Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Libertà d'impresa

OBBLIGO DI VERIFICA DI ANOMALIA PER OFFERTE CON COSTI MANODOPERA INFERIORI ALLA BASE D'ASTA (41.14)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Sussiste l'obbligo per la stazione appaltante di sottoporre a verifica di anomalia l'offerta economica che individui, a titolo di costo della manodopera, un importo inferiore a quello indicato nell'importo a base di gara, al fine di accertare che il ribasso sia frutto di una più efficiente organizzazione aziendale e non dell'indebita compressione dei diritti dei lavoratori. (...)

LEGITTIMO IL RIASSORBIMENTO PARZIALE DEL PERSONALE PER SALVAGUARDARE LA LIBERTÀ IMPRENDITORIALE (102.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

In una gara d'appalto, l'operatore economico può legittimamente prevedere il trasferimento parziale del personale protetto dalla clausola sociale verso altre commesse proprie, purché sia garantita la stabilità occupazionale e il rispetto dei contratti collettivi; tale scelta organizzativa rientra nella libertà imprenditoriale e non configura di per sé un'anomalia dell'offerta o un difetto di istru (...)

ILLEGITTIMA L'ESCLUSIONE PER VARIAZIONE DELL'ORGANIGRAMMA RISPETTO ALLA CLAUSOLA SOCIALE (50.1)

TAR CAMPANIA - Sentenza

È illegittima l'esclusione automatica di un concorrente motivata dallo scostamento tra l'organigramma proposto e quello del gestore uscente, poiché la clausola sociale non preclude all'operatore economico la facoltà di organizzare il servizio in modo differente ed efficiente, fermo restando il mantenimento dei livelli occupazionali. (...)

LIMITAZIONE AUDIOGUIDE PRIVATE PER TUTELA SCIENTIFICA DELLA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI

TAR CAMPANIA - Sentenza

La valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica, pur potendo avvenire su iniziativa privata, deve essere coordinata dall'Amministrazione titolare, la quale può legittimamente vietare l'uso di audioguide non autorizzate per assicurare la correttezza delle informazioni storiche fornite e la gestione ordinata dei flussi dei visitatori. (...)

INTERPRETAZIONE ELASTICA DELLA CLAUSOLA SOCIALE E DISCREZIONALITÀ NELLA VERIFICA DI ANOMALIA DELL'OFFERTA (57.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Ordinanza

La clausola sociale non può essere intesa in senso rigido, poiché la sua elasticità è condizione stessa di validità, dovendo risultare compatibile con i principi nazionali e comunitari in materia di libertà di iniziativa imprenditoriale e di concorrenza. Spetta inoltre alla stazione appaltante una discrezionalità non sindacabile nel merito riguardo alla scelta di procedere o meno alla verifica fac (...)

LIBERTÀ ORGANIZZATIVA NELL'INQUADRAMENTO DEL PERSONALE E VERIFICA DI ANOMALIA (97.5)

CONS. STATO - Sentenza

Nelle gare pubbliche, il giudizio di anomalia dell'offerta ha natura globale e sintetica e costituisce espressione di un potere tecnico-discrezionale riservato alla stazione appaltante, insindacabile in sede giurisdizionale salvo manifesta erroneità. La scelta dell'inquadramento dei lavoratori e dei relativi costi rientra nella libertà d'impresa dell'operatore economico. Inoltre, le valutazioni es (...)

COMPATIBILITÀ TRA CLAUSOLA SOCIALE E LIBERTÀ D’IMPRESA NELLA RIMODULAZIONE DEL PERSONALE (57.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la clausola sociale non comporta un obbligo di riassorbimento del personale uscente in termini di assoluta identità di condizioni contrattuali e orarie, restando impregiudicata la facoltà dell'impresa subentrante di definire la propria organizzazione del lavoro. È inoltre legittima, in sede di verifica dell'anomalia, la rimodulazione delle voci di costo dell'offerta at (...)

ARMONIZZAZIONE DELLA CLAUSOLA SOCIALE CON LA LIBERTA DI INIZIATIVA ECONOMICA DELL'IMPRESA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA - Sentenza

Nelle gare d'appalto, la clausola sociale richiede un bilanciamento tra la protezione del diritto al lavoro e la libertà di iniziativa economica privata garantita dall'art. 41 Cost. Pertanto, l'obbligo di riassorbimento non impedisce all'aggiudicataria di prevedere l'utilizzo di un centro di cottura posto fuori regione presso il quale reimpiegare il personale uscente, se tale scelta è coerente con (...)

INTERPRETAZIONE ELASTICA DELLA CLAUSOLA SOCIALE E LIMITI ALL'OBBLIGO DI RIASSORBIMENTO DEL PERSONALE (57.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la clausola sociale non comporta un obbligo indiscriminato e generalizzato di riassorbimento di tutto il personale utilizzato dall'impresa uscente, dovendosi tenere conto dell'organizzazione aziendale del nuovo affidatario. L'onere di assunzione è limitato a quanto effettivamente necessario per l'esecuzione del servizio secondo il modello organizzativo proposto dall'op (...)

PORTATA DELLA CLAUSOLA SOCIALE E LIMITI ALL'OBBLIGO DI RIASSORBIMENTO DEL PERSONALE USCENTE (57.1)

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - Sentenza

In tema di appalti pubblici, la clausola sociale non comporta per l'offerente un obbligo assoluto di mantenere i medesimi livelli occupazionali del gestore uscente, né di applicare le stesse condizioni contrattuali, poiché tale vincolo deve essere bilanciato con la libertà di impresa garantita dall'art. 41 della Costituzione. L'accettazione incondizionata della clausola sociale in sede di gara vin (...)

LIBERTÀ ORGANIZZATIVA DELL'IMPRESA NELL'INQUADRAMENTO DEI LAVORATORI E LIMITI DELLA CLAUSOLA SOCIALE (50.1)

CONS. STATO - Sentenza

La clausola sociale non obbliga l'aggiudicatario ad assumere il personale uscente con il medesimo inquadramento professionale o trattamento economico, né impedisce l'utilizzo di collaborazioni coordinate e continuative se le mansioni non richiedono un potere gerarchico e l'organizzazione resta in capo all'imprenditore. (...)