Giurisprudenza e Prassi in materia di Appalti Pubblici

Argomento: Interpretazione Lex Specialis

INTERPRETAZIONE DELLA LEX SPECIALIS SECONDO RAGIONEVOLEZZA E FAVOR PARTECIPATIONIS NELLE GARE PUBBLICHE

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - Sentenza

In sede di gara pubblica, le clausole della lex specialis riguardanti i limiti spaziali per l'installazione delle apparecchiature devono essere interpretate secondo buona fede e ragionevolezza; pertanto, non è sanzionabile con l'esclusione la soluzione tecnica che preveda collegamenti aerei non ingombranti, finalizzati a connettere locali non contigui messi a disposizione dall'amministrazione. Ino (...)

PREVALENZA DEL PRINCIPIO DEL RISULTATO SUI FORMALISMI E SULLE IRREGOLARITA' DOCUMENTALI (1.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA - Sentenza

Il principio del risultato agisce come stella polare per le stazioni appaltanti, imponendo di preferire la conservazione degli atti e la valutazione sostanziale delle offerte rispetto a formalismi eccessivi, con la conseguenza che carenze documentali o divergenze tra bando e FAQ devono essere risolte favorendo la partecipazione, purché non sia compromessa la certezza del contenuto dell'offerta. (...)

ULTIMA GENERAZIONE TECNOLOGICA NON COINCIDE CON L'ULTIMO MODELLO COMMERCIALE IMMESSO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA EMILIA ROMAGNA - Sentenza

L'interpretazione della clausola della lex specialis che richiede l'offerta di sistemi di 'ultima generazione tecnologica' deve privilegiare il significato letterale e sistematico, riferendosi alla condizione tecnologica generale del mercato. Tale dicitura non è sovrapponibile a quella di 'ultimo modello presente sul mercato', lasciando all'operatore la scelta competitiva di offrire un prodotto ch (...)

INTERPRETAZIONE LETTERALE DEL RANGE DIOTTRICO QUALE INTERVALLO TRA VALORE MINIMO E MASSIMO

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER L'EMILIA ROMAGNA - Sentenza

È illegittima l'interpretazione di una clausola del bando che, riferendosi all'ampliamento di un 'range' tecnico, premi il numero di valori intermedi (densità) anziché l'estensione dell'intervallo tra minimo e massimo, qualora tale preferenza non sia esplicitamente prevista dalla lex specialis, dovendosi applicare i canoni di interpretazione letterale e l'esigenza di tutela della par condicio tra (...)

PREVALENZA DELLA LEX SPECIALIS SULLE AMBIGUITÀ DEI MODELLI DI OFFERTA ECONOMICA (82.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA - LECCE - Ordinanza

In tema di appalti pubblici, l'attività ermeneutica deve privilegiare il criterio letterale e sistematico della lex specialis per evitare integrazioni arbitrarie. I modelli di domanda o di offerta allegati al bando, non costituendo parte integrante delle regole di gara ma strumenti predisposti dall'amministrazione per agevolare i concorrenti, non possono fondare l'esclusione di un operatore in pre (...)

IL PRINCIPIO DI EQUIVALENZA PREVALE SUL REQUISITO FORMALE DI ORIGINALITÀ DEL MARCHIO (68.1)

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LE MARCHE - Sentenza

Il principio di equivalenza opera come limite generale alla discrezionalità della Stazione Appaltante nella redazione e interpretazione delle specifiche tecniche, imponendo di ammettere prodotti che, pur non essendo di marca 'originale', possiedono caratteristiche funzionali idonee a soddisfare le esigenze dell'Amministrazione; tale valutazione può essere operata dalla Commissione di gara anche im (...)