Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Abuso Edilizio

CONTAINER CON UTILITÀ PROLUNGATA: NUOVA COSTRUZIONE E RIMOZIONE COME ATTO VINCOLATO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA SALERNO - Sentenza

L'installazione di un container destinato a un'utilità prolungata nel tempo configura una nuova costruzione soggetta a titolo abilitativo; l'ordinanza di rimozione di tale manufatto abusivo costituisce un atto vincolato dell'amministrazione, per il quale non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 della legge n. 241/1990. (...)

LEGITTIMO IL DINIEGO DI RINNOVO DELLA CONCESSIONE DEMANIALE PER OCCUPAZIONE ABUSIVA DI AREE LIMITROFE

CONSIGLIO DI STATO - Sentenza

In tema di concessioni demaniali, è legittimo il diniego di rinnovo fondato sulla pregressa occupazione abusiva di porzioni di specchio acqueo ulteriori rispetto a quelle assentite, in quanto tale condotta pregiudica il rapporto di fiducia con l'Amministrazione e giustifica la restituzione del bene all'uso pubblico o alla gara. (...)

INAMMISSIBILE LA SCIA DI RIPRISTINO CHE NON ELIMINA L'AUMENTO VOLUMETRICO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È legittimo il provvedimento con cui l'amministrazione inibisce una SCIA di ripristino che preveda esclusivamente interventi interni (quali controsoffitti o massetti) per ridurre l'altezza utile, qualora l'abuso accertato consista in un aumento dell'altezza esterna e della volumetria lorda. Tali interventi non eliminano la variazione della sagoma esterna che, in zone vincolate, richiede necessaria (...)

INAPPLICABILE LA SANATORIA EDILIZIA ORDINARIA PER OPERE SU IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI IN CONCESSIONE (7.1)

TAR LAZIO RM - Sentenza

La gestione di impianti sportivi comunali integra un servizio pubblico locale, con la conseguenza che l'esecuzione di interventi edilizi sugli stessi sfugge all'applicazione dei titoli abilitativi per l'edilizia privata. Tali interventi costituiscono opere pubbliche da realizzarsi previo accertamento di conformità urbanistica ai sensi dell'art. 7 del d.P.R. 380/2001 e della procedura speciale di a (...)

ORDINE DI DEMOLIZIONE SU SUOLO PUBBLICO SOLO CONTRO IL RESPONSABILE DELL'ABUSO (35.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Ai sensi dell'art. 35, comma 1, del D.P.R. n. 380/2001, in caso di interventi abusivi realizzati su suoli di enti pubblici, l'amministrazione è tenuta a indirizzare l'ordine di rimozione e ripristino unicamente nei confronti del responsabile dell'abuso; ne consegue l'illegittimità del provvedimento indirizzato al proprietario di un'area finitima per manufatti realizzati in epoca remota da soggetti (...)

NATURA DI NUOVA COSTRUZIONE PER MURI PREFABBRICATI IN CEMENTO ARMATO (3.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

I manufatti costituiti da pannelli prefabbricati in cemento armato, di altezza significativa e stabilmente ancorati alla pavimentazione tramite raccordi, non possono essere qualificati come opere temporanee o di manutenzione straordinaria. Tali strutture, avendo un impatto stabile sul territorio e una funzione non meramente contingente, rientrano nella categoria degli interventi di nuova costruzio (...)

L'ONERE DELLA PROVA SULLA DATAZIONE DEGLI ABUSI EDILIZI INCOMBE SUL PRIVATO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In materia di abusi edilizi, l'onere della prova circa l'epoca di ultimazione delle opere, finalizzato a dimostrare che esse rientrino fra quelle per cui non era richiesto un titolo ratione temporis, incombe sul privato a ciò interessato, in quanto unico soggetto nella disponibilità di documenti ed elementi di prova. L'attività repressiva dell'abusivismo edilizio è un'attività vincolata che non ri (...)

L'ONERE PROBATORIO SULLA DATA DI REALIZZAZIONE DELL'ABUSO EDILIZIO SPETTA AL PRIVATO (31.1)

CONS. STATO - Sentenza

In tema di repressione dell'abusivismo edilizio, spetta al privato l'onere di fornire prove certe e inconfutabili circa l'epoca di realizzazione di un'opera asseritamente preesistente al 1942; la classificazione catastale riveste carattere meramente sussidiario e non può prevalere sulle evidenze tecniche ufficiali, quali gli stralci aerofotogrammetrici storici, che attestino una diversa consistenz (...)

L'INNALZAMENTO DEL PAVIMENTO NON SANA L'ABUSO VOLUMETRICO ESTERNO DEL FABBRICATO

CONS. STATO - Sentenza

Il volume lordo di un fabbricato è indipendente da eventuali innalzamenti della quota del terreno esterno o del piano di calpestio interno, essendo calcolato rispetto all'estradosso della copertura; ne consegue che tali interventi non sono idonei a sanare un abuso edilizio consistente in una maggiore altezza esterna del manufatto rispetto a quanto autorizzato, permanendo l'obbligo di demolizione d (...)

DIVIETO DI SANATORIA PAESAGGISTICA E ONERE PROVA DATAZIONE OPERA

CONS. STATO - Sentenza

In materia di tutela del paesaggio, il divieto di accertamento della compatibilità paesaggistica postuma, di cui all'art. 167, comma 4, del D.Lgs. n. 42 del 2004, impedisce la sanatoria di interventi che abbiano determinato la creazione di nuovi volumi o superfici successivamente al 12 maggio 2006, spettando al privato l'onere di provare che l'intervento sia stato ultimato in epoca anteriore. (...)

INAMMISSIBILITÀ RICORSO CONTRO VERBALE INOTTEMPERANZA PRIVO DI LESIVITÀ ATTUALE

TAR SICILIA - SEZIONE STACCATA DI CATANIA - Sentenza

È inammissibile per carenza di interesse e difetto di lesività attuale il ricorso proposto avverso la nota comunale che comunica l'esito di un accertamento di inottemperanza a un'ordinanza di demolizione, qualora tale atto rivesta natura meramente strumentale e partecipativa di scienza, rinviando l'effetto ablatorio-sanzionatorio a successivi provvedimenti. (...)

INAMMISSIBILE LA SANATORIA PARZIALE DI OPERE EDILIZIE ABUSIVE UNITARIAMENTE CONSIDERATE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

È illegittimo il rilascio di un accertamento di conformità parziale per opere abusive, dovendo l'autorità amministrativa valutare l'impatto urbanistico e la conformità della costruzione nel suo complesso unitario; ne consegue che il frazionamento della richiesta di sanatoria non consente di eludere l'obbligo della doppia conformità dell'intera opera. Inoltre, la pendenza di un'istanza di sanatoria (...)

PERTINENZIALITÀ URBANISTICA: LIMITI VOLUMETRICI E NATURA VINCOLATA DELLA DEMOLIZIONE

CONS. STATO - Sentenza

In materia edilizia, la qualifica di pertinenza richiede un impatto volumetrico minimo e l'assenza di carico urbanistico; un portico stabilmente ancorato al suolo di dimensioni non modeste costituisce trasformazione urbanistica soggetta a titolo abilitativo, la cui repressione non necessita di preavviso partecipativo essendo attività vincolata. (...)

SANATORIA SISMICA POSTUMA E DIVIETO DI ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ CONDIZIONATO (36.1)

CONS. STATO - Sentenza

In materia di abusi edilizi commessi in zone sismiche, il principio della doppia conformità richiesto dall'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 si estende anche alla normativa antisismica. Pertanto, l'accertamento di conformità può essere rilasciato solo se l'opera risulti conforme alle norme tecniche vigenti sia al momento della sua realizzazione che al momento della presentazione dell'istanza. Non è a (...)

INEFFICACIA DEL REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE PRIVO DI APPROVAZIONE STATALE

T.A.R. CAMPANIA - Sentenza

Ai fini del condono edilizio, l'obbligo di munirsi di licenza per le costruzioni realizzate fuori dal centro abitato decorre esclusivamente dall'entrata in vigore della Legge n. 765 del 1967, qualora il regolamento edilizio comunale che ne prevedeva l'estensione a tutto il territorio non sia stato perfezionato con l'approvazione ministeriale prescritta dall'art. 36 della Legge n. 1150 del 1942. (...)

ILLEGITTIMO IL RINNOVO DELLA CONCESSIONE DEMANIALE SENZA AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PREVENTIVA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

In sede di rinnovo di una concessione demaniale lacuale, la carenza di autorizzazione paesaggistica per le strutture funzionali all'ormeggio configura un impedimento assoluto che rende il diniego dell'amministrazione un atto dovuto e vincolato. In tale contesto, i vizi di partecipazione procedurale sono superabili ex art. 21-octies, comma 2, della Legge 241/1990, e i divieti regolamentari sopravve (...)

LEGITTIMA LA DOPPIA SANZIONE PECUNIARIA PER INOTTEMPERANZA A DISTINTE DEMOLIZIONI

CONS. STATO - Sentenza

In materia edilizia, la sanzione pecuniaria prevista per l'inottemperanza all'ordine di demolizione costituisce la conseguenza di un illecito omissivo autonomo rispetto alla realizzazione dell'abuso. Qualora l'Amministrazione emetta plurimi provvedimenti ripristinatori non perfettamente sovrapponibili (distinguendo tra opere oggetto di condono denegato e ulteriori abusi mai istruiti per la sanator (...)

RESPONSABILITÀ CONGIUNTA DI PROPRIETARIO E COMMITTENTE PER GLI ABUSI EDILIZI COMMESSI (31.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

In materia edilizia, l’ordine di demolizione può essere legittimamente indirizzato al committente dell’opera abusiva anche qualora questi non sia più proprietario o possessore del bene al momento dell'ingiunzione, sussistendo in capo al medesimo un'autonoma legittimazione passiva derivante dalla qualifica di responsabile dell'abuso, senza che rilevino i rapporti contrattuali intercorsi con i terzi (...)

SOSPENSIONE CAUTELARE DELLA DEMOLIZIONE SUBORDINATA ALLA PRESTAZIONE DI CAUZIONE FIDEIUSSORIA

CONS. STATO - Ordinanza

Ai fini della concessione della sospensione cautelare di provvedimenti di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, il giudice può disporre che l'efficacia della misura sia subordinata all'adempimento di oneri specifici, quali la prestazione di una cauzione in favore dell'Amministrazione nelle forme previste dal Codice dei contratti pubblici, al fine di contemperare il danno paventato dal p (...)

EFFETTO AUTOMATICO DELL'ACQUISIZIONE PATRIMONIALE PER INOTTEMPERANZA ALL'ORDINE DI DEMOLIZIONE

CONS. STATO - Sentenza

In materia di repressione degli abusi edilizi, il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale costituisce un atto dovuto e ad effetto automatico che segue l'inottemperanza all'ordine di demolizione. La motivazione di tale atto può legittimamente limitarsi al richiamo degli interventi già sanzionati negli atti precedenti. L'eventuale stipula di una convenzione urbanistica volta al (...)

NATURA VINCOLATA E DOVUTA DELL'ORDINANZA DI DEMOLIZIONE PER ABUSI EDILIZI NON PRECARI

CONS. STATO - Sentenza

La realizzazione di una struttura con copertura e chiusure laterali che integri un nuovo locale autonomamente utilizzabile e trasformi il preesistente organismo edilizio per sagoma e volume non è riconducibile al regime di edilizia libera né alla C.I.L.A., configurando un abuso sanzionabile con la demolizione senza necessità di specifica motivazione sull'interesse pubblico. (...)

ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ DEL MERO FORNITORE DI MATERIALI PER ABUSI EDILIZI NEL CANTIERE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA TOSCANA - Sentenza

In tema di illeciti edilizi, la sanzione pecuniaria non può essere legittimamente irrogata alla società che ha agito come mero fornitore di materiali da costruzione, poiché costei è estranea alle qualifiche soggettive di titolare del permesso, committente, costruttore o direttore dei lavori, sulle quali l'art. 29 del d.P.R. n. 380/2001 pone l'onere della conformità delle opere alla normativa urban (...)

NATURA VINCOLATA DELL'ORDINE DI DEMOLIZIONE E INAPPLICABILITÀ DELLE GARANZIE PARTECIPATIVE

CONS. STATO - Sentenza

In materia di repressione degli abusi edilizi, l'ordine di demolizione costituisce un provvedimento vincolato che non richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 della legge n. 241/1990, né una specifica motivazione circa la sussistenza di un interesse pubblico attuale o la ponderazione tra l'interesse pubblico al ripristino e l'interesse privato del trasgressor (...)

IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO PER SOPRAVVENUTA OTTEMPERANZA ALL'ORDINE DI DEMOLIZIONE EDILIZIA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Sentenza

Deve essere dichiarata l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse qualora la parte ricorrente dichiari di aver ottemperato alle prescrizioni comunali di rimozione dei manufatti e l'amministrazione attesti la conclusione del procedimento sanzionatorio, venendo meno l'utilità di una decisione nel merito. (...)

LEGITTIMITÀ DELL'ORDINANZA DI DEMOLIZIONE COME ATTO VINCOLATO IN PRESENZA DI ABUSI EDILIZI

CONS. STATO - Sentenza

La trasformazione di un vano tecnico interrato in un locale destinato a uso abitativo, con contestuale sopraelevazione rispetto al piano di campagna, configura un intervento di nuova costruzione soggetto a permesso di costruire, rendendo legittimo e vincolato l'ordine di demolizione emesso dall'autorità competente. (...)

NATURA DI NUOVA COSTRUZIONE DEI CONTAINER E RESPONSABILITÀ DEL POSSESSORE DELL'AREA

CONS. STATO - Sentenza

In materia edilizia, i container destinati a deposito che permangono stabilmente sul territorio per un arco temporale rilevante perdono il carattere di precarietà e integrano una nuova costruzione soggetta a titolo abilitativo; l'ordine di rimozione di tali manufatti abusivi deve essere rivolto a chi ha la disponibilità giuridica dell'area, indipendentemente dalla proprietà delle strutture. (...)

DIVIETO DI SANATORIA PAESAGGISTICA PER OPERE COMPORTANTI NUOVE SUPERFICI O DISBOSCAMENTO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE - Sentenza

In materia di tutela del paesaggio, il divieto di sanatoria postuma ex art. 167 D.Lgs. 42/2004 opera per tutti gli interventi che determinano un aumento di superfici o volumi o che non siano riconducibili a manutenzione ordinaria o straordinaria. La realizzazione di una pista ciclabile con caratteristiche di percorribilità veicolare e conseguente disboscamento non è suscettibile di accertamento di (...)

SOPRAVVENUTA CARENZA DI INTERESSE PER NUOVO ASSETTO DEI RAPPORTI TRA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PRIVATO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Sentenza

La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione si verifica quando, nel corso del giudizio, sopraggiunge una situazione che determina una nuova valutazione dell’assetto del rapporto tra Pubblica Amministrazione e privato, rendendo inutile la prosecuzione del giudizio in quanto l’eventuale accoglimento della domanda di annullamento degli atti impugnati non arrecherebbe più alcuna utilità concre (...)

GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA SUL RIMBORSO SPESE PER DEMOLIZIONE DI ABUSI EDILIZI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA LECCE - Sentenza

La pretesa creditoria dell'Amministrazione per le spese di demolizione d'ufficio di opere abusive non è soggetta a prescrizione se il termine decennale non è decorso dal momento del pagamento effettivo alla ditta appaltatrice. L'omessa indicazione dei rimedi giurisdizionali nel provvedimento di ingiunzione configura una mera irregolarità che non determina la nullità o l'illegittimità dell'atto. (...)

NECESSARIA LA DISPONIBILITÀ MATERIALE DEL BENE PER L'ORDINANZA CONTINGIBILE E URGENTE DEL SINDACO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL PIEMONTE - Sentenza

È illegittima l'ordinanza contingibile e urgente rivolta a un soggetto che non abbia la disponibilità materiale dell'area interessata dal dissesto, poiché tale disponibilità rappresenta il presupposto logico e materiale per l'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza. Parimenti, l'ordinanza di rimessa in pristino per abuso edilizio deve essere annullata qualora l'Amministrazione non fornis (...)

ILLEGITTIMA L'ORDINANZA DI DEMOLIZIONE SE LE OPERE SONO ESEGUITE DALL'APPALTATORE DELLA PA

T.A.R. CAMPANIA - SALERNO - Sentenza

È annullabile l'ordinanza di demolizione qualora l'Amministrazione non fornisca prova dell'effettiva responsabilità del destinatario dell'ordine, specialmente quando l'area interessata è stata oggetto di cessione volontaria all'Ente e i lavori ritenuti abusivi sono riconducibili alle attività poste in essere dalla ditta appaltatrice incaricata dall'Amministrazione per la realizzazione di opere di (...)

QUALIFICAZIONE DELLE CASE MOBILI COME NUOVE COSTRUZIONI IN ASSENZA DI PRECARIETÀ

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Ordinanza

In materia edilizia, l'installazione di case mobili, bungalow o manufatti leggeri all'interno di complessi ricettivi all'aperto richiede il permesso di costruire qualora tali strutture non siano dirette a soddisfare esigenze meramente temporanee e risultino stabilmente ancorate al suolo, anche tramite allacciamenti alle reti tecnologiche o l'aggiunta di accessori fissi (come verande e coperture), (...)