE
Il diritto alla revisione dei prezzi, finalizzato a mantenere l'equilibrio contrattuale e la qualità delle prestazioni, soggiace alla prescrizione quinquennale e può essere azionato anche dopo la scadenza del contratto. L'amministrazione è tenuta a istruire il procedimento verificando l'effettiva onerosità sopravvenuta, mentre l'appaltatore ha l'onere di allegare e provare lo squilibrio economico (...)
OBBLIGATORIETÀ DELLA REVISIONE PREZZI E NULLITÀ DELLE CLAUSOLE CONTRATTUALI DEROGATORIE
In tema di appalti pubblici di servizi e forniture, l'art. 115 del D.Lgs. n. 163/2006 impone l'obbligo di inserire nei contratti ad esecuzione periodica o continuativa una clausola di revisione periodica del prezzo. Tale disposizione ha natura imperativa, determinando la nullità di eventuali clausole contrattuali che escludano il diritto alla revisione e la loro sostituzione automatica ai sensi de (...)
LA REVISIONE PREZZI NON È AUTOMATICA E RICHIEDE LA PROVA DELL'AUMENTO DEI COSTI (44.1)
In tema di appalti pubblici di servizi, la revisione dei prezzi non opera automaticamente in base alla variazione degli indici ISTAT, ma richiede un'istruttoria della stazione appaltante volta a verificare l'effettiva rottura dell'equilibrio contrattuale, restando in capo all'operatore economico l'onere di dimostrare l'incremento dei costi subiti. (...)
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NATURA DI PROROGA TECNICA E OBBLIGO DI REVISIONE DEI PREZZI PER L'EQUILIBRIO CONTRATTUALE
In materia di appalti pubblici, la prosecuzione del servizio finalizzata a garantire la continuità nelle more di una nuova gara configura una proroga tecnica e non un rinnovo; tale fattispecie non consente all'amministrazione di imporre unilateralmente il canone originario risalente nel tempo, sussistendo l'obbligo di procedere alla revisione dei prezzi per preservare l'equilibrio dinamico del sin (...)
INAMMISSIBILE LA REVISIONE PREZZI SENZA APPOSITA CLAUSOLA NEI DOCUMENTI DI GARA (106.1)
L'art. 106, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 50/2016 richiede che le clausole di revisione dei prezzi siano previste nei documenti di gara iniziali in modo chiaro e inequivocabile. In difetto di tale previsione, l'appaltatore non può pretendere l'adeguamento del canone, restando salva unicamente la tutela civilistica della risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta dinanzi al giudice ordinario. (...)
OBBLIGO DI RINEGOZIAZIONE SECONDO BUONA FEDE PER LE CONCESSIONI IN PROROGA TECNICA (9.1)
In tema di concessioni di servizi pubblici, la proroga legale del rapporto oltre il termine contrattuale configura una circostanza straordinaria che legittima il concessionario a richiedere la rinegoziazione del canone. L'Amministrazione ha l'obbligo di condurre un'istruttoria effettiva e collaborativa, valutando la documentazione prodotta dall'operatore economico e motivando analiticamente l'even (...)
Argomenti:
NATURA IMPERATIVA DELLA CLAUSOLA DI REVISIONE PREZZI E DIRITTO AL COMPENSO REVISIONALE
Negli appalti pubblici di servizi e forniture a esecuzione periodica o continuativa, la clausola di revisione dei prezzi prevista dall'art. 115 del D.Lgs. n. 163/2006 riveste carattere imperativo, integrando automaticamente il regolamento contrattuale e prevalendo su eventuali pattuizioni difformi che sono colpite da nullità parziale. (...)
INAMMISSIBILE LA VARIANTE PER CIRCOSTANZE IMPREVISTE FINALIZZATA AL SOLO RIEQUILIBRIO ECONOMICO DELL'APPALTATORE (106.1)
La variante in corso d'opera per circostanze impreviste risponde a un interesse esclusivo dell'amministrazione e non può essere invocata dal contraente privato per rimediare all'onerosità sopravvenuta della prestazione, restando tale valutazione confinata nell'ambito della discrezionalità amministrativa non sindacabile nel merito. (...)
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ILLEGITTIMO IL DINIEGO DI REVISIONE PREZZI FONDATO SU PARAMETRI CONTRATTUALI NON OMOGENEI
In tema di revisione prezzi ex art. 115 D.Lgs. 163/2006, è illegittimo il provvedimento di diniego dell'amministrazione che si fondi esclusivamente sul confronto tra il corrispettivo contrattuale e i prezzi offerti in una successiva procedura di gara, qualora quest'ultima presenti differenze strutturali, oggettive e temporali tali da determinare un diverso equilibrio tecnico-economico del servizio (...)
INAPPLICABILITÀ DEI CRITERI PER SOSPENSIONE LAVORI ALLA CONTRAZIONE DEI TERMINI DI ESECUZIONE (160.1)
L'articolo 160 del D.P.R. n. 207/2010 non è applicabile, né direttamente né per analogia, all'ipotesi in cui l'esecuzione del contratto debba avvenire in un termine ridotto rispetto a quello originariamente previsto. La contrazione dei tempi richiede l'impiego di maggiori risorse che deve essere adeguatamente remunerato in virtù del principio di tendenziale equivalenza tra le controprestazioni, di (...)
CALCOLO COMPENSAZIONE PREZZI MATERIALI RAGGUAGLIATO ALL'ANNO DI PRESENTAZIONE DELL'OFFERTA (133.4)
In tema di appalti pubblici, la variazione dei prezzi dei materiali da costruzione superiore al dieci per cento, che dà luogo a compensazione, deve essere calcolata prendendo come parametro di riferimento il prezzo medio rilevato nell'anno di presentazione dell'offerta; è pertanto illegittima l'applicazione di un criterio di calcolo per blocchi annuali che consideri rilevanti solo gli scostamenti (...)
ESCLUSA LA REVISIONE PREZZI PER LE LAVORAZIONI ESEGUITE NELLO STESSO ANNO DI PRESENTAZIONE DELL'OFFERTA
In tema di appalti pubblici, la revisione straordinaria dei prezzi di cui all'art. 1-septies del D.L. n. 73/2021 non è dovuta per le lavorazioni contabilizzate nello stesso anno solare di presentazione dell'offerta economica. Tale esclusione risponde al principio generale per cui, nel primo anno di contratto, l'Operatore Economico è tenuto a rispettare le condizioni economiche formulate in gara, i (...)
NATURA NEGOZIALE DELLA TRANSAZIONE E INESISTENZA DELL'OBBLIGO DI PROVVEDERE (9.1)
In tema di contratti pubblici, non è configurabile un silenzio-inadempimento impugnabile innanzi al giudice amministrativo nel caso in cui l'operatore economico presenti un'istanza di riequilibrio contrattuale espressamente finalizzata alla stipula di un accordo transattivo per definire una lite civile pendente. Tale iniziativa si iscrive nel perimetro delle trattative negoziali e non attiva un pr (...)
IL COMPENSO PER CARO MATERIALI RICHIEDE LA DIMOSTRAZIONE DELLA CONCRETA MAGGIORE ONEROSITA'
Il meccanismo di compensazione dei prezzi introdotto dalla legislazione emergenziale non attribuisce all'appaltatore un diritto incondizionato all'applicazione automatica dei parametri ministeriali, ma mira a ripristinare l'equilibrio contrattuale a fronte di oneri realmente sostenuti e documentati, restando esclusa ogni finalità di arricchimento svincolata dal danno sofferto durante l'esecuzione (...)
REVISIONE PREZZI NEGATA IN ASSENZA DI CLAUSOLA CONTRATTUALE ESPRESSA (106.1)
In tema di appalti pubblici disciplinati dal d.lgs. 50/2016, la revisione dei prezzi è subordinata alla presenza di un'apposita clausola nei documenti di gara iniziali. In assenza di tale previsione, l'appaltatore non vanta un diritto alla rinegoziazione del corrispettivo né può invocare l'integrazione automatica del contratto, restando inapplicabili i meccanismi di revisione introdotti dalla legi (...)
Argomenti:
ILLEGITTIMO IL DINIEGO DI REVISIONE PREZZI MOTIVATO CON GENERICHE ESIGENZE DI PRUDENZA (3.1)
Il diniego all'istanza di riequilibrio economico-finanziario fondato su generiche esigenze di prudenza nella gestione delle risorse pubbliche è illegittimo per difetto di motivazione, violando l'obbligo di palesare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione ai sensi dell'art. 3 della legge n. 241/1990. (...)
REVISIONE PREZZI: ILLEGITTIMI SOGLIE E VINCOLI FORMALI NON PREVISTI (106.1)
In materia di revisione prezzi negli appalti pubblici, la clausola inserita nel capitolato ai sensi dell'art. 106 del D.Lgs. 50/2016 è vincolante e non può essere integrata dall'amministrazione con soglie di rilevanza esternne o requisiti probatori eccessivamente formalistici; qualora la documentazione specificamente prevista non sia disponibile per cause non imputabili all'appaltatore (come il ri (...)
LEGITTIMA LA REVISIONE PREZZI ANCORATA A INDICI OGGETTIVI SENZA OBBLIGO DI RINEGOZIAZIONE (115.1)
L'articolo 115 del D.Lgs. 163/2006 non contempla una predeterminazione del contenuto della clausola revisionale, limitandosi a imporne l'inserimento. Pertanto, una clausola che ancora la revisione a indici ufficiali pubblicati da autorità di settore (come ARERA) è pienamente legittima e non può essere interpretata nel senso di obbligare la stazione appaltante a istruttorie supplementari per garant (...)
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LIMITI ALLA REVISIONE PREZZI SENZA CLAUSOLE CHIARE NEI DOCUMENTI DI GARA (106.1)
In materia di revisione prezzi sotto il vigore del D.Lgs. 50/2016, l'attivazione del meccanismo revisionale richiede l'esistenza di clausole autorizzative chiare e inequivocabili all'interno dei documenti di gara. Un rinvio tautologico ai 'casi previsti dalla legge' non soddisfa tale requisito, rendendo inapplicabile l'istituto e prevalente il principio di immodificabilità delle prestazioni contra (...)
REVISIONE PREZZI BASATA SU INDICI ISTAT SENZA PROVA DI SQUILIBRI ECCEZIONALI (115.1)
Nei contratti di appalto di servizi e forniture, la revisione dei prezzi prevista dall'art. 115 del D.Lgs. n. 163/2006 risponde all'esigenza di riequilibrare il sinallagma funzionale contro le variazioni imprevedibili dei costi; pertanto, l'adeguamento va riconosciuto sulla base degli indici ufficiali ISTAT FOI, i quali segnano la misura ordinaria del compenso revisionale senza necessità di provar (...)
Argomenti:
REVISIONE PREZZI MEDIANTE INDICI ISTAT SENZA ONERE PROVA DELLO SQUILIBRIO (115.1)
Ai sensi dell'art. 115 del d.lgs. n. 163 del 2006, il meccanismo di revisione prezzi opera nei contratti di durata al fine di mantenere inalterato l'equilibrio sinallagmatico originario. Il riconoscimento di tale compenso deve avvenire sulla base dell'indice ISTAT FOI, quale parametro generale e limite massimo, senza che l'operatore economico debba fornire la prova di uno squilibrio eccedente la n (...)
GIURISDIZIONE ORDINARIA SULLE CONTROVERSIE PATRIMONIALI RELATIVE AL CONGUAGLIO DEI CANONI CONCESSORI
In materia di concessione di beni pubblici, la giurisdizione del giudice amministrativo è limitata alle controversie che pongono in contestazione l’esercizio di poteri valutativo-discrezionali in relazione alla determinazione del canone. Ne consegue che le pretese meramente patrimoniali, finalizzate al riequilibrio del sinallagma contrattuale a fronte di costi straordinari, sono devolute al giudic (...)
REVISIONE PREZZI AMMESSA SOLO SE PREVISTA DA CLAUSOLE CHIARE NELLA LEX SPECIALIS (106.1)
In tema di appalti pubblici disciplinati dal D.Lgs. 50/2016, la revisione dei prezzi non costituisce un effetto automatico del contratto, ma è subordinata alla previsione di clausole revisionali chiare, precise e inequivocabili nei documenti di gara. L'art. 106, comma 1, lett. a) del medesimo decreto, in quanto norma speciale, deroga all'art. 1664 cod. civ., rendendo quest'ultimo inapplicabile per (...)
LIMITI ALL'APPLICAZIONE AUTOMATICA DELL'INDICE FOI PER LA REVISIONE DEI PREZZI (106.1)
La revisione prezzi mira a garantire il riequilibrio del sinallagma contrattuale a fronte di una documentata alterazione e non può trasformarsi in un meccanismo di modifica del prezzo originariamente stabilito a solo vantaggio di una parte. In assenza di sopravvenienze realmente in grado di turbare l'assetto economico, l'applicazione indistinta di indici statistici all'intero canone è illegittima (...)
NATURA IMPERATIVA DELLA REVISIONE PREZZI E INTEGRAZIONE AUTOMATICA DEL CONTRATTO PUBBLICO (115.1)
Nei contratti di appalto di servizi e forniture ad esecuzione periodica o continuativa, la disciplina sulla revisione dei prezzi dettata dalla legislazione speciale prevale sulla disciplina generale civilistica. La clausola revisionale ha natura imperativa e si inserisce automaticamente nel regolamento contrattuale ai sensi degli artt. 1339 e 1419 c.c., rendendo nulle le pattuizioni private che ne (...)
SUSSISTE L'OBBLIGO DI RINEGOZIAZIONE DEL CANONE NELLA GESTIONE TRANSITORIA DEL SERVIZIO GAS (9.1)
Nelle concessioni di servizi pubblici, la proroga ex lege della gestione oltre la scadenza naturale del contratto impone all'amministrazione concedente l'obbligo di rinegoziare il canone di concessione secondo buona fede, qualora sopravvengano circostanze straordinarie e imprevedibili atte a determinare un irragionevole squilibrio delle prestazioni contrattuali che renda la gestione economicamente (...)
REVISIONE PREZZI INAMMISSIBILE SENZA ESPRESSA PREVISIONE NELLA LEX SPECIALIS (106.1)
In tema di appalti pubblici disciplinati dal D.Lgs. 50/2016, la revisione dei prezzi è ammessa solo ove espressamente pattuita nei documenti di gara; l'assenza di tale clausola impedisce il riconoscimento del compenso revisionale, né tale lacuna può essere colmata invocando l'applicazione retroattiva dell'art. 60 del D.Lgs. 36/2023, che non trova applicazione per i contratti aggiudicati sotto il v (...)
REVISIONE PREZZI MEDIANTE CALCOLO CUMULATIVO DELL'INDICE ISTAT FOI
In tema di revisione dei prezzi negli appalti di servizi, il calcolo dell'adeguamento basato sull'indice ISTAT FOI deve seguire un criterio progressivo e cumulativo. È illegittima la prassi della stazione appaltante che applica l'indice di rivalutazione annuale al corrispettivo originario non attualizzato, ignorando il meccanismo statistico del concatenamento necessario per misurare la reale varia (...)
DECORRENZA REVISIONE PREZZI DALLA DATA DI PRESENTAZIONE DELL'ISTANZA DELL'APPALTATORE
In tema di appalti pubblici, il diritto dell'appaltatore all'adeguamento dei prezzi decorre dalla data di presentazione della relativa istanza, in quanto la fase istruttoria dell'Amministrazione ha la funzione di accertare i presupposti del diritto e non di costituirlo; diversamente opinando, la decorrenza verrebbe rimessa all'arbitrio della Stazione Appaltante e ai tempi di conclusione dell'istru (...)
DIRITTO ALLA REVISIONE PREZZI QUALE NORMA IMPERATIVA NEGLI APPALTI DI DURATA (115.1)
La clausola di revisione periodica del prezzo negli appalti di servizi e forniture ad esecuzione continuata, prevista dall'art. 115 del D.Lgs. n. 163/2006, è norma imperativa non derogabile in via pattizia, integrando automaticamente il contratto ai sensi dell'art. 1339 c.c. Tale clausola garantisce l'equilibrio contrattuale ed è posta a tutela sia dell'appaltatore, per evitare l'eccessiva onerosi (...)
LEGITTIMA L'ALLOCAZIONE DEL RISCHIO DI OBSOLESCENZA FARMACEUTICA MEDIANTE CLAUSOLA DI RITIRO E RIMBORSO (120.1)
In tema di appalti per forniture farmaceutiche, la clausola che impone all'aggiudicatario l'obbligo di ritiro o rimborso dei medicinali prossimi alla scadenza, ancorché consegnati entro i termini di vita utile prescritti, è legittima in quanto espressione dell'autonomia negoziale della stazione appaltante volta ad allocare correttamente i rischi di obsolescenza e a prevenire sprechi di denaro pubb (...)
LEGITTIMA LA TRASLAZIONE DEL RISCHIO DI OBSOLESCENZA TECNOLOGICA SULL’OPERATORE ECONOMICO (120.1)
Nelle procedure di gara per la fornitura di medicinali, è legittima la clausola che obbliga l'appaltatore al ritiro o al rimborso dei prodotti prossimi alla scadenza ancorché consegnati nel rispetto della shelf-life pattuita; tale previsione non costituisce un irragionevole squilibrio contrattuale, ma rappresenta una lecita modalità di allocazione di un rischio oggettivo di obsolescenza, tipico de (...)
LEGITTIMA L'ALLOCAZIONE AL FORNITORE DEL RISCHIO DI OBSOLESCENZA DEI MEDICINALI (9.1)
Le clausole del capitolato che impongono al fornitore il ritiro dei medicinali in scadenza, indipendentemente dal rispetto dei termini di vita utile al momento della consegna, sono legittime poiché volte a trasferire sull'operatore economico il rischio di sopravvenienze oggettive (come l'obsolescenza terapeutica) che rendono il farmaco inutilizzabile, garantendo la conservazione dell'equilibrio co (...)
ONERE PROBATORIO E LIMITI ALLA REVISIONE PREZZI PER SQUILIBRIO CONTRATTUALE (60.1)
In tema di appalti pubblici, la revisione dei prezzi non garantisce un costante e automatico adeguamento del corrispettivo all'andamento del mercato, ma richiede la prova rigorosa dello squilibrio contrattuale. L'operatore economico deve dimostrare l'insufficienza dei corrispettivi a coprire i costi di produzione a causa di eventi esterni imprevedibili, non potendo supplire a tale lacuna probatori (...)
NATURA IMPERATIVA DELLA CLAUSOLA DI REVISIONE PREZZI NEGLI APPALTI DI SERVIZI (115.1)
Nei contratti di appalto pubblico di servizi ad esecuzione continuata o periodica, la clausola di revisione dei prezzi costituisce una norma imperativa di ordine pubblico economico, finalizzata a preservare l'equilibrio contrattuale e la qualità delle prestazioni. Ne consegue che le clausole contrattuali che escludono o limitano eccessivamente tale diritto sono nulle e vengono integrate automatica (...)
REVISIONE PREZZI OBBLIGATORIA E INTEGRAZIONE AUTOMATICA DELLE CLAUSOLE IMPERATIVE (115.1)
Nei contratti pubblici ad esecuzione periodica o continuata, la disciplina sulla revisione prezzi dettata dall'art. 115 del D.Lgs. n. 163/2006 ha natura imperativa e prevale sulle pattuizioni contrattuali private, integrando o modificando la volontà delle parti contrastante mediante il meccanismo dell'inserzione automatica di clausole ai sensi dell'art. 1339 c.c., al fine di preservare l'equilibri (...)
NATURA IMPERATIVA DELLA REVISIONE PREZZI E INSERZIONE AUTOMATICA NEL CONTRATTO
In tema di appalti pubblici di servizi, la clausola di revisione periodica del prezzo prevista dall'art. 115 del D.Lgs. n. 163/2006 costituisce norma imperativa non derogabile dalle parti. Tale clausola si inserisce automaticamente nel contratto ai sensi degli artt. 1339 e 1419 c.c., attribuendo all'operatore economico un diritto soggettivo perfetto al compenso revisionale volto a preservare l'equ (...)
NATURA IMPERATIVA E INSERZIONE AUTOMATICA DELLA CLAUSOLA DI REVISIONE PREZZI NEGLI APPALTI (115.1)
La clausola di revisione periodica del corrispettivo negli appalti di servizi è una norma imperativa di ordine pubblico economico che integra ex lege la volontà negoziale difforme secondo il meccanismo degli artt. 1339 e 1419 c.c., mirando a tenere indenne l'appaltatore da aumenti dei costi di produzione tali da compromettere la qualità del servizio. (...)
OBBLIGATORIETÀ DELLA REVISIONE PREZZI E INSERZIONE AUTOMATICA DELLA CLAUSOLA NEI CONTRATTI DI DURATA (115.1)
La clausola di revisione periodica del prezzo nei contratti di appalto di servizi e forniture, prevista dall'art. 115 del D.Lgs. n. 163/2006, riveste carattere di norma imperativa e si sostituisce automaticamente, per il tramite degli artt. 1339 e 1419 c.c., a eventuali clausole contrattuali contrastanti o lacunose, garantendo all'operatore economico il diritto soggettivo perfetto all'aggiornament (...)
LA REVISIONE PREZZI NEGLI APPALTI DI SERVIZI HA NATURA IMPERATIVA E INDEROGABILE (115.1)
L'articolo 115 del D.Lgs. n. 163 del 2006 costituisce norma imperativa che impone l'inserimento di una clausola di revisione periodica del prezzo nei contratti di durata; ne consegue la nullità delle clausole contrattuali difformi e la loro sostituzione automatica ex art. 1339 c.c., con il riconoscimento del diritto dell'operatore economico all'adeguamento dei corrispettivi a partire dal secondo a (...)
ILLEGITTIMO IL DINIEGO DI REVISIONE PREZZI MOTIVATO DALLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO CONTRATTUALE (115.1)
In tema di appalti pubblici di servizi, è illegittimo il diniego di revisione dei prezzi motivato unicamente dalla cessazione del rapporto contrattuale o dalla tardività della fatturazione, purchè non sia decorso il termine di prescrizione quinquennale. La revisione non opera come meccanismo di indicizzazione automatica ma configura un interesse legittimo del privato all'esercizio del potere discr (...)
ILLEGITTIMO LO IUS VARIANDI UNILATERALE SULLA FORMULA DI REVISIONE PREZZI
In tema di appalti pubblici, la stazione appaltante che intenda far fronte all'eccezionale aumento dei costi energetici non può procedere alla sostituzione unilaterale dei parametri di revisione prezzi pattuiti, poiché tale condotta viola il principio di intangibilità del vincolo contrattuale e le regole della pariteticità tra le parti. La revisione dei prezzi deve attenersi rigorosamente alla for (...)
Argomenti:
ILLEGITTIMA LA MODIFICA UNILATERALE DELLA FORMULA DI REVISIONE PREZZI DA PARTE DELLA PA (1372.1)
In tema di appalti pubblici, la Centrale di Committenza non dispone di un potere autoritativo di modifica unilaterale dei meccanismi di revisione prezzi stabiliti nel capitolato tecnico, poiché in fase di esecuzione vige il principio di pariteticità tra i contraenti di cui all'art. 1372 c.c.; pertanto, ogni variazione degli indici o delle formule revisionali deve scaturire da un accordo condiviso (...)
ILLEGITTIMITÀ DEL DINIEGO DI REVISIONE PREZZI SENZA ADEGUATA MOTIVAZIONE E COERENZA ISTRUTTORIA (106.1)
In materia di appalti pubblici di servizi, la clausola di invarianza del prezzo non preclude l'obbligo della Stazione Appaltante di esaminare nel merito le istanze di revisione fondate su fatti straordinari e imprevedibili. Il diniego opposto sulla base di rilievi generici, in contrasto con le conclusioni di tavoli di concertazione volti a garantire l'omogeneità dei prezzi, viola i principi di cor (...)
Argomenti:
INAMMISSIBILITÀ DELLA REVISIONE PREZZI IN ASSENZA DI CLAUSOLA NELLA LEX SPECIALIS (106.1)
Nei contratti pubblici disciplinati dal D.Lgs. 50/2016, la revisione dei prezzi è consentita esclusivamente qualora sia stata espressamente prevista nei documenti di gara con clausole chiare, precise e inequivocabili; in assenza di tale pattuizione, l'appaltatore non può vantare un diritto all'adeguamento del corrispettivo, restando esclusa sia l'eterointegrazione della lex specialis sia l'applica (...)
Argomenti:
IL DIRITTO ALLA REVISIONE PREZZI NON SUSSISTE NELLE PROROGHE CONTRATTUALI ILLEGITTIME (115.1)
L'istituto della revisione dei prezzi presuppone la vigenza di un rapporto contrattuale regolare e non trova applicazione qualora il servizio prosegua in regime di proroga tecnica illegittima o 'atecnica'. In ogni caso, l'adeguamento del corrispettivo non scatta automaticamente al variare degli indici ISTAT, ma è subordinato a un'istruttoria dell'Amministrazione che accerti, su prova fornita dall' (...)
LEGITTIMA LA CLAUSOLA DI SOSTITUZIONE DEI FARMACI IN SCADENZA QUALE ALLOCAZIONE DI RISCHI OGGETTIVI
In tema di appalti di forniture farmaceutiche, è legittima la clausola che impone all'appaltatore la sostituzione o il rimborso dei medicinali inutilizzati in prossimità della scadenza, trattandosi di una deroga concordata al principio del passaggio del rischio (res perit domino) finalizzata a gestire sopravvenienze oggettive di settore, come l'obsolescenza tecnologica, senza che ciò integri una v (...)
IL DIRITTO ALLA REVISIONE PREZZI HA NATURA IMPERATIVA E NON È SOGGETTO A TERMINI DI DECADENZA
La clausola di revisione prezzi prevista dalla normativa sugli appalti pubblici costituisce una norma imperativa di ordine pubblico economico, la cui applicazione non può essere limitata dalla stazione appaltante attraverso l'imposizione di termini decadenziali o oneri di comunicazione preventiva non contemplati dalla legge. Il diritto dell'operatore economico all'adeguamento del canone sorge per (...)
LA RINEGOZIAZIONE DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI ESCLUDE IL DIRITTO ALLA REVISIONE PREZZI
In materia di appalti pubblici, la revisione prezzi è applicabile esclusivamente nelle ipotesi di proroga tecnica, intesa come mero differimento temporale del termine finale del rapporto che ne lasci immutato il contenuto. Qualora le parti addivengano a una nuova regolamentazione dei propri interessi, anche attraverso la modifica di elementi quantitativi della prestazione (come la riduzione dei vo (...)
REVISIONE PREZZI OBBLIGATORIA PER GARE AVVIATE DOPO IL DECRETO AIUTI (26.2)
Il meccanismo di revisione dei prezzi e l'obbligo di aggiornamento infrannuale dei prezzari regionali previsto dall'art. 26 del d.l. n. 50/2022 trova applicazione non solo per le gare con offerte presentate entro il 2021, ma anche per quelle avviate tra l'entrata in vigore del decreto e la fine dell'anno 2022, imponendo alle stazioni appaltanti di procedere al conguaglio degli importi in sede di l (...)
LEGITTIMA LA MODIFICA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI NELLA PROCEDURA NEGOZIATA POST GARA DESERTA (57.2)
In tema di concessione di beni pubblici mediante procedura negoziata avviata a seguito di gara deserta, l'Amministrazione non è rigidamente vincolata alle previsioni della lex specialis originaria, potendo legittimamente introdurre nuove clausole contrattuali volte ad aggiornare il canone, le garanzie e gli oneri accessori in ragione del tempo trascorso e delle sopravvenienze normative, senza che (...)
DECORRENZA REVISIONE PREZZI DALLA DOMANDA E LEGITTIMITÀ DELLE CLAUSOLE LIMITATIVE
È legittima la clausola della lex specialis che subordina la decorrenza della revisione dei prezzi alla presentazione di una formale istanza dell'appaltatore, in quanto il meccanismo revisionale non opera automaticamente ma richiede l'attivazione di un procedimento amministrativo finalizzato alla verifica dei presupposti e alla quantificazione del compenso, nel rispetto dei vincoli di bilancio del (...)
LEGITTIMA L'ALLOCAZIONE AL FORNITORE DEL RISCHIO DI OBSOLESCENZA DEI MEDICINALI
In tema di appalti farmaceutici, è legittima la clausola che impone all'appaltatore il ritiro o il rimborso dei medicinali in scadenza, poiché tale onere non altera l'equilibrio contrattuale ma risponde a obiettive esigenze di gestione dei rischi legati all'obsolescenza dei prodotti, rimanendo l'eventuale uso strumentale della clausola confinato alla fase dell'esecuzione. (...)
REVISIONE PREZZI ANCORATA AL PREZZIARIO VIGENTE AL MOMENTO DELL'OFFERTA
In materia di revisione prezzi straordinaria per l'eccezionale aumento dei costi dei materiali, il punto di partenza per il calcolo dell'adeguamento deve essere individuato nel prezziario vigente al momento della scadenza del termine per la presentazione delle offerte, in quanto è in tale frangente che si cristallizza l'equilibrio economico del contratto e la consapevole accettazione del rischio d (...)
OBBLIGO DI VALUTAZIONE DELLA REVISIONE PREZZI PER SOPRAVVENUTO RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE (106.1)
È illegittimo il provvedimento con cui la stazione appaltante respinge l'istanza di revisione dei prezzi senza valutare se l'incremento del costo del lavoro, derivante da un nuovo contratto collettivo nazionale di settore, integri una circostanza imprevista e imprevedibile idonea ad alterare l'equilibrio contrattuale. La clausola revisionale basata sugli indici ISTAT non esaurisce i rimedi previst (...)
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RINEGOZIAZIONE PRECONTRATTUALE PER RINNOVO CCNL OLTRE L'ALEA DEL DIECI PER CENTO
In presenza di sopravvenienze straordinarie e imprevedibili, come il rinnovo del CCNL di settore intervenuto dopo la presentazione delle offerte, la stazione appaltante deve procedere alla rinegoziazione dei prezzi per garantire il mantenimento dell'equilibrio contrattuale già prima della stipula. Tale potere-dovere discende dai principi generali dell'ordinamento volti a garantire l'esecuzione del (...)
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INAMMISSIBILE LA REVISIONE PREZZI IN ASSENZA DI SPECIFICHE CLAUSOLE NELLA LEX SPECIALIS (106.1)
Nel regime del decreto legislativo 50 del 2016, la revisione dei prezzi per i servizi e le forniture non opera automaticamente e non configura un diritto soggettivo del contraente privato qualora la lex specialis e il contratto prevedano l'invariabilità del corrispettivo. L'introduzione di modifiche contrattuali in corso d'opera appartiene al potere autoritativo e alla valutazione discrezionale de (...)
ILLEGITTIMA L’IMPOSIZIONE RETROATTIVA DI CANONI DEMANIALI DA PARTE DI SOGGETTI TERZI ALLA CONVENZIONE
È illegittimo il provvedimento con cui l’Agenzia del Demanio impone retroattivamente al concessionario di un bene pubblico il pagamento di un canone non previsto nella convenzione originaria, laddove le parti abbiano già disciplinato l'equilibrio economico tramite oneri di manutenzione. L'integrazione automatica del contratto ex art. 1339 c.c. non è applicabile in mancanza di una specifica riserva (...)
CARATTERE IMPERATIVO DELLA REVISIONE PREZZI E INAPPLICABILITÀ DELLA SPENDING REVIEW (115.1)
La disciplina della revisione prezzi negli appalti di servizi o forniture a esecuzione continuativa, di cui all'art. 115 del D.Lgs. n. 163/2006, riveste carattere imperativo e si applica anche in assenza di clausole contrattuali, integrandone il contenuto. La valutazione del compenso revisionale deve ancorarsi ai dati economici del periodo di esecuzione del contratto, risultando illegittimo il din (...)
ILLEGITTIMO IL SILENZIO SULL'ISTANZA DI REVISIONE PREZZI PER ECCEZIONALI AUMENTI DEI COSTI (106.1)
In tema di appalti pubblici, sussiste l'obbligo per la stazione appaltante di concludere mediante provvedimento espresso e motivato il procedimento di revisione dei prezzi attivato su istanza di parte. Tale obbligo, preordinato alla salvaguardia dell'equilibrio contrattuale contro aumenti imprevedibili dei costi, non può essere eluso attraverso l'inerzia o richiami a clausole della lex specialis c (...)
OBBLIGO DI REVISIONE PREZZI NELLE PROROGHE AUTORITATIVE DI SERVIZI PUBBLICI
In materia di appalti pubblici di servizi, la clausola di revisione periodica del prezzo costituisce una norma imperativa non derogabile nemmeno attraverso l'esercizio di poteri extra ordinem di natura contingibile e urgente. L'Amministrazione ha l'obbligo di avviare un procedimento istruttorio volto all'accertamento dei presupposti per il riconoscimento del compenso revisionale, parametrando l'ad (...)
ESCLUSO IL CONGUAGLIO REVISIONALE PER LE PRESTAZIONI GIÀ ESEGUITE IN ASSENZA DI CLAUSOLE CONTRATTUALI (106.2)
La disciplina della modifica dei contratti pubblici, consentendo varianti entro i limiti del dieci per cento del valore iniziale del contratto di servizi e forniture, non riconosce un diritto soggettivo dell'appaltatore alla rinegoziazione automatica né un obbligo della stazione appaltante di procedere a conguagli per le prestazioni già effettuate in assenza di specifiche clausole revisionali. Tra (...)
ILLEGITTIMA LA MODIFICA UNILATERALE DELLA CLAUSOLA DI REVISIONE PREZZI DA PARTE DELLA PA (106.1)
È illegittimo il provvedimento con cui la Stazione Appaltante, in corso di esecuzione del contratto, sostituisce unilateralmente l'indice di revisione prezzi pattuito con un altro parametro ritenuto più favorevole all'Amministrazione. Lo ius variandi disciplinato dall'art. 106, comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 50/2016 si riferisce esclusivamente a varianti relative all'oggetto materiale della prest (...)
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ILLEGITTIMA LA MODIFICA UNILATERALE DELLA CLAUSOLA REVISIONALE CHE ALTERA L'EQUILIBRIO DEL CORRISPETTIVO PATTUITO
In sede di esecuzione di un appalto pubblico, è illegittima la determina con cui la Stazione Appaltante impone unilateralmente un nuovo indice di revisione prezzi in sostituzione di quello previsto dalla lex specialis. Il potere di variante di cui all'art. 311 del D.P.R. 207/2010 è circoscritto all'oggetto materiale delle prestazioni e non autorizza la modifica unilaterale del regime economico del (...)
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NATURA IMPERATIVA DELLA REVISIONE PREZZI E INTEGRAZIONE AUTOMATICA DEL CONTRATTO DI APPALTO (115.1)
Negli appalti pubblici di servizi ad esecuzione continuata o periodica, la clausola di revisione dei prezzi di cui all'art. 115 del D.Lgs. 163/2006 (applicabile ratione temporis) è una norma imperativa che integra automaticamente il contratto. La Stazione Appaltante non può opporre la tardività della richiesta o la mancanza di previa comunicazione annuale del fornitore come cause di decadenza dal (...)
PREVALENZA DEL METODO TARIFFARIO ARERA SULLE PATTUIZIONI CONTRATTUALI ORIGINARIE
In tema di servizi di igiene urbana, il metodo tariffario stabilito dall'autorità di regolazione costituisce disciplina imperativa che si sovrappone alle clausole contrattuali originarie. L'amministrazione può discostarsi dai limiti massimi di incremento tariffario solo se dimostra, attraverso una motivazione rigorosa e analitica delle singole voci di costo, che il mantenimento dell'equilibrio eco (...)
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ILLEGITTIMO IL SILENZIO SULL'ISTANZA DI REVISIONE PREZZI NEGLI APPALTI PUBBLICI
La stazione appaltante ha l'obbligo di concludere con un provvedimento espresso e motivato il procedimento di revisione prezzi attivato su istanza dell'appaltatore, non potendo rimanere inerte neppure laddove ritenga la domanda infondata, poiché la normativa sulla revisione periodica dei canoni ha carattere imperativo e finalità di tutela dell'equilibrio delle prestazioni contrattuali. (...)
REVISIONE PREZZI: INDICE FOI APPLICABILE SOLO ALLE VOCI DI COSTO EFFETTIVAMENTE INCREMENTATE (106.1)
In materia di appalti pubblici, la clausola revisionale che richiama l'indice ISTAT-FOI deve essere applicata alle sole voci di costo che abbiano effettivamente subito variazioni. Un'applicazione globale all'intero canone, comprensivo di costi rimasti invariati come la manodopera, comporterebbe uno stravolgimento del sinallagma contrattuale e un indebito arricchimento dell'operatore economico in v (...)
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