Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Pericolo Infiltrazione

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SUL SEMPLICE PERICOLO DI INFILTRAZIONE MALAVITOSA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'informativa antimafia interdittiva, l'Amministrazione deve valutare unitariamente e non atomisticamente una serie di elementi sintomatici, quali rapporti parentali, cointeressenze economiche e frequentazioni con soggetti controindicati, che rendano ragionevolmente probabile il pericolo di infiltrazione mafiosa, a prescindere dall'accertamento di responsabilità penali de (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU RAPPORTI PARENTALI E COINTERESSENZE ECONOMICHE CON SOGGETTI CONTROINDICATI (94.2)

T.A.R. EMILIA-ROMAGNA, PARMA - Sentenza

L'incensuratezza dei soci e l'assenza di anomalie patrimoniali non precludono l'emissione di un'interdittiva antimafia qualora sussista un quadro indiziario convergente, costituito da rapporti di parentela con soggetti affiliati, frequentazioni non occasionali con pregiudicati e cointeressenze economiche stabili con imprese già colpite da provvedimenti ostativi. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA PER FALSE DICHIARAZIONI DEL LEGALE RAPPRESENTANTE SU FORNITURE SOSPETTE (94.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

Ai fini della legittimità dell'informativa antimafia interdittiva, l'autorità prefettizia deve operare una valutazione unitaria degli elementi sintomatico-presuntivi secondo la regola del "più probabile che non", senza necessità di prova certa del condizionamento. Le condotte del legale rappresentante volte a fornire false indicazioni agli organi inquirenti per coprire forniture riconducibili a co (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER PERICOLO STRUTTURALE DI INFILTRAZIONE DESUMIBILE DA LEGAMI FAMILIARI E AFFARISTICI (84.3)

CONS. STATO - Sentenza

Ai fini dell'emissione dell'interdittiva antimafia, il quadro indiziario fondato su legami di parentela e affaristici tra i soci di maggioranza di un'impresa e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata giustifica la misura preventiva quando il rischio di infiltrazione assume carattere strutturale, rendendo irrilevanti i cambiamenti meramente formali negli organi gestori qualora la proprie (...)

AUTONOMIA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ESITO DEL GIUDIZIO PENALE

CONS. STATO - Sentenza

La misura interdittiva antimafia, in quanto strumento di prevenzione, non richiede la prova dell'intervenuta infiltrazione mafiosa o la certezza del condizionamento, essendo sufficiente la sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi da cui emerga il pericolo di ingerenza criminale. Tale valutazione, improntata alla regola del "più probabile che non", conserva la propria autonomia rispetto agli (...)

LEGITTIMITA' DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU REATI SPIA E RINVIO A GIUDIZIO (84.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione di un'informazione antimafia interdittiva, il rinvio a giudizio per reati associativi o di intestazione fittizia integra una fattispecie sintomatica del rischio di condizionamento mafioso, restando irrilevanti eventuali pronunce del Tribunale del Riesame che abbiano escluso il fumus commissi delicti per finalità cautelari. Il mero decorso del tempo, in assenza di comprovate c (...)

AUTONOMIA DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA RISPETTO AGLI ESITI E ALL'INUTILIZZABILITÀ DELLE PROVE PENALI (84.3)

CONS. STATO - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'informativa antimafia, il pericolo di infiltrazione mafiosa deve essere valutato secondo un ragionamento induttivo di tipo probabilistico che non richiede un livello di certezza oltre ogni ragionevole dubbio, tipico dell'accertamento penale. Ne consegue che l'eventuale annullamento di misure cautelari penali per inutilizzabilità delle fonti di prova non preclude all'Ammi (...)

AUTONOMIA DELLA PREVENZIONE ANTIMAFIA RISPETTO ALL'ESITO DEL PROCEDIMENTO PENALE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

La misura interdittiva antimafia è legittimamente fondata sul rinvio a giudizio dei soci per reati associativi di stampo mafioso, in virtù della piena autonomia tra la valutazione amministrativa di prevenzione e l'accertamento penale. La risalenza dei fatti contestati non elide la sussistenza del pericolo di condizionamento in assenza di chiari elementi di discontinuità. Il diniego delle misure di (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

CONS. STATO - Sentenza

Ai fini del diniego di iscrizione nella White List, l'autorità prefettizia esercita un'ampia discrezionalità tecnica nel valutare il pericolo di infiltrazione mafiosa, il quale può essere desunto non solo da condanne penali, ma anche da elementi sintomatici quali i rapporti di parentela e le frequentazioni con soggetti controindicati. Tali legami, laddove presentino un'intensità tale da far ritene (...)

L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA È LEGITTIMA SE BASATA SU UN QUADRO INDIZIARIO ATTUALE (91.6)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Sentenza

L'informazione interdittiva antimafia è legittimamente adottata quando il quadro indiziario complessivo, basato su legami parentali, assetti societari e frequentazioni con soggetti pregiudicati, rende verosimile il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo la logica del 'più probabile che non', senza che il mero trascorrere del tempo possa escludere l'attualità del rischio in mancanza di elementi (...)

ILLEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SENZA GIUDIZIO PROGNOSTICO SULL'ATTUALE PERICOLO DI INFILTRAZIONE

T.A.R. SICILIA - CATANIA - Sentenza

È illegittima l'informativa antimafia interdittiva che ometta di svolgere il necessario giudizio prognostico sulla permeabilità mafiosa dell'impresa, limitandosi a richiamare una pregressa misura di sorveglianza speciale applicata al titolare. L'informativa si distingue dalla comunicazione antimafia per il suo contenuto discrezionale e valutativo, imponendo alla Prefettura l'onere di motivare l'at (...)

MOTIVAZIONE RAFFORZATA PER L'OMISSIONE DEL CONTRADDITTORIO NELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA

CONS. STATO - Sentenza

In tema di informative interdittive antimafia, l'onere motivazionale circa la non necessità del contraddittorio procedimentale ex art. 92, comma 2-bis, d.lgs. n. 159/2011 è assolto qualora l'Amministrazione espliciti le ragioni di celerità derivanti dalla gravità del quadro indiziario. La valutazione del rischio di infiltrazione mafiosa segue una logica di probabilità induviva, dove la presenza ne (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA SE IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE HA CARATTERE CONTINUATIVO E NON OCCASIONALE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

È legittima l'informativa antimafia ostativa fondata su elementi indiziari gravi, quali il rinvio a giudizio del socio accomandatario per concorso esterno in associazione mafiosa, dovendosi escludere l'applicazione delle misure di prevenzione collaborativa qualora il condizionamento criminale non risulti meramente occasionale ma strutturale o continuativo. (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SUL CRITERIO DEL PIÙ PROBABILE CHE NON

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

L'informativa interdittiva antimafia, stante la sua natura cautelare e preventiva, può legittimamente basarsi su un quadro indiziario che evidenzi il pericolo di infiltrazione mafiosa secondo il canone del 'più probabile che non', restando autonoma rispetto agli esiti dei processi penali che abbiano dichiarato il non luogo a procedere per ragioni meramente procedurali, come il difetto di querela, (...)

LEGITTIMA L'INFORMATIVA INTERDITTIVA ANTIMAFIA EMESSA IN SEDE DI RILASCIO DELLA COMUNICAZIONE

CONS. STATO - Sentenza

In forza del principio di unitarietà del sistema di prevenzione antimafia, il Prefetto ha la facoltà di adottare un'informativa interdittiva anche qualora il procedimento sia stato avviato per il rilascio di una comunicazione liberatoria, laddove emergano elementi sintomatici di un condizionamento mafioso, restando irrilevante l'assenza delle cause ostative tassative o l'esistenza di assoluzioni p (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Sentenza

Ai fini della verifica del pericolo di infiltrazione mafiosa per l'iscrizione nella White List, l'amministrazione può valorizzare i rapporti di parentela tra i soci o gli amministratori dell'impresa e soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, qualora l'intensità di tali legami, unita a vicende societarie e lavorative sospette, faccia ragionevolmente ritenere che l'attività imprenditorial (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA PER LEGAMI SENTIMENTALI E COLLABORAZIONI LAVORATIVE SOSPETTE

TAR CALABRIA SEZIONE STACCATA DI REGGIO CALABRIA - Sentenza

Ai fini della legittimità di un'informativa antimafia interdittiva, il Prefetto può estendere l'accertamento anche a soggetti che, pur non rivestendo ruoli apicali formali, risultino in grado di determinare le scelte dell'impresa in virtù di stretti legami affettivi e di una costante presenza lavorativa, operando una valutazione discrezionale basata sul criterio probabilistico del rischio di inqui (...)

LEGITTIMITA' DELL'INFORMATIVA ANTIMAFIA PER PERICOLO DI INFILTRAZIONE CRIMINALE ANCHE IN PRESENZA DI SELF-CLEANING APPARENTE

CONS. STATO - Sentenza

È legittima l'informativa antimafia interdittiva fondata su un quadro istruttorio che evidenzi la contiguità del dominus di fatto di un'impresa con contesti di criminalità organizzata, anche laddove l'operatore economico abbia tentato operazioni di ristrutturazione societaria, qualora tali misure risultino meramente formali e non idonee a recidere i legami con la malavita, essendo sufficiente il p (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA FONDATA SU REATI SPIA ANCHE DOPO LA REVOCA DEL SEQUESTRO PREVENTIVO (80.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA, SEZIONE STACCATA DI REGGIO CALABRIA - Sentenza

È legittima l'informativa antimafia fondata sulla contestazione di reati spia a carico degli amministratori di una società, anche qualora intervenga la revoca di misure cautelari reali in sede penale, restando ferma l'autonomia della valutazione prefettizia basata sulla prognosi inferenziale del pericolo di permeabilità criminale dell'impresa. (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST BASATO SU PLURIMI INDIZI DI PERMEABILITÀ MAFIOSA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA - Sentenza

Il diniego di iscrizione nelle White List è legittimo quando basato su plurime e univoche circostanze indiziarie, quali frequentazioni con soggetti controindicati e legami parentali con imprese interdette, che evidenzino un rischio di condizionamento mafioso secondo la regola del 'più probabile che non', qualora l'operatore economico non fornisca elementi probatori idonei a smentire tale quadro in (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANCHE SENZA PREAVVISO IN PRESENZA DI PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA

T.A.R. PUGLIA - BARI - Sentenza

L'interdittiva antimafia non richiede la prova di un fatto, ma la presenza di indizi dai quali sia verosimile desumere il collegamento con organizzazioni mafiose o il condizionamento da parte di queste. La comunicazione di avvio del procedimento ex art. 93 comma 7 d.lgs. 159/2011 è rimessa alla discrezionalità del Prefetto e può essere legittimamente omessa qualora sussistano esigenze di celerità (...)

LEGITTIMA LA SOSPENSIONE DEI LAVORI PER INTERDITTIVA ANTIMAFIA SOPRAVVENUTA (158.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO, SEZIONE STACCATA DI LATINA - Sentenza

In caso di informativa antimafia sopravvenuta durante l'esecuzione di un appalto, l'Amministrazione dispone di una facoltà discrezionale nel decidere se recedere dal contratto o proseguire il rapporto qualora l'opera sia in corso di ultimazione; la sospensione dei lavori ordinata in conseguenza dell'interdittiva è legittima qualora sia ravvisabile una circostanza speciale imprevedibile idonea a in (...)

L'ASSOLUZIONE PENALE NON PRECLUDE L'INFORMATIVA ANTIMAFIA BASATA SU ELEMENTI PROGNOSTICI (84.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva prescinde dall'accertamento di una responsabilità penale, fondandosi su un giudizio prognostico-probabilistico di natura discrezionale. La sentenza di assoluzione in sede penale non comporta l'automatico venir meno del pericolo di infiltrazione mafiosa, potendo l'autorità prefettizia legittimamente valorizzare elementi sintomatici quali frequentazioni, contesti (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI ISCRIZIONE NELLA WHITE LIST PER COMPLESSIVO PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA (94.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'EMILIA ROMAGNA, SEZIONE STACCATA DI PARMA - Sentenza

È legittimo il diniego di iscrizione nella White List fondato su una valutazione d'insieme di elementi indiziari, quali la condivisione della sede con soggetti interdetti, la sussistenza di legami parentali con esponenti mafiosi e l'impiego di maestranze con precedenti penali gravi, non potendo tali elementi essere contestati isolatamente per neutralizzarne la valenza probatoria complessiva. (...)

LEGITTIMITA DELL'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU INDIZI DI CONDIZIONAMENTO STRUTTURALE E NON OCCASIONALE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

Ai fini dell'adozione dell'interdittiva antimafia, non occorre provare l'avvenuta infiltrazione, bensi la sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi dai quali sia deducibile il pericolo di ingerenza della criminalita organizzata. Tale pericolo deve essere valutato secondo un giudizio prognostico unitario degli elementi raccolti, superando la visione atomistica dei singoli fatti, e non richiede (...)

IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA VA VALUTATO SECONDO IL CRITERIO DEL PIU' PROBABILE CHE NON

CONS. STATO - Sentenza

L'interdittiva antimafia costituisce una misura cautelare e preventiva volta a contrastare i tentativi di infiltrazione mafiosa nell'economia legale; la sua emissione non richiede la prova di un reato o di un condizionamento attuale, ma la sussistenza di indizi di permeabilità che rendano il pericolo più probabile che non. La valutazione prefettizia può legittimamente fondarsi anche su elementi at (...)

LEGITTIMA L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA BASATA SU LEGAMI FAMILIARI E RAPPORTI CON IMPRESE CONTROINDICATE (94.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'EMILIA ROMAGNA - Sentenza

Ai fini dell'emissione di un'interdittiva antimafia, la Prefettura non deve fornire la prova di una diretta gestione dell'impresa da parte della criminalità, essendo sufficiente una valutazione prognostica basata su elementi sintomatici quali legami familiari e rapporti economici con soggetti controindicati, anche se di modesto valore economico, che rendano plausibile il pericolo di condizionament (...)

IL PERICOLO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA GIUSTIFICA L'INTERDITTIVA ANCHE SENZA PROVA DELL'AVVENUTA CONTAMINAZIONE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE - Sentenza

L'informativa antimafia interdittiva prescinde dall'accertamento di fatti di reato, fondandosi sulla sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi che rendano verosimile il pericolo di condizionamento della criminalità organizzata. I rapporti di parentela tra i soci e soggetti affiliati a consorterie mafiose assumono rilievo determinante qualora la governance societaria e la struttura proprietari (...)