Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Vincolo espropriativo

OBBLIGATORIA LA RIAPPOSIZIONE DEL VINCOLO ESPROPRIATIVO PER IL NUOVO PIANO INSEDIAMENTI PRODUTTIVI (12.1)

CONS. STATO - Sentenza

L'inserimento di aree private nel Piano per gli Insediamenti Produttivi (P.I.P.) richiede necessariamente la riapposizione del vincolo preordinato all'esproprio qualora il precedente strumento attuativo sia decaduto, poiché l'approvazione del piano equivale a dichiarazione di pubblica utilità e non può essere surrogata dal mero principio di ultravitarietà delle prescrizioni urbanistiche residue. (...)

NATURA NON IMMEDIATAMENTE LESIVA DELLA PROGRAMMAZIONE TRIENNALE DEI LAVORI

TAR SICILIA, CATANIA - Sentenza

La deliberazione di programmazione triennale dei lavori pubblici ha natura di atto di pianificazione e di indirizzo e, come tale, non è immediatamente impugnabile dai privati, mancando di una lesività attuale e concreta. Tale atto non determina l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio né la dichiarazione di pubblica utilità, che restano posticipate al momento dell'approvazione del proge (...)

NECESSARIA ATTUALITÀ DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E COMPETENZA CIPESS (167.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

L'approvazione dei progetti da parte dei Commissari Straordinari non sostituisce le determinazioni relative alla tutela ambientale, le quali, per le opere di rilevanza strategica, richiedono la specifica approvazione del CIPESS. È illegittima la VIA basata su dati istruttori non aggiornati che non tengano conto delle evoluzioni tecnologiche e territoriali intervenute nel corso del tempo; parimenti (...)

DELIBERA CONSILIARE NECESSARIA PER OPERE STATALI IN VARIANTE URBANISTICA (3.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

L'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio per la realizzazione di un'opera pubblica statale in difformità dalle previsioni del piano regolatore generale richiede l'attivazione di un procedimento speciale che non può prescindere dalla previa deliberazione degli organi collegiali rappresentativi del Comune interessato. Tale adempimento, previsto dall'art. 3 del d.P.R. 383/1994, prevale sul (...)

LIMITI AL SINDACATO GIURISDIZIONALE SULLA DISCREZIONALITÀ TECNICA DELLE SCELTE URBANISTICHE COMUNALI

TRIBUNALE REGIONALE DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA - SEZIONE AUTONOMA DI BOLZANO - Sentenza

In materia di varianti urbanistiche, l'Amministrazione gode di una discrezionalità tale da rendere le scelte di merito insindacabili dal giudice amministrativo, salvo il caso di vizi macroscopici quali l'irragionevolezza manifesta o il travisamento dei fatti. L'interesse del proprietario privato alla conservazione della destinazione del suolo recede di fronte alle motivate esigenze di interesse pu (...)

SOSPENSIONE DELLA PUBBLICA UTILITÀ PER DOCUMENTAZIONE INCOMPLETA NELLA VARIANTE URBANISTICA PREORDINATA ALL'ESPROPRIO (19.4)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL MOLISE - Ordinanza

È legittima la sospensione cautelare della dichiarazione di pubblica utilità qualora la procedura di variante urbanistica finalizzata all'esproprio risulti viziata dall'omesso invio alla Regione degli elaborati grafici indicanti le aree oggetto di riclassificazione, non risultando sufficiente la sola delibera comunale se priva degli allegati tecnici descrittivi della variante stessa. (...)

ILLEGITTIMO L'ANNULLAMENTO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE OLTRE I DODICI MESI

TAR CAMPANIA - Sentenza

Il termine di dodici mesi previsto dall'art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990 per l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio costituisce un limite temporale inderogabile a presidio della certezza del diritto e degli investimenti privati, superabile solo in caso di dolo accertato del destinatario. Inoltre, sussiste l'obbligo della comunicazione personale di avvio del procedimento di appo (...)

L'OTTENIMENTO DEL BENE DELLA VITA DETERMINA LA CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE (34.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA, LECCE - Sentenza

Ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere qualora il ricorrente abbia ottenuto in via amministrativa il bene della vita atteso, tale da rendere inutile la prosecuzione del processo per l'oggettivo venire meno della lite, come nel caso di stralcio delle parcelle di proprietà dall'esecuzione di lavori pubblici e rimozione del vincolo espro (...)

CESSAZIONE MATERIA CONTENDERE PER STRALCIO DEL VINCOLO ESPROPRIATIVO (34.5)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Sentenza

La cessazione della materia del contendere può essere pronunciata nel caso in cui la parte ricorrente abbia ottenuto in via amministrativa il bene della vita atteso, sì da rendere inutile la prosecuzione del processo stante l'oggettivo venir meno della lite. (...)