Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici
Argomento: Standard urbanistici
EFFICACIA DI VARIANTE URBANISTICA NELL'APPROVAZIONE DI OPERE PUBBLICHE E APPLICAZIONE DEGLI STANDARD MINIMI
In materia di pianificazione urbanistica, la dotazione minima inderogabile di spazi pubblici prevista per gli insediamenti residenziali va riferita alla quantificazione generale complessiva e non alle singole categorie di standard; nelle zone territoriali omogenee di tipo B, tale dotazione è computabile in misura ridotta e la verifica del suo rispetto non può essere frazionata a livello di singolo (...)
INDEROGABILITÀ DEGLI STANDARD URBANISTICI STATALI RISPETTO ALLA NORMATIVA REGIONALE PIANO CASA
I limiti di densità fondiaria previsti dal D.M. 1444 del 1968 hanno efficacia vincolante verso il legislatore regionale, costituendo principi fondamentali della materia del governo del territorio. Pertanto, la normativa regionale derogatoria (c.d. Piano Casa) deve essere assoggettata a una stretta interpretazione e non può superare i limiti massimi inderogabili di edificabilità nelle zone storiche (...)
LEGITTIMITÀ DELLA VARIANTE URBANISTICA AUTOMATICA MEDIANTE PROGETTO DI FATTIBILITÀ TECNICA (152.5)
È legittima la procedura accelerata che attribuisce all'approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE) valore di variante urbanistica, semplificando l'iter per la realizzazione di opere di interesse statale e rendendo inoperanti i vincoli del piano regolatore generale che risultino incompatibili con il progetto validato. (...)
IL PAGAMENTO DEGLI ONERI E LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE HANNO CARATTERE CUMULATIVO
L'esenzione totale o parziale dal pagamento degli oneri di urbanizzazione non deriva da una determinazione autonoma del privato, bensì necessita di un atto della Pubblica Amministrazione che definisca convenzionalmente le opere ammesse a scomputo e la quota di oneri non dovuta. Gli standard urbanistici previsti dalla pianificazione come obbligo aggiuntivo non sono automaticamente scomputabili dal (...)
COMPATIBILITÀ URBANISTICA DEL CENTRO DI RACCOLTA RIFIUTI E LIVELLI DI PROGETTAZIONE (23.1)
Il centro comunale di raccolta rifiuti è un'opera funzionale a un servizio pubblico necessario che, al pari degli impianti delle reti infrastrutturali, non richiede una specifica destinazione urbanistica 'a servizi' e può essere legittimamente ubicato in zone destinate ad attrezzature di quartiere. In fase di redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, non è richiesta la completezza d (...)
INAMMISSIBILE IL RICORSO PER DIFETTO DI INTERESSE SE MANCA UN PREGIUDIZIO CONCRETO E ATTUALE
In tema di appalti di lavori pubblici e varianti urbanistiche, è inammissibile per difetto di interesse l'impugnazione proposta dal titolare di un impianto sportivo limitrofo che lamenti la sottrazione di aree di sosta pubbliche, qualora risulti che lo stesso disponga già, nel proprio perimetro aziendale, del numero di stalli richiesti dagli standard tecnici (norme CONI) in relazione alla potenzia (...)
INAPPLICABILITÀ DEL SILENZIO ASSENSO AL TERMINE GIUDIZIALE DI RIESERCIZIO DEL POTERE AMMINISTRATIVO
In sede di ottemperanza o di riesame dopo l'annullamento giurisdizionale, il mancato rispetto del termine imposto dal giudice per la rideterminazione non comporta il perfezionamento del silenzio-assenso sull'istanza del privato. Le infrastrutture di telefonia mobile, pur essendo opere di pubblica utilità, devono rispettare la pianificazione urbanistica essenziale relativa agli standard minimi inde (...)
INESISTENTE L'ELUSIONE DEL GIUDICATO SE IL NUOVO DINIEGO INTEGRA MOTIVAZIONI DIVERSE
Il vincolo del giudicato non impedisce all'amministrazione la riedizione del potere qualora l'annullamento sia derivato da un difetto di motivazione. L'adozione di un nuovo provvedimento di diniego, fondato sulla necessità di salvaguardare gli standard urbanistici inderogabili di un piano attuativo, costituisce esercizio di un potere non precluso e, pertanto, non integra la nullità per elusione de (...)
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