Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Pubblico Impiego

RISARCIMENTO PER EQUIVALENTE DA RITARDATO ARRUOLAMENTO E DETERMINAZIONE DELL'ALIUNDE PERCEPTUM

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

In caso di ritardata costituzione del rapporto di pubblico impiego dovuta a provvedimenti illegittimi, al dipendente non spetta la ricostruzione economica della carriera ma il risarcimento del danno per equivalente ex art. 2043 c.c.; in tale ambito, l'illegittimità dell'atto amministrativo costituisce un indice presuntivo della colpa, spettando all'Amministrazione l'onere di provare l'errore scusa (...)

INOPPUGNABILITÀ INQUADRAMENTO E LIMITI RETROATTIVITÀ SENTENZE CORTE COSTITUZIONALE NEI RAPPORTI ESAURITI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

I ricorsi dei pubblici dipendenti volti all'accertamento di un inquadramento diverso da quello ottenuto, fondati sulla sopravvenuta dichiarazione di incostituzionalità delle norme regolatrici della carriera, sono inammissibili se proposti oltre i termini decadenziali dall'atto di inquadramento originario, configurandosi quest'ultimo come rapporto esaurito e intangibile. (...)

AMMISSIONE CON RISERVA ALLA PROCEDURA DI PROGRESSIONE TRA LE AREE

TAR LAZIO RM - Ordinanza

È legittima la concessione della misura cautelare dell'ammissione con riserva a una procedura di progressione tra aree professionali nel caso in cui il sistema informatico di presentazione delle domande impedisca l'inoltro dell'istanza per difetto di un requisito di anzianità, qualora tale preclusione integri un pregiudizio irreparabile in attesa del giudizio di merito. (...)

TRASFERIMENTO PER INCOMPATIBILITÀ AMBIENTALE PRESCINDE DALL’ESITO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE PENDENTE

CONS. STATO - Sentenza

Il trasferimento d'ufficio per ragioni di incompatibilità ambientale costituisce una misura cautelare-organizzativa autonoma rispetto al procedimento disciplinare, finalizzata a ripristinare il corretto funzionamento degli uffici e non a punire il dipendente. Pertanto, la sua validità non è condizionata all'esito del giudizio disciplinare né richiede la previa partecipazione dell'interessato, trat (...)

GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO PER LE PROCEDURE DI MOBILITÀ ESTERNA TRA AMMINISTRAZIONI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, le controversie relative alle procedure di mobilità esterna appartengono alla giurisdizione del Giudice Ordinario, trattandosi di una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro già in essere senza novazione oggettiva né costituzione di un nuovo vincolo, non essendo tali procedure assimilabili a concorsi pubblici per assunzione. (...)

LEGITTIMITÀ DELLA COMMISSIONE VALUTATRICE E DISCREZIONALITÀ NELLE PROMOZIONI INTERNE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO - Sentenza

Nelle procedure di avanzamento di carriera del personale dipendente, la partecipazione alla commissione di valutazione di soggetti che abbiano precedentemente redatto i rapporti informativi annuali dei candidati non determina una violazione del principio di imparzialità o un conflitto di interessi, atteso che tali rapporti costituiscono il presupposto istruttorio oggettivo e privilegiato su cui de (...)

LEGITTIMA LA REVOCA DEL CONCORSO PER SOPRAVVENUTE ESIGENZE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

CONS. STATO - Sentenza

Fino alla stipula del contratto di lavoro o alla nomina dei vincitori, la Pubblica Amministrazione conserva un'ampia facoltà di monitorare l'attualità dell'interesse pubblico al completamento della procedura concorsuale, potendo disporne la revoca qualora sopravvenute riforme legislative o l'evoluzione tecnologica (come il processo di digitalizzazione) impongano il reclutamento di personale con co (...)

NELLE PROGRESSIONI VERTICALI INTERNE LA PERTINENZA DEL TITOLO DI STUDIO NON È REQUISITO ESCLUDENTE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CALABRIA - Sentenza

È illegittima la previsione di un bando di concorso per progressioni verticali tra le aree che limita la valutazione dei titoli di studio e delle abilitazioni professionali alla sola pertinenza con la funzione di destinazione, in quanto nelle selezioni interne prevale la funzione di valorizzazione dell'esperienza già maturata dal dipendente e della sua crescita professionale complessiva, diversame (...)

VALUTAZIONE DELL'ATTINENZA DEI TITOLI DI STUDIO NELLE SELEZIONI INTERNE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA - Sentenza

È illegittima la valutazione di titoli professionali in una selezione interna qualora il punteggio assegnato risulti sprovvisto di una base dichiarativa o documentale che ne consenta la verifica, specialmente se la lex specialis prevede parametri rigidi di durata minima per il riconoscimento del credito. (...)

SOCIETÀ IN HOUSE E PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI RESTANO DISTINTE AI FINI CONCORSUALI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'UMBRIA - Sentenza

Ai fini della valutazione dei titoli nei concorsi per l'accesso al pubblico impiego, l'esperienza lavorativa maturata presso società in house non può essere equiparata al servizio prestato presso le pubbliche amministrazioni in senso stretto. Tale distinzione si giustifica per la diversa natura dei rapporti di lavoro e delle modalità di reclutamento, che nelle società a controllo pubblico non segu (...)

DIFETTO DI GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA SULLE GRADUATORIE D'ISTITUTO DEL PERSONALE DOCENTE

TRIBUNALE REGIONALE DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA DI TRENTO - Sentenza

Sussiste il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, in favore del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, in ordine alle controversie aventi ad oggetto la formazione e la gestione delle graduatorie d'istituto del personale docente, poiché queste realizzano finalità di gestione dei rapporti di impiego senza l'esercizio di poteri autoritativi o valutazioni discrezionali ris (...)

SPETTA AL GIUDICE ORDINARIO LA CONTROVERSIA SUI COMPENSI INCENTIVANTI PER FUNZIONI TECNICHE (113.3)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'UMBRIA - Sentenza

La pretesa alla liquidazione degli incentivi per funzioni tecniche del dipendente pubblico ha natura di diritto soggettivo retributivo accessorio, la cui tutela è rimessa alla giurisdizione del giudice ordinario. L'eventuale impugnazione di regolamenti comunali che disciplinano i criteri di riparto o i limiti di erogazione non sposta la giurisdizione al giudice amministrativo, trattandosi di atti (...)

INEQUIPARABILITÀ DEL SERVIZIO PRESSO PRIVATI AI FINI DEI TITOLI DI CARRIERA

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - PALERMO - Sentenza

Il servizio svolto presso un operatore economico privato aggiudicatario di un appalto di servizi non può essere valutato come titolo di carriera equiparabile al servizio pubblico prestato presso le unità sanitarie locali, mancando il requisito essenziale dell'instaurazione di un rapporto di impiego diretto con l'amministrazione sanitaria. (...)

LEGITTIMA LA RICHIESTA DI LAUREE SPECIFICHE PER LE PROGRESSIONI VERTICALI (52.1)

TAR SICILIA, CATANIA - Sentenza

È legittima la clausola del bando di concorso interno per progressioni verticali che richiede il possesso di specifiche classi di laurea affini al profilo professionale bandito, atteso che il requisito del titolo di studio per l'accesso dall'esterno è la regola generale e che le deroghe introdotte dalla normativa recente non sono immediatamente precettive in assenza della necessaria integrazione a (...)

LAUREA NECESSARIA PER L'ACCESSO ALL'AREA FUNZIONARI NEI SERVIZI EDUCATIVI COMUNALI

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA - Sentenza

Nelle procedure concorsuali indette dagli enti locali per l'accesso all'Area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione, la stazione appaltante deve richiedere il diploma di laurea quale requisito di ammissione, in conformità ai principi generali del pubblico impiego, restando irrilevante l'equipollenza dei diplomi magistrali ante 2001/2002 valida esclusivamente per l'abilitazione all'insegnamen (...)

INUTILIZZABILITÀ DEI REQUISITI TECNICI MATURATI DAL DIPENDENTE PUBBLICO PER LA PARTECIPAZIONE A GARE PRIVATE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'EMILIA ROMAGNA - Sentenza

I servizi di progettazione svolti da un tecnico in qualità di dipendente pubblico non sono idonei a costituire requisito di capacità tecnica spendibile da un operatore economico privato per la partecipazione a gare d'appalto. Tale attività, svolta nell'ambito del rapporto di pubblico impiego e remunerata mediante incentivi tecnici, è riferibile esclusivamente all'amministrazione di appartenenza pe (...)