Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Concessione di beni

LA GESTIONE DI UN PARCHEGGIO CONFIGURA UNA CONCESSIONE DI BENI, ESCLUSA DAL CODICE DEI CONTRATTI (176)

TAR LOMBARDIA MI - SENTENZA

È nulla la clausola negoziale che riserva al concessionario uscente il diritto di prelazione per l'affidamento della gestione di un bene pubblico, in quanto contraria ai principi eurounitari di concorrenza, parità di trattamento e libertà di stabilimento. Nel caso in cui l'Amministrazione persegua esclusivamente lo sfruttamento economico di un immobile trami (...)

DISTINZIONE TRA CONCESSIONE DI BENI E CONCESSIONE DI SERVIZI NELL’AFFIDAMENTO DI SPAZI PER BAR E CATERING PRESSO UN COMPLESSO IMMOBILIARE PUBBLICO (I.1)

TAR LAZIO RM - SENTENZA

Il criterio discriminante tra concessione di beni e concessione di servizi risiede negli obiettivi di fondo perseguiti dall&#39;Amministrazione: se questi travalicano il mero utilizzo del bene secondo la sua destinazione ordinaria per imporre precisi standard di servizio, il rapporto deve essere ricondotto alla disciplina delle concessioni di servizi.<p style="t (...)

INAPPLICABILITÀ DELLE VERIFICHE DI MORALITÀ E ANOMALIA NELLE CONCESSIONI DI BENI (13.5)

CONS. STATO - Sentenza

Alle concessioni di beni demaniali, qualificabili come contratti attivi esclusi in assenza di trasferimento del rischio operativo, non si applicano le disposizioni sulla verifica obbligatoria dell'anomalia dell'offerta, né gli specifici moduli procedurali di verifica dei requisiti morali previsti per le concessioni di servizi, fermo restando il rispetto dei principi generali di trasparenza e par c (...)

NULLITÀ DELLA CLAUSOLA DI PRELAZIONE PER IL GESTORE USCENTE NELLE CONCESSIONI DI BENI PUBBLICI

TAR LOMBARDIA, MILANO - Sentenza

In materia di assegnazione di beni pubblici, la clausola di prelazione inserita in un contratto di concessione a favore del gestore uscente è nulla per violazione dell'ordine pubblico economico eurounitario, in quanto costituisce una barriera all'ingresso che dissuade gli operatori economici dal partecipare alla procedura competitiva, violando i principi di trasparenza e concorrenza. (...)