Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Sicurezza sul lavoro

ILLEGITTIMO IL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO ADOTTATO OLTRE I TERMINI DI RAGIONEVOLE TEMPESTIVITÀ

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In materia di sicurezza sul lavoro, il provvedimento di interdizione alla contrattazione con le stazioni appaltanti deve essere emanato tempestivamente dall'amministrazione competente. Il superamento del termine ragionevole di 45 giorni dalla ricezione della documentazione, senza adeguata motivazione sulle ragioni del ritardo, configura una violazione del principio di celerità dell'azione amminist (...)

NATURA RICOGNITIVA DEL DECRETO INTERDITTIVO PER VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA (14.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'interdizione dalla contrattazione con le stazioni appaltanti derivante da gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro costituisce una misura accessoria e ricognitiva di un divieto ex lege. Tale provvedimento può essere legittimamente adottato anche dopo la cessazione della sospensione dell'attività, a condizione che la sua efficacia temporale sia parametrata alla durata della sospensione (...)

LEGITTIMO IL DECRETO INTERDITTIVO ANCHE SE ADOTTATO DOPO LA REVOCA DELLA SOSPENSIONE DEI LAVORI (14.2)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Il decreto interdittivo di cui all'art. 14 del d.lgs. n. 81/2008 non costituisce una sanzione autonoma ma una misura accessoria e ricognitiva di una sospensione effettivamente operante, la cui legittimità permane anche dopo la revoca della sospensione stessa per intervenuta regolarizzazione, al fine di garantire alle stazioni appaltanti la piena conoscenza dei precedenti dell'operatore economico. (...)

NATURA RICONOGNITIVA DEL DIVIETO DI CONTRARRE CON LA PA PER VIOLAZIONI SULLA SICUREZZA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Il provvedimento di interdizione a contrarre con la Pubblica Amministrazione, adottato ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008, ha natura ricognitiva e vincolata, costituendo un effetto automatico della sospensione dell'attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di sicurezza. Tale natura esclude l'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento e consente l'adozione dell'atto (...)

NATURA VINCOLATA DELL'INTERDITTIVA A CONTRARRE E OBBLIGO DI CORRETTA RAPPRESENTAZIONE NEL CASELLARIO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'interdizione a contrarre con la pubblica amministrazione ai sensi dell'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008 costituisce una misura accessoria e vincolata, di carattere meramente ricognitivo. L'erronea indicazione della durata del periodo di sospensione nel provvedimento trasmesso all'ANAC configura un vizio di legittimità per lesione della posizione dell'operatore economico. (...)

NATURA RICOGNITIVA DEL PROVVEDIMENTO INTERDITTIVO PER VIOLAZIONI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO (14.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

L'omessa o errata indicazione del termine e dell'autorità cui ricorrere in calce al provvedimento amministrativo integra una mera irregolarità inidonea a ledere la legittimità dell'atto. Il decreto ministeriale di interdizione a contrarre, avendo natura ricognitiva, non è soggetto a termini perentori di decadenza e può essere emanato tempestivamente anche dopo la cessazione della sospensione, a co (...)